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Bivio- continuare scienze politiche o cambiare e iscriversi a economia

Discussioni generiche


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Vecchio 18-01-2018, 13:48
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predefinito Bivio- continuare scienze politiche o cambiare e iscriversi a economia

Ciao a tutti sono al secondo anno di scienze politiche. Scelsi questa facoltà un po per indecisione un po perché per quanto riguarda l'altra a cui ero interessato(Economia aziendale) ero spaventato dalla matematica.
Durante il percorso pero ho rivalutato le mie posizioni (l'esame di economia politica mi è piaciuto).

Adesso non so cosa fare. La mia idea era quella finire la triennale in scipol e poi intraprendere la specialistica in economia e diritto per le imprese(LM-77) ma un'altra voce mi consiglia di ricominciare tutto da capo ed entrare ad economia

Grazie dell'attenzione
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Vecchio 18-01-2018, 15:08
L'avatar di Bmastro
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L'idea di non continuare con Scienze Politiche mi sembra ottimale per la più facile ricerca di un posto di lavoro qualificato.
Certo che sarebbe un peccato mollare tutto adesso se hai già dato diversi esami, magari con ottimi voti. Probabilmente ti conviene indirizzare al meglio gli studi di SP verso l'economia, e quindi fare il salto dopo la laurea. Questo almeno è il mio parere, non vorrei rivederti in preda ai dubbi anche al primo anno di economia, e con un pugno di mosche in mano. Almeno una laurea in saccoccia già ce l'avresti.
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Vecchio 18-01-2018, 15:33
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Quindi mi consigli una specialistica ad indirizzo economico?

