annuncio

Comprimi
Ancora nessun annuncio.

CORSO DI LAUREA ON LINE IN SCIENZE TURISTICHE

Comprimi
X
 
  • Filtro
  • Ora
  • Visualizza
Elimina tutto
nuovi messaggi

  • CORSO DI LAUREA ON LINE IN SCIENZE TURISTICHE

    Ciao, bentrovati. Sono Ros e sono nuova. Sono una lavoratrice full time e, da tempo, sogno di prendere una laurea. Mi piaceva il corso di laurea in Scienze Turistiche offerto dalla Pegaso che, tra l'altro, aveva una retta agevolata per chi proveniva da altro ateneo (sono stata iscritta alla facoltà di Lettere dell'università statale della mia città, ho dato una materia, poi non ho retto il ritmo lavoro-studio). Quando ero pronta per l'iscrizione (da fare entro il 28 febbraio per usufruire dello 'sconto'), l'ufficio orientamento mi informa che il corso è in chiusura e non accettano più iscrizioni al primo anno, ma solo al secondo e al terzo, fino ad esaurimento. Pertanto mi informo circa il corso di laurea triennale in Scienze del Turismo per il management e i beni culturali (interessantissimo, a mio avviso... Cioè il piano di studi contiene proprio le materie che vorrei studiare!) offerto da e-campus. Mi informo sulla retta annuale e, a poco, svengo! €.4.440! Non sono iscritta a nessun sindacato o ente/associazione convenzionati per ottenere uno sconto sulla retta, anche se poi la percentuale di sconto è talmente bassa che la retta annuale rimarrebbe piuttosto alta. Ma scherziamo?! Quindi, qui chiedo: ma non esistono corsi di laurea triennale online offerti da atenei pubblici in Italia? Il mio interesse è sempre per Scienze del Turismo per il management e i beni culturali/Scienze Turistiche. Grazie per le eventuali risposte, buona serata.

  • #2
    Ciao! Prova a vedere tramite i cd. "Poli didattici". A me hanno proposto una retta a 2500 euro. Io poi ho escluso ecampus per altre ragioni.. ti consiglio di leggere bene le recensioni e farti un giro sui gruppi Facebook e ti farai un'idea un po' di come si studia lì. Io sono ancora in fase di decisione ma al momento sono orientato su Cusano, Unitelma o Pegaso (quest'ultima con delle perplessità). C'è da dire che forse il tuo corso di studi non c'è in tutto gli atenei telematici. Forse alla Marconi c'è qualcosa di Beni culturali.. sicuramente meglio di Ecampus (a mio giudizio).
    In bocca al lupo!

    Commenta


    • #3
      Ciao,

      presumo che tu non sia un dipendente della PA o comunque pubblico.

      Non esistono le università statali delle città. Molte università statali hanno il nome di una città, ma questo non implica che siano legati a quella città nello specifico (ad esempio mio zio ha frequentato un corso di perfezionamento dell'Università di Bologna la cui didattica si teneva a Roma) e, soprattutto, non significa che in quella città ci debba essere per forza un'unica università statale, come può non essercene neanche una.

      Se ti interessa Scienze del turismo, la trovi alla Vanvitelli di Napoli (sede di Caserta) in modalità blended; essendo una università statale c'è una sostanziosa soglia di esenzione, dopodiché le tasse e i contributi si pagano in funzione del valore ISEE(U). Il corso però è più sociale che umanistico, con discipline giuridiche, economiche, sociologiche e geo-antropiche; l'unica materia umanistica è la storia, che però viene affrontata con l'approccio storico-politico, che è diverso da quello umanistico. Il corso infatti è allocato presso il dipartimento di Scienze politiche "Jean Monnet". Comunque non è che sia così diverso dal corso di classe L-15 che era attivo alla Mercatorum, mentre non ricordo bene quello della Pegaso (e non ricordo neanche quale sia stato soppresso per primo, però se non sbaglio uno si chiamava Scienze del turismo e l'altro Scienze turistiche).
      Altrimenti sempre a Napoli c'è alla Federico II Scienze del turismo a indirizzo manageriale, ma è praticamente economia del turismo, dunque dal tuo punto di vista ancora peggio.
      Alla Suor Orsola Benincasa di Napoli (sede di Pomigliano d'Arco) c'era il corso di laurea in Turismo per i beni culturali, ma è stato soppresso da anni.
      In ogni caso, né la Federico II né la Sob offrono didattica a distanza.

      Ma una laurea proprio in Scienze dei beni culturali non potrebbe interessarti? In quel caso, la trovi alla Uninettuno, che ha tariffe più abbordabili ed è un'ottima università. Sennò Lettere.

