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Dubbi sul percorso da intraprendere

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  • Dubbi sul percorso da intraprendere

    Salve!
    Sono una laureanda in scienze della comunicazione (L-20 a Bologna).
    In questi giorni sto cercando di capire quale possa essere la strada da intraprendere per il mio futuro. Ho iniziato a guardare delle magistrali che mi potessero interessare, ma più mi ci soffermo più inizio a dubitarne.

    La mia idea iniziale era di intraprendere il corso COMPASS (sempre a Bologna) che ha delle materie a mio parere interessanti.
    Ho effettuato l'iscrizione per partecipare al test d'ingresso, ma continuo ad avere dei dubbi se sia o meno la strada giusta per me: proprio subito dopo aver pagato la tassa una mia collega (anche lei interessata alla stessa magistrale) mi ha riferito di aver conosciuto delle persone che stanno attualmente frequentando il corso in questione e che a detta loro è come un approfondimento ancora più teorico della mia triennale. Ovviamente non mi baso solo su alcune opinioni di gente che non conosco, ma ciò non ha fatto altro che peggiorare i miei dubbi.

    Ho anche ipotizzato dei piani "b" di altre magistrali, tra cui in particolare "Strategie di comunicazione" (LM-92) a Padova e "Pubblicità, comunicazione digitale e creatività d'impresa" (LM-59) a Reggio Emilia, ma anch'esse mi sembrano estensioni più "teoriche" del mio corso.
    Ho anche preso in considerazione "Management e comunicazione d'impresa" (LM-77), che ho visto essere molto quotata in questo forum, ma non essendo molto ferrata nelle materie più "scientifiche" non ho idea se possa essere o meno alla mia portata.

    Per disperazione ho iniziato a pensare altre strade, come iniziare direttamente a lavorare nel mio campo(ma non credo di riuscirci con solo la triennale) o addirittura frequentare i corsi ITS.

    Volevo dunque chiedere se qualcuno di voi avesse dei consigli/si fosse trovato nella mia situazione e come avesse superato questi dubbi.

    Grazie!

  • #2
    Ciao.

    Se vuoi fare una cosa utile scarta le classi LM-19, LM-59 e LM-92 (quest'ultima è la peggiore di tutte).

    L'economia non è più scientifica della sociologia. Sono entrambe scienze sociali. Potrebbe essere un po' più quantitativa, che è concetto diverso. La laurea magistrale MCI della Unimore di quantitativo non ha niente, comunque se non te la senti ai affrontarla sappi che qualsiasi cosa è meglio delle classi di cui sopra, pure la LM-62 (in questa classe alla Unibo c'è il corso di laurea laurea magistrale in Mass media e politica).

    Nel tuo campo si lavora con la sola laurea e spesso senza neanche quella. Anche perché prendere una laurea in Scienze della comunicazione all'Alma mater studiorum è una cosa talmente inutile che è come non averla. Tra l'altro il corso di Bologna è uno dei motivi per cui gli studi di comunicazione in Italia sono così bistrattati e sottoconsiderati. I corsi di laurea in Scienze della comunicazione seri non sono nei derivati delle furono facoltà di Lettere e filosofia, Scienze della formazione e Psicologia, bensì in quel che discende dalle vecchie facoltà di Economia e Scienze politiche (tutt'al più Sociologia).
    Ultima modifica di dottore; 09-04-2022, 16:46.
    BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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    • #3
      Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
      pure la LM-62 (in questa classe alla Unibo c'è il corso di laurea laurea magistrale in Mass media e politica).

      Lo avevo inizialmente preso in considerazione come corso, ma dal prossimo anno sarà soppresso (se qualcosa non cambia)
      Io ho frequentato anche materie più "quantitative" che implicavano utilizzo di elementi di statistica, ci metto di più a ingranare ma ci riesco. Dovrei informarmi meglio sulle materie previste nella classe di LM-77.
      Quello che mi sembra di capire è che è l'unica che possa dare un valore in più rispetto alla mia triennale. Valuterò più approfonditamente non appena la scelta sarà più "vicina".

