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MARKETING E PUBBLICITÀ DOPO L-20

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  • MARKETING E PUBBLICITÀ DOPO L-20

    Gentili netizen
    Sto affrontando una vera e propria crisi esistenziale, mi trovo in un bivio cieco e disperato riguardo la prosecuzione dei miei studi.
    Sono un laureando siciliano di Scienze della Comunicazione; parto dicendo che sono pienamente consapevole della scarsa spendibilità pratica della mia laurea, che necessariamente deve essere abbinata ad un'integrazione, meglio se pratica, e che eviti i rimpasti teorici.

    Ciò detto, voglio lavorare nel mondo della pubblicità, del marketing e della comunicazione. Vi risparmio le denominazioni anglofone che fanno confondere anche me: se dovessi spiegare ad una persona avulsa dall'ambiente in questione, le direi che sono colui che si occuperebbe di redigere una campagna pubblicitaria, curandone sopratutto strategia e aspetti creativi. A quanto pare il mio inquadramento professionale tocca trasversalmente la figura dell'art director, del content strategist e del campaign manager.
    Parliamo di un marketing più operativo che strategico: odio calcoli matematici, conti economici e aziendali, tendo ad evitare l'aspetto meramente 'pragmatico', prediligendo dunque studi di targeting, posizionamento, customer journey, branding creativo e comunicazione strategica d'impresa.

    A questo punto, procederò schematicamente ponendovi le suddette domande:
    1) Per motivi di varia natura mi trovo a riflettere se scegliere la LM-77 di Unimore in Comunicazione e Immagine d'Impresa, o la LM-59 di Unipa in Comunicazione pubblica, d'impresa e pubblicità. Che fare?
    I motivi per cui sceglierei la prima sono : una più 'alta' e 'larga' spendibilità lavorativa, ed un percorso comunque più 'economicizzante' che mi da una base solida ed appetibile agli occhi di un datore di lavoro, oltre ad una locazione geografica più promettente e vicina al grande centro dell'economia italiana (Reggio Emilia, Bologna e così via).
    I motivi per cui invece sceglierei la seconda sono: Vicinanza a casa (non navigo nell'oro, rimanere qua in Sicilia mi permetterebbe di risparmiare tanti bei soldini) ed una maggiore attinenza a ciò che già so che vorrò fare: non sono interessato al lavoro da commercialista, né tantomeno mi interessano ruoli dirigenziali e dall'alto profilo aziendale.

    2) Serve davvero una magistrale? Vi confesso che un maggiore inquadramento sia teorico che pratico non mi guasterebbe. A Palermo sono tanti i progetti universitari che mi permetterebbero di sperimentarmi e mettermi, nel mio piccolo, in gioco.
    Penso anche che ho 23 anni, e a parte qualche singhiozzante e sporadica esperienza lavorativa, tra le mani non ho nulla. Quindi non so se convenga davvero proseguire gli studi.

    3) Quanto guadagnano gli operatori del marketing e della pubblicità nel Sud?

    Sarei curioso di sapere la vostra. So quanto poco simpatica vi stia la LM-59 (motivarne ulteriormente le ragioni mi aiuterebbe a ponderare meglio la scelta). Ribadisco però che non mi importa il praticantato, non mi importano ruoli come il commercialista o comunque figure più economico-aziendali, piuttosto mi intrigano figure che a quel mondo sono legate, ma che lavorano maggiormente sulla creatività strategica, come gli esempi sopra citati.

    Attendo con ansia un vostro responso.
    Ciao!

