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Permesso?!?

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  • Permesso?!?

    Beh... quando si entra in casa d'altri si chiede/dice "permesso" (a metà  strada tra affermazione ed interrogazione). Ed è così che mi presento, entrando in punta di piedi e sperando di trovare l'accoglienza di ho già  respirato leggendo vari post prima di iscrivermi.

    In pillole:
    Cristian, 41 anni a fine mese (Novembre 2018)
    Decisamente occupato, un impiego che mi riempie le giornate e spesso le serate
    Fermamente deciso a conseguire la laurea che - una volta diplomato - non sentivo necessaria.

    Le ragioni che mi spingono a questo sono di mera soddisfazione personale ma anche di coronamento di una carriera professionale particolarmente soddisfacente.
    L'indirizzo di studi è Economia Aziendale, e - ahimè - ho fatto la c*****a di scegliere l'Università  telematica con troppa fretta.
    Leggendo i vari post (e come ho avuto modo di spiegare privatamente ad un membro del forum a cui ho chiesto consiglio) mi sono accorto a posteriori che UniPegaso non è probabilmente la scelta migliore per me

    Come si suol dire, la fretta è una pessima consigliera.

    A parte questo, un saluto a tutti!

    Cristian

  • #2
    Buonasera e benvenuto.

    Alla Marconi e a Unitelma convalidano tranquillamente gli esami sostenuti alla Pegaso, a parità  di settori scientifico-disciplinari.
    BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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    • #3
      Grazie Dottore, sia per il benvenuto che per l'appunto.

      In effetti, la Marconi sarebbe l'Università  a cui miro. Chiuderò l'anno alla Pegaso cercando di dare tutti gli esami per poi cambiare.
      Il settore disciplinare sarebbe esattamente lo stesso.

      Diciamo che l'esame "a crocette" mi lascia perplesso e - a costo di rendere il mio percorso di studi più complesso, anche in virtù al tempo limitato che posso dedicare allo studio - preferisco un'università  che assomigli quanto più possibile ad una "tradizionale".
      Ciò detto, sono conscio che l'importante sia come ci si approccia allo studio piuttosto che come questo viene verificato.
      Se mi fossi imbarcato in questa che per me è un'impresa solo per cultura personale, non dovrei dar nemmeno troppo peso alle modalità  di valutazione.
      Rimane il fatto che, come su questo stesso forum ho tardivamente appreso, la nomea di un'università  (telematica ma non solo) ha un'influenza sulla percezione che si ha della laurea.

      In altre parole... dato che lo farò, tanto vale farlo bene e trarne il massimo beneficio.

      Ho di certo appreso la lezione e sarò più presente qui e prima di fare scelte azzardate ascolterò chi indubbiamente ne sa più di me.

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      • #4
        Originariamente inviato da Cris Visualizza il messaggio
        In effetti, la Marconi sarebbe l'Università  a cui miro. Chiuderò l'anno alla Pegaso cercando di dare tutti gli esami per poi cambiare.
        Il settore disciplinare sarebbe esattamente lo stesso.
        Se vuoi sfruttare l'anno pagato o che sei tenuto a pagare, fatti gli esami che corrispondono per S.S.D. e peso in crediti. Se anche il nome dell'esame è uguale, tanto meglio.
        Và luta pure Unitelma Sapienza oltre che la Marconi.

        Rimane il fatto che, come su questo stesso forum ho tardivamente appreso, la nomea di un'università  (telematica ma non solo) ha un'influenza sulla percezione che si ha della laurea.
        Sì, ma non ti far condizionare troppo.
        Al Nord si pensa comunemente (soprattutto tra persone ignoranti) che al Sud le università  regalino le lauree; al Sud la vulgata è esattamente l'opposta (e te lo dice uno che ha studiato al Nord e al Sud e si è laureato al Centro. Inoltre ha lavorato in una università  del Nord).
        Il bello è che il motivo è lo stesso: il fatto che le università  del Nord, e non solo le più blasonate, sono invase da meridionali. Questa cosa viene interpretata dai settentrionali come «vengono qui perché le loro università  non valgono niente» (a dire il vero a me è capitato di conoscere, soprattutto in Emilia, anche gente sinceramente convinta che al Sud non esistessero università  ) e dai meridionali come «vanno al Nord perché qui da noi non si laureerebbero mai».
        In realtà  esistono realtà  più o meno virtuose, più o meno impegnative, più o meno eccellenti al Sud come al Nord. Personalmente ho una mia personale classifica che vede alle primissime posizioni la Federico II di Napoli e l'Università  di Padova (a pari merito), l'Università  della Calabria, l'Università  di Firenze e la Cattolica, mentre all'ultimo posto Bologna. Poi dipende dal singolo à mbito disciplinare. Ad esempio per Lingue indubbiamente l'Orientale di Napoli, mentre quello delle scienze politiche può considerarsi un settore scaduto dappertutto, tranne forse alla Luiss. Poi bisogna vedere anche uno cosa cerca dall'università . Bocconi e Iulm sono a mio avviso dei pessimi atenei se uno cerca una formazione culturale. Ma una semplice laurea alla Bocconi apre più porte di laurea, laurea magistrale e dottorato in qualsiasi altra università  italiana e questo è innegabile, anche se ingiusto.
        BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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        • #5
          Originariamente inviato da Cris Visualizza il messaggio
          Beh... quando si entra in casa d'altri si chiede/dice "permesso" (a metà  strada tra affermazione ed interrogazione). Ed è così che mi presento, entrando in punta di piedi e sperando di trovare l'accoglienza di ho già  respirato leggendo vari post prima di iscrivermi.
          Ciao Cristian e benvenuto nel forum.
          Un sito web da visitare se si hanno 5 minuti liberi:
          digitalArs.it - Immagini digitali per persone reali