      Intanto ringrazio.
      Ultima modifica di dottore; 09-04-2022, 16:46.

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      • #4
        Originariamente inviato da Nenna22 Visualizza il messaggio
        Dovrei informarmi meglio sulle materie previste nella classe di LM-77.
        Non nella classe ma nel corso specifico. Ogni corso è a sé e potrebbe non avere neanche un esame in comune con il corso accanto. Se è così per il primo ciclo (infatti c'è gente laureata in Scienze della comunicazione che non ha dato esami di semiotica, mentre magari ne ha dati 5 in discipline giuridiche), ancor di più è nel secondo, in cui il margine di autonomia degli atenei è maggiore nelle lauree magistrali e totale dei master.
        BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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        • #5
          Ricevuto.
          Ho anche visto corsi interessanti a Verona.

          In ogni caso, per curiosità, perché il corso di SDC Unibo dovrebbe essere il peggiore? Non penso che la sua derivazione da determinate ex-facoltà sia un criterio abbastanza decisivo per fare tale affermazione

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          • #6
            Originariamente inviato da Nenna22 Visualizza il messaggio
            In ogni caso, per curiosità, perché il corso di SDC Unibo dovrebbe essere il peggiore?
            Non è il peggiore ma è uno dei peggiori, in quanto storicamente incardinato sugli insegnamenti di semiotica, che tutto sono meno che scientifici.
            Esiste una definizione di scienza, definita dall'epistemologia e condivisa dalla comunità scientifica, nella quale rientrano la sociologia, la politologia, l'economia, la scienza giuridica e, sebbene controvertibilmente, la psicologia, ma non la semiotica, che è un sapere umanistico, una marea speculazione intellettuale.
            Se un corso si chiama «scienze della comunicazione» dovrebbe impartire insegnamenti scientifici. Il corso di laurea in Scienze della comunicazione dell'UniBo, che infatti presenta molti insegnamenti in comune con i corsi di laurea in Lettere e in Dams (e non, come dovrebbe essere, con i corsi di laurea in Scienze politiche, Economia e Sociologia), è sbilanciato, invece, sull'àmbito umanistico (anche l'insegnamento di Geografia della comunicazione non ha un approccio scientifico, infatti hanno fatto bene a spostarlo dal settore M-GGR/02 al settore M-GGR/01), con gli insegnamenti obbligatorî scarsamente coordinati tra di loro (per usare un eufemismo) e con un'offerta di insegnamenti opzionali in cui la fa da padrone il settore scientifico-disciplinari M-FIL/05 (che riguarda le teorie dei linguaggi, cosa ben diversa dalle scienze della comunicazione), mentre il secondo più rappresentativo è M-PSI/01, in cui però sono annoverate discipline che con la psicologia scientifica ben poco hanno a che fare; d'altro canto i docenti di queste materie provengono da percorsi di studio tutt'altro che scientifici: vedi Renata Galatolo, Paola Bonora, Giovanna Cosenza, Marina Mizzau… Parlaimo di tutta gente laureata in Filosofia o in Dams che ha avuto un qualche contatto con Umberto Eco, ordinario di Estetica; alcuni (o meglio alcune, visto che sono quasi tutte donne) hanno conseguito un dottorato di ricerca sotto la sua guida. Da quando poi Pina Lalli se n'è andata al dipartimento di Scienze politiche e sociali, facendo spostare il corso di laurea magistrale LM-59 presso la scuola di Scienze politiche e portandosi dietro gli altri sociologi, il dipartimento di Filosofia e comunicazione, già di Discipline della comunicazione, è praticamente monopolizzato da persone che, per l'amor di Dio, si occuperanno anche di cose interessantissime, ma che non sono scienze della comunicazione. Prova ne sia che che l'unica laurea magistrale che sono riusciti a esprimere afferisce alla classe LM-92 e si chiama… Semiotica!
            Dal punto di vista professionale, poi, cosa insegni quel corso rappresenta per me un vero e proprio mistero.
            Oltretutto ho l'impressione che non sappiano neanche loro bene di cosa parlano, visto che hanno collocato l'esame di Teoria e tecnica dei nuovi media nell'àmbito del settore L-ART/06, cioè la cui rubrica è "Cinema, fotografia e televisione": quest'ultima poteva essere un nuovo medium negli anni '60 del secolo scorso, mentre il cinema e la fotografia? Ma scherziamo?!
            Dunque un corso che non forma culturalmente, ma fornisce solo una serie di nozioni frammentarie di discipline diverse, e non forma nell'ottica di fornire sbocchi professionali, esattamente potrei capire a cosa serve?