  • #2
    https://www.università.com/forum/uni...-di-una-classe
    BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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    • #3
      Dottore, le scrivo nuovamente dopo svariati mesi poiché il dubbio atavico ora più che mai si fa sentire. Dopo essermi laureato nel mese di Aprile, mi ritrovo a dover prendere una scelta importante. In questo forum sulla Lm59 ho letto le peggiori cose, e questo mi ha fatto desistere molto sulla possibilità di intraprendere questo percorso (unipa comunicazione pubblica, d'impresa e pubblicità), che a ben notare evidenzia tutte le sue brutture e la sua scarsa spendibilità. So bene cosa mi aspetta...eppure, facendomi del male, continuo a non disdegnarlo del tutto, in quanto nel complesso promette sbocchi lavorativi da me molto ambiti, legati al già citato mondo della comunicazione e della pubblicità. Proseguire in questo verso mi permetterebbe se non altro di affinare competenze teoriche e pratiche importanti, con laboratori e stage interessanti, tutto questo non lontano da casa. Di contro, preme dirlo, abbiamo tra le mani un piano di studi ridondante, dispersivo e a tratti stucchevole, con tanta, troppa sociologia. Forse l'unico tratto positivo è proprio la possibilità di cambiarlo con materie a scelta.
      Frequentare questo percorso, ad oggi e con tutti i suoi immensi difetti, significherebbe studiare cose propedeutiche che tutt'al più mi interessano, tenendomi aperte le porte della carriera accademica e di insegnante (anche universitario, chi lo sa), scelta che in generale mi preservo come eventuale piano B. Nel frattempo, maturerei conoscenze trasversali che si possono spendere 'nell'uno e nell'altro', ossia nel mondo accademico e aziendale.
      Non nascondo il mio timore di perdere tempo o di non aggiungere realmente qualcosa rispetto a quanto già fatto e studiato. Mi occorre puntualizzare che l'obiettivo A, quello principale, rimane tuttora lavorare nel mondo aziendale, specificatamente nella gestione strategica e creativa del prodotto. Mentre per la parte creativa quale la pubblicità e per l'insegnamento andrebbe bene una lm 59, nel secondo caso in termini tecnici, la cosa si tradurrebbe in brand e product management, dove la lm 77 scalza di gran lunga la lm 59. Avrei valutato immediatamente la lm 77 in Management e comunicazione d'impresa ad Unimore, se non fosse altro che non è economicamente e logisticamente sostenibile per me, quantomeno ad oggi.
      Quanto ad altro, non mi interessa fare il contabile o il commercialista. Non mi interessa neanche insegnarle queste cose. Quindi queste motivazioni non mi servono da discriminante. Mi piace scrivere e creare perciò tutto fa brodo: giornalista, redattore comunicati stampa, lavorare per un partito politico. Non mi dispiacerebbero, sono tutti piani 'C,D,E,F' e così via. Devo ammettere che la mia voglia di spendermi potenzialmente in tante cose così diverse spiega la mia scelta è al contempo la mia rovina.

      E allora giungo alla domanda finale: dopo la mia l-20 e alla luce dei miei interessi, sarebbe più saggio proseguire con una lm 59, integrando eventualmente un master breve in product management/brand management? O tanto vale temporeggiare per una magistrale più spendibile come una lm 77 che di contro mi tarperebbe le ali per l'insegnamento?

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      • #4
        Originariamente inviato da DavideM Visualizza il messaggio
        Dottore, le scrivo nuovamente dopo svariati mesi poiché il dubbio atavico ora più che mai si fa sentire. Dopo essermi laureato nel mese di Aprile, mi ritrovo a dover prendere una scelta importante. In questo forum sulla Lm59 ho letto le peggiori cose, e questo mi ha fatto desistere molto sulla possibilità di intraprendere questo percorso (unipa comunicazione pubblica, d'impresa e pubblicità), che a ben notare evidenzia tutte le sue brutture e la sua scarsa spendibilità. So bene cosa mi aspetta...eppure, facendomi del male, continuo a non disdegnarlo del tutto, in quanto nel complesso promette sbocchi lavorativi da me molto ambiti, legati al già citato mondo della comunicazione e della pubblicità. Proseguire in questo verso mi permetterebbe se non altro di affinare competenze teoriche e pratiche importanti, con laboratori e stage interessanti, tutto questo non lontano da casa. Di contro, preme dirlo, abbiamo tra le mani un piano di studi ridondante, dispersivo e a tratti stucchevole, con tanta, troppa sociologia. Forse l'unico tratto positivo è proprio la possibilità di cambiarlo con materie a scelta.
        Frequentare questo percorso, ad oggi e con tutti i suoi immensi difetti, significherebbe studiare cose propedeutiche che tutt'al più mi interessano, tenendomi aperte le porte della carriera accademica e di insegnante (anche universitario, chi lo sa), scelta che in generale mi preservo come eventuale piano B. Nel frattempo, maturerei conoscenze trasversali che si possono spendere 'nell'uno e nell'altro', ossia nel mondo accademico e aziendale.
        Non nascondo il mio timore di perdere tempo o di non aggiungere realmente qualcosa rispetto a quanto già fatto e studiato. Mi occorre puntualizzare che l'obiettivo A, quello principale, rimane tuttora lavorare nel mondo aziendale, specificatamente nella gestione strategica e creativa del prodotto. Mentre per la parte creativa quale la pubblicità e per l'insegnamento andrebbe bene una lm 59, nel secondo caso in termini tecnici, la cosa si tradurrebbe in brand e product management, dove la lm 77 scalza di gran lunga la lm 59. Avrei valutato immediatamente la lm 77 in Management e comunicazione d'impresa ad Unimore, se non fosse altro che non è economicamente e logisticamente sostenibile per me, quantomeno ad oggi.
        Quanto ad altro, non mi interessa fare il contabile o il commercialista. Non mi interessa neanche insegnarle queste cose. Quindi queste motivazioni non mi servono da discriminante. Mi piace scrivere e creare perciò tutto fa brodo: giornalista, redattore comunicati stampa, lavorare per un partito politico. Non mi dispiacerebbero, sono tutti piani 'C,D,E,F' e così via. Devo ammettere che la mia voglia di spendermi potenzialmente in tante cose così diverse spiega la mia scelta è al contempo la mia rovina.

