Sanatoria Dottori triennali e dottori magistrali: saremo tutti uguali? - Università.com - il forum degli universitari
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Sanatoria Dottori triennali e dottori magistrali: saremo tutti uguali?

La Riforma Universitaria


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  #1 (permalink)  
Vecchio 18-10-2011, 22:53
Junior Member
 
Registrato dal: Oct 2011
Messaggi: 4
predefinito Sanatoria Dottori triennali e dottori magistrali: saremo tutti uguali?

Ciao ragazzi, vorrei invitarvi a fare una riflessione!
Se in un futuro (spero non molto lontano) verrà abolito questo sistema
vergognoso del 3+2, che incidenze ci saranno sul titolo di dottore?

Attualmente, secondo la legge, la laurea triennale rilascia il titolo di dottore, mentre la laurea specialistica o magistrale o a ciclo unico (equiparabile a quella del vecchio ordinamento), rilascia il titolo di dottore magistrale.

Se il 3+2 venisse meno, automaticamente saremo posti sullo stesso piano, non credete? Il titolo di dottore non potrà essere tolto ai triennali poiché è un diritto acquisito, ed ogni nuova legge non può avere retroattività in questo senso.

E' quello che in un certo senso è successo con la sanatoria ISEF.

Che ne pensate? Vorrei conoscere i vostri pareri!

Naturalmente se così fosse, non è il caso di prendere la laurea specialistica, a meno che non si ambisca alla lunga e tortuosa carriera universitaria.

Un'ultima cosina interessante: in alcune nazioni estere possono fregiarsi del titolo di dottore solo coloro i quali hanno conseguito il dottorato di ricerca. Se un dottore italiano (triennale o magistrale o vecchio ordinamento non importa) si presentasse in uno Stato del genere e usasse il titolo di dottore, sarebbe perseguibile penalmente!
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  #2 (permalink)  
Vecchio 19-10-2011, 13:56
L'avatar di Bmastro
Administrator
 
Registrato dal: Jan 2009
Università: Padova
Messaggi: 1,407
predefinito

ciao e benvenuto nel forum, vedo che è il tuo primo messaggio.

Il titolo di "dottore" è semplicemente onorifico, quando si vuol distinguere chi ha fatto la laurea 3+2 o a ciclo unico si parla di dottore magistrale; chi ha fatto il dottorato è il dottore di ricerca.

In questo senso, se si devono fare dei concorsi o quando si specificano dei requisiti per l'iscrizione ad un albo, è sempre indicato il tipo di laurea.

Una riforma della 3+2, non porterebbe tutti sullo stesso piano in quanto una disegueglianza nella preparazione resta. Sta poi a chi ha conseguito la laurea triennale compensarla in qualche modo seguendo opportuni corsi.

Comunque l'ultima parte del mio discorso è una pura ipotesi, a dire il vero non ho sentito nemmeno proposte di legge per fare una nuova riforma.
Dove hai letto questa cosa?
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  #3 (permalink)  
Vecchio 19-10-2011, 14:38
Junior Member
 
Registrato dal: Oct 2011
Messaggi: 4
predefinito

Quote:
Originariamente inviata da Bmastro Visualizza il messaggio

Comunque l'ultima parte del mio discorso è una pura ipotesi, a dire il vero non ho sentito nemmeno proposte di legge per fare una nuova riforma.
Dove hai letto questa cosa?
Non ho letto di nessuna proposta, ma in Italia quando fanno qualcosa di vergognoso e inutile dopo 15 anni ritornano a com'era prima.

Ridateci il vecchio ordinamento!!!
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  #4 (permalink)  
Vecchio 19-10-2011, 21:23
L'avatar di Bmastro
Administrator
 
Registrato dal: Jan 2009
Università: Padova
Messaggi: 1,407
predefinito

Guarda, al momento ho idea che non cambi molto fare un'università 5, 3+2 o 1+1+1+1+1.
La riforma è stata fatta essenzialmente per favorire l'ingresso dei laureati nel mondo del lavoro, ma quello che manca in Italia è proprio il lavoro per i laureati!
Ci sono migliaia e migliaia di giovani che hanno concluso l'università a pieni voti e che sono costretti a fare lavori sottopagati, precari o completamente avulsi dai propri studi. Altri che si sentono dire ai colloqui che non ci sono lavori a livello della loro preparazione. Molti addirittura sono costretti ad emigrare. Fino a qualche decennio fa emigravano i poveracci che facevano la fame, adesso emigrano i laureati .

