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    Salve a tutti,

    Mi chiamo Emanuele e ho 23, ne compirò 24 ad ottobre - quindi quando cominceranno le lezioni di quasi tutte le facoltà -.
    Innanzitutto sono contento di aver trovato un forum dove posso sfogare questa mia incertezza, nata oramai 1 mese fa.

    La mia situazione è questa: mi sono diplomato con due anni di ritardo in Costruzioni, ambiente e territorio, lavoro da due anni e sei mesi come agente immobiliare ( non sono iscritto alla camera di commercio come mediatore ma ci sto lavorando ). Post diploma ho fatto una piccola esperienza/vacanza studio di 3 mesi a Dublino, per potenziare l'inglese e mettermi alla prova.

    Ad oggi sono piuttosto insoddisfatto del mio lavoro, eseguito con troppa poca costanza ma cosciente di starlo facendo in un ambiente lavorativo poco promettente, stimolante e sincero - professionalmente parlando -. Nonostante un guadagno medio che mi permette di essere parzialmente autonomo ( vivo ancora con i miei ) e pagare le tasse.


    Tutto questo pippone per dire che sto pensando seriamente di cominciare l'università e le facoltà a cui avevo pensato sono: Economia e Gestione Aziendale e Comunicazione, Media e Pubblicità .

    - Economia in merito al tasso di occupazione futuro dopo la laurea e perché dopo la mia esperienza nel settore vendite mi piacerebbe entrare nel mondo del marketing e sales. Nonostante io non studi da anni oramai e con la matematica non sia mai stato un portento - sempre sul filo del 6 - la trovo ad oggi la facoltà più utile e che può aiutarmi a raggiungere i miei obbiettivi.

    - Comunicazione, media e pubblicità perché mi appassiona come campo di studio ed è la facoltà più incline alla mia persona. Non nego però che mi preoccupi l'alta percentuale di studenti che ogni anno esce come laureato in comunicazione e non riesce a trovare sbocchi lavorativi. Anche se è vero che nascono ogni giorno ruoli e posti di lavoro legati al marketing, sales e media/social media.

    Vorrei avere gentilmente qualche parere in merito a quest'idea e al mio ''ventaglio'' di opzioni.
    Spero di non essermi dilungato troppo! Ringrazio tutti in anticipo

  • #2
    Originariamente inviato da emamanu Visualizza il messaggio
    Non nego però che mi preoccupi l'alta percentuale di studenti che ogni anno esce come laureato in comunicazione e non riesce a trovare sbocchi lavorativi. Anche se è vero che nascono ogni giorno ruoli e posti di lavoro legati al marketing, sales e media/social media.
    Questo potrebbe non essere un problema in quanto la maggior parte dei laureati in Italia trova lavoro tramite raccomandazione e non per meriti. Tu come sei messo? Conosci qualcuno che ti possa piazzare?
    Il discorso è cinico ma purtroppo la realtà  in Italia è questa.
    Un sito web da visitare se si hanno 5 minuti liberi:
    digitalArs.it - Immagini digitali per persone reali

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    • #3
      Grazie Bmastro innanzitutto per la risposta.
      Tornando a noi, non ho contatti in nessuno di questi ambiti sinceramente. Ho molte amicizie, molti contatti nel mondo del lavoro stretti durante la mia professione di agente imm.
      Comunque capisco bene il cinismo, è comprensibile. Mio padre è stato un pilota di aerei privati fino al 2010, oggi, grazie alla nomea nel settore, è riuscito a dare qualche spintarella a mio fratello maggiore - complici anche i suoi grandissimi voti durante gli esami - e ad oggi ( anche se non vola vista la situazione ) ha un bel posto di lavoro.

