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SCELTA MAGISTRALE DOPO SCIENZE DELLA COMUNICAZIONE

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  • #16
    Un problema sociale inventato di sana pianta, dacché non solo i crimini in generale sono in leggera ma costante diminuzione da decenni, ma hanno subìto un netto calo proprio i reati violenti, in particolare i delitti contro la persona, e in particolare quelli nei confronti delle donne, dimezzati rispetto a mezzo secolo fa.
    La mia risposta è "ni".
    Il femminicidio in televisione viene usato a scopi di share perchè una donna (possibilmente bella) morta fa più scalpore e quindi fa fare più soldi provenienti dalla pubblicità .
    Statisticamente le morti in famiglia o per mano di ex fidanzati sono un'esigua parte degli omicidi in generale.
    Tuttavia il femminicidio è un fenomeno che dovrebbe essere studiato più accuratamente per due motivi.

    1. La donna è più debole fisicamente rispetto all'uomo.

    2. Quando si trova nella condizione di convivere con una persona dalla quale si sta separando è soggetta a dei pericoli che possono essere violenza di natura psicologica fino ad arrivare a quella fisica. Questo anche senza convivenza: spesso molte vengono pedinate e minacciate quotidianamente.

    Quindi il problema effettivamente c'è e la soluzione non è semplice, perchè non puoi affiancare il poliziotto di quartiere alla donna minacciata, in fase di separazione, che ancora convive.
    Metti il celerino in sgabuzzino?
    Possiamo anche dire che il femminicidio non esiste, però quello della tutela della donna senza sfociare nel femminismo per me è un problema che va affrontato.

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    • #17
      Marika, è anche giusto quello che dici, per carità , ma è una questione che esula dal diritto.

      Non amo la televisione ma ogni giorno quando torno a casa accendo il televisore per sentirmi meno solo. Quella voce di sottofondo mi tiene compagnia anche se sto studiando o lavorando al computer a cose impegnative (non mi distrae, anzi mi tiene sveglio. Del resto sono abituato a lavorare in ambienti assai più rumorosi). Ma purtroppo o per fortuna ho il dono di essere multitasking e quindi, anche se non guardo e sono impegnato in altro, il mio cervello recepisce i suoni decodificando regolarmente regolarmente le parole articolate attraverso le voci degli ospiti dei vari salotti. E non passa giorno in cui non sento qualche squilibrata che, oltre a insultare il genere maschile in tutti i modi possibili e immaginabili (e questo atteggiamento qualifica prima di tutto chi lo usa), asserisce, senza sapere di cosa parla, amenità  tipo che la legge è insufficiente perché costringe le donne a subire un processo per provare le loro accuse, mentre dovrebbe essere sufficiente la loro parola per sbattere gli uomini in galera e gettare via la chiave. La motivazione tipicamente addotta è che le donne non mentono, non avrerbbero motivo di mentire o addirittura non sono capaci di mentire (motivazione che per la cronaca è ampiamente smentita nelle aule giudiziarie: circa il 50% dei procedimenti penali si concludono come quelli famosi a carico di Enrico Brizzi e Massimo di Cataldo, cioè accertano che la querelante si era inventata il reato di sana pianta, arrivando in qualche caso sinanche a simularlo). Inoltre un mantra ricorrente è che i giudici non credono alle donne (come se un processo penale fosse una questione di credere o non credere) e questa cosa viene spiegata asserendo che il motivo è che (a causa della società  maschilista e patriarcale, à§a va sans dire) sono uomini, quando le donne in magistratura sono la netta maggioranza (mi pare che nell'anno 2017 fossero tipo il 70%. E stiamo parlando della totalità  della magistratura, non soltanto dei nuovi ingressi. Tanto per fare un parallelo, nonostante i giovani medici siano donne per la quasi totalità , perché le donne arrivino a diventare maggioranza assoluta tra i medici se il trend sarà  confermato occorrerà  ancora una quindicina d'anni).
      La cosa grave è che nella migliore delle ipotesi i maschi presenti dà nno ragione a queste pazze. In alcuni casi rincarano la dose o fanno i femministi essi stessi.
      Un personaggio famoso che trovo troppo squallido per essere degno di essere da me nominato ha minacciato tutto il genere maschile dicendo che grazie alla battaglia portata avanti dal movimento rivoluzionario di cui è portavoce arriverà  il giorno in cui i maschi dovranno avere paura delle donne (ho edulcorato la frase nel parafrasarla; le parole letterali erano decisamente più forti e anche volgari), anche solo di guardarle in maniera equivoca, e il toccare una spalla o un braccio a una donna senza autorizzazione sarà  considerato un grave reato perché non c'è differenza tra molestia, violenza e stupro. Quando le è stato chiesto come può fare l'uomo a sapere in anticipo se la donna ci sta o meno (se si dovesse chiedere il permesso preventivo a compiere un approccio sessuale a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno, magari in carta bollata, l'umanità  si sarebbe già  estinta da tempo, e considerato che è rappresentata da certi soggetti forse non sarebbe neanche un male), ha risposto con una faccia tosta incredibile che la donna ha il diritto (glielo ha conferito lei, evidentemente) di stabilire a posteriori se era consenziente o meno, e che sei mesi per denunciare (rectius querelare, ma lei non conosce la differenza) sono pochissimi in quanto occorrono dieci anni solo per capire di essere state stuprate.
      Ora è chiaro che chi ragiona in questo modo (al netto dei maschi che lo fanno per compiacere le donne sperando di ottenere qualcosa in cambio) ha problemi seri di analisi della realtà , oltre a essere vittima di un malinteso senso del diritto, in special modo della legge penale, e della giustizia (che non ha finalità  vendicative e neanche riparative, ma precipuamente rieducative e poi naturalmente punitive e di deterrenza).

