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Ma è possibile che gli psicologi siano considerati così inutili nel nostro paese?
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Ma è possibile che gli psicologi siano considerati così inutili nel nostro paese?
Sulla base della determinazione attuale le università dovrebbero bloccare del tutto le immatricolazioni ai corsi di laurea in Psicologia...
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Per la mia esperienza, fatta di molti anni di terapie individuali, familiari, con psicologi psicoterapeuti tutti diversi e tutti titolati e raccomandati, ho anche visto molte persone attorno a me fare terapie su terapie con altrettanti psicologi e professori titolati e rimanere sostanzialmente identiche e non cambiare una virgola della propria vita ... si, sono piuttosto inutili o almeno molto, molto sopravvalutati. Non dico che in certe situazioni non possano essere utili, anzi sicuramente hanno una qualche utilità in certi presupposti, ma il fatto è che l'associazione tra "hai problemi di identità / non ti piace il tuo lavoro / sei senza amici / la tua ragazza ti ha lasciato e sei depresso" e "vai dallo psicologo, ti serve una terapia" è una aberrazione della società attuale, utile solo a dare un po' di lavoro a quei poveracci psicologi disoccupati che le università sfornano a legioni. Se fino a qualche decennio fa qualsiasi società civilizzata ne ha ampiamente fatto a meno (ma i medici, gli ingegneri, i matematici son esistiti fin dall'antico Egitto...) ci sarà un motivo, e non mi pare che le società del passato fossero meno felici di quella attuale (anzi, paradossalmente, probabilmente lo erano di più) no?
Però ormai se osi dire una opinione del genere sei soltanto un ignorante, o magari sono "meccanismi di difesa", insomma l'unica verità accettabile è che la terapia sia una cosa utilissima e se non serve a niente è solo e soltanto perchè tu non la sai accogliere, o non ci credi abbastanza, o non hai aspettato abbastanza tempo (quanto tempo, non si sa mai esattamente, è una specie di attesa messiaca indefinita... settimane, mesi, anni, decenni, chissà ), insomma, mai che ti venga detto che forse, ipoteticamente, la terapia per tanta gente non serve proprio a niente. Chissà perchè, mi chiedo io? forse perchè c'è una qualche convenienza economica a tenere un tizio seduto là a dire banalità per anni, a botte di 60/100 euro l'ora? ma no.
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Ti ringrazio andrew881 per la tua risposta perché è molto indicativa circa il pregiudizio e la scarsa stima che girano intorno alla professione di psicologo.Originariamente inviato da andrew881 Visualizza il messaggioPer la mia esperienza, fatta di molti anni di terapie individuali, familiari, con psicologi psicoterapeuti tutti diversi e tutti titolati e raccomandati, ho anche visto molte persone attorno a me fare terapie su terapie con altrettanti psicologi e professori titolati e rimanere sostanzialmente identiche e non cambiare una virgola della propria vita ... si, sono piuttosto inutili o almeno molto, molto sopravvalutati. Non dico che in certe situazioni non possano essere utili, anzi sicuramente hanno una qualche utilità in certi presupposti, ma il fatto è che l'associazione tra "hai problemi di identità / non ti piace il tuo lavoro / sei senza amici / la tua ragazza ti ha lasciato e sei depresso" e "vai dallo psicologo, ti serve una terapia" è una aberrazione della società attuale, utile solo a dare un po' di lavoro a quei poveracci psicologi disoccupati che le università sfornano a legioni. Se fino a qualche decennio fa qualsiasi società civilizzata ne ha ampiamente fatto a meno (ma i medici, gli ingegneri, i matematici son esistiti fin dall'antico Egitto...) ci sarà un motivo, e non mi pare che le società del passato fossero meno felici di quella attuale (anzi, paradossalmente, probabilmente lo erano di più) no?
Però ormai se osi dire una opinione del genere sei soltanto un ignorante, o magari sono "meccanismi di difesa", insomma l'unica verità accettabile è che la terapia sia una cosa utilissima e se non serve a niente è solo e soltanto perchè tu non la sai accogliere, o non ci credi abbastanza, o non hai aspettato abbastanza tempo (quanto tempo, non si sa mai esattamente, è una specie di attesa messiaca indefinita... settimane, mesi, anni, decenni, chissà ), insomma, mai che ti venga detto che forse, ipoteticamente, la terapia per tanta gente non serve proprio a niente. Chissà perchè, mi chiedo io? forse perchè c'è una qualche convenienza economica a tenere un tizio seduto là a dire banalità per anni, a botte di 60/100 euro l'ora? ma no.
