
27-03-2009, 14:24
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Registrato dal: Jan 2009
Università: Padova
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Siamo matricole, le sardine ci fanno un baffo!
Tutti stretti ed impacchettati a fianco l’uno dell’altro, in aule da 300 posti dove chi si siede nelle ultime file deve avere i superpoteri per riuscire a leggere quello che viene scritto alla lavagna. Se uno studente è seduto nel mezzo della fila e deve andare in bagno, allora deve far alzare almeno 10 persone per uscire, tra rottura di palle generale e vaffanqulo telepatici.
Temperatura che si alza in modo inesorabile a livello tropicale per colpa del sovraffollamento (e speriamo che tutti si siano lavati). Brusio di sottofondo che impedisce di capire quel che dice il professore, talmente rimbambito da non sapere che deve usare il microfono per farsi sentire (se è funzionante!).
Questa è la tipica mattinata della matricola che frequenta i corsi principali, vittima sacrificale degli incompetenti di turno che gestiscono i professori, la disponibilità delle aule, la disposizione delle poltroncine e tutti quei piccoli particolari che rendono invivibili le aule d’insegnamento. Tutti fattori che contribuiscono a decimare la popolazione studentesca fin dal primo anno.
Ma ci vuole un genio a capire che c’è una grossa differenza fra il seguire una lezione in un’aula da 40 studenti e in una da 300/400? Perché non si aumenta il numero degli insegnanti dei corsi più numerosi in modo tale da suddividerli in gruppi che andranno ad occupare le aule più piccole e più vivibili? E’ un problema di costi o di incompetenza? Perché devono esistere dei corsi con 2 o 3 studenti iscritti e non si può venire incontro alle matricole?
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