Venendo dalle Superiori, dove impera l’aura mediocrità e dove lo studente che si applica viene visto solo come un maledetto secchione, gli studenti migliori tendono a mimetizzarsi fra la folla delle matricole.
Sembrerà impossibile, ma c’è gente che si vergogna di dire che all’esame ha preso 30, altri addirittura sono talmente in gamba che nemmeno vanno a lezione, visto che la considerano una perdita di tempo (e se il professore è incompetente è una perdita di tempo anche per gli studenti peggiori

).
Questi studenti più in gamba dovrebbero essere valorizzati. Hanno sia le capacità che la preparazione necessaria per essere di grande ausilio per i professori; purtroppo è diventato sempre più difficile individuarli. Dopo la riforma, il voto medio degli esami si è livellato verso l’alto, per cui anche con degli opportuni database risulta abbastanza arduo selezionarli. E anche i mega corsi da 200/300 studenti non permettono di fare una grossa cernita.
In questi casi, di solito sono gli stessi studenti che si accorgono che fra di loro ci sono dei capoccioni.
Ricordo che un mio amico ingegnere mi raccontava di come seguisse la lezione pomeridiana di uno studente suo compagno di corso ad Analisi: la mattina il Prof teneva la lezione, e il pomeriggio lo studente spiegava cosa aveva detto il Prof (e che pochi avevano capito). Alla fine della lezione gli facevano anche l’applauso.
E’ un dato di fatto, ci sono degli studenti che hanno delle capacità didattiche impressionanti ed una preparazione che in certi settori supera anche quella dei professori. Beh… questi studenti devono essere valorizzati a pieno, dandogli i giusti meriti e compiti. L’università deve valorizzare i migliori e deve essere meritocratica fin dai primi anni, e soprattutto deve combattere quella famosa piaga dell’aurea mediocrità che la stragrande maggioranza degli studenti si porta dietro per decenni!