        E allora giungo alla domanda finale: dopo la mia l-20 e alla luce dei miei interessi, sarebbe più saggio proseguire con una lm 59, integrando eventualmente un master breve in product management/brand management? O tanto vale temporeggiare per una magistrale più spendibile come una lm 77 che di contro mi tarperebbe le ali per l'insegnamento?


        Non so a cosa ti riferisci con il termine insegnamento, ma se parli della scuola secondaria la LM-59 è praticamente la morte: infatti consente l’accesso a classi di concorso super sature, come la A-18 e la A-65. Paradossalmente, se il tuo obiettivo è insegnare, è preferibile la LM-77, che offre la possibilità di accedere potenzialmente alle classi A-21, A-45, A-46 e A-47. Se proprio vuoi restare nell’ambito della comunicazione, puoi virare sulla LM-19, che almeno permette l’accesso alla A-12 oltre che alla A-65.


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        • #5
          Hai già conseguito una L20 che è quasi quanto più inutile esista per affacciarsi al mondo del lavoro (dopo una laurea in DAMS), proseguire con LM59, a meno di non avere particolari agganci, vuol dire decidere deliberatamente di voler farsi del male: stai andando in pista in moto senza casco e tuta.

          Scusa la franchezza ma la LM77 è di ordini infinitamente superiori alla LM59, non sono paragonabili minimamente ma non per la formazione che offrono l'accozzaglia di esami, quanto piuttosto per le possibilità lavorative.

          Se poi, più in là nel tempo all'interno del percorso lavorativo sarai riuscito a spostarti verso una funzione strategico/creativa, eventualmente potrai "specializzarti" con qualche master ad hoc o qualche pseudo master (che si chiama master ma non lo è).


          Te lo dico per te, poi vedi tu

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          • #6
            [QUOTE=bach94;n47380]



            Non so a cosa ti riferisci con il termine insegnamento, ma se parli della scuola secondaria la LM-59 è praticamente la morte: infatti consente l’accesso a classi di concorso super sature, come la A-18 e la A-65. Paradossalmente, se il tuo obiettivo è insegnare, è preferibile la LM-77, che offre la possibilità di accedere potenzialmente alle classi A-21, A-45, A-46 e A-47. Se proprio vuoi restare nell’ambito della comunicazione,
            puoi virare sulla LM-19, che almeno permette l’accesso alla A-12 oltre che alla A-65.
            Come dicevo, quanto all'insegnamento una LM77 costituirebbe un valore aggiunto molto relativo nel mio caso. Io che insegno scienze economico giuridiche o economico aziendali a un gruppo di ragazzi delle superiori? E con che faccia, dopo che per anni ho studiato e macinato argomenti di semiotica, linguistica, sociologia dei media e fuffa a seguire? Per quanto promettente non mi stuzzica, e anzi lo trovo poco coerente con il mio percorso. Eccezion fatta per la classe di concorso A-21: non mi dispiacerebbe insegnare geografia. Quanto alla Lm19... dio mio, questa lm 19 l'ho vista così tanto bistrattata che mi fa strano soltanto a vederla consigliata. La mia impressione a questo punto, è che io non possa proprio ottenere un compromesso bilanciato che mi permetta di studiare una magistrale valida per entrambe le prospettive. Perchè la lm 19 è più utile a insegnare ma meno utile in tutto il resto. La Lm59 è leggermente più utile dell'altra ma meno utile della stessa per i concorsi. La lm77, magistrale in cui dovrei integrare materie e per cui dovrei spendere soldini, è sia la più promettente ma al contempo la più distante in fattibilità e interessi personali. Sono fregato

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            • #7
              Originariamente inviato da bach94 Visualizza il messaggio



              Non so a cosa ti riferisci con il termine insegnamento, ma se parli della scuola secondaria la LM-59 è praticamente la morte: infatti consente l’accesso a classi di concorso super sature, come la A-18 e la A-65. Paradossalmente, se il tuo obiettivo è insegnare, è preferibile la LM-77, che offre la possibilità di accedere potenzialmente alle classi A-21, A-45, A-46 e A-47. Se proprio vuoi restare nell’ambito della comunicazione, puoi virare sulla LM-19, che almeno permette l’accesso alla A-12 oltre che alla A-65.