Insomma a leggere la tua risposta non c'è poi da stupirsi molto del fatto che gli psicologi siano così bistrattati nel nostro paese.
La mia era ed è una domanda retorica perché sono fermamente convinto del contrario ovvero che la psicologia sia completamente sottovalutata, quindi sostengo l'utilità degli psicologi nel contesto sociale in cui ci troviamo a vivere. E' proprio per questo che ho scelto di studiare e laurearmi in psicologia!
Ovviamente non voglio convincerti né "venderti" nulla, però io da tirocinante psicologo all'interno di un Consultorio Familiare ti posso dire che lo psicologo, un BRAVO psicologo riesce a "salvare" tantissime persone (di ogni estrazione sociale e culturale).
Ti posso dire di assistere quasi ogni giorno ai sentiti ringraziamenti da parte di persone (dalla ragazzina minorenne, al medico chirurgo, passando per la casalinga di mezza età ) che ringraziano (spesso e volentieri in lacrime) il mio tutor psicologo per averli tirati fuori dalla sofferenza.
Evidentemente le tue esperienze con psicologi e psicoterapeuti sono state sfortunate perché avrai trovato professionisti anche titolati, ma in realtà poco validi. Il fatto stesso che ti propongano una "terapia" perché non ti piace il tuo lavoro o perché la tua ragazza ti ha lasciato vuol dire che sono dei cani senza appello...
Il medico, l'ingegnere, il matematico, a differenza dello psicologo possono permettersi di essere chiusi, insensibili ed anche ottusi al limite.
Lo psicologo oltre ad una solida preparazione teorico-scientifica dev'essere una persona sensibile, dotata di un intuito sottile, dev'essere pronta a cogliere le sfumature e ad accogliere le diversità di chi gli sta difronte senza riserve, mettendosi sempre in gioco (anche nei setting più rigidi ed impersonali).
Tutto ciò non può dartelo una laurea o una scuola di psicoterapia. Ecco perché a mio avviso è più difficile trovare un bravo psicologo che un bravo ingegnere.
In ultimo ti faccio modestamente notare che le società più civilizzate, tutto hanno fatto tranne che fare ampiamente a meno della psicologia, infatti se la psicologia come scienza viene introdotta in tempi relativamente recenti (nel 1400 dal tedesco Schwarzerd e poi teorizzata come disciplina accademica da Wundt nel 1800), interessanti speculazioni di natura psicologica possono essere rinvenute già nell‘epopea di Gilgamesh intorno III millennio a.C.
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non credo che il mio personale pregiudizio rappresenti un pregiudizio diffuso. Io sento solo parlare bene della psicoterapia, anche da gente che non l'ha mai fatta, ed anche da chi l'ha fatta per anni senza alcun risultato concreto, oggettivo. Quindi oserei dire che io percepisco un pregiudizio positivo, ovvero che la terapia serva sempre o comunque, per qualsiasi situazione di sofferenza interiore. Come se non ci fossero altre strade. Invece, secondo me, prima bisogna tentare le altre strade, più prosaiche, più banali, e poi come extrema ratio andare in terapia, se proprio uno ha un male profondo, insondabile e misterioso. Secondo me in 9 casi su 10 le origini del "malessere interiore" sono molto semplici e le soluzioni sono altrettanto semplici e non necessitano di professionisti ed analisi di anni. Però, se per esempio per le compagnie farmaceutiche si accetta l'dea che ci siano interessi economici a direzionare il paziente/cliente/consumatore in un certo modo, per la psicologia non si può dire ciò che è evidente, ovvero che ci siano anche lì palesi interessi economici a creare legioni di pazienti/clienti, possibilmente di lungo termine. Per quanto riguarda la psicoterapia a pagamento, non si potrà negare l'evidenza che ci sia un rapporto anche economico e che questo inevitabilmente influenzi i tempi, le modalità e la durata della terapia stessa. Diverso è il caso della ricerca psicologica in ambito accademico, che ha tutt'altra natura.