      Tieni presente che parliamo di lauree che sul mercato del lavoro risultano debolucce. E a nessuno interessa che tu ti sia laureata in Scienze del turismo sostenendo 20 esami tra economia, statistica e studi aziendali o 20 esami tra letteratura, archeologia, semiotica e storia della musica.
      Ultima modifica di dottore; 30-03-2025, 18:36.
      BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

      Commenta


      • #4
        Ciao,
        non sono una dipendente della PA, ma di un'impresa privata e mi occupo della contabilità. Ci ho pensato bene e, sempre se deciderò di iscrivermi, opterò per il corso di Economia - Indirizzo management delle imprese turistiche e culturali offerto da Pegaso che mantiene lo sconto per chi possiede il certificato di decadenza o rinuncia presso altro ateneo. Ho pochissimo tempo a disposizione per studiare, non volevo fare economia, ma ha ragione dottore "Tieni presente che parliamo di lauree che sul mercato del lavoro risultano debolucce. E a nessuno interessa che tu ti sia laureata in Scienze del turismo sostenendo 20 esami tra economia, statistica e studi aziendali o 20 esami tra letteratura, archeologia, semiotica e storia della musica...". Vediamo se mi decido. Intanto Vi ringrazio per le risposte. Grazie, sinceramente e buona vita... Buon tutto. Ciao.

        Commenta


        • #5
          Buona scelta, ma faccio una precisazione: da SUA il corso Pegaso L-18 risulta a curriculum unico. Quei percorsi dunque non sono vere e proprie ripartizioni del corso, ma dei meri piani di studio consigliati in alternativa a quello statutario. Puoi qualificarlo per brevità come percorso, non come indirizzo o curriculum.
          BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

          Commenta


          • #6
            Ciao,
            Valuta anche atenei tradizionali. Hanno rette molto più abbordabili se non si hanno ISEE altissimi.
            Purtroppo sta passando il messaggio che da lavoratori full time si possa conseguire una laurea solo in atenei telematici mentre la realtà e' un'altra.

            Commenta


            • #7
              Originariamente inviato da JMaskelyne Visualizza il messaggio
              Ciao,
              Valuta anche atenei tradizionali. Hanno rette molto più abbordabili se non si hanno ISEE altissimi.
              Purtroppo sta passando il messaggio che da lavoratori full time si possa conseguire una laurea solo in atenei telematici mentre la realtà e' un'altra.
              Concordo pienamente.

              Leggendo le discussioni su Facebook rilevo che negli ultimi anni si sono diffusi dei falsi miti, probabilmente alimentati dalle stesse università telematiche: uno di questi è che all'università tradizionale esista un generalizzato obbligo di frequenza. Ho anche litigato con una deficiente che quando ho detto che io ho conseguito lauree al plurale presso diverse università tradizionali ha tirato fuori tutto il repertorio dei pregiudizi più beceri sul Sud e sui meridionali, senza sapere né di dove fossi né dove mi fossi laureato. Vi risparmio per carità di patria e per evitare l'identificazione com'è andata a finire la conversazione, ma vi assicuro che era divenuta veramente grottesca.

              Allora vorrei precisare tre cose:
              • la maggior parte dei corsi di studio nelle università tradizionali non prevede sbarramento in ingresso. Anche laddove vi fosse il numero chiuso, la domanda di accesso all'università è in decrescita da anni (sostanzialmente per ragioni demografiche), quindi entrare non è impossibile. I tempi nei quali gli aspiranti erano 4-5 posti rispetto ai posti a concorso sono lontani.
              • non esistono in Italia forme di selezione non concorsuale (cioè comparativa), quindi se ci sono prove di verifica delle conoscenze in ingresso il loro mancato superamento, sempre che non abbia valore meramente orientativo, comporta l'addebito di obblighi formativi aggiuntivi, ma non preclude l'immatricolazione.
              • non esiste obbligo di frequenza se non per i corsi abilitanti di area medico-sanitaria (in cui è peraltro sovente aggirabile in quanto il suo rispetto non è formalmente vigilato, ove addirittura non sia previsto da regolamento che i docenti *possono* non ammettere agli esami chi non abbia frequentato una certa percentuale di lezioni) e per alcuni corsi di università non statali (comunque solitamente derogabile), tranne che per attività «ad elevato contenuto sperimentale o pratico» (e.g. laboratorî). Le attività finalizzate all'avviamento al lavoro si svolgono di norma all'esterno dell'università sotto contratto di tirocinio, e ciò tanto nelle università tradizionali che in quelle telematiche.
              Questo fatto che i lavoratori, specie se attempati, ingrossano le file delle matricole delle università telematiche, fa passare l'idea che si rivolgano ad esse in quanto più "facili", il che danneggia in primo luogo le università telematiche, le quali, infatti, bene o male tutte cercano da anni un riposizionamento, anche se non tutte con la medesima decisione (in particolare la Pegaso adotta un approccio di marketing alquanto ondivago da questo punto di vista, ma dato il prodotto che offre la coerenza nella comunicazione non è esattamente una virtù fondamentale).
              BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

