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LM-82 dopo L-36

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  • LM-82 dopo L-36

    Salve a tutti, torno a scrivere dopo un po' di mesi su questo forum. Vi riassumo brevemente la mia situazione: l'anno scorso mi sono laureato in Scienze politiche, sociali e internazionali e cercavo un corso LM-56 o LM-77 a cui iscrivermi, mentre preparavo i concorsi pubblici e svolgevo il mio tirocinio (su cui stenderei un velo pietoso). Avevo deciso di allontanarmi da qualunque corso eccessivamente quantitativo, finché non mi sono ritrovato un po' per caso a dover studiare contabilità nazionale ed econometria, ed è stato molto interessante. Così ho ripreso a studiare anche analisi, probabilità, ecc, capendo che il mio problema con la matematica era figlio di un pessimo insegnamento ricevuto alle superiori (soprattutto per la poca continuità, 7 docenti diversi in 5 anni, ma anche per mio bias).
    Ho quindi deciso di iscrivermi a un corso che possa completare la mia formazione nelle scienze sociali dal punto di vista dei metodi quantitativi, trovando parecchie LM-82 a cui posso iscrivermi senza molti problemi.
    A livello lavorativo mi interessa soprattutto l'analisi di dati in campo finanziario/assicurativo/bancario. Ho tuttavia un grosso complesso di inferiorità rispetto a chi ha studiato in corsi STEM, quindi mi chiedo se sia secondo voi (magari chi ha esperienza nel campo) un percorso fattibile e quanto il mio background in scienze sociali possa essere un handicap (o un vantaggio) per me.

  • #2
    Ciao.

    L-36 + LM-82 è un connubio veramente perfetto; la provenienza dall'àmbito sociale, posto che la statistica è essa stessa una scienza sociale, non è affatto un elemento negativo, anzi ti offre una serie di strumenti in più per analizzare i dati, che molti statistici sanno raccogliere ma non interpretare (e a volte sbagliano pure a raccogliere a causa della poca dimestichezza dell'argomento).
    BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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    • #3
      Ciao dottore
      Ma quindi non credi che possa esserci un certo pregiudizio negativo verso la L-36?

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      • #4
        Luchi, le lauree in Statistica hanno una tradizione relativamente recente.
        I decani della scienza statistica in Italia, tipo Matrone e Pane (con il quale ho avuto l'onore e il piacere di sostenere un esame), sono o erano (non so se sono entrambi ancora vivi) laureati in Scienze politiche o in Economia e commercio.

        Secondo me, peraltro, avere una buona formazione di base in tutte le scienze politiche è indispensabile per essere buoni statistici. Altrimenti si rischia di incappare in errori grossolani come quelli commessi da True numbers, noto portale tra gli appassionati di data journalism: sia chiaro che il progetto è buono, e animato tra l'altro da miei amici, ma quando mi pubblichi un articolo del genere senza conoscere la differenza tra dipendente pubblico e dipendente statale e tra dipendente pubblico e dipendente della pubblica amministrazione, e non sai che l'Aran si occupa solo dei dipendenti pubblici in regime contrattuale – non quelli in regime pubblicistico (docenti universitari, prefetti, diplomatici, magistrati, dipendenti della Banca d'Italia etc.) – con l'eccezione di quelli delle regioni a statuto speciale e dei relativi enti locali, e inoltre non sai che la principale quota di lavoratori non dipendenti della P.A. è costituita da medici convenzionati (medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, medici specialisti ambulatoriali), allora mi stai facendo cherry picking ammantato da un'aura di autorevolezza. Qui poi è ancor più evidente che chi scrive non sa di cosa parla: l'Aran si occupa solo dei medici (ad eccezione di quelli delle regioni a statuto speciale) in regime di lavoro subordinato, cioè i dirigenti medici degli organi del Ssn (che sono quasi tutti soggetti a vigilanza delle regioni); sono esclusi dal computo tutti i medici che lavorano in regime di convenzione (convenzioni di assistenza primaria per la medicina generale e la pediatria) e parasubordinazione (medici in servizio presso i presidî di continuità assistenziale, ex guardia medica, nonché specialisti ambulatoriali e consulenti vari), che di certo non sono pochi e peraltro guadagnano più di un dirigente medico. Anche la scritta «senza distinzione tra specialisti e non» indica una non conoscenza dell'argomento, visto che il contratto della dirigenza medica, l'unico di competenza Aran, comprende i medici specialisti, i veterinari e gli odontoiatri, non i medici c.d. generici, i quali invece esercitano l'attività come liberi professionisti, in quanto tali titolari di partita IVA, in regime di convenzione. Ma l'apoteosi dell'ignoranza si raggiunge qui, in cui gli psicologi vengono presentati come se fossero dei medici specialisti, quando la psicologia è una professione completamente diversa e la medicina non annovera tra le sue branche la psicologia bensì la psichiatria, che è un'altra cosa (vabbe' che per un periodo in Italia è esistita la specializzazione in psicologia medica, ma era prima che il legislatore istituisse la professione di psicologo e prima che riconoscesse la psichiatria come branca autonoma, distinta e separata dalla neurologia).

