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Iniziare l'università a 30 anni

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  • Iniziare l'università a 30 anni

    Buongiorno a tutti, chiedo scusa se inserisco un nuovo post, però quello fatto in precedenza non ha avuto riscontri.
    Vengo al dunque, ho quasi 30 anni ed un lavoro stabile part time. Avendo tempo libero mi piacerebbe iscrivermi ad amministrazione aziendale, corso redatto dal dipartimento Management di Torino.
    Vorrei sapere se come corso di laurea e abbastanza valido; premetto che ad oggi non lo faccio per trovare un altro lavoro, ma per un investimento futuro (un domani chissà ).
    Il mio dubbio rimane se ha 30 anni vale la pena investire su ciò (tempo e costi molto alti online) e se una volta terminato il percorso studi potrei magari avere qualche possibilità in più lavorative rispetto ad aver solo un diploma.

  • #2
    Ciao, benvenuto!
    Ti risponderei più o meno come ho già  risposto a questo vecchio topic.

    http://www.università .com/discussio...e-26-anni.html

    Non è una decisione semplice e bisogna avere molto coraggio, ma certi campi sono inaccessibili senza laurea.

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    • #3
      Corso redatto?
      Forse avrai voluto dire «erogato».

      Dipartimento di Management di quale dei due atenei torinesi?
      In bocca al lupo.
      BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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      • #4
        Originariamente inviato da Marika Visualizza il messaggio
        Ciao, benvenuto!
        Ti risponderei più o meno come ho già  risposto a questo vecchio topic.

        http://www.università .com/discussio...e-26-anni.html

        Non è una decisione semplice e bisogna avere molto coraggio, ma certi campi sono inaccessibili senza laurea.
        In che senso " bisogna avere molto coraggio"?

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        • #5
          Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
          Corso redatto?
          Forse avrai voluto dire «erogato».

          Dipartimento di Management di quale dei due atenei torinesi?
          In bocca al lupo.
          Si, erogato, ho sbagliato il termine, comunque il dipartimento di managemnet in via Verdi 8

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          • #6
            Non conosco gli indirizzi; è l'Università  degli studi di Torino o il Politecnico di Torino?
            BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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            • #7
              Università  degli studi di Torino

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              • #8
                Originariamente inviato da loxx Visualizza il messaggio
                In che senso " bisogna avere molto coraggio"?
                "Coraggio" nel senso che devi aggiungere dalle 2 alle 8 ore di studio alla tua giornata.
                Mettendo da parte il lavoro ci perdi in rapporti umani, hobby, cazzeggio e molto altro ancora.
                Dipende dalla materia, dall'università  e dal docente, non posso quantificare quante ore precisamente ci vogliono e nemmeno fare una media precisa.
                Tanti studenti over 30 col lavoro hanno tempo di studiare solo di notte.

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                • #9
                  Dipende da materie, atenei, docenti. Mi permetto di aggiungere che dipende anche da conoscenze e competenze pregresse, capacità  di apprendimento e di elaborazione, indole, memoria, passione, inclinazioni, tolleranza allo stress, livello di sacrificio che si è disposti a tollerare e tempo che si è disposti a investire.
                  Poi ricordiamoci che l'intelligenza si misura non sono quantitativamente, ma anche qualitativamente. Ciò che a me può apparire estremamente semplice per te può risultare estremamente difficile, e viceversa. Dipende dal tipo di intelligenza che ciascuno di noi ha maggiormente sviluppato.
                  BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                  • #10
                    Il discorso di investirci del tempo non mi spaventa, senza sacrifici nn si ottiene nulla.
                    La cosa principale è capire se ne vale la pena sopratutto per l'età ; non vorrei trovarmi fra qualche anno con una laurea in mano inutile a livello professionale/lavorativo.

