annuncio

Comprimi
Ancora nessun annuncio.

Richiesta Informazioni su voto di laurea e concorsi

Comprimi
X
 
  • Filtro
  • Ora
  • Visualizza
Elimina tutto
nuovi messaggi

  • Richiesta Informazioni su voto di laurea e concorsi

    Ciao a tutti !
    Un mio amico si è laureato da poco al Politecnico di Milano in Ingegneria Meccanica e ha avuto una Votazione pari a 109 /110 .
    Mi ha detto di essere stato penalizzato un pò con la tesi ( che, tra l'altro, era lunga ed approfondita ) ; infatti aveva una media di oltre 28 .
    E pensate che il Relatore ( un professore Ordinario e stimatissimo ) qualche giorno prima gli aveva detto che, molto probabilmente, avrebbe raggiunto il massimo , perché il lavoro era molto consistente .
    Ancora non si spiega cosa sia successo in Commissione , perché il controrelatore ( che conosceva anche il suo relatore) si è presentato polemico dicendo subito che le slides della presentazione erano troppo lunghe , nonostante abbia fatto una discussione impeccabile .
    È come se avessero già deciso "In anticipo" quanto dare ...
    Dato che non è molto soddisfatto del risultato ottenuto, è interessato a sapere se :

    1) Nei Concorsi Pubblici, quanto incide il voto di laurea ?
    Ci sono concorsi pubblici a cui si dà un maggior peso ?

    2) Per aggiustare questa piccola "sbavatura" , è consigliato un Master, un Dottorato oppure si acquisisce più punteggio con una Seconda Laurea ?

    3) Il Master e il Dottorato vengono valutati nei concorsi pubblici ?


    In pratica , qual è la vostra idea in merito alla questione e cosa potete consigliare ?

    Grazie in Anticipo.
    Cordiali Saluti.
    SamTaylor .