E poi, altro mantra che si ripete sempre è che "se non ha avuto effetto è perchè non hai trovato uno bravo". Ma chi lo ha detto? Ci sono altre spiegazioni, tra cui la più sensata a mio avviso è che l'utilità potenziale della terapia stessa sia molto variabile e molto soggettiva (su questo non si potrà che concordare), da cui deriva inevitabilmente che, nella gaussiana della utilità delle terapie, ci sia un buon numero di persone su cui è piuttosto inutile ed un numero più ristretto di persone su cui è praticamente inutile. E che quindi, no, non è detto che non ha avuto effetto perchè non ho trovato quello giusto, ma perchè magari non ero la persona adatta, o nella situazione adatta. Ma se si accettasse l'idea che esistono persone adatte ed altre meno adatte, ci si potrebbe chiedere perchè gli psicoterapeuti, quando ti rivolgi a loro, ti reputano praticamente sempre (salvo rarissime eccezioni, mitologiche più che altro) persona adatta e non ti spingono mai a rivolgerti ad altre strade?
Sto pensando ad una persona che conosco, palesemente obesa, depressa in quanto insoddisfatta del suo corpo ed in quanto rifiutata dagli uominio, una persona che ha fatto anni di terapie senza alcun risultato; poi ha smesso, a distanza di tempo ha iniziato a mangiare bene, ad andare in palestra tutti i giorni, ha perso qualche decina di chili, ora sta bene, è felice, ha trovato anche un ragazzo ed il suo benessere.
Che poi diciamolo, in cosa consistono queste "terapie"? molto, molto spesso, nell'occupare le costose orette a dire niente di più o niente di meno di quello che potresti dire ad una qualsiasi altra persona, e le risposte che ti danno, spogliate di quel pizzico di dialettica, di eufemismi e metafore ad hoc, per non parlare di ridondanze retoriche e ripetizioni a non finire che ho riscontrato in praticamente ogni psicologo di qualsiasi scuola, ceto ed estrazione sociale, hanno spesso il sapore della banalità di una normalissima conversazione, non aggiungono niente che una persona mediamente intelligente, con un minimo di consapevolezza di sè e del mondo, non potrebbe capire da sola... Onestamente, spesso ho pensato che se io aprissi il mio studio di psicologo psicoterapeuta, indossassi un bel completo, con un paio di occhiali e mi facessi crescere una bella barba, dopo aver letto qualche libretto di base giusto per inframmezzare qualche termine specialistico ogni tanto per darmi un tono, ed essermi calato nel personaggio del serio e distinto professionista, sinceramente penso che pochissimi vedrebbero una qualche differenza. Mentre dubito che potrei passare indenne per più di cinque minuti dall'improvvisarmi medico, commercialista, ingegnere, latinista, etc.... questo dovrebbe far pensare.
Poi, c'è da dire che so per certo che, almeno nel pubblico, gli psicologi psicoterapeuti sono assimilati, come categoria e trattamento economico, ai medici (che, scusami, hanno un pizzico di responsabilità in più ed anche di studi in più sulle spalle, a voler essere diretti e poco politically correct), quindi direi che non se la passano malissimo e non sono proprio una categoria così bistrattata. Anche nel privato, guadagnare dai 60 euro ai 100/120 -si, purtroppo so per certo che arrivano a queste cifre, senza neanche vergognarsi aggiungo- (a nero, ovviamente) x 7/8 ore di duro lavoro, in poltrona, tra una tisana al the verde e l'altra, non è così male, dai. Tornando indietro, sinceramente, sceglierei proprio questa professione; purtroppo mi condizionarono ripetendomi fino alla nausea che non avrei avuto alcun lavoro, quindi mi sono dirottato su altro, e questo è un mio rimpianto. Ma vuoi mettere, guadagnare centinaia di euro al giorno, seduto su una poltrona, con di fatto zero responsabilità (trovami un qualsiasi psicologo che ha subito una qualche condanna a risarcimento per danni da comportamento colposo, tipicamente omissivo, cosa che invece è pane quotidiano in qualsiasi altra professione), senza dover rendere conto a nessuno (perchè pure se la terapia non serve palesemente a niente, puoi sempre dire "si dia il suo tempo, non c'è fretta, i cambiamenti avvengono poco per volta" o qualche altra banalità analoga?). Io che ho lavorato per 200 euro al mese in uno studio professionale dove non c'era manco il tempo di andare in bagno, posso assicurarti che, se riesci a farti il tuo piccolo giro di clientela, è una bella vita comoda ed agiata, rispetto a quella svolta da gran parte della popolazione.