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                    • #11
                      Loxx, dipende da tanti fattori.
                      Nel settore pubblico la validità  dei titoli è definita dalla legge e dai regolamenti attuativi, quindi già  sai che ad esempio se vuoi insegnare hai bisogno di determinati titoli, così se intendi partecipare a concorsi etc..
                      Nel privato spesso le imprese dell'ex parastato e in generale le imprese molto grandi fanno degli assessments, interni o a livello di gruppo societario, in cui tengono conto anche di titoli di studio acquisiti a una certa età , quando hanno bisogno di personale in funzioni particolari e preferiscono attingere da risorse che già  hanno anziché assumere nuovo personale. Ad esempio un mio amico macchinista di Trenitalia si iscrisse a Media e giornalismo (e aveva ben oltre trent'anni) con la speranza di passare alla capogruppo (Fs italiane) andando a lavorare nella comunicazione. Il responsabile dei rapporti con i media del gruppo, intervistato in collegamento alla Vita in diretta, prese questioni con Rosario Trefiletti, presidente di FederConsumatori, perché quest'ultimo da studio insinuò che lui facesse solo chiacchiere ma non avesse idea di come funzionano in concreto i trasporti ferroviari, al che questi gli rispose che non è vero perché lui lungo l'arco della sua carriera aveva iniziato da macchinista ed era stato capotreno e capostazione. Tra l'altro non so neanche se nello specifico lui sia laureato. Il mio amico mi raccontava che quando fu effettuata la privatizzazione avevano estrema urgenza di rinnovare l'organigramma e quindi bastava solo essere un pochino più svegli per ritrovarsi dalla sera alla mattina da operai a quadri, se non addirittura a dirigenti, perché dovendo implementare un piano di rientro non si potevano fare assunzioni ma al contempo si aveva un'estrema urgenza di dotarsi di una struttura di tipo manageriale.
                      BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                      • #12
                        Visto che ci sono volevo chiedere una cosa a Dottore un pò off topic.
                        Mi rendo conto che sia un pò scomoda però mi è saltata molto all'occhio: una mia conoscente, figlia di un macchinista di quella che poi è diventata Trenitalia, è stata assunta come capotreno tramite concorso.
                        Il problema è che in quel periodo non ho visto da nessuna parte concorsi e la selezione del personale avveniva spesso per esperienza.
                        Questa ragazza è una persona che prima di allora non aveva fatto niente.
                        Io mi chiedo, anche se so già  la risposta: esistono concorsi per figli di dipendenti?
                        Ovviamente no, ma secondo te come hanno aggirato l'assunzione?
                        Perchè lei una specie di concorso l'ha fatto (l'ho vista studiare su slide striminzite), come si spiega che è diventata capotreno?
                        Grazie se vorrai rispondermi.

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                        • #13
                          Originariamente inviato da Marika Visualizza il messaggio
                          Visto che ci sono volevo chiedere una cosa a Dottore un pò off topic.
                          Mi rendo conto che sia un pò scomoda però mi è saltata molto all'occhio: una mia conoscente, figlia di un macchinista di quella che poi è diventata Trenitalia, è stata assunta come capotreno tramite concorso.
                          Il problema è che in quel periodo non ho visto da nessuna parte concorsi e la selezione del personale avveniva spesso per esperienza.
                          Questa ragazza è una persona che prima di allora non aveva fatto niente.
                          Io mi chiedo, anche se so già  la risposta: esistono concorsi per figli di dipendenti?
                          Ovviamente no, ma secondo te come hanno aggirato l'assunzione?
                          Perchè lei una specie di concorso l'ha fatto (l'ho vista studiare su slide striminzite), come si spiega che è diventata capotreno?
                          Grazie se vorrai rispondermi.
                          Personalmente conosco un sacco di gente che dice di essere stata assunta in Trenitalia e in altre società  del gruppo Fs italiane tramite concorso. Poi vai a vedere e magari sono stati selezionati con una serie di assessments effettuati tramite agenzie (in un caso Adecco).
                          Stessa cosa vale per alcune banche.
                          Il punto è che queste organizzazioni oggi costituite in forma d'impresa (nello specifico, societaria) e che derivano dalla trasformazione diretta o in diretta degli enti del cosiddetto parastato residuano ancora di una terminologia di stampo giuridico-amministrativo, pur avendo perso ogni potere pubblicistico.
                          Mi spiego: io come Trenitalia Spa o Ferrovie dello Stato italiane Spa o ItalFerr Spa o Monte dei paschi di Siena Spa o Banco di Napoli Spa o Poste italiane Spa o Poste mobile Spa posso pure pubblicare un documento e chiamarlo «bando di concorso pubblico» e posso perfino pubblicarlo in Gazzetta ufficiale, se pago l'inserzione (in Gazzetta si possono acquistare moduli come spazi pubblicitarà®), ma poi che valore ha quel documento? Non ha certamente valore pubblicistico, pertanto non è sindacabile dal giudice amministrativo: questo è ciò che lo differenzia proprio nelle fondamenta dal concorso pubblico, cioè che la procedura di reclutamento non si svolge secondo criteri amministrativi e cioè pubblicistici, bensì civilistici e cioè privatistici. Quindi innanzitutto i criteri sono definibili liberamente in quanto non esistono leggi che vincolino il datore di lavoro privato nell'assunzione di persone in possesso di determinati requisiti come per la P.A., se non poca roba in funzione anti-discriminazione e di protezione di alcune categorie. Quindi non posso impugnare il bando in quanto tale. In secondo luogo, nel caso in cui la società  che ha indetto la selezione vìoli le regole che essa stessa si è data, io non posso rivolgermi al Tar per fare annullare la procedura, ma debbo rivolgermi al giudice civile nelle funzioni di giudice del lavoro: il quale difficilmente attribuirà  a quel bando un valore vincolante, in quanto non si tratta di un contratto, bensì di un atto unilaterale. Gli atti unilaterali impegnano un soggetto e lo vincolano, ma per definizione sono derogabili e riformabili con altrettanti atti unilaterali (pensiamo al testamento).