      Conto molto sulla mia voglia di stringere legami sinceri con le persone, soprattutto se stimolanti, durante il mio corso di laurea se dovessi farlo. Non vorrei togliermi la possibilità  di crearmi una cerchia di persone creative e ambiziose con la voglia di creare qualcosa o candidarsi a posti particolari e rilevanti per il futuro. So benissimo che è tutto molto ''ideale'' come ragionamento. Dovessi stare coi piedi per terra direi che se fossi una grande azienda come L'Oreal per una posizione nel marketing, tra un 27enne neolaureato con esperienza nella vendita e delle PR e un 23 con un master alle spalle, la scelta non sarebbe così ovvia no?

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      • #4
        Vogliamo per favore evitare di usare il termine "facoltà " a sproposito? Grazie.
        BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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        • #5
          Originariamente inviato da emamanu Visualizza il messaggio
          Salve a tutti,

          Mi chiamo Emanuele e ho 23, ne compirò 24 ad ottobre - quindi quando cominceranno le lezioni di quasi tutte le facoltà  -.
          Innanzitutto sono contento di aver trovato un forum dove posso sfogare questa mia incertezza, nata oramai 1 mese fa.

          La mia situazione è questa: mi sono diplomato con due anni di ritardo in Costruzioni, ambiente e territorio, lavoro da due anni e sei mesi come agente immobiliare ( non sono iscritto alla camera di commercio come mediatore ma ci sto lavorando ). Post diploma ho fatto una piccola esperienza/vacanza studio di 3 mesi a Dublino, per potenziare l'inglese e mettermi alla prova.

          Ad oggi sono piuttosto insoddisfatto del mio lavoro, eseguito con troppa poca costanza ma cosciente di starlo facendo in un ambiente lavorativo poco promettente, stimolante e sincero - professionalmente parlando -. Nonostante un guadagno medio che mi permette di essere parzialmente autonomo ( vivo ancora con i miei ) e pagare le tasse.


          Tutto questo pippone per dire che sto pensando seriamente di cominciare l'università  e le facoltà  a cui avevo pensato sono: Economia e Gestione Aziendale e Comunicazione, Media e Pubblicità .

          - Economia in merito al tasso di occupazione futuro dopo la laurea e perché dopo la mia esperienza nel settore vendite mi piacerebbe entrare nel mondo del marketing e sales. Nonostante io non studi da anni oramai e con la matematica non sia mai stato un portento - sempre sul filo del 6 - la trovo ad oggi la facoltà  più utile e che può aiutarmi a raggiungere i miei obbiettivi.

          - Comunicazione, media e pubblicità  perché mi appassiona come campo di studio ed è la facoltà  più incline alla mia persona. Non nego però che mi preoccupi l'alta percentuale di studenti che ogni anno esce come laureato in comunicazione e non riesce a trovare sbocchi lavorativi. Anche se è vero che nascono ogni giorno ruoli e posti di lavoro legati al marketing, sales e media/social media.

          Vorrei avere gentilmente qualche parere in merito a quest'idea e al mio ''ventaglio'' di opzioni.
          Spero di non essermi dilungato troppo! Ringrazio tutti in anticipo
          Ti faccio una domanda: è meglio iniziare a 23/24 anni e finire a 27/28 o quel che è perchè dipende da come vanno gli studi, o è meglio non farlo e magari arrivare tra qualche anno con così tanti rimpianti da "vivere male " ?

          L'età  per iniziare va benissimo, teoricamente uno a 23/24 anni dovrebbe avere sicuramente una maggior consapevolezza; la precedente esperienza lavorativa, dalla quale stai cercando di uscire, sicuramente ti farà  avere un approccio diverso da chi ha "semplicemente studiato" quindi, secondo me, se sei deciso buttati, bada bene però a non puntare su un corso troppo effimero e "fuffoso" quanto piuttosto su qualcosa di concreto.

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          • #6
            Beardedsnow, è la domanda che mi pongo da 1 mese e passa oramai. PUrtroppo c'è il fattore famiglia di cui devo tener conto. Diciamo che continuare a lavorare salverei capre e cavoli, in quanto è difficile obbiettivamente lavorare e frequentare bene l'università  ( a maggior ragione se di economia ).

