Se mi posso permettere, per pura curiosità , lei cos'ha studiato dottore?
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magistrale scienze politiche
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Io ho due lauree, un master e tra poco una laurea magistrale, in quattro università diverse. Peferisco non entrare nei dettagli perché non voglio farmi riconoscere (la mia prima laurea è esistita per un brevissimo periodo e basterebbe quella a identificarmi, essendo in pochissimi a possederla). Comunque posso dire che è tutto in à mbito socio-politico-giuridico-economico-aziendaleOriginariamente inviato da Luchi Visualizza il messaggioGrazie, mi era sfuggito.
Se mi posso permettere, per pura curiosità , lei cos'ha studiato dottore?
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Ha aumentato ancora di più la mia curiosità , vivrò nel dubbioOriginariamente inviato da dottore Visualizza il messaggiola mia prima laurea è esistita per un brevissimo periodo e basterebbe quella a identificarmi, essendo in pochissimi a possederla
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Pongo ad entrambi, se possibile, un'ultima domanda, poi giuro che non sentirete più parlare di me.
Se dovessi ragionare da cinico, quale non sono, quale dei seguenti corsi verosimilmente mi darebbe più possibilità di lavorare sin da subito e senza problemi? I corsi sono:
-Amministrazione e politiche pubbliche, Milano;
-Direzione Aziendale, Unibo;
-Economia e Management, Unibo;
-Economics and political science, Milano;
-International politics and Markets, Unibo.
Adesso, se dovessi scegliere per interesse, non avrei dubbi, ed infatti sono molto indirizzato verso le due "interclasse" di Scienze politiche ed Economia, ma mi chiedo, fare una scelta in questa direzione, mi darebbe molte più difficoltà a trovare un occupazione rispetto a quelle in ambito Economico?
Scusate per la brutalità della domanda, ma purtroppo mi interessa molto il mondo del lavoro, perché in famiglia abbiamo dei problemi economici e non posso permettermi di perdere tempo.
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Nessuno.Originariamente inviato da Francesco_17 Visualizza il messaggioquale dei seguenti corsi verosimilmente mi darebbe più possibilità di lavorare sin da subito e senza problemi?
Non esiste un automatismo tra università e mondo del lavoro. Se hai già esperienza è un conto, altrimenti devi trovare un ponte, che può essere eventualmente uno stage. Per il resto non ti si può rispondere, perché non sappiamo neanche che cosa vuoi fare. Intanto potresti partecipare a qualche concorso pubblico; ultimamente ce ne sono tanti perché è andata o sta andando in pensione una marea di gente, anche grazie a quota 100 (i concorsi non coprono però tutti i posti lasciati liberi, in quanto vige ancora il c.d. blocco del turn over). Con la laurea di classe L-36 puoi fare praticamente tutti i concorsi per la carriera direttiva (categoria D dei comparti Regioni ed enti locali, Sanità , Università , che comprendono regioni, città metropolitane, province, comuni, camere di commercio, aziende sanitarie e ospedaliere, università degli studi etc.; categoria C o area terza dei ministeri e delle agenzie fiscali), mentre l'accesso alla dirigenza sarà eventualmente possibile con un successivo concorso per il quale serve la laurea magistrale (ma comunque non vi si può partecipare se non si hanno almeno 5 anni di servizio in posizione funzionale apicale).
Lo sbocco nella pubblica amministrazione delle lauree e delle lauree magistrali giuridico-politico-economiche è pressoché identico. Per questo, potendo scegliere, ti conviene la classe economica o economico-aziendale, che ti apre anche altre porte (e ti offre maggiori opportunità per l'insegnamento secondario).
Nel privato, a meno che non punti a settori ultraspecialistici (in cui comunque contano le competenze effettivamente possedute e dunque più che la denominazione del titolo le conoscenze e le competenze che il corso consentre di maturare), una laurea in Economia è una laurea in Economia, anzi non capiscono neanche la differenza tra Economia (politica) ed Economia aziendale. Nessuno ti chiederà mai gli esami che avrai sostenuto.
In realtà sono interclasse tra Scienze della politica e Scienze dell'economia, ma tu devi scegliere solo una classe in cui conseguire il titoo.sono molto indirizzato verso le due "interclasse" di Scienze politiche ed Economia
Ut supra.ma mi chiedo, fare una scelta in questa direzione, mi darebbe molte più difficoltà a trovare un'occupazione rispetto a quelle in ambito economico?BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics
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Scusa la curiosità , come mai a Luchi dai del Tu e a dottore dai del Lei?Originariamente inviato da Francesco_17 Visualizza il messaggioLa ringrazio, quindi se mi iscrivo a uno dei due "interclasse", scegliendo LM-56 e non LM-62, avrei la stessa competitività di chi ha una LM-77?Un sito web da visitare se si hanno 5 minuti liberi:
digitalArs.it - Immagini digitali per persone reali
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Anche a me succedeOriginariamente inviato da Bmastro Visualizza il messaggioScusa la curiosità , come mai a Luchi dai del Tu e a dottore dai del Lei?
