ho notato una imprecisione nelle informazioni esposte sul sito dell'università a cui sono iscritto, la quale mi ha portato a commettere un errore per cui mi trovo in debito di due corpose tasse arretrate.
Sulla pagina del sito dell'università relativa alla rinuncia agli studi è scritto che la domanda di rinuncia agli studi "è accettata solo se non risultano tasse universitarie scadute e non pagate". Stando a questa affermazione, le tasse di iscrizione non vengono escluse dall'insieme di tasse da saldare per ottenere l'approvazione della rinuncia. Perciò io nel dicembre 2021 ho pagato la tassa d'iscrizione all'anno accademico 2021-2022: risultava scaduta e non pagata, saldarla era in linea con le indicazioni per poter rinunciare agli studi.
Ieri avviene un colpo di scena. Tramite la segreteria vengo a sapere che affinché la rinuncia venga accettata è necessario essere in regola solo con le tasse dell'anno accademico per cui si è già pagato la tassa di iscrizione. Dunque la tassa d'iscrizione è esclusa dall'insieme di tasse che non devono risultare scadute e non pagate: fatto non indicato sul sito dell'ateneo! Ogni studente attivo all'inizio del nuovo anno accademico vede apparire sul proprio portale la nuova tassa d'iscrizione: da come sono presentate le condizioni per la rinuncia agli studi questa prima tassa va saldata, in realtà non va pagata e anzi pagandola si finisce per avere il debito di tutte le tasse dell'anno accademico.
Ora, mi sono rimaste da pagare due tasse dell'anno 2021-2022. Secondo voi ci sono i margini per rinunciare agli studi senza saldare questo debito? Il fatto che l'università abbia fornito una informazione ingannevole giustificherebbe la mia iscrizione all'anno 2021-2022 fatta per errore, volendo cioè soltanto estinguere una tassa e non effettivamente utilizzare ancora i servizi dell'ateneo.

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