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    Buonesera a tutti

    mi sono appena registrato e vorrei porvi una domanda.

    Come da titolo mi piacerebbe iscrivermi all'università .
    Mi pare però di capire che una laurea presa a 28 anni abbia poco valore.
    Sono diplomato in Amministrazione Finanza e Marketing e ho sempre lavorato... ad aprile però ho perso il lavoro per via di un incendio in azienda.
    Per questo motivo mi trovo di fronte a una scelta : cercare un corso professionale per provare ad arricchire il mio curriculum oppure tentare la strada dell'università .
    Nel secondo caso la scelta più "conveniente" sarebbe economia, tuttavia, scegliendo questa strada, temo di ritrovarmi a competere con ragazzi più giovani.
    Una seconda scelta sarebbe quella di cambiare proprio percorso e buttarmi sulle professioni sanitarie (stavo pensando a fisioterapia) dove mi pare di capire che vi siano meno discriminazioni in base all'età .

    Cosa mi consigliate di fare ?

  • #2
    Benvenuto sul forum!
    Mi perdonerai se ti dico che questo tuo topic è un doppione di altri pubblicati di recente.
    Tutto quello che avevo da dire l'ho detto qui.

    http://www.università .com/discussio...e-26-anni.html

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    • #3
      E' inevitabile che certe discussioni si ripetano, i problemi sono spesso simili.
      Detto questo, visto il tuo background in economia la strada mi sembrerebbe già  spianata. Con fisioterapia dovresti iniziare tutto di nuovo e ripartire da zero non è mai facilissimo, oltretutto per fare i fisioterapisti bisogna essere predisposti, e non so se sia il caso tuo.
      Per quanto riguarda l'età  della laurea, conta solo nello screening per i posti top.
      Un sito web da visitare se si hanno 5 minuti liberi:
      digitalArs.it - Immagini digitali per persone reali

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      • #4
        Questo tipo di topic è un leit motiv del forum ma a me tutti questi ragazzi più che dubbiosi sulle prospettive di vita mi sembrano dubbiosi di loro stessi, senza offesa, mi spiego subito.
        Ormai l'università  italiana è alla portata di tutti: lavoratori, madri e padri di famiglia, persone con handicap.
        Ragazzi, ce la potete fare, dovete credere di più in voi stessi.
        Vi troverete a competere con ventenni? E allora? Ci sarà  sempre il bocconiano 25enne che esce con 110 e lode, non è un buon motivo per rinunciare.
        Cosa succede se non ti laurei? Non puoi fare alcuni concorsi (i più importanti e non quelle pagliacciate tipo l'ultimo per ufficiali giudiziari), se già  lavori rischi di coprire lo stesso ruolo fino alla tua morte (niente avanzamenti di carriera in particolare nella pubblica amministrazione), se non lavori il tuo curriculum viene considerato meno.
        Ci sono più ragioni per studiare che per rinunciare e se queste persone vengono qui a chiedere informazioni il primo passo verso una nuova vita l'hanno già  fatto.

        P.S. In effetti dei bandi di concorsi favoriscono esageratamente i diplomati ma questo perchè siamo in un paese ridicolo.

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        • #5
          Condivido in toto quanto espresso da Marika, spesso il più grande ostacolo è la mancanza di fiducia in noi stessi, a partire dal sottoscritto.

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          • #6
            Io direi Economia aziendale. L'economia è un'altra cosa e con Ragioneria (perché quello è, anche se le hanno cambiato il nome) tutta 'sta strada spianata, francamente, non la vedo affatto.

            Per le professioni sanitarie l'età  non conta nulla per il semplice fatto che si tratta di professioni che si svolgono per la quasi totalità  o in forma libera oppure come dipendenti di pubbliche amministrazioni o soggetti assimilati (case di cura accreditate ad esempio), per i quali contano esclusivamente i titoli abilitativi.
            BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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            • #7
              Marika, veramente nella pubblica amministrazione italiana tra quei pochi che sono entrati negli ultimi vent'anni ci sono molti più laureati che persone che si sono fermate al diploma. I laureati occupano anche i posti per diplomati e in moltissimi casi anche quelli per titolari della sola scuola dell'obbligo.
              Se il bando richiede il diploma, è perché per legge quella posizione richiede il diploma; e probabilmente se tu sapessi di che posizioni si tratta rivedresti un po' alcune tue posizioni: nella mia amministrazione gli autisti (autisti!) sono inquadrati in categoria C, quella corrispondente alla vecchia carriera di concetto, che richiede il diploma”¦ Ti pare normale? A me no, tanto più che per evitare che a un concorso per 4 posti si presentino in 10mila il mio ente prevede per i concorsi C le stesse materie dei D allo stesso grado di approfondimento, il che scoraggia fortemente i diplomati dal partecipare; qualcuno ci prova, ma sistematicamente viene segato (come si dice da qualche parte) alla prova preselettiva e sistematicamente i posti per diplomati vengono occupati tutti da laureati.