            Se io ti chiedessi adesso di spiegarmi come funziona una redazione giornalistica televisiva me lo sapresti spiegare? Vieppiù, se ti chiedessi non dico qualcosa di diritto penale, con cui un giornalista di cronaca ha a che fare tutti i giorni (e infatti la maggior parte dei giornalisti al riguardo spara castronerie che non finiranno mai di stupirmi), ma di spiegarmi come funziona il rapporto tra poteri dello Stato, mi sai rispondere? E come faresti a occuparti di pubblicità con una cognizione di causa superiore a chi proviene da un istituto professionale per l'arte grafica se non mi sai dire niente di economia, di psicologia sociale, di marketing? Avrai superato brillantemente l'esame di Diritto dell'informazione, ma senza sapere niente di Diritto costituzionale che cosa avrai capìto davvero? Conosci perlomeno la nozione di Stato, oppure, come il classico giornalista italiano, pensi che questo termine sia sinonimo di paese e nazione? Scommettiamo che se ti chiedo cosa è una provincia e cosa è una città metropolitana non mi sai rispondere?

            Il corso di laurea non ti ha insegnato come comunicare efficacemente. Non ti ha insegnato a scrivere, perché avresti dovuto già saperlo fare molto prima di approdare all'università. Non ti ha insegnato a valutare l'impatto che la tua comunicazione ha sulle audiences. Non ti ha insegnato a individuare un target e a verificare i risultati. Non ti ha insegnato cosa è un marketing mix. Non ti ha insegnato cos'è un piano di comunicazione integrata. Non ti ha insegnato cosa sono le relazioni pubbliche. Ma non ti ha insegnato nemmeno cosa comunicare, perché ne sai quanto prima.

