annuncio

Comprimi
Ancora nessun annuncio.

Specialistica: serve davvero? Indeciso

Comprimi
X
 
  • Filtro
  • Ora
  • Visualizza
Elimina tutto
nuovi messaggi

  • Specialistica: serve davvero? Indeciso

    Salve a tutti,

    Colgo l'occasione per salutarvi, in quanto nuovo in questo forum.
    Andrò subito al punto: è già  dalla scorsa sessione estiva che ho problemi a studiare. Le materie che sto studiando non mi interessano (credevo che gli studi specialistici sarebbero stati molto più settoriali, ma mi ritrovo a studiare argomenti strutturalmente teorici e che concernono ben poco ciò che voglio fare). Attualmente sono iscritto ad un corso di specialistica in consulenza aziendale, ma ciò che sto studiando si allontana molto da ciò che avevo in mente.

    Ho la possibilità  di conseguire un master di primo livello nel settore della contabilità /marketing (queste sono le due branche che preferisco), con conseguenti stage assicurati, e quindi studiare solo ciò che mi interessa, tuttavia questo comporterebbe abbandonare la specialistica.

    Premesso che questo master comincerebbe non quest'anno, ma l'anno prossimo e che sfrutterei quest'anno per conseguire un buon livello di IELTS (ho un livello di inglese quasi madrelingua), una certificazione DELE per lo spagnolo ed EIPASS nel settore informatico, credete che la mia sia una buona scelta?

    Sono davvero indeciso perchè mi è stato detto che abbandonare la specialistica non è una buona idea, in quanto molte aziende richiedono quest'ultima come prerequisito fondamentale, ma al contempo l'idea di un master in qualcosa che realmente mi piace, un'esperienza lavorativa e più certificazioni, tutto ottenuto nello stesso tempo che impiegherei per avere una laurea specialistica, mi alletta molto.

    Chiedo a voi esperti e ben più studiati di me. Vi ringrazio davvero tanto per la risposta.

    Edit: ho dato solo 3 esami della specialistica.

  • #2
    Ciao, benvenuto nel forum.
    Prima di aprire il topic "Specialistica: serve davvero? Indeciso" mi sono detta "questo al 90% studia materie economiche, al 10 psicologia".
    Scherzi a parte, vado dritta al punto anch'io, però prima preciso che queste sono mie idee personalissime e non è detto che in alcuni casi specifici siano corrette.
    Sì, per me è una scelta sbagliatissima.
    In Italia non esiste l'"essere in ritardo": la media con cui gli studenti concludono le magistrali è 27-28 anni, da quel punto di vista puoi stare tranquillo, l'importante è l'essere qualificati quando si esce. La tua università  deve metterti nelle condizioni di saper fare un lavoro o almeno essere in grado di iniziare.
    Discutere sui master è come farlo sul sesso degli angeli perchè ognuno ha la sua idea diversa. In quell'ambito dipende tutto dall'autonomia accademica e da quanto l'ateneo si impegna a costruire e pubblicizzare il master, ti dico la mia.
    Secondo me i master NON completano il percorso accademico ma aggiungono una PICCOLA specializzazione a quello che attesta la laurea.
    In pratica hai la laurea triennale? Verrai considerato sempre da tutti, non solo in sede concorsuale ma anche dai datori di lavoro, un triennalista. Il master è un corso in più. Questo è il mio modo di vedere le cose, forse un'altra persona ti direbbe che alcuni master sono importantissimi e qualificanti.
    Io non la penso affatto così perchè i datori di lavoro sanno perfettamente che la maggior parte dei master non sono composti da esami ma da seminari, piccoli laboratori e una tesi.
    Pertanto ti consiglio di concludere la tua esperienza accademica con la specialistica che ti può anche aprire le porte per esempio della carriera da commercialista.

    Commenta


    • #3
      Capisco benissimo.

      Alla luce di quanto detto, penso che anzichè continuare questa specialistica, ne farò una all'estero subito dopo il master, in modo da valorizzare il mio curriculum.

      Ti ringrazio tanto per la risposta, Marika!

      A presto.

      Commenta


      • #4
        So che mi ripeterò per la millesima volta (non dico altro da anni) ma la laurea all'estero non viene direttamente riconosciuta in Italia.
        In ambito economico per assunzioni in aziende e quindi nel privato va benissimo ma se per esempio un giorno vorrai fare il commercialista o un concorso dovrai affidare il tuo curriculum studiorum a un'università  italiana che lo visionerà  e ti concederà  il titolo equivalente oppure ti farà  fare delle integrazioni.
        In ambito pubblico che si vada ad Harvard o al MIT conta poco: devi passare attraverso un'università  italiana.
        Facendo un pò di indagini ho scoperto che non è sempre così e per ogni lavoro c'è un iter diverso. Ad esempio chi fa medicina all'estero deve addirittura essere riconosciuto dottore in medicina dal Ministero della Sanità  italiano.

        Commenta


        • #5
          Aggiungo: se punti a un master comunque sarà  sempre meglio uno di II livello dopo la specialistica.

          Commenta


          • #6
            Originariamente inviato da Marika Visualizza il messaggio
            Ad esempio chi fa medicina all'estero deve addirittura essere riconosciuto dottore in medicina dal Ministero della Sanità  italiano.
            E' il caso della figlia di un mio cugino emigrato in Venezuela. Vista la situazione disastrosa da quelle parti è emigrata in Italia e ha dovuto fare degli esami integrativi a Roma per vedersi riconosciuta la laurea in medicina estetica. Adesso vive e lavora in Sardegna.
            Un sito web da visitare se si hanno 5 minuti liberi:
            digitalArs.it - Immagini digitali per persone reali

            Commenta


            • #7
              Puoi immaginare quanti fisiatri esercitano in Italia senza approvazione, figuriamoci i fisioterapisti laureati all'estero.

              Commenta

              Sto operando...
              X