            Comunque vorrei sapere cosa ne pensate di queste due facoltà  e soprattutto di comunicazione, media e pubblicità  ( che farei allo IULM )

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            • #7
              Oltre che unirmi ai consigli di BeardedSnow, aggiungo che la denominazione di un corso di laurea non è l'unica cosa da guardare per capire se esso è adatto a noi. Ciò che conta sono i contenuti. La classe L-20, Scienze della comunicazione, nel primo ciclo è quella più variabile possibile, con decine di curricula differenti a trazione sociologica, psicologica, linguistico-letteraria, semiotica o comunque filosofica, perfino economico-aziendale e giuridica. Ti faccio quattro esempi estremi, riferiti entrambi all'ordinamento di cui al previgente decreto MURST 509/1999, in cui la classe era la 14:
              - corso di laurea in Media e giornalismo "Adriano Olivetti" presso la facoltà  di Scienze politiche "Cesare Alfieri" dell'Università  degli studi di Firenze;
              - corso di laurea in Scienze della comunicazione presso la facoltà  di Psicologia dell'Università  degli studi di Milano-Bicocca;
              - corso di laurea in Comunicazione e marketing presso la facoltà  di Scienze della comunicazione e dell'economia dell'Università  degli studi di Modena e Reggio Emilia;
              - corso di laurea in Scienze e tecnologie della comunicazione musicale presso la facoltà  di Scienze matematiche, fisiche e naturali dell'Università  degli studi di Milano (la cosiddetta Statale).
              I corsi di cui sopra rilasciavano tutti e quattro lo stesso titolo legale, eppure erano così dissimili da non avere esami in comune tra loro, tanto che:
              - il corso in laurea in Media e giornalismo aveva era estremamente simile al corso di laurea in Scienze politiche per il giornalismo della facoltà  di Scienze politiche dell'Università  degli studi di Messina, che però afferiva alla classe 15, Scienze politiche e delle relazioni internazionali (corrispondente all'attuale L-36);
              - il corso in Scienze della comunicazione della Bicocca era molto simile al coro di laurea in Scienze e tecniche psicologico-sociali della comunicazione e del marketing presso la facoltà  di Psicologia 2 della Sapienza Università  di Roma, che però afferiva alla classe 34, Scienze e tecniche psicologiche (corrispondente all'attuale L-24);
              - il corso in Comunicazione e marketing dell'ateneo modenese e reggiano era simile al corso di laurea in Marketing e comunicazione d'azienda presso la facoltà  di Economia dell'Università  degli studi di Urbino (non ancora, all'epoca, intitolata a Carlo Bo), afferente alla classe 17, Scienze dell'economia e della gestione aziendale (corrispondente all'attuale L-18);
              - il corso di laurea in Scienze e tecnologie della comunicazione musicale era praticamente un corso di laurea in informatica.
              Non a caso tutti questi corsi con il passaggio dal decreto MURST 509/1999 al 270/2004 sono stati riprogettati, sino al punto che il primo è stato ridotto a curriculum del corso di laurea unificato in Scienze politiche, afferente alla classe L-36 (poi con le ulteriori evoluzioni tale curriculum è stato declassato) e il quarto ha cambiato classe passando a quella di Scienze e tecnologie informatiche, con conseguenze determinanti in termine di valore legale.
              BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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              • #8
                Originariamente inviato da emamanu Visualizza il messaggio
                Beardedsnow, è la domanda che mi pongo da 1 mese e passa oramai. PUrtroppo c'è il fattore famiglia di cui devo tener conto. Diciamo che continuare a lavorare salverei capre e cavoli, in quanto è difficile obbiettivamente lavorare e frequentare bene l'università  ( a maggior ragione se di economia ).

                Comunque vorrei sapere cosa ne pensate di queste due facoltà  e soprattutto di comunicazione, media e pubblicità  ( che farei allo IULM )
                Comunicazione è fra i più inutili corsi che possano esistere, spesso sono una accozzaglia di materie male assemblate a mio parere, visto che hai parlato di economia, il gioco vale la candela solo se si parla di L18/L33 secondo me, al massimo una L36, se proprio non ti riesci a far piacere un corso meramente economico.