              Come dicevo, quanto all'insegnamento una LM77 costituirebbe un valore aggiunto molto relativo nel mio caso. Io che insegno scienze economico giuridiche o economico aziendali a un gruppo di ragazzi delle superiori? E con che faccia, dopo che per anni ho studiato e macinato argomenti di semiotica, linguistica, sociologia dei media e fuffa a seguire? Per quanto promettente non mi stuzzica, e anzi lo trovo poco coerente con il mio percorso. Eccezion fatta per la classe di concorso A-21: non mi dispiacerebbe insegnare geografia. Quanto alla Lm19... dio mio, questa lm 19 l'ho vista così tanto bistrattata che mi fa strano soltanto a vederla consigliata. La mia impressione a questo punto, è che io non possa proprio ottenere un compromesso bilanciato che mi permetta di studiare una magistrale valida per entrambe le prospettive. Perchè la lm 19 è più utile a insegnare ma meno utile in tutto il resto. La Lm59 è leggermente più utile dell'altra ma meno utile della stessa per i concorsi. La lm77, magistrale in cui dovrei integrare materie e per cui dovrei spendere soldini, è sia la più promettente ma al contempo la più distante in fattibilità e interessi personali. Sono fregato

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              • #8
                Originariamente inviato da BeardedSnow Visualizza il messaggio
                Hai già conseguito una L20 che è quasi quanto più inutile esista per affacciarsi al mondo del lavoro (dopo una laurea in DAMS), proseguire con LM59, a meno di non avere particolari agganci, vuol dire decidere deliberatamente di voler farsi del male: stai andando in pista in moto senza casco e tuta.

                Scusa la franchezza ma la LM77 è di ordini infinitamente superiori alla LM59, non sono paragonabili minimamente ma non per la formazione che offrono l'accozzaglia di esami, quanto piuttosto per le possibilità lavorative.

                Se poi, più in là nel tempo all'interno del percorso lavorativo sarai riuscito a spostarti verso una funzione strategico/creativa, eventualmente potrai "specializzarti" con qualche master ad hoc o qualche pseudo master (che si chiama master ma non lo è).


                Te lo dico per te, poi vedi tu
                Allora vediamo cosa ne pensi di questo bel piano: ad oggi, alle porte dei miei 24 anni, vedo di trovare uno stage retribuito/ lavori che interessano anche vagamente la comunicazione e la pubblicità, magari all'estero. Un periodo semisabbatico in cui faccio esperienza pratica e metto dei soldini da parte: call center outbound in grecia, content moderator in bulgaria, pr in spagna, poco importa. Quando di soldi ne avrò abbastanza (speriamo entro i 26 anni e magari in concomitanza col lavoro intrapreso) inizio un corso di Project Management, part time e dalla durata di 7 mesi in modo da aver ottenuto al suo termine una preparazione solida e robusta sulla parte organizzativa e gestionale di un qualsiasi progetto (https://www.elis.org/formazione/cors...ct-management/ link del master che avevo adocchiato: un pò asettico e poco orientato alla gestione creativo-strategica come desideravo, ma senz'altro utile). Così se maturo questo percorso formativo dovrei essere più appetibile per un datore di lavoro no? Preparato sulla parte comunicativa e capace anche di parlare con gli stakeholder, redigere piani budget coordinando le risorse. Con in più una bella esperienza lavorativa alle spalle.
                Poi se un domani sarò ancora vivo, potrò decidere di iniziare una magistrale, anche la più insulsa e disperata come la lm 19 o la lm 59 per insegnare. Signori, non so se è a causa del miraggio semiotico se sogno una carriera accademica, ma contro ogni aspettativa lavorativa una cattedra superiore o persino la ricerca in comunicazione non la troverei una scelta così bizzarra e peregrina, anzi: mi piacerebbe molto.
                Ad ogni modo questa che sembra tanto la fiaba del 'vissero tutti felici e contenti' mi sembra al momento l'unico modo di ottimizzare una laurea sostanzialmente inutile, come dici tu. Il mio sogno di adoperare la mia creatività nelle funzioni aziendali , sarà da rimandare se non altro a un futuro lontano. Che ne pensi/pensate?

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                • #9
                  Originariamente inviato da DavideM Visualizza il messaggio


                  Come dicevo, quanto all'insegnamento una LM77 costituirebbe un valore aggiunto molto relativo nel mio caso. Io che insegno scienze economico giuridiche o economico aziendali a un gruppo di ragazzi delle superiori? E con che faccia, dopo che per anni ho studiato e macinato argomenti di semiotica, linguistica, sociologia dei media e fuffa a seguire? Per quanto promettente non mi stuzzica, e anzi lo trovo poco coerente con il mio percorso. Eccezion fatta per la classe di concorso A-21: non mi dispiacerebbe insegnare geografia. Quanto alla Lm19... dio mio, questa lm 19 l'ho vista così tanto bistrattata che mi fa strano soltanto a vederla consigliata. La mia impressione a questo punto, è che io non possa proprio ottenere un compromesso bilanciato che mi permetta di studiare una magistrale valida per entrambe le prospettive. Perchè la lm 19 è più utile a insegnare ma meno utile in tutto il resto. La Lm59 è leggermente più utile dell'altra ma meno utile della stessa per i concorsi. La lm77, magistrale in cui dovrei integrare materie e per cui dovrei spendere soldini, è sia la più promettente ma al contempo la più distante in fattibilità e interessi personali. Sono fregato