              Commenta


              • #8
                concordo su tutto, e mi sono sempre chiesto se l'obbligo di frequenza non sia in realtà anticostituzionale, ho sempre avuto questo dubbio

                Commenta


                • #9
                  Originariamente inviato da nelanto Visualizza il messaggio
                  concordo su tutto, e mi sono sempre chiesto se l'obbligo di frequenza non sia in realtà anticostituzionale, ho sempre avuto questo dubbio
                  Incostituzionale casomai. Comunque no, non lo è. Ma credo sia contrario alla legge ordinaria.
                  BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

                  Commenta


                  • #10
                    oh ecco, finalmente qualcuno concorda con una cosa che ho sempre detto ma che non sono mai riuscito a supportare in maniera concreta, l'ho sempre pensato però. nello specifico, quale legge pensi che violi?

                    Commenta


                    • #11
                      Originariamente inviato da nelanto Visualizza il messaggio
                      oh ecco, finalmente qualcuno concorda con una cosa che ho sempre detto ma che non sono mai riuscito a supportare in maniera concreta, l'ho sempre pensato però. nello specifico, quale legge pensi che violi?
                      Il problema non è quale legge ordinaria vìola, ma su quale legge si basa. Infatti l'obbligo di frequenza costituisce un'eccezione al sistema universitario nel suo complesso limitativa della libertà. Come tale dovrebbe richiedere la riserva di legge perlomeno relativa. Invece in questo momento abbiamo la legge ordinaria (art. 17, c. 95, legge 127/1997) che demanda al dicastero competente in materia di università l'emanazione della normativa regolamentare entro cui può muoversi l'autonomia degli atenei. In tale normativa regolamentare io non ho mai trovato scritto che gli atenei possono introdurre l'obbligo di frequenza. Eppure al momento non esiste una disciplina nazionale di tale obbligo (né legislativa né secondaria, e data la riserva di cui sopra quella secondaria dovrebbe comunque derivare dalla legge, e il presupposto legislativo in questo caso c'è, ma manca la norma di dettaglio) e ciascun ateneo lo declina secondo proprie regole: la percentuale di assenze consentite va dal 30 al 40% (dunque l'obbligo è dal 60 al 70%) e ogni università stabilisce le modalità di accertamento del rispetto di tale obbligo, che comunque quasi sempre sono rimesse alla verifica da parte dei docenti e sono derogabili dai docenti stessi (con buona pace del principio di eguaglianza e di quello di imparzialità della pubblica amministrazione).
                      Se cerchi in Rete, vedrai che ci sono siti che riconducono l'obbligo alla legge 297/1994, ma si tratta di una menzogna: la legge 297/1994 neanche esiste. Esiste il decreto legislativo 297/1994, che non riguarda l'università neanche di striscio, anzi la esclude espressamente nel preambolo. Oltretutto è antecedente alla riforma universitaria e dunque comunuqe oggi non si applicherebbe per abrogazione implicita. Ovviamente sarà un caso che i siti che fanno riferimento a tale inesistente legge promuovono corsi di talune università telematiche.
                      Molti invece sono convinti che l'obbligo di frequenza si un residuo del passato e alcuni hanno anche promosso improbabili petizioni online (in cui tanto per cambiare si usa il termine "facoltà" a sproposito), ma in realtà non è che a Medicina è rimasto l'obbligo di frequenza abolito dappertutto: non so da dove derivi questa convinzione, visto che l'obbligo di frequenza non c'è mai stato. Ma del resto se c'è gente convinta che le 150 ore di permesso per il diritto allo studio spettino solo ai dipendenti statali (rectius pubblici), ai quali in realtà possono essere molto più facilmente negate che nel privato, posso aspettarmi qualsiasi cosa.
                      BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

                      Commenta


                      • #12
                        quindi a livello del tutto ipotetico se ad uno studente facessero polemiche perchè non ha frequentato delle lezioni e ad esempio volessero impedirgli di iscriversi ad un esame, tu consiglieresti di muoversi per vie legali? e se si, in che modo?

                        Commenta

                        Sto operando...
                        X