Discussione: Stage
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Vecchio 24-06-2009, 11:04
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E’ un bel blog, che rispecchia in pieno i problemi che sono costretti ad affrontare migliaia di neolaureati di questi ultimi anni.
Devo dire che ho fatto anche io lo stagista per qualche mese, quindi so bene che vuol dire sgobbare ore ed ore per una pipa di tabacco. A parte questo, per il momento tralascio la mia esperienza personale per fare qualche considerazione di ordine generale.

Data la crisi attuale (ma anche prima!), le aziende vanno molto caute con le assunzioni, anzi… diciamo pure che attualmente pensano più a licenziare piuttosto che ad assumere. Se proprio sono a corto di personale, solitamente chiedono stagisti per testarli “sul campo”: dato che è problematico e costoso il licenziamento, prima di assumere qualcuno ci pensano 10 volte. Se non si è raccomandati, spesso lo stage diventa un passo obbligato nel cammino verso il lavoro a tempo indeterminato.
Quello che posso consigliare a tutti gli stagisti, è di lavorare sempre a testa bassa e di imparare tutto. Senza pressare troppo con le domande nei primi giorni, una volta che ci si è ambientati bisogna informarsi sul lavoro che fanno i colleghi e magari chiedere qualche libro o rivista tecnica per approfondire. Se l’azienda è certificata, allora si può chiedere in prestito il manuale della qualità dal responsabile, dicendo che si vuol approfondire al meglio la conoscenza dell’azienda. Anzi, l’ideale sarebbe proprio che allo stagista venissero appioppati anche i compiti del Responsabile alla Qualità, che è una figura fondamentale nella gestione e nello sviluppo di una ditta.
Una volta che ci si è impadroniti del know-how, BISOGNA chiedere di essere assunti a tempo indeterminato. Se la dirigenza nicchia, allora senza farlo sapere a nessuno, si deve cominciare a spedire il proprio curriculum ad altre aziende (SOPRATTUTTO alla concorrenza), sottolineando ben bene dove si è lavorato e specificando benissimo quali sono le proprie conoscenze in quell’ambito lavorativo. A tutti gli effetti, l’azienda che utilizza lo stagista sta sfruttando il neolaureato, quindi non bisogna avere scrupoli: bisogna pensare al proprio futuro!
Tra l’altro esistono anche aziende che usano gli stagisti come carta straccia allo scopo di svolgere le mansioni più umili o più ripetitive; terminato lo stage del primo laureato, lo salutano e ne prendono in stage un altro al quale affidano le stesse mansioni, e dopo questo un altro ancora… : manodopera praticamente infinita a costo zero. Con queste ditte non bisogna avere nessuna pietà!

Per la spedizione dei curriculum consiglio di pescare le aziende sfruttando il gigantesco e completissimo database www.infoimprese.it, basta selezionare la parola chiave e la regione o provincia. Qui ci sono oltre 5 milioni di aziende elencate. Se bisogna lavorare fuori casa (speriamo di no, perchè il costo del vitto e dell'alloggio mangia gran parte dello stipendio), è meglio scegliere Milano. Là hanno una marcia in più e maggiori disponibilità economiche.

L’ultimo consiglio che posso dare agli stagisti è quello di mantenere la fiducia perché l’impegno ripaga sempre. E anche se si ha l’impressione che tutti ti vogliano fregare, bisogna ingoiare il rospo e continuare a lavorare e ad imparare, visto che si è agli inizi. Se non c'è nessuna possibilità di imparare, allora è meglio cambiare aria.

P.S. Per la cronaca, io dopo la laurea ho fatto il borsista, lo stagista, il collaboratore e il dipendente a tempo determinato, ma non sono mai stato assunto a tempo indeterminato. Adesso ho la Partita Iva e sono un lavoratore autonomo.

Ti saluto e in bocca al lupo
Davide
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