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          • #6
            Innanzitutto benvenuto.
            Riguardo l'Unipegaso forse mi sono spiegata male io in passato perchè l'intenzione non era di stigmatizzarla brutalmente, bensì solo quella di esprimere qualche dubbio, specialmente sul metodo di esaminare.
            Su questo forum sono stata aggredita più volte ma, a parte che non sono l'unica a fare presente certe cose, niente mi impedisce di pensare che se un esame è a crocette ci si può preparare solo su quelle.
            E internet lo dimostra: girano file PDF con 45 pagine di sole risposte giuste.

            https://www.docsity.com/it/statistic...aso-1/4199437/

            Perchè si dovrebbero aprire i libri se in un paio di giorni si può preparare statistica?
            Ci sarebbero altre cose da dire, secondo me altrettanto importanti, ma preferisco non divagare.
            Per me puoi tranquillamente chiudere alla Pegaso che tra l'altro è stata valutata positivamente dall'ANVUR di recente, ma mi fa piacere leggere che qualche pegasino sta cominciando a sentirsi un pò stranito da questo metodo di esaminare invece di attaccare flame e negare ossessivamente facendo paragoni con altre università  non calzanti.
            La Marconi è un'università  telematica un pò particolare perchè come la Telma Sapienza e la Cusano non ha un brand da telematica in quanto usa il nome "Università  degli Studi Guglielmo Marconi".
            Con la Nettuno è stata la prima a ricevere una valutazione positiva ANVUR e ciò che promette poi fa, quindi garantisco la serietà .
            Qui trovi come si fanno gli esami.

            http://www.università .com/discussio...a-marconi.html

            Lo sforzo dipende dalla materia, diciamo che nessuno ti obbliga ad aprire i libri, ma il metodo è quello: le slide spesso non bastano e sono basate su dove trovare i punti importanti nei libri.
            Del resto se un giorno dovessi studiare per diventare commercialista cosa faresti? Apriresti i libri o ti alleneresti sulle crocette?
            Le videlezioni sono ottime e si possono seguire comodamente dal cellulare, sono scaricabili (solo l'audio), ma secondo me fanno perdere molto tempo.
            Scusa se stringo ma continuo a ripetere le stesse cose dal 2014 e il tempo è quello che è, tu comunque puoi usare la funzione "Cerca" del forum per trovare vecchi topic.
            Ripeto che secondo me puoi chiudere tranquillamente alla Pegaso ma far presente all'ateneo questa cosa che vi penalizza tantissimo.

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            • #7
              Grazie a dottore e Marika per le risposte esaustive ed a Bmastro per il benvenuto.

              Questa discussione sta prendendo una direzione diversa dall'iniziale mera presentazione e probabilmente potrebbe essere utile anche ad altri utenti.
              Lascio all'amministratore la decisione se spostarlo oppure no.

              Un commento: io voglio laurearmi per soddisfazione personale, per "certificare" - se così si può dire - quanto ho appreso in anni di lavoro sul campo. Per dare una definizione chiara a concetti acquisiti per esperienza personale, per raffinarli e trovare i collegamenti che mi sfuggono. In breve, per trovare "il perché delle cose".
              Poi c'è chiaramente un lato più materialista, e a voler essere del tutto sinceri, anche un po' arrivista. Infine, con buona probabilità  c'è anche un pizzico di complesso di inferiorità , un sentirsi "meno degli altri" perché non ho frequentato l'università .
              La verità  è che sono arrivato a ricoprire ruoli che abitualmente - ma non necessariamente - richiedono, quantomeno all'atto della selezione per quegli stessi ruoli, un livello di istruzione che come minimo contempli un diploma di laurea, se non addirittura una laurea magistrale.
              Cionondimeno, sono la dimostrazione vivente che sia possibile eccellere anche senza il suddetto titolo, ma è anche vero che se volessi uscire dal settore in cui mi sono fatto un nome, sarei uno dei tanti. E allora si, quello che irrispettosamente vien chiamato "il pezzo di carta", serve eccome.