La LM-77 non mi sembra male,si può accedere anche al corso di commercialista,peró girando sul web non ho trovato riscontri ed esperienze dirette riguardo questo corso di laurea
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Vecchio 18-01-2018, 17:41
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Perdonatemi l'intrusione, ma, visto che anche io ho un dubbio simile, mi sento di poterti rispondere.
Anzitutto, valutare un cambio di percorso a metà del secondo anno non è né presto né tardi, ma dipende tutto dal numero di esami dati sinora. Chiaramente, se allo stato attuale, hai passato soltanto Economia Politica e Statistica, ma odi le dottrine politiche e vorresti che la sociologia non fosse mai stata creata, è chiaro che Scienze Politiche (sia L-16 che L-36) non facciano per te. Tuttavia, se non ti trovassi male anche con le altre materie (ho visto degli eccellenti analisti internazionali metterci quattro tentativi per passare Storia Contemporanea, nonché degli emeriti scarponi in matematica diventare dei fenomeni in Demografia), ti consiglierei di aspettare quantomeno la fine della sessione estiva prima di valutare un cambio di percorso. Oltre che darti maggiore tempo per riflettere, potrebbe farti accumulare nel frattempo altri 20-30 CFU che potrebbero essere utili a non farti ripartire proprio dal primo anno.
In seconda analisi, il percorso magistrale. Come dicevo rispondendo all'admin Bmastro in un mio post, conosco molte persone che, dopo la triennale in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali (L-36), hanno intrapreso senza problemi corsi magistrali di area economica, anzi migliorando la loro carriera accademica e, in qualche caso, anche la propria felicità generale. Secondo una griglia che ho trovato sul sito dell'Ordine dei Dottori Commercialisti di Milano, sia la classe magistrale LM-56 (Scienze dell'Economia) che la LM-77 (Scienze economico-aziendali) permettono di accumulare crediti professionali ODCEC come tirocinante commercialista, quindi la questione non è dirimente. Se invece volessi continuare ad essere legato all'aspetto giuridico-politico, dando però un maggior peso all'ambito economico-statistico negli studi, potresti scegliere una magistrale della classe LM-63 (Scienza della Pubblica Amministrazione), che è comunque una laurea di area economica, ma che è più dedicata ai concorsi pubblici che non all'esercizio di libera professione.
Infine, se riuscissi a dimostrare davvero delle capacità eccellenti nella parte matematica degli studi politici, potresti considerare delle magistrali LM-82 (Statistica) o LM-83 (Scienze statistiche attuariali e finanziarie, che qualcuno nella stampa ha chiamato "la laurea senza disoccupati" per il profilo di alta specializzazione che forma).
Naturalmente la scelta dovrà essere la tua, ma spero di averti dato qualche elemento per valutare con più serenità.
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Vecchio 18-01-2018, 18:12
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grazie per la risposta. hai qualche dettaglio in più sui tuoi conoscenti che hanno affrontato una magistrale in economia post scienze politiche? Hanno trovato loro ?
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Vecchio 18-01-2018, 20:00
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La maggior parte delle persone che conosco sta ancora ultimando gli studi. Alcuni hanno scelto un curriculum LM-56 di tipo "sindacale" (chiamato ad esempio "Welfare e mercato del lavoro", probabilmente più morbido di altri percorsi di "hard economics"), mentre conosco un paio di persone che hanno avuto la forza di prendere la stessa classe in lingua inglese in un'università che lo ha impostato molto sulle economie pure e la statistica economica. Una di queste due persone si è fatta sei mesi di stage (retribuito) alla FAO, ma parliamo di un ex triennalista di Scienze Politiche da 110 e lode, quindi diciamo che fa un po' caso a sé.
Valuta eventualmente anche la classe di laurea LM-16 (Finanza), che, pur non facendo accedere ai crediti per gli ordini professionali (ed essendo offerta da molti meno atenei italiani rispetto a Scienze Economiche o Studi Aziendali), sembra essere un profilo molto specializzato e richiesto.
Tutto dipende dal settore scientifico degli esami con cui le università completano le lauree di entrambi i livelli: potresti ritrovarti in corsi che, secondo le indicazioni ministeriali, hanno il codice di Studi Aziendali, ma al netto del peso dei CFU accumulati, sono in realtà lauree di Scienze delle Comunicazioni con un paio di esami supplementari di Economia Internazionale e Gestione d'Impresa.
La questione lavoro è un argomento duro. La realtà, nonostante la vulgata affermi che gli economisti siano come il nero in sartoria (cioè vadano su tutto), è che i profili più cercati sono quelli formati dalle lauree di area ingegneristica civile o industriale e quelli delle professioni sanitarie, e nemmeno è vero in tutti i casi: un imprenditore, per una mansione base, tra un triennalista di Ingegneria Civile di 22 anni ed un geometra di 40 ma con vent'anni di esperienza di supervisione progettuale, sceglierà sempre il secondo, sia perché il diplomato ha il minimo contrattuale più basso, sia perché chi lavora ha molta poca voglia di fare da balia a dei ragazzini che conosceranno si e no 1/10 degli aspetti fattuali del lavoro che andrebbero a svolgere. La situazione è talmente anormale che anche io, pur essendo la persona più lontana nel mondo dalla fisica e dalla chimica, ho considerato come possibilità immediata dopo la discussione della tesi in Scienze Politiche, di ricominciare tutto da capo (a 25 anni) e tentare il test di ammissione per una triennale in Assistenza Sanitaria o in Tecnica di Protezione della Salute sul lavoro...