                          Tutto quanto premesso, una volta in Italia esistevano gli enti pubblici economici, che erano delle particolari amministrazioni, dotate di autonomia patrimoniale perfetta, ibride tra la forma pubblica e quella privata. O meglio erano pubbliche, ma assimilavano in sé alcune caratteristiche del diritto privato. Solitamente si trattava di casse di risparmio e banche statalizzate (le ex banche centrali degli stati preunitari, ad esempio: Banco di Napoli, Banco di Sicilia e Banca nazionale degli stati sardi, poi Banca d'Italia, che erano anche istituti di emissione), sino alla riforma Amato, ma la forma veniva utilizzata anche durante la fase transitoria di enti pubblici in corso di privatizzazione in ottica di futura liberalizzazione. In particolare Ferrovie dello Stato, in precedenza amministrazione autonoma soggetta a direzione e coordinamento del Ministero dei Trasporti, ha avuto questa forma dal 1985 al 1992, mentre Poste italiane dal 1994 al 1998. In questi periodi sono state effettuate assunzioni senza concorso (studiare delle slides e sostenere delle prove, anche generanti delle graduatorie, NON vuol dire che vi sia un concorso) riservate a figli di dipendenti o nei quali i figli dei dipendenti avevano una riserva. Poste italiane ha continuato questa politica anche dopo la privatizzazione, in particolare per favorire i prepensionamenti (chi non aveva diritto alla pensione anticipata veniva incentivato a lasciare in favore del figlio con un contributo economico; in alcuni casi, invece, il figlio è stato assunto part time nelle more dell'uscita del genitore e al momento in cui questo è andato via è passato full time). Rai Spa proprio recentemente ha siglato un accordo sindacale per l'assunzione dei figli disoccupati del personale in servizio deceduto.

                          Sussistono comunque delle eccezioni. Adesso con il passaggio al gruppo Fs italiane non saprei, ma Anas Spa, operando in regime di monopolio attraverso finanziamenti pubblici, era considerata una pubblica amministrazione, ancorché costituita in forma societaria. Non è sempre stato così sin dalla sua costituzione, infatti per i primi anni hanno assunto porci e cani per chiamata diretta e oltretutto hanno consentito la trattazione dei superminimi, cosa che nella pubblica amministrazione non è possibile (in teoria non sarebbe totalmente lecita nemmeno nel privato, ma è ampiamente tollerata). In ultimo, però, hanno fatto concorsi.
                          BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                          • #14
                            Grazie della spiegazione, anche se inizialmente avevo pensato ad altro...