                  Guarda, se il tuo obiettivo è insegnare, dimentica la LM-59. La classe di concorso A-18, oltre a richiedere una consistente integrazione del piano di studi con esami di pedagogia, filosofia, psicologia e sociologia (ben 96 CFU), è completamente satura, piena di maestre della scuola primaria laureate anche in discipline pedagogiche, con punteggi altissimi. Pur riuscendo ad abilitarti con i soli punti del titolo di accesso, non riusciresti praticamente mai a lavorare. Molti lo hanno capito troppo tardi, a loro spese.

                  La A-65, invece, è presente in pochissime scuole, in molte province è di fatto assente e quasi sempre ci sono solo spezzoni di poche ore a livello provinciale, che finiscono inevitabilmente contesi tra i primissimi in graduatoria.

                  Nei concorsi, i posti messi a disposizione per queste classi di concorso sono pochissimi e la concorrenza è altissima. Quindi se prendi la LM-59 con l’idea di insegnare a mio parere è un suicidio. Se invece vuoi orientarti verso altri ambiti, allora può avere un senso, dipende da cosa cerchi.

                  Diverso il discorso per la LM-19: pur non godendo di chissà quale reputazione in generale, sul piano dell’insegnamento può essere buona, perché consente l’accesso alla A-12, ovvero lettere nella scuola secondaria di primo e di secondo grado. In questo caso, le opportunità cambiano radicalmente rispetto alla A-18 e alla A-65.

                  Questo vale per la scuola. Per quanto riguarda la ricerca o il settore privato, le logiche sono del tutto differenti. Devi capire bene verso cosa ti vuoi orientare. Io sono nella scuola da anni e ti posso descrivere bene la situazione che c'è nella scuola.

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                  • #10
                    Caro bach, per riassumere i miei obiettivi si spalmano in due macro-aree: l'ambito aziendale e quello accademico. Quindi rispettivamente curare il lancio di un prodotto e occuparmi di marketing creativo strategico, e nel frattempo proseguire idealmente con gli studi per insegnare in futuro materie umanistiche come filosofia, italiano, storia o scienze umane. All'inizio pensavo ad una lm 59 proprio per questa sua naturale versatilità. Ma se ciò implica l'inoccupazione garantita o finire a vendere arance in una bancarella sulla statale (rispetto per i lavoratori nel settore agricolo, ma almeno loro non studierebbero 6 anni per fare ciò che fanno), allora evitiamola proprio. Per questo al momento sto considerando degli stage/lavori temporanei ma retribuiti sul lato comunicazione/marketing + corso intensivo/master in project management per avere intanto un porto sicuro sul lato aziendale. Poi con calma mi prendo una magistrale utile ad insegnare. E su questo valuterò quella migliore, includendo eventualmente una lm19 nel mio scandaglio. Ci sono altre magistrali utili in tal senso?

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                    • #11
                      Originariamente inviato da DavideM Visualizza il messaggio
                      Caro bach, per riassumere i miei obiettivi si spalmano in due macro-aree: l'ambito aziendale e quello accademico. Quindi rispettivamente curare il lancio di un prodotto e occuparmi di marketing creativo strategico, e nel frattempo proseguire idealmente con gli studi per insegnare in futuro materie umanistiche come filosofia, italiano, storia o scienze umane. All'inizio pensavo ad una lm 59 proprio per questa sua naturale versatilità. Ma se ciò implica l'inoccupazione garantita o finire a vendere arance in una bancarella sulla statale (rispetto per i lavoratori nel settore agricolo, ma almeno loro non studierebbero 6 anni per fare ciò che fanno), allora evitiamola proprio. Per questo al momento sto considerando degli stage/lavori temporanei ma retribuiti sul lato comunicazione/marketing + corso intensivo/master in project management per avere intanto un porto sicuro sul lato aziendale. Poi con calma mi prendo una magistrale utile ad insegnare. E su questo valuterò quella migliore, includendo eventualmente una lm19 nel mio scandaglio. Ci sono altre magistrali utili in tal senso?

                      Se volessi mantenere aperta la possibilità concrete di accesso alla scuola, puoi valutare anche altre lauree magistrali, anche se non proprio coerenti con scienze della comunicazione.