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Vecchio 19-01-2018, 00:00
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Il problema principale è che economia è una laurea più spendibile nel privato, invece lo sbocco più papabile di scienze politiche sono i concorsi pubblici.
Economia è una laurea che può abilitare a fare il commercialista o il revisore legale (quindi è una laurea abilitante), scienze politiche ti dà il titolo di dottore, tante conoscenze e una pacca sulla spalla.
Attenzione perchè le lauree in scienze della pubblica amministrazione non sono corsi economici, sono corsi giuridici (del dipartimento o facoltà di giurisprudenza) non abilitanti.
Hanno molta economia, ma non sono economici.
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Vecchio 19-01-2018, 12:10
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Il problema principale è che economia è una laurea più spendibile nel privato, invece lo sbocco più papabile di scienze politiche sono i concorsi pubblici.
Economia è una laurea che può abilitare a fare il commercialista o il revisore legale (quindi è una laurea abilitante), scienze politiche ti dà il titolo di dottore, tante conoscenze e una pacca sulla spalla.
Attenzione perchè le lauree in scienze della pubblica amministrazione non sono corsi economici, sono corsi giuridici (del dipartimento o facoltà di giurisprudenza) non abilitanti.
Hanno molta economia, ma non sono economici.
La LM-63 è uno di quei curriculum magistrali sfigati, che, nelle poche università in cui è offerto, è sballottato o integrato ad assoluta discrezione dei dipartimenti, visto che lo organizzano indistintamente a Scienze Politiche, Economia e Giurisprudenza, quando non è addirittura interdipartimentale, anche se il ministero la include nelle classi dell'area 13 (Scienze economiche e statistiche) e non nella 14 (Scienze politiche e sociali). Comunque si, purtroppo LM-63 non è abilitante per i crediti professionali, ma mi sembra un buon compromesso per chi sentisse di aver fatto un passo falso nel laurearsi in Scienze Politiche e volesse recuperare la parte metrico-quantitativa senza però prendersi a schiaffoni da solo per due anni con i manuali di 1000 pagine di hard economics.
Ad ogni modo, ho avuto modo di valutare, per esperienza personale e per testimonianze altrui, che, parafrasando il famoso adagio, "la laurea non fa il dottore" e, salvo caso o veramente eccellenti (o di alta società, tipo il duopolio LUISS/Bocconi) o estremamente professionalizzanti (tipo le suddette lauree sanitarie), le differenze fra titolati giovani non sono così abissali. Personalmente, ho visto ragazzi con lauree in Scienze dello Spettacolo o addirittura con diplomi AFAM in Grafica e Fotografia lavorare di più e con maggior soddisfazione di alcuni laureati in Fisica, dipende tutto dalla capacità di adattamento e dalle risorse individuali della persona.
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Vecchio 19-01-2018, 14:06
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Sono d'accordo con te al 100%, non avrei potuto spiegarmi meglio.
Certo che se un ragazzo di 18 anni venisse da me a chiedermi "devo fare il DAMS o il Politecnico di Torino?" non avrei dubbi sul consigliare il secondo.
Paradossalmente viene da dire "impara l'arte (quella utile) e mettila da parte".
Il fatto è che in periodi di crisi serve chi produce (vedi esempio sulla grafica) e non chi si prepara a lavori più "intellettuali", però io penso anche che non sarà sempre così.
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Ultima modifica di Marika; 19-01-2018 a 14:08
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Vecchio 19-01-2018, 14:29
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Il problema principale è che economia è una laurea più spendibile nel privato, invece lo sbocco più papabile di scienze politiche sono i concorsi pubblici.
Economia è una laurea che può abilitare a fare il commercialista o il revisore legale (quindi è una laurea abilitante), scienze politiche ti dà il titolo di dottore, tante conoscenze e una pacca sulla spalla.
Attenzione perchè le lauree in scienze della pubblica amministrazione non sono corsi economici, sono corsi giuridici (del dipartimento o facoltà di giurisprudenza) non abilitanti.
Hanno molta economia, ma non sono economici.
il corso specifico che avevo individuato io è questo
Economia e Diritto per le Imprese e le Pubbliche Amministrazioni

da quello che ho capito è una sorta di ibrido tra LM-77 e LM-63 ma al momento dell'immatricolazione poi dovrei andare a scegliere la prima opzione per far si che risulti a tutti gli effetti una laurea appartenente ad economia(correggimi se sbaglio).

quello su cui ho dubbi è il fatto che è una magistrale che è possibile conseguire anche da studenti con una triennale in lingue,lettere,scienze della comunicazione e altre triennali,quindi mi domando quanto possa preparare e come possa essere valutata da un datore di lavoro
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