                            Marche, assunti senza concorso 776 dipendenti: denunciati 53 dirigenti regionali - Repubblica.it

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                            • #15
                              L'articolo fa un po' di confusione: nel titolo si parla di assunzione, nel testo di stabilizzazione.
                              Sono due cose diverse.
                              Andiamo con ordine.
                              Se queste persone sono state assunte a tempo determinato senza concorso è un conto, e in tal caso la stabilizzazione d'ufficio è inequivocabilmente illecita (ci sono persone che sono state stabilizzate, ma solo perché l'ha ordinato un giudice). E sicuramente tra questi ci sono gli assunti nei gabinetti degli organi politici: quel tipo di assunzione avviene per legge intuitu personae ma segue esattamente il mandato dell'organo politico che l'ha disposta, per cui cade lui e te ne vai a casa pure tu. Su questo non c'è dubbio.

                              Da alcuni anni però, pur non essendo obbligatorio, è invalsa l'abitudine di bandire concorsi pubblici, non riservati, anche per l'assunzione a tempo determinato.
                              Il motivo per cui molte amministrazioni hanno assunto questa scelta è semplice. Infatti, prima assumevano a tempo determinato e poi arrivava il governo di turno e, per evitare contenzioso, faceva una sanatoria, stabilizzando tutti, compreso, talvolta, personale di staff degli organi politici come sopra. Poi è sopraggiunta una bella sentenza della Corte costituzionale che ha detto che questo non è possibile perché contravviene all'articolo 97 della Costituzione. Allora le amministrazioni sono corse ai ripari prevedendo il concorso anche per l'assunzione a termine, in maniera tale da potersi giocare la carta della stabilizzazione.

                              Io stesso la prima volta sono stato assunto a tempo determinato in séguito a vincita di concorso in cui si erano presentati circa 200 candidati per 4 posti. Ora, secondo te se mi avessero successivamente stabilizzato avrebbero violato il principio costituzionale di cui all'art. 97? Secondo me, e secondo tutta la dottrina, no, tanto più che il bando di concorso non specificava che noi vincitori saremmo stati assunti a tempo determinato, scelta che l'amministrazione ha assunto o quantomeno manifestato dopo, obbligandoci ad accettare, perché il rifiuto oltre che lo scorrimento della graduatoria implica la perdita del posto.
                              Del resto, io sono stato assunto a tempo determinato insieme con altre due persone. Il quarto posto è rimasto congelato. Io poi me ne sono andato e quel famoso quarto è stato assunto al mio posto, con un contratto di durata più lunga rispetto a quello che avevo io: siccome la graduatoria è rimasta vigente per tre anni, nel frattempo nulla avrebbe vietato all'amministrazione di convocare altri idonei, che teoricamente avrebbero potuto essere assunti anche a tempo indeterminato. Sarebbe stato alquanto bizzarro, oltre che francamente ingiusto, dato che erano stati reputati meno meritevoli di me.
                              <b>E infatti la Corte costituzionale non ha mai detto che la stabilizzazione è incostituzionale</b> (oltretutto ciò contravverrebbe ai principà® sanciti dalla giurisprudenza europea, in base ai quali se ti tieni un dipendente a tempo determinato oltre un tempo in cui hai ragionevolmente bisogno di personale extra, individuato convenzionalmente in tre anni, vuol dire che quel dipendente ti serve a tempo indeterminato).

                              <b>Il legislatore tuttavia è intervenuto con delle norme finalizzate a bloccare le stabilizzazioni.</b>
                              Come al solito, il legislatore si è però 'dimenticato' di abrogare le norme in contrasto, per cui è successo che per la stessa questione ti ritrovi applicabili una media di una legge ogni due anni dal 1859 a oggi, comprese tutte quelle leggi di stabilizzazioni-sanatoria (l'ultima è stata promessa dal ministro ora dimissionario Madìa, comunque ancora in carica per il disbrigo degli affari correnti: e siccome si tratta di disposizioni di attuazione di una riforma varata, sono affari correnti). Ora, tu mi dirai semplicemente che vale il principio secondo cui lex posteriori derogat priori e che non è applicabile il principio lex superiori derogat inferiori in quanto sono tutte fonti di pari tenore (leggi e atti aventi forza di legge), ma io ti rispondo che come criterio di risoluzione delle antinomie vale anche lex specialis derogat generali (a parte il criterio di competenza, e qui se parliamo di regioni, anche a statuto ordinario, si apre un mondo) e, siccome vi sono millemila eccezioni che creano conflitti sul livello di specialità , è su quello che fioccano ricorsi.
                              E ovviamente cosa è successo? Che, fioccati i ricorsi, la situazione si è ulteriormente complicata, dato che la giurisprudenza risulta altalenante. Ad esempio sembrava invalso il principio secondo cui la legge Fornero ai dipendenti della pubblica amministrazione non si applica, ma poi altri giudicanti hanno detto il contrario, la Cassazione come al solito assolve solo parzialmente alla sua funzione nomofilattica e quindi, in questo caos interpretativo.

