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Ma serve davvero a qualcosa?

L' Università prepara al futuro


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  #1 (permalink)  
Vecchio 07-07-2016, 21:30
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Messaggi: 6
predefinito Ma serve davvero a qualcosa?

Salve
Sono uno studente di Economia Aziendale (2° anno).
Sono in pari con tutti gli esami ed ho una media che, lo dico senza falsa modestia, è più di 29.
La mia è un'università di una grande città, lo dico perché conosco per esperienza le ''differenze'' sia di programmi che di modalità d' esame che si riscontrano in realtà ''minori'' e di come in certe un 30 non sia veramente un 30.
Ebbene, lo dico giusto per completare il profilo e per farvi capire, il mio 30 a commerciale è perché sapevo veramente tutto di quei due maledetti volumi, il mio 30 a finanziaria è perché adoro la materia..ecc
Mi manca ancora tutto un anno di esami per finire la triennale ma, ad oggi, mi sento già di poter fare un bilancio intermedio: non ho imparato nulla.
Certo, so fare l'esercizietto di microeconomia, conosco i procedimenti di fusione e scissione d'azienda, so qualcosa sui bilanci d'esercizio, conosco qualche modello o strumento di marketing.
Praticamente non so niente, ripeto.

A volte mi chiedo se abbia fatto bene a scegliere una facoltà pluri-inflazionata come aziendale e delle volte vi giuro che sento di 'stare sprecando tempo', che alla fine prendo comunque una laurea che prenderanno pure tanti, troppi imbecilli (seppur con un voto diverso).
Mi sento sprecato: brutto da dire, ma è così.

Voi credete che la triennale sia giusto un 'titolo' e che poi la vera differenza in campo lavorativo/motivazionale la faccia la magistrale? Perché vi giuro che non vorrei dover impararmi tante altre cazzatine astratte per una magistrale per poi sentirmi comunque al punto di partenza.

Illuminatemi ve ne prego
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  #2 (permalink)  
Vecchio 08-07-2016, 07:49
L'avatar di Bmastro
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Il 90% di quello che studi all'Università non ti servirà proprio a niente in campo lavorativo. Piuttosto la frequenza dell'Università ti garantirà quella elasticità mentale e quel carico culturale che ti permetteranno di affrontare al meglio i problemi che potrai avere sul posto di lavoro.
Stai andando molto bene e quindi continua così e non preoccuparti più di tanto. Una volta assunto vedrai che ti faranno la formazione ad hoc e ti insegneranno cos'è il lavoro e come farlo.
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  #3 (permalink)  
Vecchio 08-07-2016, 15:29
L'avatar di Marika
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Qui ti ho praticamente risposto senza saperlo.

http://www.università.com/discussion...-economia.html

Il resto te l'ha detto Bmastro: l'università italiana è FATTA MALE, non prepara al lavoro e se vuoi arrivare pronto devi arrangiarti e farti strada con le tue mani o avere il fondoschiena (assai raro) di trovare persone che durante il periodo di tirocinio ti spiegano bene le cose.
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  #4 (permalink)  
Vecchio 09-07-2016, 17:18
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Originariamente inviata da Bmastro Visualizza il messaggio
ì Piuttosto la frequenza dell'Università ti garantirà quella elasticità mentale e quel carico culturale che ti permetteranno di affrontare al meglio i problemi che potrai avere sul posto di lavoro.

Si ecco tendenzialmente la penso anch'io così.
Il punto però è un altro: le magistrali, rimanendo in campo aziendale, di norma, sono altre chiacchiere sul 'creare valore d'azienda' sulla concorrenza di Porter e sulla matrice BCG (a caso) oppure sono più concrete?
Sto seriamente pensando di trovarmi una magistrale tipo finanza che, seppur legata al campo aziendale, mi sembra meno chiacchierata e meno didattica.

Ultima modifica di alex94; 09-07-2016 a 17:23
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  #5 (permalink)  
Vecchio 09-07-2016, 17:21
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Registrato dal: Jul 2016
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Originariamente inviata da Marika Visualizza il messaggio
Qui ti ho praticamente risposto senza saperlo.

