annuncio

Comprimi
Ancora nessun annuncio.

Cosa fare dopo la L-36?

Comprimi
X
 
  • Filtro
  • Ora
  • Visualizza
Elimina tutto
nuovi messaggi

  • Cosa fare dopo la L-36?

    Salve a tutti, sono Alessio e a luglio mi sono laureato in scienze politiche a Pavia. Ho deciso di prendermi del tempo per guardarmi attorno e capire cosa fare, e vorrei avere dei consigli e informazioni da parte di chi ne sa più di me. Vi condivido le riflessioni fatte fino ad ora, aperto alla possibilità che alcune di queste siano sbagliate.

    Per ora mi sto concentrando sulla preparazione dei concorsi pubblici, che sono il mio obiettivo principale, ma vorrei tenermi altre porte aperte perché non so se e quando riuscirò a vincerne uno. Nel frattempo, sto facendo lo stesso lavoro che facevo prima di laurearmi (receptionist), che per ora mi è comodo perché mi dà comunque una sicurezza economica fino all’anno prossimo, ed essendo part-time mi lascia tempo per studiare per i concorsi. Sto anche cercando un lavoro nel privato con la mia laurea, e come sospettavo non solo è difficile, ma quando vengo contattato è spesso per posizioni verso cui ho poco interesse a intraprendere una carriera (consulenza, vendite). E comunque ad oggi non ho ricevuto offerte. Ho già letto altre discussioni e so che tipicamente si consigliano le magistrali economiche o aziendali ai laureati L-36, ma non credo siano una soluzione al mio problema per i seguenti motivi:
    1. nella maggior parte dei casi non cambiano la tipologia di lavori che potrei fare, semplicemente aumentano le probabilità di ottenerli, banalmente perché nel mio cv ci sarebbe scritto “economia”
    2. il mio obiettivo è comunque la PA, e per come sono fatto io non riuscirei a lavorare magari in consulenza a certi ritmi e contemporaneamente preparare i concorsi per bene
    3. non sono interessato alla professione di dottore commercialista
    4. mi sembra che le magistrali economiche che veramente aumentano il ventaglio di hard skills e lavori che posso svolgere siano quelle a forte trazione quantitativa (allargando quindi gli sbocchi all’analisi dati, risk management, data science e simili), ma a me lavorare coi software statistici annoia da morire, se mi piacesse andrei direttamente su una LM-82, però non è il caso

    Forse l’unico ambito lavorativo che mi piacerebbe sondare nel privato è quello delle risorse umane, ma quando mi ha contattato un recruiter mi ha praticamente detto che con la mia laurea, senza conoscenze di diritto del lavoro, psicologia del lavoro e aspetti simili, sono “underqualified”. Vorrei capire se sia effettivamente vero, perché prima pensavo che il mondo HR fosse uno sbocco possibile del mio corso di studi, e se in generale può essere consigliata una carriera nel settore. La sensazione è che ci sia una marea di laureati in discipline umanistiche, sociali e giuridiche che si buttano lì, e questo può voler dire troppa concorrenza o settore saturo. In caso contrario, vorrei sapere se consigliate la laurea magistrale in Relazioni di lavoro dell’Unimore.

    L’altro piano B sarebbe l’assistente sociale, professione che mi interessa molto, so che è molto stressante ma penso che a livello umano mi darebbe di più rispetto ai lavori per cui sto mandando cv ora. Pure qui vorrei capire se è un mercato in cui c’è spazio, oppure se la conseguenza più probabile di una LM-87 (se non sbaglio, nella mia situazione è il modo più semplice per accedere a questa professione) è la disoccupazione.

    Il piano C sarebbe invece l’insegnamento di materie umanistiche (storia, filosofia, lettere), ma qui non so bene come funzioni con le classi di laurea, classi di insegnamento, cfu. E c’è sempre il solito problema: non so quanto siano affollate le classi di insegnamento, non mi preoccupa tanto il precariato quanto la disoccupazione. So che avrei parecchi esami da dare ma non è quello il problema principale.