  • #2
    Ciao,

    premesso che dovresti rivendere un po' la spaziatura, l'uso delle maiuscole e altre cosucce sparse, e premesso altresì che non ci si laurea in Ingegneria per ambire ad accedere al pubblico impiego, ti rispondo analiticamente:
    1. nei concorsi per titoli ed esami i titoli vengono valutati; nei concorsi per soli esami invece il titolo serve per accedere alla procedura (scuola dell'obbligo per l'area più bassa; titolo finale di scuola secondaria di secondo grado per quella intermedia; laurea, anche se a volte richiedono la laurea magistrale, per l'area dei funzionari), ma non viene valutato.
      La modalità di gran lunga prevalente negli ultimi vent'anni è quella del concorso per soli esami, oppure del concorso per titoli in cui sono presi in considerazione i soli titoli superiori a quelli necessari per l'accesso (ad esempio si accede con laurea ma se hai la laurea magistrale sono dei punti in più. Tuttavia va specificato che se la tua laurea per la classe di afferenza non è idonea a concorrere ma la laurea magistrale sì, facendo domanda di ammissione direttamente con quest'ultima non puoi generalmente più dichiarare titoli aggiuntivi, poiché quasi sempre devono essere superiori, e dunque perdi il punteggio).
      Analizzando complessivamente i concorsi degli ultimi trent'anni, direi che il voto del titolo di accesso conta in non più del 20% dei casi. I punteggi comunque vanno a blocchi: per esempio 0 punti sino a una certa soglia e poi via via crescendo. Una volta il 110 e lode aveva un posto d'onore; oggi è quasi sempre accoppiato almeno al 110, spesso anche al 109 e talvolta pure al 108. C'è una crescente tendenza, negli ultimi tempi, onde aggirare le indicazioni della Corte costituzionale che hanno censurato i limiti di età, a valutare il titolo solo se conseguito da non oltre un certo lasso di tempo, al fine di favorire i giovani. Prima o poi la giurisprudenza ci darà un taglio, ma nel frattempo (che a dire il vero ho visto più in concorsi per assistenti, dunque col diploma, che per funzionari) la norma opera.
      I voti dei titoli aggiuntivi, invece, non contano praticamente mai. Attenzione, però: la valutazione di un master spesso è discrezionale, tenuto conto dell'affinità dello stesso, ratione materiæ, con il bando, e spesso la valutazione medesima è demandata alla commissione. In questi casi, spesso tra i criteri di giudizio, predeterminati o fissati dalla commissione medesima, oltre alla denominazione del titolo, vi è anche il fatto che abbia esami intermedi e/o un esame finale. A volte l'assenza di un voto finale (il mio master ad esempio, pur avendo i voti dei singoli in trentesimi, non ha un voto finale) viene erroneamente interpretata come assenza di voto finale. Dunque non conta il voto, ma potrebbe contare la sua esistenza.
    2. a parte il fatto che il dottorato di ricerca non può essere conseguito se non dopo la laurea magistrale, non puoi aggiustare niente poiché se è prevista una valutazione del titolo di accesso non puoi compensarla con quella di un titolo aggiuntivo. Devi valutare di volta in volta la tua situazione soggettiva rispetto alla lex specialis della singola procedura concorsuale e fare in modo da ottenere la situazione più favorevole. Ti faccio di séguito 3 esempi. Devi leggerli partendo dal presupposto che io abbia conseguito una laurea della classe di Scienze biologiche, L-13, con 110 e lode e una laurea magistrale della classe di Scienze della nutrizione, LM-61, con 110/110 (senza lode).
      a) concorso è per soli esami per partecipare vanno bene sia la L-13 sia la LM-61. Posso dichiarare l'una, l'altra o entrambe e non mi cambia niente.
      b) concorso per titoli ed esami con valutazione del titolo di accesso: mettiamo che a partire dal 100/110 sono 0.25 punti per ogni punto di laurea, più altri 2.5 punti per la lode. A questo, supponendo che vadano bene entrambe, punto mi conviene dichiarare come titolo di accesso la laurea, che mi darebbe ben 5 punti: dichiarando la laurea magistrale, ne avrei solo 2.5. Tuttavia qui entrano in gioco almeno tre variabili: una è che vada bene solo la L-13 e non la LM-61, nel qual caso la scelta di dichiarare la L-13 sarebbe obbligata, a meno che non voglia sostenere la tesi che la LM-61 sia assorbente in quanto titolo superiore (aprendo un contenzioso, seppur in via amministrativa, con dubbie probabilità di successo); un'altra è che vada bene solo la LM-61 e non la L-13, nel qual caso la scelta di dichiarare la LM-61 sarebbe obbligata a meno (anche in questo caso aprendo un contenzioso) da non sostenere che la L-13 sia sufficiente e che la previsione del bando sia illegittima; una terza è che, accendendo con la laurea, l'eventuale laurea magistrale conferisca un punteggio aggiuntivo indipendente dal voto. In quest'ultimo caso, potendo accedere con entrambi, bisogna vedere a quale dei due punteggi conviene rinunciare: a quello del voto più elevato o a quello del titolo superiore.
      Tieni presente che quelli di cui sopra sono solo degli esempi: forse le più comuni, ma non gli unici possibili. Occorre sempre fare riferimento al singolo bando, poiché al riguardo la legislazione e la contrattazione collettiva lasciano amplissima discrezionalità al singolo ente.
      c) concorso per titoli ed esami senza valutazione del titolo di accesso e con punteggio aggiuntivo per i titoli superiori. In questo caso conviene indubbiamente partecipare con L-13 e dichiarare la LM-61 come titolo superiore.
      In ogni caso, scòrdati che ci siano concorsi in cui i titoli di studio facciano davvero la differenza. La tendenza generale nei concorsi per titoli ed esami è attribuire ai titoli di studio un punteggio di massimo il 20% quando va di lusso; il 15% è di norma già grasso che cola. Puoi avere tutti i titoli che vuoi ma c'è un tetto massimo al di sopra del quale non puoi andare e non di rado è possibile compensare con punteggi raccolti altrove, ad esempio i titoli di servizio. Questi ultimi contano soprattutto nei concorsi per la dirigenza: fa' conto che io una volta sono stato l'unico a prendere il massimo alle prove scritte di un concorso per dirigenti e all'orale ho avuto il voto più alto di tutti (non ricordo se fosse proprio il massimo, comunque era di svariati punti superiore a quello di colui che mi seguiva a ruota); ciononostante sono arrivato solo settimo in graduatoria. Il concorso era per 1 posto e hanno assunto i primi 6 in 4 enti diversi, poi quando è arrivato il mio turno hanno fatto scadere la graduatoria e gli enti che avevano assunto i colleghi hanno indetto un nuovo concorso. Lì avrei potuto fare ricorso, poiché il sistema di calcolo dei punti di servizio era congegnato in modo da favorire determinati candidati in violazione del principio di uguaglianza; tuttavia, a quel punto, i termini erano ampiamente decorsi.
    3. i master di secondo livello nei concorsi per titoli sono quasi sempre contemplati; sovente vi sono anche quelli di primo. Di solito (ma non sempre) quelli di secondo valgono un po' di più, ma parliamo sempre di punteggi risibili, nell'ordine di frazioni di punto, che possono fare la differenza solo a parità di tutte le altre variabili. Sul dottorato stenderei un velo pietoso.
    Esistono alcune carriere speciali (a ordinamento pubblicistico) in cui al di sotto di certe soglie non è possibile proprio partecipare, ma sono anche carriere che prevedono dei limiti di età e soprattutto, quando sono con titoli universitari, lauree magistrali in àmbito giuridico-politico-economico.
    BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

    Commenta

    Sto operando...
    X