                      Ad esempio:

                      LM-1: consente l’accesso a classi di concorso legate alle scienze umane, filosofia e storia, lettere, italiano L2 e storia dell’arte;

                      LM-5, LM-14 o LM-15: permettono l’accesso a lettere, italiano L2 e storia dell’arte;

                      LM-39: apre a lettere, lingue, italiano L2 e storia dell’arte;

                      LM-43, LM-45 o LM-65: consentono l’accesso a arte e immagine, lettere, discipline musicali e storia dell’arte;

                      LM-64 o LM-78: danno accesso a scienze umane, filosofia e storia, lettere;

                      LM-80: apre a geografia, lettere e italiano L2;

                      LM-84: consente l’accesso a filosofia e storia, lettere, italiano L2 e storia dell’arte;

                      LM-89: permette l’accesso a arte e immagine, storia dell’arte, storia della musica, lettere e italiano L2.

                      In linea di massima queste classi di laurea magistrale danno possibilità di accesso all'insegnamento più facilmente rispetto ad altre (se si vuole rimanere nell'ambito umanistico).
                      Spesso viene richiesto di avere determinati CFU in determinati SSD per accedere a specifiche materie (classi di concorso) ma spesso si integrano facilmente con corsi singoli o dei master fatti apposta come quelli proposti da varie università come UniCamillus (Mnemosine), Pegaso, ECampus ecc.

                      Ti lascio qui il link dell'applicazione aggiornata sui titoli di accesso all'insegnamento. Puoi smanettare un po' e vedere tu direttamente quello che può far per te:

                      https://classiconcorso.flcgil.it/

                      In generale già ti dico che in ambito umanistico a scuola si lavora un po' di più su A-12 lettere (medie e superiori), A-22 lingue straniere (medie e superiori), più di nicchia ma non completamente intasate ci sono A-21 geografia e A-23 italiano L2 (medie e superiori), il resto lascia perdere..

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                      • #12
                        Originariamente inviato da DavideM Visualizza il messaggio

                        Allora vediamo cosa ne pensi di questo bel piano: ad oggi, alle porte dei miei 24 anni, vedo di trovare uno stage retribuito/ lavori che interessano anche vagamente la comunicazione e la pubblicità, magari all'estero. Un periodo semisabbatico in cui faccio esperienza pratica e metto dei soldini da parte: call center outbound in grecia, content moderator in bulgaria, pr in spagna, poco importa. Quando di soldi ne avrò abbastanza (speriamo entro i 26 anni e magari in concomitanza col lavoro intrapreso) inizio un corso di Project Management, part time e dalla durata di 7 mesi in modo da aver ottenuto al suo termine una preparazione solida e robusta sulla parte organizzativa e gestionale di un qualsiasi progetto (https://www.elis.org/formazione/cors...ct-management/ link del master che avevo adocchiato: un pò asettico e poco orientato alla gestione creativo-strategica come desideravo, ma senz'altro utile). Così se maturo questo percorso formativo dovrei essere più appetibile per un datore di lavoro no? Preparato sulla parte comunicativa e capace anche di parlare con gli stakeholder, redigere piani budget coordinando le risorse. Con in più una bella esperienza lavorativa alle spalle.
                        Poi se un domani sarò ancora vivo, potrò decidere di iniziare una magistrale, anche la più insulsa e disperata come la lm 19 o la lm 59 per insegnare. Signori, non so se è a causa del miraggio semiotico se sogno una carriera accademica, ma contro ogni aspettativa lavorativa una cattedra superiore o persino la ricerca in comunicazione non la troverei una scelta così bizzarra e peregrina, anzi: mi piacerebbe molto.
                        Ad ogni modo questa che sembra tanto la fiaba del 'vissero tutti felici e contenti' mi sembra al momento l'unico modo di ottimizzare una laurea sostanzialmente inutile, come dici tu. Il mio sogno di adoperare la mia creatività nelle funzioni aziendali , sarà da rimandare se non altro a un futuro lontano. Che ne pensi/pensate?
                        La mia risposta è : ma anche no!

                        Con quei soldi puoi fare un master universitario decente.

                        Seconda cosa: diventare PM non è una cosa alla quale accedi dopo il corso, dovresti prima capire il prodotto e di cosa stai parlando, nessuno ti fa nascere project manager come primo o secondo impiego, e chi assume lo sa.

                        Siamo ancora un po' annacquati a livello di idee direi.

                        L'esperienza all'estero falla finalizzata al lavoro e agli interessi che hai, lascia stare lavori del menga tipo tirare su le banane in Grecia o fare non so cosa in Bulgaria, è un'esperienza che in termini lavorativi varrebbe niente, e non hai 18 anni.