                Per salvare il lavoro potresti pensare di iscriverti part time, paghi circa un 60% delle tasse e raddoppi il tempo, salvando capra e forse cavoli.

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                • #9
                  Infatti puntavo a una L18. Matematica non di alto livello e concentrata più a creare figure manageriali e imprenditoriali. Secondo voi è fattibile, frequentare un'università  come la Cattolica a Milano - che ha un corso serale e tardo pomeridiano in Economia e Gestione Aziendale - e riuscire a fare la professione da agente immobiliare freelance o comunque lavorare da dipendente part time?

                  Questo è il mio più grande dubbio. Non riuscire a gestire il carico di studio e farlo combaciare con gli orari lavorativi. Io non voglio assolutamente privarmi di quel poco di autonomia guadagnata in questi 2 anni di professione

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                  • #10
                    Originariamente inviato da emamanu Visualizza il messaggio
                    frequentare bene l'università  ( a maggior ragione se di economia ).
                    Non esiste l'università  di economia.

                    Comunque vorrei sapere cosa ne pensate di queste due facoltà 
                    Non sono facoltà .

                    comunicazione, media e pubblicità  ( che farei allo IULM )
                    In Iulm personalmente ti consiglierei non Comunicazione, media e pubblicità , bensì Comunicazione d'impresa e relazioni pubbliche, corso della stessa classe offerto anche in inglese. É un corso storico Iulm, non particolarmente caratterizzato ma molto riconosciuto; ha un'impronta più economica e aziendale rispetto all'altro, più umanistico e rivolto al mondo dei media e non alla comunicazione d'impresa, e volendo consente di proseguire gli studi più facilmente su corsi di laurea magistrale della classe LM-77 (in altri atenei).
                    Comunque la Iulm ha un ottimo career service e i iulmini, checché si parli male del loro ateneo a Milano (più che altro sono i bocconiani a considerarla una sorta di Bocconi dei poveri), si piazzano bene sul mercato del lavoro anche con la sola laurea. Quando vivevo Milano ne ho conosciuti tanti ed erano tutti di un'ignoranza proporzionale alla loro spocchia (anche se non li ho mai trovati presuntuosi come certi bocconiani) e all'uso a sproposito di parole inglesi e della locuzione "piuttosto che" e del verbo "implementare", come quel tizio che parla nel video promo attualmente presente sul sito (il quale oltretutto pronuncia male la parola "media", credendo che sia inglese quando in realtà  è latina, e paradossalmente pronuncia la parola "junior" alla latina all'interno di una locuzione in inglese: quando si dice avere poche idee molto ben confuse), tuttavia lavoravano tutti e tutti in contesti coerenti con i loro studi. Tieni presente però che l'estrazione sociale degli studenti Iulm è elevata (non so se sei mai stato in via Carlo Bo e hai notato l'abbigliamento; diciamo che sono persone che tengono molto all'estetica, particolarmente curata anche nei soggetti di sesso maschile: il tipico iulmino è il classico metrosexual); non vorrei che questo potesse incidere sugli esiti occupazionali. Mi spiego meglio: molti ex iulmini potrebbero aver trovato lavoro grazie alle relazioni sociali familiari e non al titolo conseguito presso la Iulm.
                    BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                    • #11
                      Originariamente inviato da emamanu Visualizza il messaggio
                      Secondo voi è fattibile, frequentare un'università  come la Cattolica a Milano ”“ che ha un corso serale e tardo pomeridiano in Economia e Gestione Aziendale ”“ e riuscire a fare la professione da agente immobiliare freelance o comunque lavorare da dipendente part time?
                      É fattibilissimo frequentarla, senza virgola prima
                      Si può anche sostenere gli esami senza frequentare.
                      BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                      • #12
                        Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
                        Non esiste l'università  di economia.


                        Non sono facoltà .