              Questa premessa per arrivare a dire che il mix di cui sopra, confrontato con quanto ho qui appreso in merito alla Pegaso, mi ha fatto nascere il desiderio di rivalutare la mia scelta. Se è vero che potrei studiare alla Pegaso esattamente come alla Marconi, mettendoci tutto l'impegno necessario e approfondendo con testi ausiliari, è anche vero che tutto questo impegno viene un po' sminuito dal criterio di valutazione. Temo il giorno in cui, magari subissato da mille altri impegni quali lavoro e famiglia, arriverò alla condizione di studiare quel che basta per passare l'esame e raccogliere crediti. E questo snaturerebbe l'essenza stessa della decisione che mi ha portato ad iscrivermi. Volendo fare del qualunquismo, l'occasione fa l'uomo ladro.
              C'è poi il fattore della credibilità  e della percezione che il mercato del lavoro ha di una laurea conseguita presso un'università  piuttosto che un'altra. Nel mio caso ciò è leggermente meno importante, d'altra parte quello che continuo a ripetermi è che dato che ho deciso di fare questo sforzo, e di farlo bene, tanto vale ambire al meglio (a parità  di tipologia di metodo di studio, leggasi università  telematica).

              Concludo riportando l'evoluzione - o la non evoluzione - del mio caso. Ho contattato UniPegaso chiedendo se fosse possibile annullare la mia iscrizione (non ho dato dettagli circa le motivazione se non che l'azienda che sto per raggiungere è disposta a finanziare il mio corso di laurea ma presso un'altra università  - cosa di fatto vera). Ho fatto notare che avevo ricevuto le credenziali di accesso da soli 3 giorni e che sì, avevo fatto il login e navigato per prendere familiarità  con il portale, ma che di fatto non avevo utilizzato i servizi nella loro essenza. Ho anche aggiunto che ero disposto a rinunciare alla prima rata della retta annuale, già  pagata.
              La risposta, direttamente dall'ufficio legale, è stata seccamente negativa. Sono ben conscio che legalmente la loro posizione è ineccepibile, ma non nego che speravo in una minima apertura. Dal punto di vista della mera gestione dell'azienda-università , poi, rinunciare ad una retta annuale per compiacere uno studente avventato è una scelta quantomeno discutibile.
              L'unica alternativa sarebbe quella di rinunciare all'iscrizione pagando la retta annuale in toto. A questo punto, tanto vale impegnarsi a modo, dare gli esami e ripensarci l'anno prossimo nella speranza che gli esami vengano riconosciuti presso l'università  che vorrò scegliere.

              P.S.
              Giuro che i miei prossimi post non saranno così prolissi

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              • #8
                Originariamente inviato da Cris Visualizza il messaggio
                La verità  è che sono arrivato a ricoprire ruoli che abitualmente - ma non necessariamente - richiedono, quantomeno all'atto della selezione per quegli stessi ruoli, un livello di istruzione che come minimo contempli un diploma di laurea, se non addirittura una laurea magistrale.
                Attenzione perché il DL e la LM, come la LS, sono reciprocamente equiparati (quest'ultimo, evidentemente, al ribasso, ma la disposizione è solo transitoria) ai fini dei concorsi pubblici e, di fatto, nel mercato del lavoro privato già  da anni la LS/LM (molti la chiamano ancora LS nonostante le specialistiche abbiano avuto vita breve in quanto soppiantate quasi subito dalle magistrali) era percepita come una laurea completa mentre la laurea una laurea breve (su questa cosa come ho già  avuto modo di dire nel forum marciano in parecchi, ad esempio prendendo una laurea magistrale in Economia aziendale dopo una laurea in Lettere e facendo credere al potenziale datore di lavoro di aver fatto 5 anni di economia, oppure prendendosi la laurea presentandosi agli esami impreparati procedendo per tentativi, in maniera tale da terminare nel più breve tempo possibile fregandosene del voto, per poi impegnarsi nel secondo ciclo conseguendo una laurea magistrale con un voto altissimo, magari il massimo, confidando nel fatto che il datore di lavoro medio crede che quel voto sia riferito a 5 anni). A questo aggiungi che la maggior parte della gente ha stranamente perso la memoria e quindi improvvisamente ha cominciato a credere che i corsi per conseguire il DL durassero 5 anni, quando nella maggior parte dei casi duravano 4.
                Ai fini accademici l'equiparazione non vige, se non per l'accesso a ulteriori studi, ma questo va molto a discrezione della singola sede. Ci sono ad esempio atenei (Suor Orsola Benincasa, Modena e Reggio Emilia) in cui se ci si iscrive a un corso di laurea magistrale utilizzando come titolo di accesso un DL non viene riconosciuta alcuna abbreviazione di corso. Altri atenei (Bologna) dove invece accedendo a un corso di laurea magistrale con un DL vengono convalidati tanti di quegli esami che c'è gente che ha conseguito una laurea magistrale nello stesso à mbito disciplinare del proprio DL senza sostenere esami o quasi (ho conosciuto persone che hanno altresì riciclato la tesi con il docente consapevole, dato che era lo stesso). Questo fenomeno in verità  si era verificato soprattutto prima dell'equiparazione, in cui non si aveva la sostanziale certezza di quanto potessero valere i vecchi titoli in relazione ai nuovi. Adesso mi domando cosa si faccia una persona di un DL in Giurisprudenza e contemporaneamente di una LS 22/S o una LM LMG/01, a meno che non siano state conseguite con voti diversi.