            Non penso che la sua derivazione da determinate ex-facoltà sia un criterio abbastanza decisivo per fare tale affermazione
            Le facoltà invece dicevano molto sui corsi: è evidente che se nello stesso ateneo avevo un corso di laurea in Scienze della comunicazione collocato nella facoltà di Scienze politiche e uno incardinato nella facoltà di Lettere e filosofia (era il caso della Cattolica, della Statale di Milano e dell'Università di Firenze), i due corsi erano completamente diversi pur offrendo un titolo avente il medesimo valore legale.
            L'Alma mater studiorum Università di Bologna con la suddivisione in scuole ha mantenuto un'impostazione per macro-aree disciplinari molto simile a quella delle vecchie facoltà. E se io vedo un corso di laurea che inizia con la parola "scienze" ed è allocato in una scuola che si chiama "Lettere e beni culturali" quantomeno mi dovrei fare due domande. Il seguente piano di studi, tratto da una storia vera, caratterizzerebbe un corso di laurea serio in Scienze della comunicazione:
            • a scelta tra IUS/09 Istituzioni di diritto pubblico e IUS/21 Diritto costituzionale italiano e comparato (9 crediti)
            • IUS/10 Diritto dell'informazione e della comunicazione (6 crediti)
            • SPS/04 Scienza politica con elementi di politica comparata (9 crediti)
            • SPS/07 Istituzioni di sociologia (6 crediti)
            • SPS/08 Sociologia della comunicazione e teorie e tecniche delle comunicazioni di massa (9 crediti)
            • SPS/08 Teorie e tecniche della comunicazione pubblica (6 crediti)
            • SECS-P/01 Elementi di economia (6 crediti)
            • M-STO/02+04 Storia moderna e contemporanea (9 crediti)
            • L-LIN/12 Lingua inglese (6 crediti)
            • a scelta tra SECS-S/01 Statistica, SECS-S/05 Metodi quantitativi per la ricerca nelle scienze sociali, SECS-S/03 Metodi quantitativi per il marketing (6 crediti)
            • M-PSI/05 Psicologia delle comunicazioni di massa (6 crediti)
            • a scelta tra SPS/01 Filosofia politica, SPS/02 Storia delle dottrine politiche, SPS/03 Storia delle istituzioni politiche, SECS-P/04 Storia delle dottrine economiche, SPS/11 Sociologia politica (6 crediti)
            • seconda lingua straniera (idoneità, 6 crediti)
            • tirocinio professionale da 300 ore (12 crediti)
            • 60 crediti in esami a scelta
            • laboratorio di scrittura creativa o public speaking (2 crediti)
            • tesi (10 crediti)
            Esempi di esami a scelta (gli esami da 6 crediti sono estensibili a 9 con programma aggiuntivo individuale da concordarsi con il docente)
            • SPS/04 Comunicazione politica (6 crediti)
            • SPS/04 Politiche regolatorie dell'energia e delle telecomunicazioni (6 crediti)
            • SPS/08 Sociologia dei processi culturali (6 crediti)
            • SPS/08 Sociologia della cultura e dell'educazione (6 crediti)
            • SPS/08 Sociologia della famiglia (6 crediti)
            • SPS/08 Sociolinguistica (6 crediti)
            • SPS/08 Teorie e tecniche dell'informazione giornalistica (6 crediti)
            • SPS/08 Teorie e tecniche dell'ufficio stampa (6 crediti)
            • SPS/08 Teorie e tecniche della pubblicità (6 crediti)
            • SPS/08 Teorie e tecniche dei nuovi media (6 crediti)
            • SPS/08 Relazioni pubbliche e comunicazione di marketing (6 crediti)
            • SPS/12 Elementi di sociologia della devianza, criminologia, vittimologia (6 crediti)
            • SECS-P/08 Marketing (6 crediti)
            • L-ART/03 Movimenti artistici contemporanei (6 crediti)
            • L-ART/06 Teorie e tecniche dei media audiovisivi (6 crediti)
            • M-PSI/05 Elementi di psicologia sociale (6 crediti)
            • SECS-P/02 Politica economica (9 crediti)
            • SECS-P/03 Scienza delle finanze (9 crediti)
            • SECS-P/10 Gestione delle risorse umane (6 crediti)
            • SECS-P/12 Storia industriale (6 crediti)
            • M-FIL/04 Estetica e semiotica (9 crediti)
            • M-FIL/05 Filosofia del linguaggio (9 crediti)
            • M-DEA/01 Antropologia culturale (6 crediti)
            • M-DEA/01 Antropologia sociale (6 crediti)
            • M-PED/03 Educazione ai media (6 crediti)
            • M-STO/04 Storia del giornalismo (6 crediti)
            • M-STO/04 Storia dei media (6 crediti)
            • L-LIN/01 Linguistica generale (6 crediti)
            • IUS/01 Diritto d'autore (6 crediti)
