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Abito vicino Roma e il prossimo anno scolastico frequenterò il terzo liceo classico, e devo quindi avviarmi a scegliere la facoltà universitaria. Ho ottimi voti (media dell' 8.5) e penso(spero ) che la maturità non si discosterà di molto da questi parametri. Come tutti gli studenti del classico, ho un discreto rifiuto per la matematica, dovuto però a una pessima insegnante che se ne esce con frasi della serie "non dovete pensare, non fate domande" e che fa 1 diviso 3 con la calcolatrice...Io cerco di seguire per quanto possibile il programma, ma ho sicuramente delle lacune immense rispetto allo scientifico. E ciò potrebbe essere molto importante, dato che avevo intenzione di andare a ingegneria. Devo ancora informarmi su quale tipo (anzi sarei felice di avere informazioni da voi in particolare su aerospaziale, meccanica ed informatica) e soprattutto su che sede. La scelta dovrebbe essere fra Roma ed i Politecnici. Mio grande problema è che la mia famiglia deve traslocare, cambiare città. A seconda di cosa io scelgo, la mia famiglia si regola. Bel peso eh? Purtroppo non posso sottrarmi, quindi tanto vale decidere il prima possibile.Le mie domande dunque sono: Può un ragazzo sveglio del classico fare ingegneria ottenendo ottimi risultati? Quali sono i pregi e i difetti di Roma, Milano e Torino? Che sistemazione mi consigliate di trovare (la mia famiglia è disponibile anche ad affittare un appartamento, se non costa troppo)? Dovendo incontrare degli insegnanti universitari per dei colloqui, su cosa devo incentrare le mie domande? E' bene che io segua delle lezioni(sia in facoltà sia per colmare delle lacune)? Grazie a tutti anticipatamente, per qualsiasi chiarimento mi trovate qui
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Ciao Cicomameli, mi complimento con te, non tanto per i voti che hai, ma piuttosto per il fatto che stai cercando di fare delle scelte chiare con un po' di anticipo. Certe volte gli studenti scelgono all'ultimo minuto e poi alle prime difficoltà si scoraggiano perchè non ben motivati; per questo alla fine mollano tutto.
Il tuo caso è particolare, ma non raro. Non starò certo a raccontare balle e ti chiarisco subito che troverai delle grosse difficoltà con Analisi I, il primo e il principale esame di matematica di ingegneria. Comunque una volta dato quello sarai più o meno alla pari con i tuoi "colleghi" universitari, per cui non ti preoccupare più di tanto. Presumo che perderai almeno due mesi per arrivare alla pari con un diplomato di un liceo scientifico. Poi starà a te, l'attitudine verso una materia è molto soggettiva. Per quanto riguarda i pregi e i difetti delle facoltà di ingegneria di Milano, Roma e Torino... si rischia di generare una faida, quindi è meglio soprassedere. Dal punto di vista della preparazione non c'è una grossa differenza fra un laureato di una università e le altre due, invece il discorso è un po' diverso per quanto riguarda l'organizzazione e gli sbocchi lavorativi. In ogni caso, ti consiglio di dare un'occhiata qua: http://www.università.com/l-universi...-decisiva.html Eventuali altri chiarimenti arriveranno in seguito, se ho tempo e se ti servono. Stammi bene.
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Premesso che ho delle perplessità in merito all'iscrizione a Ingegneria da parte di chi dichiara di avere un rifiuto per la matematica (è come se una persona che ha un'idiosincrasia per la storia si iscrivesse a Lettere: che senso ha? Mi ricorda tanto chi studia Scienze della comunicazione e dice che la sociologia non serve
), era luogo comune sino a non più di dieci anni fa che chi provenisse dal liceo classico potesse fare qualsiasi cosa grazie alla forma mentis. Mi domando come abbiano fatto le riforme a scardinare questo mito che, per grandi linee, ancora corrisponde perfettamente alla realtà: i migliori ingegneri restano quelli provenienti dal liceo classico (purché non si dimentichino come si parla e soprattutto come si scrive ) e non era un caso se il legislatore del 1923 aveva stabilito che solo i titolari di maturità classica potessero iscriversi ai corsi delle facoltà di Inegneria.
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