        Sono sinceramente convinto che uno statistico laureato in Scienze politiche non incorrerebbe in errori così grossolani, poiché, essendo abituato ad avere a che fare con la complessità, è assillato da dubbi che lo portano a porsi qualche domanda in più rispetto a chi è abituato a che fare solo con i numeri e tende a ridurre la realtà a un insieme di fenomeni puramente quantitativi.
        La statistica è la scienza delle decisioni in condizioni di incertezza. Tali condizioni di incertezze sono dovute proprio alle enormi variabili qualitative che caratterizzano le esperienze umane.

        Tieni presente che alla Federico II di Napoli c'è un dottorato di ricerca in Scienze sociali e statistiche.
        BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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        • #5
          dottore, leggerti è sempre illuminante!

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          • #6
            Originariamente inviato da Luchi Visualizza il messaggio
            dottore, leggerti è sempre illuminante!
            Ciao Luchi, cos'hai deciso poi? Se ne hai voglia, raccontaci un po' gli sviluppi. Io tra 3/4 mesi mi troverò di fronte ad un bivio un po' come te. LM77 vs LM82, meglio se telematica (ma anche qui non ho risolto tutti i dubbi)

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            • #7
              Originariamente inviato da Drago Visualizza il messaggio

              Ciao Luchi, cos'hai deciso poi? Se ne hai voglia, raccontaci un po' gli sviluppi. Io tra 3/4 mesi mi troverò di fronte ad un bivio un po' come te. LM77 vs LM82, meglio se telematica (ma anche qui non ho risolto tutti i dubbi)
              Ciao Drago, scusami se ti rispondo così tardi ma non avevo più aperto il forum. Nonostante possa essere inutile visto che è passato un anno e mezzo dal tuo messaggio, rispondo lo stesso perché magari può risultare utile a qualcuno nella mia situazione di due anni fa.
              Ho dato oggi il mio penultimo esame della magistrale, un corso LM-82 dell'Università degli Studi di Padova. A settembre darò l'ultimo esame e poi inizierò la tesi. Quindi, come percorso è assolutamente fattibile. Consiglio vivamente di partire con delle basi (oltre che di statistica e analisi, che nel mio corso erano necessarie per l'ammissione) di R ed econometria, che personalmente hanno rappresentato la mia principale difficoltà nel primo semestre del primo anno. Quindi sì, fai un po' più fatica rispetto a un laureato in scienze statistiche, ma ne vale la pena.

              Nota a margine: sono tuttora soddisfatto della mia laurea triennale e tornando indietro farei le stesse scelte, sia a 19 sia a 23 anni.

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              • #8
                Bravissimo Luchi. Avanti così
                BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                • #9
                  Originariamente inviato da Luchi Visualizza il messaggio

                  Ciao Drago, scusami se ti rispondo così tardi ma non avevo più aperto il forum. Nonostante possa essere inutile visto che è passato un anno e mezzo dal tuo messaggio, rispondo lo stesso perché magari può risultare utile a qualcuno nella mia situazione di due anni fa.
                  Ho dato oggi il mio penultimo esame della magistrale, un corso LM-82 dell'Università degli Studi di Padova. A settembre darò l'ultimo esame e poi inizierò la tesi. Quindi, come percorso è assolutamente fattibile. Consiglio vivamente di partire con delle basi (oltre che di statistica e analisi, che nel mio corso erano necessarie per l'ammissione) di R ed econometria, che personalmente hanno rappresentato la mia principale difficoltà nel primo semestre del primo anno. Quindi sì, fai un po' più fatica rispetto a un laureato in scienze statistiche, ma ne vale la pena.

                  Nota a margine: sono tuttora soddisfatto della mia laurea triennale e tornando indietro farei le stesse scelte, sia a 19 sia a 23 anni.
                  Ciao Luchi, mi permetto di chiederti, poichè anche io sto decidendo il mio futuro universitario post L-36, come hai adempiuto ai requisiti che richiede l'Unipd per la sua LM-82.

                  Cito:"b) lo studente deve aver conseguito almeno 26 CFU complessivi nei seguenti settori scientifico-disciplinari: MAT (tutti i settori), SECS-S (tutti i settori), SECS-P/05, MPSI/03, MED/01;"

                  Io, nel mio percorso, ho soltanto dato un esame di statistica. Credo sia quindi impossibile per me entrare, giusto?

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                  • #10
                    Ti ringrazio dottore.

                    Ciao Andre, per quanto riguarda l'ammissione io avevo provveduto ad avere i cfu necessari, alla fine di fatto si è trattato di sostenere due esami di corsi singoli. Se ne scegli uno di analisi matematica e uno di econometria ti semplifichi la vita.
                    Comunque sì, senza i requisiti curriculari penso non sia possibile l'iscrizione, mentre se hai i requisiti (ma senza aver dato analisi) c'è una prova di ammissione prima dell'iscrizione.

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