Ti ripeto e confermo il mio pensiero, ovvero che la psicoterapia, non in sè come scienza empirica, nobilissima e degna al pari delle altre, ma per come viene applicata nel mondo occidentale ed adattata alla logica di mercato, è una aberrazione, che si nutre delle insicurezze e delle frustrazioni della gente, illudendoli di una "guarigione" che non potrà mai esserci se non perchè ci sarebbe stata comunque in autonomia, per trarne profitto. Perchè di fatto è così, pure se gli stessi psicologi si auto convincono e propagandano il contrario.Ultima modifica di andrew881; 18-07-2019, 21:26.
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Ma niente niente fossi un pentecatto?Originariamente inviato da andrew881se per esempio per le compagnie farmaceutiche si accetta l'dea che ci siano interessi economici a direzionare il paziente/cliente/consumatore in un certo modo
Dopo un'affermazione del genere, mi sovviene qualche dubbio.
Tu accetterai quest'idea. Io la trovo una cretinata complottara.
Ciò premesso, se il tuo lavoro ti fa schifo e la tua ragazza ti ha lasciato è ovvio che le soluzioni più immediate e rapide sarebbero cambiare lavoro e trovarti un'altra fidanzata. L'intervento psicologico (di qualsiasi natura esso sia) non ha la funzione di sostituirsi al lavoro o al rapporto sentimentale o sessuale.
Inoltre, a proposito di aberrazioni, si dice «MESSIANICO», non «messiaco», e «inframezzare» è con una emme sola.
La prima scuola medica della storia è nata a Salerno nel XI secolo. Probabilmente il mestiere 'sanitario' più antico è quello di farmacista. Detto questo, già i farmacisti e i medici dell'antichità sapevano che la risposta alle terapie farmacologiche e mediche in generale era soggettiva. Non dissimilmente dalla risposta alle terapie psicologiche. Hai scoperto l'acqua calda.
Come fai a dire che diversi psicologi appartengono a ceti ed estrazioni sociali differenti, poi, francamente mi sfugge.
Infine, alla fine degli anni '80 del secolo scorso ci fu una sanatoria che consentì a chiunque avesse una laurea in qualsiasi disicplinari di fare lo psicologo. Fabrizio Bercelli è laureato in Fisica, Massimo Recalcati in Filosofia (dopo un istituto professionale), qualcun altro in Pedagogia, alcuni in Economia o Lettere. Oggi le cose sono cambiate.
Gli psicologi in à mbito pubblico non sono assimilati ai medici. É così soltanto nel comparto Sanità , dove chiunque ha una laurea magistrale rientra nel contratto della dirigenza, quindi ci sono i dirigenti medici, i dirigenti odontoiatri (questi invero assimilati ai medici in quanto il CCNL non è mai stato adeguato alla riforma del 1988), i dirigenti farmacisti, i dirigenti psicologi e anche i dirigenti sociologi. Invece chi possiede una laurea semplice (la cosiddetta triennale) rientra nella categoria D del contratto del personale dipendente. Questo a causa della riforma del 1997. Ora non ti sto a spiegare la differenza tra prima e adesso perché sarebbe off topic in questa sede, ma io francamente trovo molto più assurdo che un medico, in quanto medico, abbia il titolo di dirigente ope legis pur senza avere incarichi dirigenziali che lo psicologo nella sanità sia inquadrato come il medico.