                        In Iulm personalmente ti consiglierei non Comunicazione, media e pubblicità , bensì Comunicazione d'impresa e relazioni pubbliche, corso della stessa classe offerto anche in inglese. É un corso storico Iulm, non particolarmente caratterizzato ma molto riconosciuto; ha un'impronta più economica e aziendale rispetto all'altro, più umanistico e rivolto al mondo dei media e non alla comunicazione d'impresa, e volendo consente di proseguire gli studi più facilmente su corsi di laurea magistrale della classe LM-77 (in altri atenei).
                        Comunque la Iulm ha un ottimo career service e i iulmini, checché si parli male del loro ateneo a Milano (più che altro sono i bocconiani a considerarla una sorta di Bocconi dei poveri), si piazzano bene sul mercato del lavoro anche con la sola laurea. Quando vivevo Milano ne ho conosciuti tanti ed erano tutti di un'ignoranza proporzionale alla loro spocchia (anche se non li ho mai trovati presuntuosi come certi bocconiani) e all'uso a sproposito di parole inglesi e della locuzione "piuttosto che" e del verbo "implementare", come quel tizio che parla nel video promo attualmente presente sul sito (il quale oltretutto pronuncia male la parola "media", credendo che sia inglese quando in realtà  è latina, e paradossalmente pronuncia la parola "junior" alla latina all'interno di una locuzione in inglese: quando si dice avere poche idee molto ben confuse), tuttavia lavoravano tutti e tutti in contesti coerenti con i loro studi. Tieni presente però che l'estrazione sociale degli studenti Iulm è elevata (non so se sei mai stato in via Carlo Bo e hai notato l'abbigliamento; diciamo che sono persone che tengono molto all'estetica, particolarmente curata anche nei soggetti di sesso maschile: il tipico iulmino è il classico metrosexual); non vorrei che questo potesse incidere sugli esiti occupazionali. Mi spiego meglio: molti ex iulmini potrebbero aver trovato lavoro grazie alle relazioni sociali familiari e non al titolo conseguito presso la Iulm.
                        Grazie Dottore, in primis per le varie correzioni, in secondo luogo per la panoramica sullo IULM.
                        Ammetto di aver pensato anche io al discorso legato alle relazioni sociali familiari dei ragazzi iscritti allo iulm. Bisogna dire che la stessa cosa potrebbe accadere all'unicat, no?
                        Credo che si sia notata la mia ignoranza sull'argomento universitario pur essendomi informato abbastanza. Per questo ho bisogno di questo tipo di chiarimento approfondito e colgo l'occasioni di ringraziarvi ancora.

                        Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
                        In Iulm personalmente ti consiglierei non Comunicazione, media e pubblicità , bensì Comunicazione d'impresa e relazioni pubbliche, corso della stessa classe offerto anche in inglese. É un corso storico Iulm, non particolarmente caratterizzato ma molto riconosciuto; ha un'impronta più economica e aziendale rispetto all'altro, più umanistico e rivolto al mondo dei media e non alla comunicazione d'impresa, e volendo consente di proseguire gli studi più facilmente su corsi di laurea magistrale della classe LM-77 (in altri atenei).
                        In merito a questo ti dico che ho un'amica che ha fatto questa scelta per puntare poi ad un ruolo di product manager. Mi ha detto però che, col senno di poi, avrebbe fatto il contrario ovvero: L18 e poi una LM-59 per poter avere più nozioni legate all'economia ed impresa.

                        Sono piuttosto confuso ma non demotivato e cosciente di dover prendere una scelta alla svelta visto che il periodo dei test d'ingresso incombe

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                        • #13
                          Originariamente inviato da emamanu Visualizza il messaggio

                          In merito a questo ti dico che ho un'amica che ha fatto questa scelta per puntare poi ad un ruolo di product manager. Mi ha detto però che, col senno di poi, avrebbe fatto il contrario ovvero: L18 e poi una LM-59 per poter avere più nozioni legate all'economia ed impresa.

