
24-03-2009, 11:57
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Università: Padova
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Dalla pizza al “pane ed acqua”!
I finanziamenti alla ricerca sono uno dei problemi più grossi dell’università italiana.
Purtroppo non ci si rende conto che la ricerca fornisce quell’innovazione necessaria a tenere il passo delle altre nazioni industrializzate. Senza l’adeguata innovazione, viene meno quella competitività tecnico-scientifica e culturale che sono il fondamento di una moderna nazione civilizzata. E chi fa ricerca in Italia? Sostanzialmente l’Università! Quindi i fondi destinati all’università non rappresentano una spesa, ma un vero e proprio investimento per il futuro! E una nazione che non pensa al proprio futuro è destinata inevitabilmente a decadere.
Purtroppo si riscontra spesso la stupida convinzione che se i fondi vengono tagliati, allora questi vengono spesi meglio. E questo presupposto erroneo si è fatto strada anche all’interno del Governo attuale che ha provveduto a sfoltire enormemente i fondi destinati alle Università, nel tentativo di far cassa per meglio affrontare la crisi attuale.
Con il varo della Legge 133/2008 sono stati ridotti i finanziamenti ordinari in modo drastico:
-63,5 milioni di euro per il 2009;
-190 milioni nel 2010;
-316 milioni nel 2011;
-417 milioni nel 2012;
-455 milioni di euro nel 2013.
Insomma 1441,5 milioni di euro di tagli dal 2009 al 2013!
Ma con tutti questi tagli come si può fare ricerca ad un livello paragonabile a quello delle altre nazioni europee?
La situazione è veramente paradossale: anche se i fondi vengono ridotti, questo non vuol dire che poi non vengano sprecati! Ma ci vuole tanto a capire che si deve operare nella gestione dei fondi e non nella loro riduzione?
Ma diamo un’occhiata ai dati attuali per renderci meglio conto di come navighi l’università italiana. Secondo i dati OCSE la spesa annuale per studente universitario in Italia è pari a 8.026 dollari, in Francia 10.995, in Germania 12.446, in Inghilterra 13.506 e negli USA 24.370! La media OCSE è pari a 11.512 dollari ed è superiore a quella italiana del 30% circa.
Il numero di studenti in rapporto ai docenti è 20,4 in Italia; 17 in Francia; 16,4 in Inghilterra; 15,1 in USA e 12,4 in Germania. La media OCSE è di 15,3 studenti per ogni docente! E si continua a dire che in Italia ci sono troppi professori rispetto al numero di studenti?
La spesa per la Ricerca in Italia rappresenta l’ 1,09% del PIL, mentre la media nell’Unione Europea è del 2,26%. Ed è l’Italia che abbassa la media!!!
Siamo già lontani anni luce dalle altre nazioni, e che si fa? Si procede ad ulteriori tagli alle università e quindi alla ricerca, peggiorando ulteriormente questa situazione vergognosa!
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