Nel mio comparto, regioni e poteri locali, tutti i laureati, anche magistrali, rientrano invece nella categoria D: funzionari amministrativi o di programmazione o affini (ai quali sono generalmente richieste lauree di tipo giuridico, politico ed economico, ma talvolta per alcuni sotto-profili anche umanistiche), funzionari avvocati (abilitati alla professione e iscritti all'albo speciale degli avvocati delle pubbliche amministrazioni), funzionari tecnici architetti e ingegneri (abilitati alla professione), funzionari assistenti sociali (abilitati alla professione e iscritti all'albo). Così come in tutto il resto della pubblica amministrazione civile ad eccezione di sanità e forze di polizia, per potere accedere alla dirigenza noi dobbiamo partecipare a un corso-concorso (indetto dalla Scuola nazionale dell'amministrazione) oppure a concorsi ai quali, in ogni caso, non è possibile partecipare se non si sono maturati almeno cinque anni di servizio (riducibili a quattro in presenza di particolari condizioni) in una posizione funzionale per la quale era richiesta la laurea nel momento in cui siamo stati assunti. I medici nel comparto Sanità , invece, sono dirigenti ope legis; siccome la discriminazione era palese, in quel comparto hanno fatto diventare dirigenti anche tutti gli altri che siano dotati di studi di pari livello. Hanno infatti creato anche la figura del dirigente infermiere per gli infermieri dotati di laurea magistrale. Rimane però il fatto che un infermiere, un amministrativo e un assistente sociale per diventare dirigenti, se in possesso di laurea magistrale, devono partecipare a un concorso al quale possono accedere dopo aver già lavorato nel comparto, inquadrati nella categoria D, come avviene nelle regioni e negli enti locali nonché negli enti del comparto funzioni centrali, mentre un medico, un farmacista, un odontoiatra, uno psicologo etc. sono dirigenti a prescindere, anche se non ricoprono incarichi dirigenziali. In altre parole, un farmacista, un amministrativo e un assistente sociale percepiscono lo stipendio dei dirigenti solo se fanno effettivamente i dirigenti, mentre un medico e le altre figure di cui sopra (comunque minoritarie) anche se esercitano la loro professione. A questo si aggiunga che in diverse regioni per l'accesso alla dirigenza amministrativa delle strutture sanitarie è necessario essere medici (in Campania ad esempio sono medici non solo i direttori sanitarà® delle aziende sanitarie locali e dei distretti sanitarà®, ma anche i relativi direttori amministrativi), dunque di fatto un funzionario amministrativo, anche se dotato di laurea magistrale, non potrà mai diventare dirigente. Poi c'è il paradosso dei dirigenti medici distaccati sugli organi di governance dei servizi sanitarà® regionali, dove non vanno a fare i medici ma gli amministrativi, privi di incarichi dirigenziali (così come il classico medico del reparto non ha incarichi dirigenziali pur essendo pagato come dirigente): lavorano gomito a gomito con funzionarà® laureati in Scienze politiche, Economia e Giurisprudenza facendo il loro stesso lavoro ed essendo funzionalmente soggetti allo stesso dirigente, però percepiscono uno stipendio pari a quasi tre volte quello dei colleghi dipendenti regionali e del 20-25% più alto del dirigente cui devono render conto.
In ogni caso è un pregiudizio che il medico abbia studiato molto di più. Lo studente di Medicina dopo sei anni esatti (in Medicina si laureano praticamente tutti in corso e con una media dei voti di circa 10 punti più elevata rispetto alla media generale) si laurea e il mese dopo sostiene l'esame di Stato; a quel punto, il tempo di iscriversi all'albo e aprire la partita IVA e possono esercitare in qualsiasi branca ad eccezione di oftalmologia, anestesia e rianimazione e medicina legale e del lavoro (l'odontoiatria sul piano giuridico non è più considerata una branca della medicina ma una professione a parte). La specializzazione è pagata ed è di fatto un rapporto di lavoro, sebbene con finalità di formazione, più che un corso di studi.
Infine, secondo me tu vaneggi sul giro d'affari che hanno gli psicologi.
PS
Che le persone obese non abbiano rapporti sessuali o addirittura non siano in grado di averli è pregiudizio sessista.BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics
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Oddio, visto quello che si legge...Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggioMa niente niente fossi un pentecatto?
Dopo un'affermazione del genere, mi sovviene qualche dubbio.
Tu accetterai quest'idea. Io la trovo una cretinata complottara.
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Ho smesso di leggere dopo il primo gratuito insulto. Ora capisco perchè uno che si autodefinisce, con spiccatissima e manifesta modestia, "dottore" come te ha così tanto tempo libero (oltre che per il fatto che a quanto ho capito lavori nel pubblico).Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggioMa niente niente fossi un pentecatto?
