![]() |
|
|||||||
![]() |
|
|
LinkBack | Strumenti della discussione | Cerca in questa discussione | Modalità di visualizzazione |
|
|||
|
Fondazione Nuova Italia - lunedì 8 novembre - via in Lucina 17, Sala del Caminetto. La giornata sarà suddivisa in due sessioni, che avranno rispettivamente inizio alle 9.30 e alle ore 15.00, con una pausa dedicata al lunch break. I saluti di apertura dell’iniziativa saranno portati dall’on. Umberto Croppi, Assessore alla Cultura di Roma Capitale. L’esilio è una categoria concettuale che può ricomprendere un’ampia gamma di status diversi, come il profugo, il fuggitivo, l’espatriato, il migrante, il confinato, il fuoriuscito e l’apolide. Di certo si tratta di una condizione che ha caratterizzato la modernità, soprattutto nella sua fase contemporanea. Tra l’Ottocento e il Novecento il trasferimento in spazi geografici diversi da quelli di nascita non solo ha costituito una strategia diffusa di sopravvivenza, ma si è presentato quale fenomeno articolato e non riducibile esclusivamente a condizioni eccezionali, come le crisi economiche o le eccedenze demografiche. Per tale ragione il suo studio deve prendere in considerazione, sia i fattori politici, economici e sociali dei contesti analizzati, che le modalità della scelta, intrapresa talvolta liberamente, altre volte a causa di fattori coercitivi. L’obiettivo del nostro convegno è quello di offrire il giusto risalto agli aspetti meno conosciuti dell’esilio, la cui riflessione risulta troppo spesso limitata alla sola questione dell’immigrazione dai Paesi del Sud del mondo verso quelli industrializzati. Nella prima sessione il concetto dell’esilio verrà affrontato in una chiave teorico-dottrinaria, volta ad offrire le coordinate necessarie per una più attenta interpretazione del fenomeno. Nella seconda sessione verranno presentate le storie di quattro personaggi che, nonostante condizioni di partenza eterogenee, hanno vissuto l’esilio fisico come punto di riferimento culturale dinamico che obbliga all’impegno il proprio essere minoranza. Prima sessione - I temi dell’esilio saluti: Umberto CROPPI (assessore alla Cultura di Roma Capitale) introduzione: Salvatore SANTANGELO (direttore del Centro Studi della Fondazione Nuova Italia) presiede: Antonello BIAGINI (prorettore alla Cooperazione e Rapporti Internazionali - “Sapienza” Università di Roma) intervengono: Marieli RUINI (“Sapienza” Università di Roma), Luigi DI COMITE (Università di Bari), Giuliano CAROLI (Università Niccolò Cusano - Roma), Giuseppe SACCO (Università “Roma Tre”) Seconda sessione - I percorsi dell’esilio presiede: Gaetano PLATANIA (preside della Facoltà di Lingue e Letterature Moderne - Università della Tuscia - Viterbo) intervengono: Francesco DANTE (“Sapienza” Università di Roma), Alessandro VAGNINI (“Sapienza” Università di Roma), Antonella ERCOLANI (Libera Università LUSPIO - Roma), Elisabetta BRUSCOLINI (Centro Sperimentale di Cinematografia), Géza MIHÁLYI (Rifugiato politico) Fondazione Nuova Italia Via in Lucina, 17 - 00186 ROMA 06/68309342 Fax: 06/68214920 Fondazione Nuova Italia |
|
|||
|
COMUNICATO STAMPA
Salvatore Santangelo: «Il profugo è la figura paradigmatica del XX e del XXI secolo» La Fondazione Nuova Italia esce il prossimo 8 novembre con una conferenza che volge la sua attenzione su un tema scottante, soprattutto quando trattato da destra. Attraverso un’intera giornata di studio dedicata al tema “Esiliato, rifugiato, migrante” il serbatoio di pensiero vicino al Sindaco di Roma Gianni Alemanno si propone di rivedere in chiave critica i principali assunti sui grandi movimenti umani che caratterizzano la nostra epoca, cercando di interpretarli quale conseguenza inevitabile della volontà faustiana di rivoluzionare, anzitutto, il tradizionale rapporto tra la natura e gli uomini, e, in secondo luogo, quello tra la società politica e la società civile. È proprio il Direttore del Centro Studi della Fondazione, Salvatore Santangelo, che propone una chiave di lettura provocatoria: «il profugo rappresenta il prisma attraverso cui leggere la tragedia del XX secolo, la cui narrazione scritta con il sangue sta continuando anche nel XXI secolo: in questo senso il profugo è la figura paradigmatica dell’età post-moderna». |
![]() |
| Strumenti della discussione | Cerca in questa discussione |
| Modalità di visualizzazione | |
|
|