      Per quanto riguarda la legge, essa va benissimo così com'è, perché, nel rispetto della Costituzione ma anche dei principà® penalistici internazionali, non fa distinzione tra donne e uomini. Chiunque abbia compiuto 14 anni può commettere in astratto un reato e se lo commette viene sottoposto a un processo che innanzitutto è finalizzato all'accertamento del fatto (non esiste che una donna possa pretendere che la sua parola valga di più solo in quanto donna); poi nel momento in cui è stato accertato e sono stati altresì accertati il dolo, il tipo di dolo, il movente etc. etc. l'organo giudicante decide la pena da irrogare sulla base di una forbice comminata dalla legge penale (codice penale o legge speciale applicabile alla specifica materia). La quale legge penale, oltre a prevedere un minimo e un massimo edittale, prevede già  alcuni criteri che limitano fortemente la discrezionalità  del giudice; tra questi criteri ci sono le attenuanti e le aggravanti. Nel caso di omicidio ”“ parola che significa uccisione dell'uomo, che deriva dal latino homo, hominis, che indica un genere tassonomico, che comprende la specie Homo sapiens, E NON un sesso o un genere sessuale, e che pertanto corrisponde al greco antropocidio, altrimenti si direbbe maschicidio oppure viricidio oppure androcidio e, quindi, sarebbe giustificato il termine femminicidio (o muliericidio o ginocidio, diverso naturalmente da genocidio) ”“ non avrebbe senso prevedere l'aggravante dell'odio di genere per due motivi:
      1. non è oggettivamente dimostrabile, quindi finirebbe per divenire una aggravante fissa da applicare indistintamente, e acriticamente, quando gli imputati sono di sesso maschile (del resto già  in generale i giudici tendono a essere più miti con le done; a tal fine, si confrontino le storie di William Pezzullo, Pietro Barbini, Lucia Annibali e Gessica Notaro, tutti sfregiati con acido);
      2. se una persona uccide il proprio partner per i motivi che una volta si definivano «passionali» (gelosie, tradimenti et similia) ”“ e accade pure all'inverso, anzi gli omicidi commessi da donne nei confronti di uomini sono in aumento ”“ significa che odia quella persona, non tutte le persone che hanno i suoi stessi organi genitali. Altrimenti andrebbe a fare il serial killer. La possessività  è riferita sempre al proprio partner, senza che implichi una generale velleità  di sottomissione di tutte le persone del suo sesso. Esiste anche tra omosessuali, eh.
      La legge già  prevede aggravanti come i futili motivi e la particolare efferatezza (la famosa aggravante della crudeltà ).

      Anche la considerazione che la donna è fisicamente più debole dell'uomo non regge giuridicamente, perlomeno in à mbito penale, in quanto una istituzionalizzazione di tale principio determinerebbe una inaccettabile disparità  di trattamento a parità  di reato. Se la donna è più debole, vuol dire che è più facilmente soggetta a essere vittima, ma questo è un problema di prevenzione, non di punizione. In tribunale si puniscono i reati già  commessi: e se tu uccidi me dovresti avere una pena più morbida rispetto a che se fosse avvenuto il contrario solo perché io sono un uomo e tu una donna? A parte il fatto che mediamente le donne sono più deboli degli uomini, ma se acchiappi una body builder e la metti di fronte a un adolescente mingherlino in ritardo di sviluppo le cose cambiano, evidentemente: ed è qui che opera il margine di discrezionalità  del giudice, che opera le dovute valutazioni caso per caso.
      Oltretutto il movimento femminista ha sempre rigettato l'idea di questa maggiore debolezza della donna rispetto all'uomo, pretendendo che le leggi sancissero l'eguaglianza formale dei due sessi. Quando si è accorto che non le faceva comodo, ha cominciato a invocare le quote rosa, e poi i fondi per l'imprenditorialità  femminile, e poi questo e poi quello (la Fedeli addirittura voleva esentare dalle tasse universitarie le femmine che si iscrivessero a corsi di laurea scientifici. Poi le è stato fatto osservare che ci sono più femmine iscritte a Medicina, a Scienze biologiche e a Matematica che a Filosofia e Lettere), con la scusa non solo dell'uguaglianza sostanziale, ma anche del riequilibrio di (reali o, più spesso, presunte) discriminazioni storiche, e qui il delirio tocca il punto più alto perché secondo loro i maschi dovrebbero rispondere delle colpe morali dei loro antenati di sesso maschile.

      Tutto quanto premesso e considerato, che ben venga lo studio di certi fenomeni (e anche del perché vengono ingigantiti) da parte della sociologia, della psicologia, della psicologia sociale, della criminologia e della scienza politica. Ma il diritto va bene così com'è e non possiamo consentire a delle misandriche invasate di mandare all'aria una civiltà  giuridica che si è consolidata in secoli e secoli di conquiste.
      BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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      • #18
        cbvjhbknkjjl

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        • #19
          Va tutto bene, Christian Corda?
          BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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          • #20
            E' un codice nascosto che fa parte di Cicada 3301.
            Sono riuscita a decifrarlo e dice: "dite a Dottore di smetterla di fare il grammar nazi".

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