Dopo un'affermazione del genere, mi sovviene qualche dubbio.
Tu accetterai quest'idea. Io la trovo una cretinata complottara.
Ciò premesso, se il tuo lavoro ti fa schifo e la tua ragazza ti ha lasciato è ovvio che le soluzioni più immediate e rapide sarebbero cambiare lavoro e trovarti un'altra fidanzata. L'intervento psicologico (di qualsiasi natura esso sia) non ha la funzione di sostituirsi al lavoro o al rapporto sentimentale o sessuale.
Inoltre, a proposito di aberrazioni, si dice «MESSIANICO», non «messiaco», e «inframezzare» è con una emme sola.
La prima scuola medica della storia è nata a Salerno nel XI secolo. Probabilmente il mestiere 'sanitario' più antico è quello di farmacista. Detto questo, già i farmacisti e i medici dell'antichità sapevano che la risposta alle terapie farmacologiche e mediche in generale era soggettiva. Non dissimilmente dalla risposta alle terapie psicologiche. Hai scoperto l'acqua calda.
Come fai a dire che diversi psicologi appartengono a ceti ed estrazioni sociali differenti, poi, francamente mi sfugge.
Infine, alla fine degli anni '80 del secolo scorso ci fu una sanatoria che consentì a chiunque avesse una laurea in qualsiasi disicplinari di fare lo psicologo. Fabrizio Bercelli è laureato in Fisica, Massimo Recalcati in Filosofia (dopo un istituto professionale), qualcun altro in Pedagogia, alcuni in Economia o Lettere. Oggi le cose sono cambiate.
Gli psicologi in à mbito pubblico non sono assimilati ai medici. É così soltanto nel comparto Sanità , dove chiunque ha una laurea magistrale rientra nel contratto della dirigenza, quindi ci sono i dirigenti medici, i dirigenti odontoiatri (questi invero assimilati ai medici in quanto il CCNL non è mai stato adeguato alla riforma del 1988), i dirigenti farmacisti, i dirigenti psicologi e anche i dirigenti sociologi. Invece chi possiede una laurea semplice (la cosiddetta triennale) rientra nella categoria D del contratto del personale dipendente. Questo a causa della riforma del 1997. Ora non ti sto a spiegare la differenza tra prima e adesso perché sarebbe off topic in questa sede, ma io francamente trovo molto più assurdo che un medico, in quanto medico, abbia il titolo di dirigente ope legis pur senza avere incarichi dirigenziali che lo psicologo nella sanità sia inquadrato come il medico.
Nel mio comparto, regioni e poteri locali, tutti i laureati, anche magistrali, rientrano invece nella categoria D: funzionari amministrativi o di programmazione o affini (ai quali sono generalmente richieste lauree di tipo giuridico, politico ed economico, ma talvolta per alcuni sotto-profili anche umanistiche), funzionari avvocati (abilitati alla professione e iscritti all'albo speciale degli avvocati delle pubbliche amministrazioni), funzionari tecnici architetti e ingegneri (abilitati alla professione), funzionari assistenti sociali (abilitati alla professione e iscritti all'albo). Così come in tutto il resto della pubblica amministrazione civile ad eccezione di sanità e forze di polizia, per potere accedere alla dirigenza noi dobbiamo partecipare a un corso-concorso (indetto dalla Scuola nazionale dell'amministrazione) oppure a concorsi ai quali, in ogni caso, non è possibile partecipare se non si sono maturati almeno cinque anni di servizio (riducibili a quattro in presenza di particolari condizioni) in una posizione funzionale per la quale era richiesta la laurea nel momento in cui siamo stati assunti. I medici nel comparto Sanità , invece, sono dirigenti ope legis; siccome la discriminazione era palese, in quel comparto hanno fatto diventare dirigenti anche tutti gli altri che siano dotati di studi di pari livello. Hanno infatti creato anche la figura del dirigente infermiere per gli infermieri dotati di laurea magistrale. Rimane però il fatto che un infermiere, un amministrativo e un assistente sociale per diventare dirigenti, se in possesso di laurea magistrale, devono partecipare a un concorso al quale possono accedere dopo aver già lavorato nel comparto, inquadrati nella categoria D, come avviene nelle regioni e negli enti locali nonché negli enti del comparto funzioni centrali, mentre un medico, un farmacista, un odontoiatra, uno