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Consiglio su magistrale dopo L-36

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  • Consiglio su magistrale dopo L-36

    Ciao a tutti, sono al terzo anno di Scienze politiche (L-36). Quasi sicuramente, riuscirò a laurearmi entro la fine del 2023, e ho dei dubbi sulla magistrale a cui iscrivermi. Sono giunto alla conclusione che un corso in ambito economico rappresenterebbe il giusto compromesso tra i miei interessi personali e le richieste del mercato del lavoro, vista la poca domanda di altri corsi (per esempio LM62). Il problema è che ho sostenuto solo gli esami di Economia politica (9 cfu), Politica economica (6 cfu), Storia del pensiero economico (6 cfu) e Statistica (6 cfu). Le mie domande, quindi, sono:

    1. Il mio scetticismo sui corsi ai quali potrei accedere direttamente (come, appunto, la LM62) è fondato? Credo che non ci sia molta richiesta lavorativa e, soprattutto, che i temi trattati possano risultare troppo simili a quelli affrontati nella L-36.

    2. Conviene scegliere un corso economico (quindi LM56 o LM77), pur dovendo affrontare debiti formativi? Se sì, ne avreste qualcuno da consigliare?

    3. Ricercando solo nella mia regione, ho notato 3 corsi che mi potrebbero interessare. Il primo è Economics a Pisa (https://mse.ec.unipi.it/), che mi sembra il più interessante, ma avrei ben 18 cfu da integrare entro settembre 2023. Che ne pensate? È fattibile? Gli altri due corsi sono a Firenze, Economics (https://www.development-lm.unifi.it/), e Scienze dell’economia (https://www.scienze-economia.unifi.it/). In entrambi dovrei integrare dai 6 ai 9 cfu, anche se uno sembrerebbe molto più quantitativo dell’altro. Qualcuno ha esperienza con questi corsi di laurea? Pensate che il mio background, non quantitativo, possa pregiudicare il mio rendimento, soprattutto nei due corsi di Economics?

    Grazie dell’attenzione e scusate per il messaggio un po’ lungo!

  • #2
    Ciao.
    Ci sono anche corsi LM-56 e LM-77 a cui puoi accedere senza obblighi formativi aggiuntivi, ad esempio alla UniUrb, a Roma Tre, alla Unint, alla Lum, alla UniMoRe, alla Link campus, alla AMS-UniBo, forse a Unitelma Sapienza, Marconi, Luiss, Cusano, Lumsa, Sob e Cattolica. Per la Mercatorum dovresti recuperare solo 5 crediti in Diritto commerciale. Qualche anno fa anche alla Bocconi e alla Sapienza saresti potuto entrare senza obblighi formativi aggiuntivi, ma le regole sono state riviste in senso restrittivo. Alla Parthenope dovresti recuperare crediti perfino MAT, mentre alla Federico II credo basti un colloquio.
    ​​​​​​I corsi di area economica sono perlopiù qualitativi e solitamente non hanno più esami quantitativi di quelli in Scienze politiche et similia.


    PS
    In ogni caso sarebbe consigliabile cominciare a cercare lavoro subito dopo la laurea.
    Ultima modifica di dottore; 08-02-2023, 18:49.
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    • #3
      Ciao,
      Cercherei lavoro e nel frattempo mi orienterei su una lm-77 fattibilissima da non frequentante.
      A meno che non si voglia puntare alla carriera diplomatica, eviterei il continuum con una magistrale in Scienze Politiche.

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      • #4
        Originariamente inviato da JMaskelyne Visualizza il messaggio
        A meno che non si voglia puntare alla carriera diplomatica, eviterei il continuum con una magistrale in Scienze Politiche.
        Al concorso per l'accesso alla carriera diplomatica si può accedere, oltre che con LM-52, LM-62, LM-63, la LM-81 e la LM-90, anche con la LM-16, la LM-56, la LM-76 e la LM-77, nonché la LMG/01 e perfino la LM-87 e la LM-88. Prima del DPCM 72/2008 erano ammesse anche LM-19, LM-59, LM-82, LM-83 e LM-92 in quanto applicavano le conversioni (equiparazioni) di cui al DI 09/07/2009 anche alle lauree equipollenti a quelle del v.o. precedentemente ammesse, cosa che a mio avviso si dovrebbe ancora fare ancorché non esplicitata.
        Dal punto di vista della preparazione scientifica necessaria a superare il concorso de quo (con il quale si viene immessi nel ruolo diplomatico del MAECI con la qualifica di segretario di legazione in prova, primo step di una carriera scandita da scatti predeterminati), indubbiamente il più complesso che esista e certamente ambitissimo, contribuisce a mio avviso molto di più un corso L-36, meglio se con spiccato orientamento internazionalistico, che non un non un LM-52, ragion per cui, se si è interessati a quella carriera, è più intelligente conseguire una L-36 seguìta da una LM-56 o una LM-77 che non, ad esempio, una L-18 o una L-33 seguìta da una LM-52.
        BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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        • #5
          Grazie delle risposte. Non avevo considerato di cercare lavoro da subito, quanto piuttosto di finire la magistrale quanto prima e poi lavorare. Dite che non conviene? Ci sono particolari opportunità adesso, che potrebbero non ripresentarsi tra 2 anni?

