Un tempo la laurea ad honorem era l‘unico modo possibile per riconoscere per iscritto i meriti di persone di grandi capacità intellettuali e dagli enormi impatti culturali; persone alle quali le vicissitudini della vita avevano negato la possibilità di fregiarsi di un titolo accademico. Ma qua stiamo parlando veramente di altri tempi”¦ quando guerre, povertà e privazioni impedivano il libero accesso a chiunque non fosse di una classe elitaria. Oramai l‘Università è pubblica e chiunque può laurearsi, a patto di studiare e di fare i dovuti sacrifici. Esistono facilitazioni per i lavoratori e persino le università online per chi non può recarsi nelle sedi degli atenei a seguire i corsi.
Quindi”¦ a che servono queste lauree ad honorem? Servono ad una cosa sola: semplicemente a fare cassa!!!
Si resta veramente di sasso nel vedere regalata la laurea a persone che nella loro vita hanno sempre brillato per l‘incapacità di applicarsi nello studio, che siano sportivi, cantanti o figli di grossi capitani d‘industria. Persone che magari nelle interviste si vantano anche di essere stati dei veri e propri asini alle superiori (se mai le hanno fatte!). Si tratta di un vero e proprio mercimonio dei titoli accademici: in cambio di una grossa pubblicità in campo nazionale o di notevoli donazioni dei ricconi di turno, si attribuisce il titolo di “dottore” a persone che non lo meritano affatto, o che potrebbero tranquillamente ottenerlo se solo avessero la volontà e lo spirito di sacrificio necessario ad ottenerlo.
Da notare che il titolo è valido a tutti gli effetti e che può essere utilizzato anche per fare dei concorsi pubblici o per passare di livello nei concorsi interni nell‘apparato statale.
L‘assegnazione delle lauree ad honorem a fini economici è un altro degli aspetti più ridicoli dell‘Università italiana; e purtroppo sta facendo molti proseliti anche fra le università straniere. Insomma”¦ per una volta l‘università italiana è d‘esempio all‘estero”¦ purtroppo lo è per i motivi sbagliati!