psicologo etc. sono dirigenti a prescindere, anche se non ricoprono incarichi dirigenziali. In altre parole, un farmacista, un amministrativo e un assistente sociale percepiscono lo stipendio dei dirigenti solo se fanno effettivamente i dirigenti, mentre un medico e le altre figure di cui sopra (comunque minoritarie) anche se esercitano la loro professione. A questo si aggiunga che in diverse regioni per l'accesso alla dirigenza amministrativa delle strutture sanitarie è necessario essere medici (in Campania ad esempio sono medici non solo i direttori sanitarà® delle aziende sanitarie locali e dei distretti sanitarà®, ma anche i relativi direttori amministrativi), dunque di fatto un funzionario amministrativo, anche se dotato di laurea magistrale, non potrà mai diventare dirigente. Poi c'è il paradosso dei dirigenti medici distaccati sugli organi di governance dei servizi sanitarà® regionali, dove non vanno a fare i medici ma gli amministrativi, privi di incarichi dirigenziali (così come il classico medico del reparto non ha incarichi dirigenziali pur essendo pagato come dirigente): lavorano gomito a gomito con funzionarà® laureati in Scienze politiche, Economia e Giurisprudenza facendo il loro stesso lavoro ed essendo funzionalmente soggetti allo stesso dirigente, però percepiscono uno stipendio pari a quasi tre volte quello dei colleghi dipendenti regionali e del 20-25% più alto del dirigente cui devono render conto.
In ogni caso è un pregiudizio che il medico abbia studiato molto di più. Lo studente di Medicina dopo sei anni esatti (in Medicina si laureano praticamente tutti in corso e con una media dei voti di circa 10 punti più elevata rispetto alla media generale) si laurea e il mese dopo sostiene l'esame di Stato; a quel punto, il tempo di iscriversi all'albo e aprire la partita IVA e possono esercitare in qualsiasi branca ad eccezione di oftalmologia, anestesia e rianimazione e medicina legale e del lavoro (l'odontoiatria sul piano giuridico non è più considerata una branca della medicina ma una professione a parte). La specializzazione è pagata ed è di fatto un rapporto di lavoro, sebbene con finalità di formazione, più che un corso di studi.
Infine, secondo me tu vaneggi sul giro d'affari che hanno gli psicologi.
PS
Che le persone obese non abbiano rapporti sessuali o addirittura non siano in grado di averli è pregiudizio sessista.
Ti rivelo una cosa: non interessa a nessuno se scrivo o altri scrivono con la punteggiatura sbagliata, uso due M al posto di una, ed il fatto che stai lì a precisare questi presunti errori (non ho il tempo e la voglia di controllare, come non ho il tempo di rileggere ciò che scrivo, e per questo, ovviamente, è possibile che faccia degli errori) la dice lunga sulla tua personalità . Scusami, non volermene, ma qualcuno doveva pur dirtelo.
Ora, se hai informazioni utili da condividere col forum fallo, altrimenti, se il tuo scopo è correggere la grammatica altrui, forse potresti trovare un passatempo migliore e più consono ai tuoi prestigiosi titoli accademici, "dottore". Niente di personale.
Edit: Intervento modificato dall'amministratore del forum per non generare un flame.Ultima modifica di andrew881; 19-07-2019, 11:26.
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"Ma niente niente fossi un pentecatto?Originariamente inviato da Bmastro Visualizza il messaggio
Dopo un'affermazione del genere, mi sovviene qualche dubbio.
Tu accetterai quest'idea. Io la trovo una cretinata complottara."
Sono un pentecatto complottaro (forse intendeva dire Mentecatto? o forse
cambiare la M con una P è una simpatica battuta?)... Che poi, in realtà , non era quello il punto del discorso, non mi interessa cosa facciano le compagnie farmaceutiche, era solo, palesemente, un semplice esempio, ma vabbè, sono solo un Pentecatto
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Era solo un esempio di un possibile giro di affati di un possibile psicologo psicoterapeuta che abbia una agenda piena, sul presupposto delle tariffe più comuni qui dove abito.Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggioInfine, secondo me tu vaneggi sul giro d'affari che hanno gli psicologi.