              Un'altra cosa che trovo scandalosa è che in alcuni enti c'è la piramide al contrario. Ultimamente ho visto un ente privo di pianta organica che aveva 160 dirigenti (una cifra abnorme!) e 3500 dipendenti di cui il 60% funzionarà®, il 30% impiegati di concetto, il 9% impiegati d'ordine e l'1% di ausiliarà®. Inutile dire che questo ente appalta a privati quasi tutti i lavori ausiliarà®, i suoi ausiliarà® interni non fanno niente visto che le sedi dell'ente sono circa il triplo rispetto al numero dei lavoratori ausiliarà®. Ma soprattutto, ha senso che abbia tutti questi graduati e generali? Chiaramente in un contesto del genere il funzionario non farà  mai veramente il funzionario. Spesso e volentieri si ritroverà  a fare le stesse cose dell'impiegato di concetto, per le quali basta il diploma, ma prenderà  (poco) più di lui. E magari quest'ultimo si convincerà  di essere sottopagato perché svolge le stesse mansioni del funzionario, quando in realtà  è il funzionario a essere demansionato (perché il lavoro materiale non c'è).
              L'ente dove ho iniziato la mia carriera aveva solo 6 dirigenti di ruolo e 2 a scavalco per circa 1500 dipendenti e la categoria giuridica più rappresentata era quella degli impiegati di concetto, al di sopra dei quali c'eravamo noi istruttori direttivi e funzionarà®, che infatti eravamo quasi tutti capi ufficio / capi servizio / capi settore, e al di sotto dei quali c'erano pochissimi impiegati d'ordine che sostanzialmente facevano i nostri assistenti (non c'erano ausiliarà® neanche lì, ma nemmeno uno. Il centralino era automatizzato e le pulizie erano effettuate da privati in regime di appalto). Molto più equilibrato, direi. Pensa a un piccolo call center in cui lavorano 5 teams da 10 persone cadauno, che si occupano di informazioni (secondo livello), attivazioni (terzo livello), assistenza base (terzo livello), assistenza tecnica avanzata (quarto livello). Ogni team ha due team specialists, un team support, un team coach e un team leader (tutti di quinto livello). Tutta la struttura ha un responsabile di centro (sesto livello, quadro), che a sua volta risponde al dirigente dell'area territoriale, situato in altra sede, il quale riferisce al top management, che risiede nella sede centrale. Il secondo livello da contratto richiede la licenza media, dal terzo al quinto il diploma, il sesto la laurea (per la dirigenza non è previsto ma direi laurea + master ovvero laurea magistrale).

              Da me ci sono laureati che fanno gli uscieri, i centralinisti, gli addetti all'accoglienza (siamo sulla categoria B). Piuttosto, io trovo scandaloso che ci siano funzionarà® titolari di posizioni organizzative e altri incarichi di responsabilità  che implicano deleghe dirigenziali (capi settore), o che addirittura fanno i dirigenti a scavalco, senza possedere la laurea, in virtù di previgenti normative, poi in parte dichiarate incostituzionali, che consentivano le cosiddette progressioni verticali (cioè i passaggi da una categoria a quella superiore) prescindendo dal titolo di studio, oppure con il titolo di studio immediatamente inferiore a quello previsto per gli accessi esterni. Una volta le deroghe si potevano addirittura cumulare e infatti il penultimo direttore generale della Sapienza, ringraziato dal rettore come artefice del suo posizionamento ai vertici dei QS world university rankings per le humanities, aveva il diploma di geometra. Immagina i suoi subordinati plurilaureati come si devono sentire. Specie se sanno che non potranno mai raggiungere il suo posto con i titoli che hanno, malgrado molto più elevati, in quanto con le nuove normative non è possibile.
              BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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