    So che è venuto lunghissimo, non ho il dono della sintesi e chiedo scusa, ma volevo esprimere in maniera esaustiva le mie riflessioni. Vorrei avere responsi soprattutto sulle tre carriere che mi interessano come alternativa alla PA, cioè risorse umane, assistenza sociale e insegnamento di materie umanistiche, perché se sono settori completamente saturi non ho intenzione di conseguire titoli inutili. Allo stesso tempo, ho già buttato 2 anni della mia vita provando a fare ingegneria e ho fallito, magari sarà immatura come cosa ma non riesco a impegnarmi in cose che non mi piacciono. Infatti sento “il fiato sul collo” perché ho già 24 anni, mi mangio le mani perché se non avessi sprecato quei due, mi sarei laureato a 22 anni e ciò mi renderebbe più sereno. Grazie a tutti in primis per l’attenzione e anche per le eventuali risposte.

  • #2
    Ciao,

    le magistrali economiche e aziendali non ti danno maggiori opportunità in funzione delle hard skills che ti fanno acquisire, ma in funzione del banale pregiudizio. E infatti i dati occupazionali sono migliori per la classe LM-77, che comprende al suo interno una marea di fuffa, rispetto alla classe LM-56, cui quasi sempre afferiscono corsi più tecnici.

    Sinceramente tutti questi addetti alle HR esperti di diritto del lavoro e/o di psicologia non si solo mai visti. Il vecchio diploma universitario in Relazioni industriali e gestione risorse umane comprendeva diritto del lavoro, economia e sociologia ma non psicologia, e con la riforma laddove era attivo è diventato una laurea della classe di Scienze dell'amministrazione. Al riguardo la facoltà, oggi scuola, di Scienze politiche Cesare Alfieri aveva una certa tradizione e infatti ha tenuto attivi per anni un master europeo in Scienze del lavoro (MESL; europeo perché raggruppava una rete paneuropea di università partner) e altri master del settore, uno dei quali in collaborazione con l'Associazione italiana direzione del personale, che mi risulta associare principalmente laureati in Scienze politiche e in Giurisprudenza, come gran parte dei lavoratori del settore HR delle vecchie leve. Quelli attuali, come da te stesso rilevato, spesso sono laureati nelle discipline umanistiche più disparate, dunque di psicologia non capiscono nulla e di diritto tipicamente ancor meno di nulla.

    Quanto al resto, oltre a dirti a costo di sembrare banale che non ti devi crucciare perché a 24 anni sei giovanissimi per il mercato del lavoro italiano, mi piacerebbe capire che idea hai della pubblica amministrazione, visto che pure gli insegnanti e gli assistenti sociali ne fanno parte. In particolare questi ultimi lavorano prevalentemente alle dipendenze dei comuni (e loro unioni e consorzi anche speciali) e delle aziende sanitarie e in misura minore del Ministero della giustizia (Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria e Dipartimento per la giustizia minorile e di comunità) e, in quanto laureati, sono inquadrati nell'area dei funzionari. Svolgono una professione a elevatissimo rischio di burn out e infatti tra di essi è frequente la richiesta di cambio profilo (in amministrativo); chi non riesce a ottenerla cerca di giocarsi la carta della mobilità verso amministrazioni che non hanno assistenti sociali e non tengono conto del profilo di provenienza (personalmente ne conosco di transitati verso due agenzie dello Stato, una giunta regionale, un consiglio regionale e un ente di area vasta). L'iscrizione alla sezione A dell'albo ti consentirebbe in teoria di svolgere attività di direzione e coordinamento dei servizi sociali, ma non si tratta di attività riservate, infatti tutti i dirigenti (e i responsabili nei comuni sprovvisti di dirigenza) dei servizi sociali con cui abbia avuto a che fare erano laureati in altro (Sociologia, Lettere o Materie letterarie e Pedagogia oltre che le evergreen Scienze politiche e Giurisprudenza) e spesso le loro strutture non si occupavano esclusivamente di servizi sociali ma anche di altro.
    La professione di assistente sociale è svolgibile anche sotto forma di lavoro autonomo, in regime libero-professionale o di consulenza, ma equivale sostanzialmente a rimanere disoccupati, poiché clienti persone fisiche certamente non se ne troveranno facilmente e dunque bisogna lavorare su bandi pubblici come questo, che sono tutt'altro che frequenti.
    BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