                Cionondimeno, sono la dimostrazione vivente che sia possibile eccellere anche senza il suddetto titolo, ma è anche vero che se volessi uscire dal settore in cui mi sono fatto un nome, sarei uno dei tanti. E allora si, quello che irrispettosamente vien chiamato "il pezzo di carta", serve eccome.
                Permettimi di dire che ne dubito.
                Uscire dal tuo settore per cercare lavoro in base al pezzo di carta e non all'esperienza ti esporrebbe al problema di dover giustificare perché ti sei laureato in età  avanzata (e se ti sei laureato in una università  che esiste da poco non puoi nasconderlo).

                Se è vero che potrei studiare alla Pegaso esattamente come alla Marconi, mettendoci tutto l'impegno necessario e approfondendo con testi ausiliari, è anche vero che tutto questo impegno viene un po' sminuito dal criterio di valutazione. Temo il giorno in cui, magari subissato da mille altri impegni quali lavoro e famiglia, arriverò alla condizione di studiare quel che basta per passare l'esame e raccogliere crediti. E questo snaturerebbe l'essenza stessa della decisione che mi ha portato ad iscrivermi.
                Scusami, ma mi sembra di cogliere una contraddizione.
                Se ti iscrivi per 'certificare' conoscenze che già  hai appreso, allora si tratta di cose che già  sai. Invece da queste parole sembra di cogliere un'altra finalità . Quindi non capisco cosa intendi quando parli di decisione che ti ha portato a iscriverti.

                Concludo riportando l'evoluzione - o la non evoluzione - del mio caso. Ho contattato UniPegaso chiedendo se fosse possibile annullare la mia iscrizione (non ho dato dettagli circa le motivazione se non che l'azienda che sto per raggiungere è disposta a finanziare il mio corso di laurea ma presso un'altra università  - cosa di fatto vera). Ho fatto notare che avevo ricevuto le credenziali di accesso da soli 3 giorni e che sì, avevo fatto il login e navigato per prendere familiarità  con il portale, ma che di fatto non avevo utilizzato i servizi nella loro essenza. Ho anche aggiunto che ero disposto a rinunciare alla prima rata della retta annuale, già  pagata.
                La risposta, direttamente dall'ufficio legale, è stata seccamente negativa. Sono ben conscio che legalmente la loro posizione è ineccepibile, ma non nego che speravo in una minima apertura. Dal punto di vista della mera gestione dell'azienda-università , poi, rinunciare ad una retta annuale per compiacere uno studente avventato è una scelta quantomeno discutibile.
                L'università , anche se non statale, è un ente pubblico, che svolge un'azione di tipo amministrativo.
                L'immatricolazione è un procedimento amministrativo e non un contratto, dunque non si applicano norme squisitamente privatistiche come ad esempio quelle che consentono il diritto di recesso per i contratti stipulati a distanza, o comunque fuori dai locali commerciali, tra professionisti e consumatori (c.d. ripensamento; d.lgs. 206/2005 e ss.mm.ii.; cfr. d.lgs. 185/1999).
                Solamente e-Campus, in maniera del tutto arbitraria, interpreta l'iscrizione come avente natura negoziale, infatti accetta pure il diritto di ripensamento (ho seguìto personalmente un caso).

                L'unica alternativa sarebbe quella di rinunciare all'iscrizione pagando la retta annuale in toto.
                Ecco, questo è sicuramente illegale per motivazioni già  spiegate nel forum.
                La rinuncia non è un'istanza ma un atto unilaterale recettizio con il quale lo studente, in qualsiasi momento della propria carriera, decide di rinunciare ad essa. La controparte non può che prenderne atto.
                Ammesso e non concesso che la controparte abbia titolo per esiger tasse e contributi, dunque, intanto deve cessare la posizione amministrativa, poi casomai può tentare di recuperare il credito.
                BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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