Diciamo che si chiama appunto dottore, e quindi al titolo mi viene automatico affiancare la forma di cortesia Lei. Se esistesse l'utente avvocato credo si verificherebbe lo stesso meccanismo inconscio
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Per lo stesso motivo per cui tu mi dai del "Tu". Principalmente perché, con merito o meno, il dottore si pone per atteggiamento sopra gli altri, non che sia vietato, mentre Luchi, ha avuto sin dall'inizio un atteggiamento più espansivo e comprensivo, ponendosi al mio stesso piano, e mi è venuto spontaneo dargli del "tu", sperando di non avergli arrecato torto. Un altro motivo, è che il dottore da come parla, sia di esperienze che di titoli di studio, sembra essere molto più grande di me, e seppur non condivida la riverenza verso le persone più adulte, solo perché più grandi, devo ammettere di veder superata, in alcuni istanti, la mia etica da questa vecchia tradizione.
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Come ho già scritto e ripetuto sino allo sfinimento (e non solo io), tu non puoi iscriverti all'interclasse, ma devi scegliere una classe. L'art. 1, c. 3, del decreto MIUR 16 marzo 2007 "Determinazione delle classi di laurea magistrale" così statuisce:Originariamente inviato da Francesco_17 Visualizza il messaggioLa ringrazio, quindi se mi iscrivo a uno dei due "interclasse", scegliendo LM-56 e non LM-62, avrei la stessa competitività di chi ha una LM-77?Qualora l'ordinamento didattico di un corso di laurea magistrale soddisfi i requisiti di due classi differenti, l'università può istituire il corso di laurea magistrale come appartenente ad ambedue le classi, fermo restando che ciascuno studente indica al momento dell'immatricolazione la classe entro cui intende conseguire il titolo di studio. Lo studente può comunque modificare la sua scelta, purché questa diventi definitiva al momento dell'iscrizione al secondo anno.Come ho già avuto modo di spiegare, gli esiti occupazionali delle classi LM-56 e LM-77, a differenza delle altre classi citate, sono certamente sovrapponibili. Il mio consiglio è, pertanto, che la scelta ricada sul corso maggiormente confacente a propri interessi, attitudini, capacità e inclinazioni nonché alla vocazione professionale (bilanciata con obiettivi realizzabili). Mi sembra evidente che se io voglia occuparmi di marketing è inutile che perda tempo a studiare i mercati borsistici, per poi andare a fare un colloquio rimanendo a bocca aperta e fare una figuraccia se l'intervistatore utilizza la locuzione "value proposition".
Spero di essere stato finalmente più chiaro.BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics
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A me disturba molto di più un certo modo di (non saper) usare la punteggiatura anziché che persone più giovani mi si rivolgano dandomi del tu, cosa che va relazionata al contesto e alle finalità dell'interazione. In un forum sul web, in cui tipicamente si parla per nickname, indiscutibilmente la consuetudine è darsi del tu, ci fosse pure uno che dice di essere il presidente della Repubblica, in quanto quello tra gli utenti è un rapporto strutturato tra pari. Nel contesto lavorativo ci si dà del tu perlomeno tra pari, infatti io mi sento profondamente disturbato quando un collega mi dà del lei (e continuo a dargli del tu imperterrito), specie se è un mio pari grado (con i superiori e i subordinati dipende dalle prassi del singolo ambiente di lavoro). All'università , invece, pretendo che i docenti mi diano del lei; mi dà molto fastidio se un docente mi dà del tu (e mi dava fastidio anche a vent'anni), a prescindere dall'età in quanto la formalità di quello specifico rapporto strutturato gerarchico richiede che ci si dia del lei da entrambe le parti. Per la stessa ragione, mi aspetto che i miei colleghi che stanno sostenendo l'esame con me mi diano del tu, indipendentemente dal fatto che potrei essere loro padre e magari sono più vecchio del docente che sta esaminando.Originariamente inviato da Francesco_17 Visualizza il messaggioPer lo stesso motivo per cui tu mi dai del "Tu". Principalmente perché, con merito o meno, il dottore si pone per atteggiamento sopra gli altri, non che sia vietato, mentre Luchi, ha avuto sin dall'inizio un atteggiamento più espansivo e comprensivo, ponendosi al mio stesso piano, e mi è venuto spontaneo dargli del "tu", sperando di non avergli arrecato torto. Un altro motivo, è che il dottore da come parla, sia di esperienze che di titoli di studio, sembra essere molto più grande di me, e seppur non condivida la riverenza verso le persone più adulte, solo perché più grandi, devo ammettere di veder superata, in alcuni istanti, la mia etica da questa vecchia tradizione.Ultima modifica di dottore; 09-12-2020, 06:26.BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics
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Fino a qualche decennio fa ci si dava del Lei anche fra colleghi, ci sono molte prove storiche a riguardo
[YOUTUBE]4w-6negq3CY&t[/YOUTUBE]Un sito web da visitare se si hanno 5 minuti liberi:
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Nessun torto tranquillo, per quanto ne so potremmo essere compagni di corsoOriginariamente inviato da Francesco_17 Visualizza il messaggioLuchi, ha avuto sin dall'inizio un atteggiamento più espansivo e comprensivo, ponendosi al mio stesso piano, e mi è venuto spontaneo dargli del "tu", sperando di non avergli arrecato torto
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Norbert, l'articolo, che avevo già letto come molti altri, pare scritto da una persona che non ha la minima idea neanche di cosa sia una università , oltre che come funzioni:
1. la «facoltà di Scienze politiche e delle relazioni internazionali» non esiste.
2. la Link campus non è un ateneo privato.
3. «privato» ed «ente» nella stessa frase, con la parola «ente» usata come predicato di ciò che è asseritamente privato, è un ossimoro.
4. ammesso e non concesso che la Procura abbia contestato la mancata frequenza alle lezioni, questo non sarebbe un reato (per la cronaca, io ho dato circa 30 esami in una prestigiosa grande università statale senza frequentare un'ora di lezione). Invece il giornalista lo fa passare come un reato e scambia l'accusa per condanna; oltretutto l'articolo è posto nell'à mbito di una rubrica dal titolo evocativo (per analfabeti funzionali) "Giustizia & libertà ".
5. ammesso e non concesso che l'ateneo (e non la struttura) consentisse di sostenere gli esami a Firenze e perfino (?) a Bologna, anziché nella sede di Roma «come ritenuto d'obbligo» (ritenuto da chi?), è un'altra cosa che non ha alcuna rilevanza penale e non è illecita neanche da altri punti di vista.
6. «Tra le anomalie rilevate dagli inquirenti anche quella per cui gli studenti non dovessero assistere a nessuna lezione, tenute a Roma, nonostante il regolamento didattico». Il regolamento didattico non prevede obbligo di frequenza e, pure se lo prevedesse, il regolamento didattico non è mica legge penale.
I commenti, poi, sono da analfabeti funzionali in piena regola: tra gente che pensa che per conseguire un titolo in una università statale non si paghi nulla e dunque è chiaro che pagando il titolo si compra, gente che parla di «varie polizie di Stato ed enti militari» (???) e gente che pensa che l'ignoranza dei laureati sia da ascrivere alle università telematiche (cosa che la Link campus non è), il più comico è quello (sostenitore del Fatto) che si chiede come sia possibile che altri insinuino che si tratti del laureificio degli honesti (in realtà , altri giornali hanno solo evidenziato la provenienza da tale università di alcuni accademici ”“ non studenti, ma docenti ”“ in qualche modo vicini al quella sottospecie di formazione politica che da un po' di tempo detiene le nostre sorti). Ciliegina sulla torta, il sedicente giurista (ed è grave che un giurista commenti un'indagine con affermazioni di un certo tipo, ma d'altronde l'attuale titolare del Ministero della giustizia ha dichiarato perfin di peggio), parlante a sproposito di fake news, che si permette di insultare Il Foglio, di cui, da apprezzatore di certa immondizia, dovrebbe parlare solo dopo essersi lavato accuratamente la bocca.
PS
A proposito di fake news, Elisabetta Trenta non è laureata alla Link campus, che all'epoca della sua laurea, unica laurea, neanche esisteva. La Link campus fu fondata quale filiazione italiana della University of Malta (unica università statale della Repubblica di Malta) nei primi anni 2000 (i primi bachelor's degree furono rilasciati nel 2003), riconosciuta in Italia con decreto MIUR 4 luglio 2007, ed è stata trasformata in università pubblica non statale di diritto italiano con decreto MIUR 374/2011. La Trenta ha semplicemente svolto alla Link campus delle docenze a contratto.BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics
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