PS
Che le persone obese non abbiano rapporti sessuali o addirittura non siano in grado di averli è pregiudizio sessista.
Non ho mai detto che le persone obese non abbiano rapporti sessuali, ho fatto un esempio specifico di una persona specifica, mi pareva chiaro.
Per quanto riguarda il mio essere senza lavoro, senza ragazza, etc, ed essermi rivolto alla psicoterapia per quel motivo, cosa che tu hai desunto dalle mie parole, anche lì si trattava di un generico esempio e non della mia personale esperienza.
Forse, anzichè concentrarti sulla grammatica, dovresti cercare di capire il senso di un discorso e la differenza tra esempio ed argomento centrale, o incidentale, di un discorso.
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Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggioInoltre, a proposito di aberrazioni, si dice «MESSIANICO», non «messiaco», e «inframezzare» è con una emme sola.
ah dottò, nun le dì le cose si nun le sai!
inframmeżżare in Vocabolario - Treccani
http://www.sapere.it/enciclopedia/in...ramezzare.html
che poi fai brutta figura, infraMezzando tutti i tuoi titoli con delle amenità .
Per il "messiaco" anzichè "messianico" chiedo venia, sono solo un Povero Pentecatto che su 60 righe che ha scritto si dimentica una sillaba (ed ora tralascerò anche il punto, a futura memoria e conferma della mia Pentecattezza)
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E' una battuta di stampo politico che fa riferimento ai pentastellati.Originariamente inviato da andrew881 Visualizza il messaggio"Ma niente niente fossi un pentecatto?
Dopo un'affermazione del genere, mi sovviene qualche dubbio.
Tu accetterai quest'idea. Io la trovo una cretinata complottara."
Sono un pentecatto complottaro (forse intendeva dire Mentecatto? o forse
cambiare la M con una P è una simpatica battuta?)... Che poi, in realtà , non era quello il punto del discorso, non mi interessa cosa facciano le compagnie farmaceutiche, era solo, palesemente, un semplice esempio, ma vabbè, sono solo un PentecattoUn sito web da visitare se si hanno 5 minuti liberi:
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A dire il vero la cosa è richiesta dal regolamento del forum.Originariamente inviato da andrew881 Visualizza il messaggioTi rivelo una cosa: non interessa a nessuno se scrivo o altri scrivono con la punteggiatura sbagliata, uso due M al posto di una, ed il fatto che stai lì a precisare questi presunti errori (non ho il tempo e la voglia di controllare, come non ho il tempo di rileggere ciò che scrivo, e per questo, ovviamente, è possibile che faccia degli errori) la dice lunga sulla tua personalità . Scusami, non volermene, ma qualcuno doveva pur dirtelo.
3.2. E‘ obbligatorio utilizzare un linguaggio corretto sia grammaticalmente che lessicalmente nei titoli dei threads, nei titoli e nei testi dei singoli posts. Scrivere in modo scorretto e con errori persistenti rappresenta una mancanza di rispetto nei confronti di chi legge.
Poi si presume che gli universitari di prassi facciano attenzione a come scrivono. Purtroppo l'abituarsi ad essere approssimativi nella grammatica può dare grossi problemi nel mondo del lavoro, per cui è meglio incoraggiare un certo rigore.Un sito web da visitare se si hanno 5 minuti liberi:
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Bravo, qui mi hai fatto ridereOriginariamente inviato da andrew881 Visualizza il messaggioPer il "messiaco" anzichè "messianico" chiedo venia, sono solo un Povero Pentecatto che su 60 righe che ha scritto si dimentica una sillaba (ed ora tralascerò anche il punto, a futura memoria e conferma della mia Pentecattezza)

Vedo che hai preso le correzioni nel verso giusto.
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Di'. Apocope di «dire». Dì è sostantivo.Originariamente inviato da andrew881 Visualizza il messaggioah dottò, nun le dì le cose si nun le sai!
Su questo hai ragione; in effetti è una variante che non avevo mai sentito (e che francamente mi sembra cacofonica).BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics
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Chiudo la discussione perchè sta degenerando.Un sito web da visitare se si hanno 5 minuti liberi:
digitalArs.it - Immagini digitali per persone reali
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