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Suggerimenti laurea magistrale
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Suggerimenti laurea magistrale
Salve, sto cercando un grosso aiuto per fare chiarezza e prendere anche la giusta decisione. Sono uno studente neolaureato in mediazione linguistica, ho studiato inglese e cinese e vorrei intraprendere un percorso di laurea magistrale che abbia a che fare sia con le lingue che con il mondo del lavoro. A dire il vero vorrei proprio allontanarmi dai corsi linguistici classici e fare qualcosa che mi possa permettere di diventare più appetibile nel mondo del lavoro privato, in aziende e così via. In ogni caso, sono a conoscenza del fatto che posso prendere i CFU mancanti per l'insegnamento privatamente e quindi non chiudermi la possibilità di diventare professore a fine carriera, dovesse capitarmi il posto fisso.Tag: Nessuno
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Ciao, benvenuto nel forum.Originariamente inviato da nickisthename Visualizza il messaggioSalve
Non sei uno studente neolaureato, ma solo un neolaureato.Sono uno studente neolaureato in mediazione linguistica
Non esiste.ho studiato inglese e cinese e vorrei intraprendere un percorso di laurea magistrale che abbia a che fare sia con le lingue che con il mondo del lavoro.
Se studi lingue all'università, per definizione sei fuori dal mondo del lavoro.
LM-77.A dire il vero vorrei proprio allontanarmi dai corsi linguistici classici e fare qualcosa che mi possa permettere di diventare più appetibile nel mondo del lavoro privato
1. I crediti non si possono conseguire privatamente.In ogni caso, sono a conoscenza del fatto che posso prendere i CFU mancanti per l'insegnamento privatamente e quindi non chiudermi la possibilità di diventare professore a fine carriera
2. Oltre ai crediti per l'insegnamento, devi avere anche avere una laurea magistrale di classe variabile a seconda della classe di concorso alla quale punti. Dunque il tuo ragionamento non regge.
3. Se stiamo parlando di scuola, ci sono gli insegnanti, non i professori. Per consuetudine coloro che fanno parte del personale docente della di scuola secondaria vengono appellati come professori, ma il loro mestiere si chiama "insegnante"; professori sono solo i membri del ruolo docenti delle università, e nemmeno tutti. Nel merito, diventare insegnante a fine carriera sarebbe impossibile, poiché tra le iscrizioni alle graduatorie e le messe a disposizione da un lato e le prime chiamate dall'altro passerebbero anni e nel frattempo avresti superato l'età per il collocamento obbligatorio a riposo. A proposito di pensione, aggiungo che perderesti i contributi versati come insegnante perché rientrano in un fondo pensione diverso rispetto a quello del lavoro privato (in linea di massima, i lavoratori del settore privato versano alla gestione ordinaria Inps, mentre quelli del settore pubblico alla gestione separata nella quale è confluito il soppresso Inpdap, che amministra le casse CTPS, corrispondente all'ex Enpas, CPDEL, corrispondente all'ex Inadel, e altre minori); la ricongiunzione tra i due ti costerebbe tanto che non ne varrebbe la pena, mentre la totalizzazione per pochi anni non credo sia possibile.
Il sistema di reclutamento degli insegnanti non prevede l'immissione diretta in ruolo dagli anni '70 del secolo scorso. Premesso che le regole di accesso cambiano praticamente a ogni concorso (cambiando spessissimo anche le classi e i titoli necessari per accedervi, sicché recuperare i crediti nell'ottica di metterseli nel cassetto per il futuro non è una strategia molto furba), anche qualora superassi un concorso senza avere mai insegnato (sempre che tu vi possa partecipare), non è che subito dopo ti viene direttamente assegnata la cattedra. Entri in una graduatoria e poi verrai chiamato quando ci sarà una finestra di assunzioni e tu sarai collocato in posizione utile sulla base del punteggio. Se nel frattempo non fai supplenze ciò non accadrà mai, poiché nel frattempo sarai scavalcato dagli altri.dovesse capitarmi il posto fisso.BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics
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Conosco almeno 4-5 persone che lo hanno fatto. Alla Unimore è una cosa normale.Originariamente inviato da nickisthename Visualizza il messaggioMa per un ragazzo laureato in mediazione linguistica credi che intraprendere un corso di studi LM-77 sia fattibile?
Inutile.Che pareri sapresti darmi sulla LM-38?
BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics
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L'unica cosa su cui non sono d'accordo è il fatto che saresti automaticamente e necessariamente fuori dal mondo del lavoro nel privato. È vero che con Lingue non ci si fa un tubo, ma se hai studiato cinese rispetto alle combinazioni banali come inglese/spagnolo o inglese/francese, secondo me potresti focalizzarti su quello - che, per carità, non sto dicendo che permetta di trovare subito lavoro e so bene che le persone che sappiano il cinese non manchino, ma parliamo pur sempre di una lingua difficilissima, che pochi conoscono. Non voglio fare il discorso scontato, sentito e risentito, e ti dico pure sbagliato, secondo cui sarà la lingua del futuro (non lo sarà mai, la lingua franca è e rimarrà l'inglese per tutta una serie di ragioni che capisci bene anche tu), però parliamo pur sempre della prima lingua al mondo con 1.5 miliardi di parlanti.
Bisogna pure vedere a che livello è il tuo cinese, ossia se hai studiato in una scuola per mediatori linguistici (come la Carlo Bo, per intenderci) in cui sostanzialmente insegnano a diventare traduttori, oppure se hai studiato in una normale università e quindi hai un approccio molto meno pratico. In ogni caso, una magistrale e soggiorni linguistici in Cina sarebbero indispensabili.
Se raggiungi un B2 o un C1 fiacco, risultato per niente sciocco per una lingua come il cinese, magari potresti lavorare come traduttore o come mediatore nell'ambito di qualche azienda che intrattiene rapporti commerciali con la Cina.
Il fatto è che ormai ci sono pure altrettanti cinesi in Italia, e se vai a dare un'occhiata su Indeed, ci sono perfino studi legali come Bonelli Erede che richiedono espressamente madrelingua cinese, con tanto di lista dei requisiti che ti riporto:- Laurea in Giurisprudenza conseguita nei tempi ordinari con il massimo dei voti;
- Significativo interesse per il diritto societario;
- Conoscenza eccellente della lingua inglese e cinese.
Se la LM-77 non ti interessa, la cosa "meno peggio" e che ti dia realisticamente un minimo di sbocchi, sarebbe una LM-52 (con cui di per sé non ci fai un tubo, sia chiaro) che ti permetta di fare un soggiorno in Cina e rafforzare la lingua.
All'Università di Torino, la LM-52 Scienze internazionali ha un accordo con diverse università cinesi ai fini di un double degree, potresti valutare quello: https://www.tochina.it/training/double-degree
Secondo me potresti valutare qualcosa del genere. Altrimenti secondo me perdi tempo, anche perché imparare la lingua a livello quasi fluente non dico che sia impossibile, ma ci vogliono veramente anni e anni. Ne ho sentite parecchie di persone scoraggiate, considerando sia che è una lingua tonale, sia per via del sistema allucinante degli ideogrammi da imparare a memoria.
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La «lingua inglese e cinese» sarebbe quella che si parla a Caolun? Chiedo per un amico.BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics
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Penso intendano "lingua inglese e lingua cinese" (oppure "delle lingue inglese e cinese").Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggioLa «lingua inglese e cinese» sarebbe quella che si parla a Caolun? Chiedo per un amico.
Capisco i puntini sulle i, ma un minimo di flessibilità mentale non sarebbe mica male.
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