    Commenta


    • #3
      Innanzitutto ti ringrazio per la risposta. Ti rispondo punto per punto, per comodità:
      1. Questione hard skills delle magistrali economiche: mi riferisco a quelle magistrali, spesso afferenti alla classe LM-56, in cui si fanno molta econometria e data analysis. Vedendo annunci online, noto come per ruoli come data analyst, data scientist e simili, si veda tra i requisiti il possesso di una qualsiasi laurea a carattere quantitativo. Sono sempre citate statistica, informatica, matematica, fisica, ingegneria, ma a volte aggiungono e specificano “finanza ed economia con curriculum quantitativo”. Detto ciò, di solito quel tipo di magistrali (in economia politica dico) è molto legato alla ricerca e in ogni caso, come ho detto, se volessi buttarmi nei big data farei direttamente una magistrale in scienze statistiche. Mi spiace perché in realtà la matematica mi piace molto (ad analisi 1 e analisi 2 presi due ottimi voti quando studiavo ingegneria al Politecnico di Milano), ma stare su python e R a lavorare coi dati mi fa salire la depressione.
      2. sulla maggior parte delle altre LM-77 e LM-56 sono d’accordo, non penso mi diano competenze in più, le prenderei solo per avere un titolo con un nome più “rassicurante” nel privato, più o meno le posizioni sono le stesse a cui posso candidarmi con la mia attuale laurea, semplicemente avrei qualche probabilità in più di ottenere colloqui. Ma visto che non sono molto attirato da queste posizioni nel privato, mi tengo questa opzione come ultima spiaggia.
      3. sulla questione HR siamo completamente d’accordo. Secondo te quanto è difficile ad oggi entrare in questo settore con la mia laurea? Quanta concorrenza c’è? Pensi che sia utile il corso “Relazioni di lavoro” (LM-77) di Unimore in questo senso? O cambia poco rispetto a una qualsiasi altra laurea magistrale della stessa classe?
      4. hai ragione, sulla PA ho fatto una grande confusione. Quando ho scritto “PA” intendevo i vari ruoli per funzionario amministrativo che hanno tra i requisiti il possesso della mia laurea L-36. Spero sia più chiaro così. Ovviamente assistenti sociali e insegnanti fanno parte della PA, ma nel mio schema logico li ho considerati a parte, visto che sono professioni per le quali ad oggi non ho i requisiti.
      5. per quanto riguarda gli assistenti sociali, metto le mani avanti visto che ne so molto poco e quindi potrei dire sciocchezze. Conosco solo dei ragazzi che si sono laureati in Serivizio sociale L-39 e hanno sempre lavorato (certo, con contratti poco stabili e abbastanza miseri come retribuzione, ma senza mai fare fatica a trovare impiego) presso cooperative. Avevo dato per scontato che fossero una sorta di esternalizzazione dell’assistenza sociale (non so esiste questa cosa, in caso correggimi), per questo dalla mia esperienza aneddotica avevo l’idea che fosse comunque facile trovare lavoro come assistente sociale presso cooperative e simili, senza per forza andare sui concorsi, che se non sbaglio spesso danno un certo peso nel punteggio all’esperienza professionale del candidato, tagliando di fatto le gambe a chi ha poca esperienza. Ma comunque se sono iscritto all’albo A posso tranquillamente lavorare come se fossi iscritto all’albo B, no?
      6. l’insegnamento in realtà verosimilmente lo escludo più che altro per la lunghezza dell’iter, ma per togliermi lo sfizio volevo capire come fossero messe le classi di insegnamento a cui accederei con una magistrale in scienze storiche + esami necessari. Sono piene o si riesce a lavorare in fretta?
      7. sì hai ragione, non ha senso crucciarsi, è che dopo tre mesi senza offerte di lavoro sono un po’ preoccupato, anche perché i miei piani B sono tutt’altro che solidi e ho l’ansia di non riuscire a far bene nei concorsi per funzionario amministrativo che sono il mio obiettivo principale. Infatti rosico di non essermi laureato 2 anni fa perché ora mi sono perso la sospensione del blocco del turn over, adesso sarà molto più difficile.
      Avrei altri dubbi ma non vorrei mettere troppa carne al fuoco in una sola risposta, magari ti chiederò più in là, se sei d’accordo.