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          • #6
            Particolari opportunita' no, ma entrare nel mondo del lavoro il prima possibile ha un'enormita' di vantaggi rispetto a dedicarsi completamente ad una magistrale in materie economiche. Io non perderei mai tempo

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            • #7
              Originariamente inviato da nomeutente Visualizza il messaggio
              Non avevo considerato di cercare lavoro da subito, quanto piuttosto di finire la magistrale quanto prima e poi lavorare.
              In che senso «finire» se si tratta di iniziare un nuovo percorso?

              Dite che non conviene? Ci sono particolari opportunità adesso, che potrebbero non ripresentarsi tra 2 anni?
              Innanzitutto devi considerare che la stragrande maggioranza delle opportunità che ti si presenterebbero con la laurea magistrale sarebbero le stesse che avresti con la sola laurea, in quanto sono relative a posizioni lavorative accessibili con la sola laurea (peraltro, spesso da contratto non richiedono neanche quella: purtroppo in Italia nel privato il sottoinquadramento rispetto alla richieste del datore e/o delle mansioni effettivamente svolte è diventato la norma). Questo significa che attendere altri due anni (ammesso che ti possa immatricolare al corso di laurea magistrale immediatamente e finissi la nuova carriera in corso) quantomeno ti ritarderebbe l'ingresso nel mercato del lavoro. Ecco perché buttarsi su una laurea magistrale di classe LM-56 o LM-77 sarebbe consigliabile: diversificheresti il percorso rispetto alla laurea e pertanto la laurea magistrale non si limiterebbe a replicare le medesime opportunità che già la laurea ti offre.
              Se poi sei interessato all'àmbito pubblico, non c'è paragone tra le possibilità che si presentano adesso e quelle che verranno fuori tra due anni. Dal 1988 in Italia vige un rigido regime di contingentamento delle assunzioni (c.d. blocco del turn over) nella pubblica amministrazione civile, da cui sono escluse solo scuola e sanità (in verità sarebbero escluse anche le autorità amministrative indipendenti, per quel che possono contare in termini numerici, che nel tempo è stato variamente declinato e che attualmente è fondato sulla spesa per il personale: in sostanza ciascuna amministrazione può programmare fabbisogni di personale entro il limite di una certa percentuale (variata a seconda delle caratteristiche di ciascun ente e comunque modificata negli anni) della spesa sostenuta nell'anno precedente, tale per cui, in soldoni, c'è bisogno mediamente di 5 cessati (tipicamente pensionati) per poter assumere un nuovo lavoratore. Sennonché la legge 56/2019 (c.d. legge concretezza) ha innalzato al 100%, salvo che per i comuni strutturalmente deficitarî (cioè che si trovino in stato di dissesto finanziario conclamato o abbiano avviato l'iter per pervenire alla dichiarazione di dissesto e, dunque, si considerano nel c.d. pre-dissesto), tale percentuale, sbloccando di fatto il contingentamento. Più che di sblocco sarebbe però più corretto parlare di mera sospensione, dato che la legge stessa fissa un termine triennale entro cui è possibile procedere alle assunzioni, dopodiché si ritorna al regime di blocco. A causa della pandemia da SARS-CoV-2, però, moltissimi concorsi che sono stati indetti in conseguenza di tale norma non sono stati espletati entro la sua scadenza, e molti altri che avrebbero dovuto essere indetti non lo sono stati poiché le amministrazioni non hanno fatto in tempo prima della dichiarazione dello stato di emergenza e dopo non hanno proceduto in virtù del clima di incertezza. Per questa ragione la norma ha subìto due proroghe e allo stato è vigente sino al 2023. A meno che non accada qualche altra cosa tale da giustificare un'ulteriore proroga, dopo il 2023 non vedremo più concorsi da 400-500 posti a botta con solo 40-50 candidati per posto e con una marea di gente che rifiuta (perché ne vince, o risulta idoneo all'esito di, più d'uno) e torneremo a quelli da 1-5 posti con 200 candidati a posto e graduatorie che scadranno molto prima che si manifesti la necessità di scorrimento.
              BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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