La riforma va fatta a partire dal mondo del lavoro, favorendo l'ingresso nel mondo del lavoro sia con i piani di studi che venendo incontro alle esigenze di chi offre il lavoro. E tenendo ben d'occhio la situazione per impedire che i neolaureati siano sfruttati come muli.
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  #5 (permalink)  
Vecchio 19-10-2011, 22:21
Junior Member
 
Registrato dal: Oct 2011
Messaggi: 4
predefinito Il mondo del lavoro

Certo, anche il mondo del lavoro in Italia è quello che è, non posso darti torto!
Però il mio quesito si concentrava su una questione squisitamente nominalistica riguardo ai titoli. Naturalmente il problema del lavoro è connesso al primo, seppur indirettamente!
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  #6 (permalink)  
Vecchio 20-10-2011, 10:28
L'avatar di Bmastro
Administrator
 
Registrato dal: Jan 2009
Università: Padova
Messaggi: 1,407
predefinito

Mah... ci hanno messo 30 anni a fare la riforma, non penso che ne verrà approntata una a breve.
Finchè ci sarà questo governo non si farà di sicuro.
Ma anche nel caso in cui cadesse ed andasse al potere l'opposizione, ci sono tanti di quei problemi da risolvere che la riorganizzazione del percorso di studi verrà accantonata per anni ed anni.
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  #7 (permalink)  
Vecchio 20-10-2011, 22:26
Junior Member
 
Registrato dal: Oct 2011
Messaggi: 4
predefinito CONCORDO

Concordo pienamente con ciò che tu dici!

Sono un po' deluso perchè oltre a te nessuno ha risposto a questo mio post. Volevo conoscere i vari pareri!
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  #8 (permalink)  
Vecchio 18-07-2013, 18:05
Member
 
Registrato dal: Oct 2009
Messaggi: 41
predefinito

Mi sa che confondi i titoli con le qualifiche accademiche, nabado.
In tutti gli stati del mondo ad eccezione di Repubblica italiana e Serenissima Repubblica di San Marino, invece, la qualifica (e non il titolo) di dottore compete unicamente a chi ha conseguito il dottorato (non necessariamente di ricerca).
Non in tutti i paesi l'usurpazione di titolo, onore o dignità accademica è perseguita penalmente. Non lo è più nemmeno in Italia, con la depenalizzazione dell'art. 498 cod. pen..
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  #9 (permalink)  
Vecchio 28-04-2014, 21:01
Junior Member
 
Registrato dal: Apr 2014
Messaggi: 2
predefinito IN **************** ALLA VECCHIA UNIVERSITA'

Parte del mondo universitario , avverso da sempre alle direttive europee ed al sistema 3+2,
con la complicita' dell'istat vuole relegare il laureato triennale al ruolo di semplice tecnico.
Vorrebbe che il laureato triennale fosse considerato come un diplomato tecnico, una figura professionale che non ha il diritto di esercitare una professione scientifica ed intellettuale.
Pur di classificare il laureato triennale come un semplice tecnico l'istat ha reinterpretato in maniera arbitraria il famoso isco-08 (standard internazionale delle qualifiche professionali ) facendo credere nel documento "la classificazione delle professioni istat" che per accedere alla categoria delle professioni scientifiche, intellettuali ad alta specializzazione sia requisito fondamentale una laurea specialistica od un dottorato.
Leggete qui sotto e documentatevi per verificare:

Nella tabella delle corrispondenze ISTAT (pag 17 de la "la classificazione
delle professioni_istat) e' stato erroneamente associato il livello 5b Isced97
alla laurea italiana.
In realta' tale livello si riferisce a corsi professionalizzanti della durata
anche triennale in alcuni paesi ( dopo il conseguimento del diploma di scuola
media superiore). Corsi praticamente non piu' esistenti in italia.
Il livello 5a Isced97 corrisponde alla laurea di primo livello come si
evince anche dal documento istat 'classificazione dei titoli di studio'.
Inoltre e' da escludere un errore casuale dovuto ad una tabella errata infatti
a pag 16 del documento si legge quanto segue:


"Le professioni caratterizzate dal terzo livello di competenza eseguono
generalmente complessi compiti tecnico-pratici, che richiedono un ampio corpus di
conoscen-ze fattuali e procedurali in ambiti specialistici. Garantire il rispetto delle
norme sanitarie o di sicurezza; preparare stime dettagliate delle quantità e dei costi dei
materiali e della manodopera necessari per progetti specifici; coordinare, supervisionare,
controllare e programmare le attività di altri lavoratori sono esempi di compiti ai quali
sono chiamate tali professioni. In genere è richiesto un elevato livello di
alfabetizzazione, una capacità
di comunicazione interpersonale ben sviluppata, una facoltà di comprendere
testi com- plessi, di preparare rapporti tecnici e di comunicare verbalmente in
circostanze difficili.
Le conoscenze e le competenze richieste sono di solito ottenute come risultato
di un percorso di istruzione superiore o di una laurea di primo livello (livello 5b
della classifi-cazione Isced97)".

Descrizione quella sopra che evidenzia il carattere tecnico pratico di tale
livello, appropriato per un tecnico diplomato alla scuola media superiore ma
assolutamente insufficiente per descrivere le competenze scientifico teoriche
che invece
distinguono il laureato triennale.




Purtroppo da questo errore di classificazione discende tutta una serie
di ambiguita' e imprecisioni che rendono tutto il sistema di catalogazione
fuorviante e non in linea con quanto e' possibile riscontrare nella realta'
professionale di tutti i giorni (ad esempio l'accostamento istat della
professionalita' dei laureati a quella di semplici diplomati tecnici si
configura come un danno all'immagine delle universita' ed a quella di molti
professionisti laureati triennali).
In altri termini il documento Isco08 dal quale e' stato derivata
(sbagliandola) la classificazione dell'istat, non esclude
dalla categoria delle professioni scientifiche ed intellettuali i laureati di
primo livello (dato che questa e' codificata con il livello 5a isce97. Infatti
Isco08 pone come condizione d'ingresso alla categoria 2 (per interdeci ) il
possesso di un titolo di studio di livello 5a o superiore. Tant'e' vero che
all'estero coloro che hanno un bachelor degree (ad esempio i professional
engineer) sono inseriti fra le professoni intellettuali e scientifiche.
Inoltre forzare il laureato ad una catalogazione nel gruppo 3 come da codice
istat significa non tenere conto diversi fatti. In primis
le competenze di un laureato triennale corrispondondo al livello 6
dell'european qualifications framework ovvero eqf level 6. In secundis
per ingegnere tecnico o technician engineer s'intende un tecnico la cui
formazione non va oltre la qualifica professionale e quindi il diploma tecnico
o la scuola professionale superiore.
Detto questo, spero che sappiate dare il giusto peso alle mie osservazioni
dato che la credibilta' passa anche attraverso
questi dettagli.

Rimango disponibile per ogni chiarimento,
cordiali saluti

p.s.
vi allego anche un documento che chiarisce in modo semplice quanto da me
argomentato
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  #10 (permalink)  
Vecchio 23-10-2014, 01:18
L'avatar di Marika
Senior Member
 
Registrato dal: Oct 2014
Università: Università degli Studi Guglielmo Marconi
Messaggi: 691
predefinito

Non ci sarà mai alcuna sanatoria perché se si deve sanare qualcosa dev'essere un qualcosa di "malato" e non c'è niente che non va nella 3+2.
Il sistema 3+2 è attualmente obbligatorio per ingegneria, economia, psicologia, scienze politiche, ecc., ci sono stati problemi solo per giurisprudenza in cui chi è rimasto ingolfato nella vecchia triennale ha dovuto fare i salti mortali per finire la nuova quinquennale.
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Tag
dottore, laurea, magistrale, triennale, uguali

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