      Commenta


      • #4
        Originariamente inviato da Al3ss10 Visualizza il messaggio
        Innanzitutto ti ringrazio per la risposta. Ti rispondo punto per punto, per comodità:[LIST=1][*]Questione hard skills delle magistrali economiche: mi riferisco a quelle magistrali, spesso afferenti alla classe LM-56, in cui si fanno molta econometria e data analysis. Vedendo annunci online, noto come per ruoli come data analyst, data scientist e simili, si veda tra i requisiti il possesso di una qualsiasi laurea a carattere quantitativo. Sono sempre citate statistica, informatica, matematica, fisica, ingegneria, ma a volte aggiungono e specificano “finanza ed economia con curriculum quantitativo”. Detto ciò, di solito quel tipo di magistrali (in economia politica dico) è molto legato alla ricerca e in ogni caso, come ho detto, se volessi buttarmi nei big data farei direttamente una magistrale in scienze statistiche. Mi spiace perché in realtà la matematica mi piace molto (ad analisi 1 e analisi 2 presi due ottimi voti quando studiavo ingegneria al Politecnico di Milano), ma stare su python e R a lavorare coi dati mi fa salire la depressione.[*]sulla maggior parte delle altre LM-77 e LM-56 sono d’accordo, non penso mi diano competenze in più, le prenderei solo per avere un titolo con un nome più “rassicurante” nel privato, più o meno le posizioni sono le stesse a cui posso candidarmi con la mia attuale laurea, semplicemente avrei qualche probabilità in più di ottenere colloqui. Ma visto che non sono molto attirato da queste posizioni nel privato, mi tengo questa opzione come ultima spiaggia.
        Di base sono d'accordo con te, io sono laureato L-36 e laureando LM-82. Se non ti piacciono certe materie sconsiglierei una magistrale in scienze statistiche, ma anche in economia con percorso quantitativo. Resta il fatto che LM-77 e LM-56 aumentano le tue possibilità nel privato. Tu dove abiti?

        Originariamente inviato da Al3ss10 Visualizza il messaggio
        l’insegnamento in realtà verosimilmente lo escludo più che altro per la lunghezza dell’iter, ma per togliermi lo sfizio volevo capire come fossero messe le classi di insegnamento a cui accederei con una magistrale in scienze storiche + esami necessari. Sono piene o si riesce a lavorare in fretta?
        Parlo principalmente per sentito dire, ma mi pare che quella messa meglio sia la A-22. Una combo L-36 e LM-84 ti porterebbe comunque a dover integrare diversa roba per insegnare su quella classe. Vediamo cosa dice dottore, che sicuramente ne sa di più.