            • IUS/01 Diritto dell'immagine (6 crediti)
            • IUS/05 Diritto dell'economia (6 crediti)
            • IUS/07 Elementi di diritto del lavoro (6 crediti)
            • IUS/08 Diritto parlamentare (6 crediti)
            • IUS/08 Diritto regionale
            • IUS/10 Elementi di diritto amministrativo (6 crediti)
            • IUS/10 Diritto delle autonomie locali
            • IUS/10 Diritto dell'immigrazione
            • IUS/10 Elementi di diritto urbanistico e dell'ambiente (6 crediti)
            • IUS/10 Diritto dei beni culturali (6 crediti)
            • IUS/10 Diritto elettorale (6 crediti)
            • IUS/10 Diritto della privacy (6 crediti)
            • IUS/10 Diritto dello sport (6 crediti)
            • IUS/11 Diritto delle religioni (6 crediti)
            • IUS/13 Diritto internazionale (6 crediti)
            • IUS/14 Diritto dell'Unione europea (6 crediti)
            • IUS/16 Elementi di procedura penale (6 crediti)
            • IUS/17 Diritto penale generale (6 crediti)
            • IUS/20 Diritto dell'informatica e delle nuove tecnologie (6 crediti)
            • qualsiasi esame dei raggruppamenti IUS, SPS, SECS-P e SECS-S offerto in ateneo
            Poi ovviamente tu potrai obiettare che se ti fossero interessate le materie di cui sopra non ti saresti iscritta a Scienze della comunicazione, e io ti risponderei, in tal caso, che il problema è tuo perché non sai esattamente cosa sono le scienze della comunicazione, che sono cose serie che attengono all'analisi fattuale, concreta, di fenomeni reali (dal latino res) e non speculazioni umanistiche da salotto, che possono avere tutta la dignità del mondo ma sono estranee al concetto di scienza.
            Poi se uno si iscrive a Scienze della comunicazione perché è «facile» e non ha intenzione o voglia di impegnarsi molto negli studi, allora questo è un altro discorso. Questa è la stessa ragione che spinge a scegliere corsi di laurea in Scienze del servizio sociale infarciti di filosofia e psicologia e con il minor numero possibile di esami giuridici e politologici, autoconvincendosi che questi non c'entrano niente con il servizio sociale ma sono stati messi lì solo per giustificare la presenza di questo o quell'altro cattedratico, per poi venire invariabilmente e inesorabilmente bocciati all'esame di Stato (che pur non è che costituisca chissà quale scoglio insormontabile) e finire a frignare che il mondo è ingiusto. Ho conosciuto tanti anni fa una tizia del genere: veniva dalla Sicilia e si era trasferita dall'Università di Catania all'Alma mater studiorum convinta che l'ateneo felsineo fosse più serio perché non annoverava i ben 3 (tre, eh, mica cinquanta) esami di diritto che c'erano a Catania (ai quali era stata bocciata enne volte, il che ovviamente secondo lei era dovuto all'atteggiamento conservatore dei baroni di turno), i quali palesemente non c'entravano niente con il servizio sociale (nooooooooooo!), ed era pure tutta orgogliosa perché almeno il titolo conseguito a Bologna sarebbe valso a qualcosa, a differenza di quello di un ateneo meridionale, per definizione privo di valore. Senza voler entrare nel merito dei contenuti perché era palese che stessi avendo a che fare con una minus habens, provai sommessamente a farla ragionare spiegandole che, a parte il fatto che l'Università degli studi di Catania è un ateneo di tutto rispetto che non ha proprio niente da invidiare all'Università di Bologna, gli assistenti sociali lavorano alle dipendenze della PA, in cui conta esclusivamente il valore legale (all'epoca non esistevano ancora gli assistenti sociali liberi professionisti, per i quali comunque vale lo stesso discorso). Fui immediatamente azzittito da un altro minus habens, cioè colui dinnanzi al quale si stava tenendo questo discorso, un tizio che con una laurea in Storia era stato assunto come account in un'agenzia per il lavoro che non esiste più, secondo cui nella pubblica amministrazione conta pure l'università in cui ti sei laureato, nel senso che quelle del Nord ti danno maggior punteggio rispetto a quelle del Sud. Certa gente a mio avviso, dell'università, non avrebbe mai dovuto varcare nemmen la soglia.
            Ultima modifica di dottore; 12-04-2022, 07:44.
            BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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            • #7
              Salve, saprebbe consigliarmi un buon corso per quanto riguarda questo indirizzo?

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