Ricordo ancora adesso con orrore le fredde giornate d’inverno quando matricola arrivavo in aula a seguire le lezioni del primo anno. Aule da trecento posti, con delle file sterminate di sciarpe, quaderni, penne, cucchiai, scarpe e quant’altro ad occupare tutti i posti delle prime file (e delle seconde, delle terze, delle quarte…).
Da pendolare dovevo alzarmi alle 6 di mattina per riuscire ad arrivare in aula prima delle 8, allo scopo di occupare la mia solita postazione da “piccola vedetta lombarda” nell’ultima fila, l'unica che non veniva "prenotata". E l’insegnante di turno che si affannava a spiegare alla lavagna con il gessetto formule di chimica pressochè incomprensibili e talmente sottili da sembrare invisibili, anche dalla sesta fila.
Ma porca troia… ma non si rendono conto che dalle ultime file non si vede un emerito qazzo quando scrivono alla lavagna?
Ma quando le hanno inventate le lavagne luminose e i videoproiettori? nel 1800?
SVEGLIAAAAAAAA!!!