        Commenta


        • #5
          Attenzione a non usare il termine "ruolo" a sproposito. Ruolo, dal latino rotulus (rotolo), significa registro: per poter riscuotere coattivamente un tributo lo si iscrive a ruolo, i dipendenti quando vengono immatricolati vengono arruolati e cioè iscritti a ruolo, le cause vengono i scritte ai ruoli delle cancellerie dei tribunali etc.. Dipendente di ruolo significa dipendente iscritto nel ruolo organico e dunque a tempo indeterminato. Arruolare significa per l'appunto iscrivere al ruolo. Alcuni enti hanno più ruoli, ad esempio nell'università ci sono il ruolo del personale docente (e ricercatore) e il ruolo del personale tecnico, amministrativo e bibliotecario (comprendete i collaboratori esperti linguistici, ex lettori madrelingua.
          Per estensione il termine indica la parte affidata a un attore, e per estensione dell'estensione indica i compiti svolti dal componente di una squadra di calcio, l'insieme degli atteggiamenti di un attore sociale etc..
          Ora, se è vero che nel linguaggio comune il termine de quo è maggiormente adoperato nell'uso retorico che non nell'uso etimologico, è anche vero che se facciamo una discussione tecnica sull'impiego nella pubblica amministrazione allora dobbiamo usare il significato che gli è proprio nel contesto, che è quello originario, coerente con l'etimo, e non quello traslato.
          Probabilmente tu volevi indicare i profili, le mansioni o le funzioni, non di certo il ruolo.
          BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

          Commenta


          • #6
            Luchi, abito in provincia di Pavia, ma comunque non è un grosso problema spostarmi, più che altro dipende dal lavoro.
            Dottore, sì intendevo i profili, effettivamente è il termine adeguato. Per caso hai dei consigli sul resto, anche su ciò che ha detto Luchi sulla A-22?

            Commenta


            • #7
              Sulla A-22 si lavora, Al3ss10, ma parliamo di scuola secondaria di primo grado, cioè scuola media.
              BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

              Commenta


              • #8
                Grazie dottore, secondo te ci sono altre classi di concorso per l’insegnamento di materie umanistiche in cui si lavora? Personalmente non mi fa differenza che sia alla secondaria di primo o di secondo grado. Ed è possibile mandare la mad per fare supplenze già da adesso, o con la mia laurea non mi chiamano?
                Sul lato HR, ad oggi ho mandato decine di cv per posizioni junior in quell’ambito, tendenzialmente stage a 500-800 euro, ricevendo una sola chiamata e ottenendo zero colloqui.

                Commenta


                • #9
                  La possibilità di essere chiamati con la MAD dipende anche dalle province a cui la mandi. Di solito sento dire che nelle province "periferiche" del nord è più facile. Nella tua situazione è comunque difficile, magari con una buona dose di fortuna ti chiamano, ma non puoi farci affidamento. Poi tu devi farti due anni di magistrale, i 60 cfu, e probabilmente integrare diversa roba, visto che dubito che con L-36 e LM-84 tu possa avere i cfu per insegnare sulla A-22. Insomma, un percorso un po' lungo per pensare di campare di MAD tutto quel tempo.

                  Commenta


                  • #10
                    Capisco, grazie. Comunque sì, al momento la scarterei come opzione proprio per la lunghezza del percorso. Vagliavo la possibilità che le MAD potessero mantenermi durante la magistrale, le integrazioni ecc, ma sarebbe troppo comodo.

                    Ho nuovi dubbi comunque:
                    1. la LM-57 mi permette di fare l’educatore anche se non ho conseguito la L-19? E com’è messo il mercato degli educatori?
                    2. vorrei capire quale sia il percorso che mi dà solo più possibilità di entrare nel mondo HR. Vedo una marea di annunci in questo settore, ma non mi chiamano nemmeno per gli stage a 500 euro.
                    3. cosa pensate delle magistrali in Governance e politiche dell’innovazione digitale e simili? Ho visto un corso interclasse LM-63/LM-91 dell’Unibo che mi interessa. Concretamente portano a degli sbocchi cui oggi non posso accedere?

                    Commenta

                    Sto operando...
                    X