Per ora mi sto concentrando sulla preparazione dei concorsi pubblici, che sono il mio obiettivo principale, ma vorrei tenermi altre porte aperte perché non so se e quando riuscirò a vincerne uno. Nel frattempo, sto facendo lo stesso lavoro che facevo prima di laurearmi (receptionist), che per ora mi è comodo perché mi dà comunque una sicurezza economica fino all’anno prossimo, ed essendo part-time mi lascia tempo per studiare per i concorsi. Sto anche cercando un lavoro nel privato con la mia laurea, e come sospettavo non solo è difficile, ma quando vengo contattato è spesso per posizioni verso cui ho poco interesse a intraprendere una carriera (consulenza, vendite). E comunque ad oggi non ho ricevuto offerte. Ho già letto altre discussioni e so che tipicamente si consigliano le magistrali economiche o aziendali ai laureati L-36, ma non credo siano una soluzione al mio problema per i seguenti motivi:
- nella maggior parte dei casi non cambiano la tipologia di lavori che potrei fare, semplicemente aumentano le probabilità di ottenerli, banalmente perché nel mio cv ci sarebbe scritto “economia”
- il mio obiettivo è comunque la PA, e per come sono fatto io non riuscirei a lavorare magari in consulenza a certi ritmi e contemporaneamente preparare i concorsi per bene
- non sono interessato alla professione di dottore commercialista
- mi sembra che le magistrali economiche che veramente aumentano il ventaglio di hard skills e lavori che posso svolgere siano quelle a forte trazione quantitativa (allargando quindi gli sbocchi all’analisi dati, risk management, data science e simili), ma a me lavorare coi software statistici annoia da morire, se mi piacesse andrei direttamente su una LM-82, però non è il caso
Forse l’unico ambito lavorativo che mi piacerebbe sondare nel privato è quello delle risorse umane, ma quando mi ha contattato un recruiter mi ha praticamente detto che con la mia laurea, senza conoscenze di diritto del lavoro, psicologia del lavoro e aspetti simili, sono “underqualified”. Vorrei capire se sia effettivamente vero, perché prima pensavo che il mondo HR fosse uno sbocco possibile del mio corso di studi, e se in generale può essere consigliata una carriera nel settore. La sensazione è che ci sia una marea di laureati in discipline umanistiche, sociali e giuridiche che si buttano lì, e questo può voler dire troppa concorrenza o settore saturo. In caso contrario, vorrei sapere se consigliate la laurea magistrale in Relazioni di lavoro dell’Unimore.
L’altro piano B sarebbe l’assistente sociale, professione che mi interessa molto, so che è molto stressante ma penso che a livello umano mi darebbe di più rispetto ai lavori per cui sto mandando cv ora. Pure qui vorrei capire se è un mercato in cui c’è spazio, oppure se la conseguenza più probabile di una LM-87 (se non sbaglio, nella mia situazione è il modo più semplice per accedere a questa professione) è la disoccupazione.
Il piano C sarebbe invece l’insegnamento di materie umanistiche (storia, filosofia, lettere), ma qui non so bene come funzioni con le classi di laurea, classi di insegnamento, cfu. E c’è sempre il solito problema: non so quanto siano affollate le classi di insegnamento, non mi preoccupa tanto il precariato quanto la disoccupazione. So che avrei parecchi esami da dare ma non è quello il problema principale.
So che è venuto lunghissimo, non ho il dono della sintesi e chiedo scusa, ma volevo esprimere in maniera esaustiva le mie riflessioni. Vorrei avere responsi soprattutto sulle tre carriere che mi interessano come alternativa alla PA, cioè risorse umane, assistenza sociale e insegnamento di materie umanistiche, perché se sono settori completamente saturi non ho intenzione di conseguire titoli inutili. Allo stesso tempo, ho già buttato 2 anni della mia vita provando a fare ingegneria e ho fallito, magari sarà immatura come cosa ma non riesco a impegnarmi in cose che non mi piacciono. Infatti sento “il fiato sul collo” perché ho già 24 anni, mi mangio le mani perché se non avessi sprecato quei due, mi sarei laureato a 22 anni e ciò mi renderebbe più sereno. Grazie a tutti in primis per l’attenzione e anche per le eventuali risposte.

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