                              Tanto premesso, nel caso di specie non mi posso pronunciare, non sulla base di un articolo di giornale che mette sul piatto una serie di questioni che magari sono emerse dalla stessa indagine di polizia giudiziaria ma sono scollegate tra di loro e in quanto tali daranno luogo a procedimenti diversi: come già  detto l'assunzione senza concorso è una cosa, la stabilizzazione un'altra, ma nel pezzo leggo ancora altre cose che non c'entrano nulla. Ad esempio, chi dichiara requisiti non posseduti (la classica autocertificazione mendace) commette reato di falso in atto pubblico e se beccato decade automaticamente dai benefici conseguenti; quel comportamento, qualora sussistano altre condizioni, può appunto integrare anche il reato di truffa ai danni della p.a.. L'omissione del piano triennale di fabbisogno del personale costituisce invece un'omissione dei doveri d'ufficio e i bandi ad personam sono ancora un'altra cosa.
                              Leggo infine che i fatti secondo l'Asur risalgono a dieci anni fa, quando le stabilizzazioni senza concorso erano la norma. Ma ovviamente, à§a va sans dire, i giornalisti non sanno di cosa parlano (mi fanno morire in particolare quando confondono il personale dipendente della carriera direttiva con il personale con qualifica dirigenziale: anche io una volta in un'intervista sono stato presentato come dirigente senza avere mai detto di esserlo, e mi sono pure dovuto giustificare con l'amministrazione) e difficilmente seguiranno la vicenda per farci sapere come è andata a finire: anzi, se lo fanno stiamoci attenti perché in caso di assoluzione grideranno allo scandalo, come se essere assolti da un'accusa significasse averla fatta franca.

                              Semmai ci fosse bisogno di specificarlo, preciso che quanto sopra non vale affatto a difesa della categoria.
                              Nell'ente dove lavoro attualmente sono tra i pochissimi a essere entrato per concorso pubblico senza alcuna scorciatoia. Ci sono colleghi che non solo sono entrati senza concorso, a tempo determinato ma poi stabilizzati grazie a vecchie sanatorie come sopra, ma poi grazie alle progressioni verticali sono pure diventati funzionari senza avere una laurea e hanno perfino avuto la posizione organizzativa. Per fortuna i dirigenti non laureati si sono estinti, ma vi sono ancora moltissimi capi ufficio con il solo diploma (talvolta neanchde quello, ma solo con la licenza medio). E siccome dall'essere capi ufficio (titolari di posizione organizzativa e/o responsabilità  specifica) ad avere delle deleghe dirigenziali ad assumere degli incarichi dirigenziali ad interim il passo è breve (e questo nonostante la Cassazione abbia sentenziato la nullità  delle cartelle esattoriali firmate da personale di questo tipo, stabilendo il principio per cui il conferimento di funzioni e deleghe dirigenziali a personale che non ha i requisiti per assumere la qualifica di dirigente è da considerarsi NULLO), si comprenderà  che questa cosa mi rode molto. Anche perché la differenza di stipendio tra me e l'impiegato minimo è risibile, mentre la differenza tra me e il dirigente è tutt'altro che trascurabile, a fronte di un bagaglio di responsabilità  analogo, laddove l'impiegato minimo praticamente non ne ha (non è neanche un pubblico ufficiale, quindi non è soggetto neanche a determinate norme penali, figuriamoci a quelle sul danno erariale etc. etc.).
                              BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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