                        La L20 per trovare lavoro non ti aiuta, se inoltre ti metti a menare il can per l'aia peggiori la situazione: sai quanti ce ne sono fuori in cerca di lavoro di quasi trent'enni con lauree inutili e un cv che è una accozzaglia di lavori diversi sconnessi senza arte nè parte? Tanti, ma proprio tanti, devi distinguerti da questi e correggere il tiro, poi per carità magari sei ricco e lavori per hobby.

                        Quello che farei io è trovare uno stage che ti dia possibilità di giocarti un'assunzione futura, ottenuta l'assunzione a TD, da lì costruisco un percorso prima verticale di specializzazione poi, vedendo come evolve, si può valutare di andare verso il PM.


                        Vedi tu, it's your call.

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                        • #13
                          Originariamente inviato da BeardedSnow Visualizza il messaggio

                          La mia risposta è : ma anche no!

                          Con quei soldi puoi fare un master universitario decente.

                          Seconda cosa: diventare PM non è una cosa alla quale accedi dopo il corso, dovresti prima capire il prodotto e di cosa stai parlando, nessuno ti fa nascere project manager come primo o secondo impiego, e chi assume lo sa.

                          Siamo ancora un po' annacquati a livello di idee direi.

                          L'esperienza all'estero falla finalizzata al lavoro e agli interessi che hai, lascia stare lavori del menga tipo tirare su le banane in Grecia o fare non so cosa in Bulgaria, è un'esperienza che in termini lavorativi varrebbe niente, e non hai 18 anni.

                          La L20 per trovare lavoro non ti aiuta, se inoltre ti metti a menare il can per l'aia peggiori la situazione: sai quanti ce ne sono fuori in cerca di lavoro di quasi trent'enni con lauree inutili e un cv che è una accozzaglia di lavori diversi sconnessi senza arte nè parte? Tanti, ma proprio tanti, devi distinguerti da questi e correggere il tiro, poi per carità magari sei ricco e lavori per hobby.

                          Quello che farei io è trovare uno stage che ti dia possibilità di giocarti un'assunzione futura, ottenuta l'assunzione a TD, da lì costruisco un percorso prima verticale di specializzazione poi, vedendo come evolve, si può valutare di andare verso il PM.


                          Vedi tu, it's your call.
                          Ma ci mancherebbe che io diventi subito PM. Se funzionasse così allora avrei fatto scienze politiche per diventare segretario di partito????
                          Scherzi a parte, avrei tra le mani due certificazioni riconosciute, stage garantiti e un bagaglio di competenze che mi porterebbero ad affiancare il pm come junior o assistente inanzitutto. Male non è.
                          Questa cosa è una soluzione che verrebbe necessariamente dopo aver trovato un lavoro. Giustamente non aleatorio o inutile per il mio percorso come dici tu… magari “pro tempore” ma comunque preopedeutico e attinente rispetto ai miei interessi, e soprattutto con possibilità di assunzione stabile…che dirti, io ci spero, in fin dei conti sono d’accordo con te. Probabilmente sono disilluso perché mi aspetta qualcosa di deludente e precario…d’altronde che dovrei aspettarmi con una sola l-20 ad oggi? Spero di sbagliarmi, ma io dicevo anche il “più misero lavoro” per puntare tutto sul master, una formazione che davvero mi darebbe conoscenze con un taglio molto pratico e concreto che mi spiani la strada per un primo network e i primi colloqui. Per accedervi basta una generale “formazione universitaria” e una minima esperienza lavorativa, ciò che ho già e che rafforzerei in questi (6?) mesi o più.

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                          • #14
                            Originariamente inviato da DavideM Visualizza il messaggio
                            Dopo essermi laureato nel mese di Aprile
                            Nel mese di aprile. Auguri!

