annuncio

Comprimi
Ancora nessun annuncio.

Grazie e piacere!

Comprimi
X
 
  • Filtro
  • Ora
  • Visualizza
Elimina tutto
nuovi messaggi

  • Grazie e piacere!

    Grazie per questa bellissima risorsa, mi è stata molto utile nel processo di iscrizione, per la prima volta nella mia -non brevissima °_°- vita, all'Università.
    Piacere di virtualmente incontrarvi,
    Daniela - provincia di TO

  • #2
    Ciao, Daniela!
    Benvenuta nel forum

    La provincia di Torino non esiste più in quanto soppressa dalla legge 56/2014 (c.d. riforma Delrio), con efficacia dal 1º gennaio 2015.
    BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

    Commenta


    • #3
      Giusta obbiezione dottore!
      Ma dal punto di vista geografico me lo concedi l'errore?
      Perché "risiedo in un paese della Città Metropolitana di Torino" mi suona proprio male Soprattutto in una comunicazione virtuale e quindi tendenzialmente un po' più spiccia.

      In ogni caso: grazie per l'appunto! Non mi ero mai soffermata a pensare ai cambiamenti che la riforma avrebbe dovuto (o ha, ma non nel mio caso !) portare nella comunicazione!

      Commenta


      • #4
        Originariamente inviato da Dada Visualizza il messaggio
        Ma dal punto di vista geografico me lo concedi l'errore?
        No perché non esiste un concetto geografico di provincia.
        Quello di provincia è un istituto giuridico, non geografico. A differenza di come accade con le regioni, visto che esiste un concetto politico di regione ma il termine designa anche un'entità geografica, il fatto che la provincia sia anche un'entità geografica è una conseguenza della scelta del legislatore, non un presupposto dell'esistenza della provincia.
        Oltretutto con questo nome si intendono istituti giuridici differenti:
        • nell'antica Roma, provinciæ erano i territori stranieri conquistati. Il termine "provincia" deriva infatti da pro-victa, che significa sottomessa.
        • dalla caduta dell'Impero, il termine non è più stato utilizzato sino all'Ottocento se non, occasionalmente, per indicare territori conquistati da imperi coloniali. Nel 1610 Giacomo I d'Inghilterra utilizzò il termine per suddividere l'isola d'Irlanda (che era appunto un territorio sottomesso alla corona inglerse). Dopo la guerra degli ottant'anni la pace di Vestfalia segnò l'indipendenza della Repubblica delle sette province unite, ma in realtà si tratta di una traduzione non corretta poiché in lingua nederlandese si chiamava Repubblica dei sette paesi bassi uniti.
        • in epoca moderna, il départment, che in italiano, spagnolo e portoghese, venne tradotto "provincia", fu la suddivisione territoriale superiore al comune adottata dalla maggior parte degli stati che adottarono il diritto napoleonico. La provincia all'epoca non costituiva un ente locale ma una mera suddivisione terrritoriale finalizzata al presidio governativo, infatti originariamente coincideva con la prefettura (o meglio la prefettura era l'ente, la provincia/dipartimento era il territorio dell'ente: ecco perché è rimasta l'idea "geografica" della provincia).
        • durante la campagna risorgimentale, il Regno di Sardegna adottò una legge, nota come riforma Rattazzi (3702/1859), finalizzata all'armonizzazione amministrativa territoriale dello Stato, il cui territorio, per ovvie ragioni, era mutevole. A mano a mano che lo Stato incorporava i territori conquistati, la legge veniva modificato per istituire province in tali territori.
        • da allora ad oggi la provincia, sebbene sopravvissuta a svariati tentativi di soppressione (i più noti sono quello dell'Assemblea costituente, quello del 1970 quando furono istituite le regioni a statuto ordinario previste dalla Costituzione, quello del governo Monti e quello del governo Renzi), è stata riformata svariate volte, per non parlare del fatto che le province in epoca repubblicana sono raddoppiate a fronte di una riduzione del territorio dello Stato che ne ha fatte perdere 3 (cfr. trattato di Osimo del 1975). La provincia innanzitutto già ha assunto già prima del Fascismo i connotati di un ente a sé, distinto e separato dalla prefettura (anche se al concetto di autonomia si sarebbe arrivati assai più tardi: all'epoca lo Stato era una sorta di tutto organico) e dotato di organi politici (originariamente la deputazione, su modello spagnolo; oggi presidente, consiglio e giunta).
        • oggi, in séguito alle riforme Monti e Delrio, la provincia è un ente locale di area vasta, detto di secondo livello in quanto i suoi organi non sono più eletti a suffragio universale ma attraverso elezioni alle quali possono concorrere, sia per l'elettorato attivo sia per quello passivo, i soli membri degli organi politici dei comuni che vi afferiscono.
        • nel mondo, solo in Spagna (e in Portogallo sino al 1976, poi l'istituto è stato soppresso) e nel Regno dei Paesi bassi il termine "provincia" è usato per indicare un'istituzione simile a quella italiana. In Canada e Argentina si chiamano province gli stati federati.
        Forse ti meraviglierà il fatto che alcuni comuni fanno parte di una provincia (o, oramai, di un ente di area vasta di altra tipologia) ma sono completamente circondati da comuni afferenti ad altre province o addirittura ad altre regioni. Il caso più famoso è quello di San Colombano al Lambro, facente parte della città metropolitana di Milano (e, sino al 2014, della provincia di Milano) ma confinante esclusivamente con comuni delle province di Lodi e Pavia. Il caso è noto perché nel 1992, quando fu istituita la provincia di Lodi (i cui comuni prima facevano tutti parte della provincia di Milano), il consiglio comunale di San Colombano al Lambro votò contro l'istituzione della nuova provincia e dunque il legislatore per accontentare la politica locale non lo incluse nelal nuova circoscrizione provinciale.