                          Sono piuttosto confuso ma non demotivato e cosciente di dover prendere una scelta alla svelta visto che il periodo dei test d'ingresso incombe

                          Da quel che traggo io dalla mia esperienza (sto concludendo una triennale L-18, ma ho amici e conoscenze anche nei corsi magistrali) posso confermarti che nella laurea gli argomenti sono trattati in modo approssimativo per poi poter riproporre le stesse materie nei corsi magistrali.

                          Giusto per farti capire: ho un caro amico che si è diplomato brillantemente in ragioneria ed è molto preparato sul punto di vista giuridico, contabile ed imprenditoriale (gli manca la parte quantitativa che manca a molti colleghi però); lui mi ha detto più volte in questi due anni che gli argomenti da noi trattati a lezione (per quanto riguarda quelli contabili ed economici) si possono studiare tranquillamente dal suo libro di quinta liceo (non avendo lacune).

                          In questo contesto storico e geografico la laurea magistrale conta molto di più (erroneamente) della sola laurea per il datore di lavoro (basta controllare i diversi annunci di lavoro). La magistrale può essere un trampolino per chi ha conseguito una laurea in un campo meno in espansione e più in crisi al momento.

                          Mettiamo a confronto i dati se dovessi fare l'inverso e conseguire prima la laurea in campo economico-aziendale e successivamente in area delle comunicazioni (ipotizzando la decisione di restare in questo paese):

                          (5 anni dalla laurea, considerando tutti gli atenei e tutti i corsi appartenenti a questa classe di laurea)

                          LM-59: Lavora l'86% di coloro che ha risposto al questionario; Non lavorano ma cercano il 7,5% ; Proseguono il lavoro iniziato prima della laurea 32,6% ;Tempo dall'inizio della ricerca al reperimento del primo lavoro (media) 7,9 mesi; Tempo indeterminato 66.5% ; Diffusione del part-time 11.3% ; Retribuzione media netta 1.770 euro per gli uomini ; il 13% ritiene la laurea non richiesta nè utile per il lavoro svolto.

                          LM-77: Lavora l'88% di coloro che ha risposto al questionario; Non lavorano ma cercano il 6,2% ; Proseguono il lavoro iniziato prima della laurea 13,3% ;Tempo dall'inizio della ricerca al reperimento del primo lavoro (media) 7,2 mesi; Tempo indeterminato 64.2% ; Diffusione del part-time 6.5% ; Retribuzione media netta 1.692 euro per gli uomini ; il 6.6% ritiene la laurea non richiesta nè utile per il lavoro svolto.

                          Dati simili, ma devi prestare attenzione al fatto che molti di più laureati nella comunicazione continuano il lavoro che avevano prima di conseguire il titolo (allora quanto è stata realmente utile allora la laurea come trampolino mi chieso? ).

                          Fossi in te guarderei i dati excelsior di unioncamere di quest'anno (tengono conto della crisi mi pare e ti possono dare una mano per giudicare i settori in espansione, oltre che aiutarti col forecasting sul futuro), quelli di Almalaurea e mi metterei a controllare i piani di studio delle università  (una volta che ha deciso quale laurea conseguire per prima).

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                          • #14
                            Originariamente inviato da FormaMentis Visualizza il messaggio
                            ho un caro amico che si è diplomato brillantemente in ragioneria ed è molto preparato sul punto di vista giuridico, contabile ed imprenditoriale (gli manca la parte quantitativa che manca a molti colleghi però); lui mi ha detto più volte in questi due anni che gli argomenti da noi trattati a lezione (per quanto riguarda quelli contabili ed economici) si possono studiare tranquillamente dal suo libro di quinta liceo (non avendo lacune).
                            Fammi capire: il tuo amico ha frequentato un istituto tecnico e studiava su un libro del liceo?
                            BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                            • #15
                              Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
                              Fammi capire: il tuo amico ha frequentato un istituto tecnico e studiava su un libro del liceo?
                              Lapsus, intendevo un libro del quinto anno di ragioneria

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