                            In questo forum sulla Lm59 ho letto le peggiori cose, e questo mi ha fatto desistere molto sulla possibilità di intraprendere questo percorso (unipa comunicazione pubblica, d'impresa e pubblicità), che a ben notare evidenzia tutte le sue brutture e la sua scarsa spendibilità. So bene cosa mi aspetta...eppure, facendomi del male, continuo a non disdegnarlo del tutto, in quanto nel complesso promette sbocchi lavorativi da me molto ambiti, legati al già citato mondo della comunicazione e della pubblicità.
                            Ma davvero sei così ingenuo da credere agli sbocchi dichiarati negli ordinamenti dei corsi di studio? Sono stupidaggini puramente formali, che si scrivono tanto per riempire uno spazio. Peraltro, sono redatti da chi non conosce il mercato del lavoro e neanche la legislazione: se volessi estrapolare dalle banche dati gli sbocchi irrealizzabili in quanto legalmente richiedono altri titoli, ne trarrei un libro. Viceversa, mi càpita frequentemente di lèggere negli sbocchi professionali di corsi di laurea posizioni funzionali nella pubblica amministrazione che richiedono un diploma e a volte neanche quello (e.g. cancelliere) e negli sbocchi professionali di corsi di laurea magistrale o la dirigenza, senza tener conto che alla dirigenza con la sola laurea magistrale non è possibile ambire, oppure posizioni funzionali per accedere alle quali la laurea è sufficiente.
                            Con l'insegnamento è un vero pasticcio (non per niente il Garante dei diritti dell'Università di Firenze si vede arrivare un ricorso da parte di una laureata in Scienze dell'infanzia che chiedeva il rimborso delle tasse e dei contributi per aver scoperto che la sua laurea non consentiva di fare quello che la scheda unica annuale depositata nella banca dati OFF.F prometteva*), per non parlare del fatto che a volte si leggono sbocchi correlati alla prosecuzione con la laurea magistrale (e magari con una laurea magistrale specifica), in totale violazione delle linee-guida sulla progettazione dei corsi di studio, in base alle quali gli àmbiti occupazionali indicati devono essere previsti sulla base del titolo che quello specifico corso rilascia e non della eventuale combinazione di quel titolo con altri.
                            L'apoteosi si raggiunge quando mettono codici Istat incoerenti con gli sbocchi dichiarati in forma discorsiva, e spesso si tratta di lavori di qualificazione veramente bassa.
                            Ma poi basta guardarlo, il mercato del lavoro: se pure tutti quelli che hanno una LM-59 lavorassero nei campi da te indicati, la LM-59 è un titolo talmente raro che è facile inferire che la maggior parte di coloro che lavorano in quegli àmbiti non ce l'hanno.

                            * Ovviamente il ricorso, probabilmente proposto oralmente, era impostato malissimo e si parlava di mancato riconoscimento della laurea, il che, ovviamente, sul piano tecnico-formale è impossibile.

                            Proseguire in questo verso mi permetterebbe se non altro di affinare competenze teoriche e pratiche importanti, con laboratori e stage interessanti
                            Gli stages si possono trovare tramite altri canali.

                            un piano di studi ridondante, dispersivo e a tratti stucchevole, con tanta, troppa sociologia.
                            E ringrazia che c'è troppa sociologia e non materie come Letteratura italiana e Storia dell'arte, come in LM-59 di mia conoscenza decisamente improbabili.
                            Le uniche LM-59 d'Italia effettivamente mirate al mondo della comunicazione d'impresa sono quella della Suor Orsola Benincasa e quelle della Iulm. Su tutte le altre stenderei un velo pietoso.

                            tenendomi aperte le porte della carriera accademica e di insegnante (anche universitario, chi lo sa)
                            Francamente credo che tu abbia le idee alquanto confuse.
                            Insegnante = docente della scuola prima o secondaria. Nella scuola secondaria viene comunemente chiamato professore, ma legalmente non lo è (e la spendita del titolo, almeno all'esterno del contesto scolastico, sarebbe vietata). Il suo compito esclusivo è insegnare.
                            Professore = docente di ruolo o straordinario dell'università, con suddivisione del ruolo in due fasce. Il suo compito istituzionale principale è la ricerca (il termine "professore" indica che professa la materia, non che si limita a insegnarla), dopodiché ha anche degli obblighi didattici (attraverso i quali dovrebbe idealmente trasferire le nuove conoscenze sugli studenti) e, infine, dovrebbe partecipare alla cosiddetta terza missione, cioè il trasferimento scientifico-tecnologico sulla società.
                            Non esiste l'insegnante universitario: il compito del professore (e del ricercatore) non si riduce all'insegnamento, anzi.
                            Per accedere alla docenza universitaria in séguito alla legge 240/2010 è obbligatorio avere un dottorato di ricerca, dopodiché si entra in un vortice di precariato (borse di ricerca, assegni di ricerca, contratti di ricerca, ricercatore a tempo determinato) e dopo 6 anni è possibile partecipare ai concorsi di professore di seconda fascia (associato). Qualora si sia conseguita l'abilitazione scientifica nazionale, se si vince un posto di ricercatore a tempo determinato cosiddetto in tenure track, dopo 3 anni a séguito di positiva valutazione di idoneità si può essere direttamente chiamati in ruolo nella seconda fascia (cioè con la qualifica di professore associato). Ma è in corso l'ennesima riforma e un domani non si sa come sarà.

                            Nel frattempo, maturerei conoscenze trasversali che si possono spendere 'nell'uno e nell'altro', ossia nel mondo accademico e aziendale.
                            Se procrastini la formazione all'infinito perdi tempo e disperdi energie.

                            Devo ammettere che la mia voglia di spendermi potenzialmente in tante cose così diverse spiega la mia scelta è al contempo la mia rovina.
                            Tipico di studenti di corsi come quelli.

                            master breve
                            Cosa sarebbe un master breve?
                            Ultima modifica di dottore; 08-09-2025, 01:24.
                            BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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