        L'espressione «in città e in provincia» deriva dall'epoca romana, in cui le provinciae, cioè i territori conquistati, si contrapponevano all'Urbe, cioè Roma. Per lo stesso motivo diciamo «una città di provincia», «abitare in provincia» et similia per indicare territori poco vivaci dal punto di vista economico e/o culturale e che dunque subiscono l'influenza di città più importanti. Ovviamente queste polirematiche prescindono dalla provincia come istituto giuridico-amministrativo, di cui fa parte anche il capoluogo, e prescinde dal concetto di città (città e capoluogo di proviincia non sono mica sinonimi!).

        Perché "risiedo in un paese della Città Metropolitana di Torino" mi suona proprio male Soprattutto in una comunicazione virtuale e quindi tendenzialmente un po' più spiccia.
        Innanzitutto quando parli del terrritorio ci vanno le minuscole, mentre la maiuscola (solo alla prima parola a meno che altre non costituiscano nomi propri) va quando ti rioferisci al territorio.
        In secondo luogo puoi dire «abito nella città metropolitana di Torino» oppure dire direttamente il nome del comune (o altra località), o dire che abiti vicino a una città o cittadina più nota (Torino, Moncalieri, Ivrea, Susa etc.). Stai sicuro che da uno che viene da Lusciano non sentirai mai dire che abita in provincia di Caserta: ti dirà che è di vicino Aversa. Uno di Sanremo non ti dirà mai che è di Imperia.
        BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

        Commenta


        • #5
          Quelle merveille!!!
          Ma grazie per la strepitosa lezione/approfondimento.

          Sul discorso di città metropolitana --> Città Metropolitana, credo di essere figlia di "usi e costumi".

          Il ché mi fa venire un dubbio/domanda da porti (mandami tranquillamente a quel paese se ti stresso!).

          La Regione Piemonte nomina se stessa con le maiuscole. Perché è un'entità amministrativa? Ma allora anche la Città Metropolitana lo è.

          Commenta


          • #6
            Originariamente inviato da Dada Visualizza il messaggio

            Il ché mi fa venire un dubbio/domanda da porti (mandami tranquillamente a quel paese se ti stresso!).
            Questo orrore mi è scappato

            Commenta


            • #7
              Originariamente inviato da Dada Visualizza il messaggio

              Questo orrore mi è scappato
              Non ti preoccupare, qui di orrori ne facciamo tutti.
              Benvenuta nel forum.
              Un sito web da visitare se si hanno 5 minuti liberi:
              digitalArs.it - Immagini digitali per persone reali

              Commenta


              • #8
                Originariamente inviato da Dada Visualizza il messaggio
                Quelle merveille!!!
                Ma grazie per la strepitosa lezione/approfondimento.
                Ma figurati. Di niente. Se tutti rispondessero così…

                Sul discorso di città metropolitana --> Città Metropolitana, credo di essere figlia di "usi e costumi".
                La Città metropolitana ha sede in corso Inghilterra.
                Il comune di Ivrea fa parte della città metropolitana di Torino. Ma: il comune di Ivrea rientra nella circoscrizione territoriale della Città metropolitana di Torino.
                Il comune di Ivrea. Ma: il territorio del Comune di Ivrea.
                Il Comune di Ivrea, malgrado non arrivi neanche a 24mila amministrati e dunque rientri nella fascia demografica h di cui all'articolo 156 del TUEL, è un comune di prima classe: di diritto sarebbe in seconda, ma è stato riclassificato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri per rilevanza economica. Pertanto, è provvisto dell'area della dirigenza. Nei comuni che invece sono sprovvisti del ruolo dirigenti, i poteri dirigenziali sono invece di norma esercitati dai funzionari. Prima della riforma di cui al d.lgs. 29/1993, oggi confluito nel TUPI, che ha separato le funzioni di indirizzo da quelle di gestione, molti di questi poteri erano esercitati dagli organi politici.

                Il ché mi fa venire un dubbio/domanda da porti (mandami tranquillamente a quel paese se ti stresso!).
                Per tua fortuna ti sei autocorretta
                Che poi il significante con accento grafico, ché, esiste, ma significa un'altra cosa: è una aferesi di perché o poiché, utilizzabile dunque come avverbio o congiunzione con valore causale o finale.
                Che invece è aggettivo, che può essere sostantivato, oppure pronome relativo, e può essere tonico o clitico ma in ogni caso si scrive senza accento grafico.

                La Regione Piemonte nomina se stessa con le maiuscole. Perché è un'entità amministrativa? Ma allora anche la Città Metropolitana lo è.
                La Regione è un'entità politica, dotata di potestà legislativa.
                La Città metropolitana invece è un ente locale, come tale dotato solo di potestà amministrativa.
                Entrambi sono istituti giuridici.
                Come già detto, quando c'è la maiuscola ci si riferisce all'istituzione (o, per metonimia, alla sua sede: «vado al Comune a fare la carta di identità», «lavoro alla Regione»), mentre quando c'è la minuscola al territorio.
                Ovviamente il sito istituzionale è della Regione, cioè l'ente che si chiama Regione Piemonte.
                BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

                Commenta


                • #9
                  La metonimia!!! Uh mamma non la ricordavo più. Proprio vero che il Lifelong Learning andrebbe imposto per legge, aiuterebbe anche a non dimenticare le cose imparate (in un lontano passato ).
                  Grazie ancora e di nuovo. Buon Tutto (e qui la maiuscola è un mio vezzo).

                  Commenta

                  Sto operando...
                  X