http://www.università.com/discussion...-economia.html

Il resto te l'ha detto Bmastro: l'università italiana è FATTA MALE, non prepara al lavoro e se vuoi arrivare pronto devi arrangiarti e farti strada con le tue mani o avere il fondoschiena (assai raro) di trovare persone che durante il periodo di tirocinio ti spiegano bene le cose.
Si ma voglio dire.. Se uno si ferma alla triennale alla fine non credo possa puntare, salvo rare scalate, ad uno stipendio molto più alto di quello di un non-laureato no?
Cioè chiacchiere per chiacchiere, bagaglio per bagaglio, alla fine che ne valga veramente qualcosa in termini di soldi no?
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  #6 (permalink)  
Vecchio 09-07-2016, 17:58
L'avatar di Marika
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Non ho mai detto di fermarti, dico solo che le lauree in economia se togliamo qualche esame che le diversifica leggermente sono tutte uguali.
Voi o fate i commercialisti (spesso con pratiche fittizie) o venite assunti tramite concorsi pubblici o privati.
Cosa succede in quei concorsi? Prendono il numero della classe dei vostri corsi di laurea (L18 ed L33 per le triennali, LM56 ed LM77 per le specialistiche) e fanno il bando, punto.
Non c'è una laurea "giusta", ci sono solo classi di corsi di laurea che più si adattano ai concorsi. Non esistono più datori di lavoro che assumono guardando il curriculum studiorum.
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  #7 (permalink)  
Vecchio 10-07-2016, 09:50
L'avatar di Bmastro
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Originariamente inviata da Marika Visualizza il messaggio
Non esistono più datori di lavoro che assumono guardando il curriculum studiorum.
Di solito prestano molta più attenzione alla città dove si è conseguita la laurea.
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  #8 (permalink)  
Vecchio 10-07-2016, 14:01
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Originariamente inviata da Bmastro Visualizza il messaggio
Di solito prestano molta più attenzione alla città dove si è conseguita la laurea.

Esatto..Io son di Firenze, quindi non proprio una città insignificante, ma quanto a realtà universitaria non è comunque la più eccelsa: sto quindi pensando di migrare per una eventuale magistrale verso qualcosa di più 'prestigioso'.

Anche perché leggendo qualche programma di magistrali in giro per l'Italia in effetti alcune mi sembrano molto ben fatte e molto applicative.
Anche perché diciamocelo: la triennale in economia (soprattutto aziendale) ce l'hanno cani e porci ormai, ma se non ti specializzi in qualcosa rimani uno dei tanti e butti al cesso tre anni.

Grazie per le risposte comunque, gentilissimi
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  #9 (permalink)  
Vecchio 11-07-2016, 10:59
L'avatar di Marika
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Registrato dal: Oct 2014
Università: Università degli Studi Guglielmo Marconi
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Chiedo scusa se posso sembrare antipatica ma vi è sfuggito il senso del mio messaggio.
La storia del datore di lavoro che assume a tempo indeterminato guardando la carta è una favola: per chi studia economia lo fanno solo alcune banche per stage pagati da fame.
Puoi laurearti in una città prestigiosa, puoi prendere il massimo dei voti, puoi cambiare "ramo" di studi, ma domani non ti telefonerà la Ferrero dicendo "abbiamo visto il suo curriculum e la vogliamo fra noi".
L'accesso al lavoro non avviene più così, conta solo la classe di appartenenza, se è compatibile coi bandi che ti interessano ed eventualmente se incontri un commercialista disposto a farti fare il tirocinio.
Capisco che l'intuizione "mi voglio diversificare dagli altri" possa sembrare utile, purtroppo nella realtà dei fatti tutto questo è inutile.
Buon proseguimento.
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  #10 (permalink)  
Vecchio 11-07-2016, 12:36
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Registrato dal: Jul 2016
Messaggi: 6
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Originariamente inviata da Marika Visualizza il messaggio
Puoi laurearti in una città prestigiosa, puoi prendere il massimo dei voti, puoi cambiare "ramo" di studi, ma domani non ti telefonerà la Ferrero dicendo "abbiamo visto il suo curriculum e la vogliamo fra noi".
L'accesso al lavoro non avviene più così, conta solo la classe di appartenenza, se è compatibile coi bandi che ti interessano ed eventualmente se incontri un commercialista disposto a farti fare il tirocinio.
Capisco che l'intuizione "mi voglio diversificare dagli altri" possa sembrare utile, purtroppo nella realtà dei fatti tutto questo è inutile.
Buon proseguimento.
Ma no dai, è una visione veramente ristretta delle cose.
Io conosco amici laureati a Bologna in management che finiti gli studi avevano già il posto assicurato, un mio amico ha fatto il master in corporate banking e grazie al professore ha trovato un posto.
E vogliamo parlare della gente in Bocconi?
Dove ti laurei conta, conta eccome, gli agganci vengono anche direttamente dall'università se questa è qualificata e se te vali
Ma poi che discorso è 'se incontri un commercialista disposto a farti fare il tirocinio' ..perché economia = commercialista? Assolutamente no, ma figuriamoci.
Il mio dubbio era se fossi l'unico a ritrovarmi a con certi dubbi alla fine di una triennale, e se la magistrale fosse qualcosa di più reale o no: la risposta alla fine l'ho trovata da solo.
Conta il tipo di magistrale (evitando quindi scienze dell'economia o magistrali improbabili su marketing o altre chiacchiere) e soprattutto dove la fai
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Tag
economia

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