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LM87 o LM63: quale strada per lavorare nella gestione dei servizi?

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  • LM87 o LM63: quale strada per lavorare nella gestione dei servizi?

    Ciao a tutti :) spero ci sia ancora qualcuno che usa questi canali... Io provo!
    Mi son da poco laureata in Scienze politiche (L36) e sono piuttosto indecisa su quale strada prendere adesso. Questo perché durante la triennale mi sono accorta che la parte economica del corso non mi piace molto, e questo mi ha fatto automaticamente scartare magistrali in ambito economico, ma so anche che sono quelle che pagano poi...
    Ma a parte questo, a me piace la "parte sociale" e mi piacerebbe poter organizzare e gestire politiche riguardanti i servizi.
    Ciò detto, mi sono informata e ho visto che per quanto riguarda la parte amministrativa avrei queste due scelte a cui posso accedere senza OFA e che sembrano interessanti ai miei scopi:
    LM-87 (magistrale di servizio sociale)
    LM-63 (scienze delle pubbliche amministrazioni).

    ​​​Informandomi qua e là, però, ho sentito parlare male di entrambe in quanto a sbocchi lavorativi, poiché la LM63 permette ruoli dirigenziali prettamente nella PA a cui comunque si potrebbe arrivare anche con 5 anni di esperienza dall'interno e comunque non saprei se con questa laurea riuscirei a lavorare nell'ambito dei servizi poi.
    Per la LM87 invece sembrerebbe che sia un po' inutile se non si vuole seguire prettamente la strada dell'assistente sociale, cosa che al momento non so se mi convince troppo. O meglio, lavorare nei servizi ok, ma per ora mi interessa più la parte di gestione e amministrativa, che quella tecnica e operativa.

    Dunque, poiché purtroppo non conosco persone che hanno fatto né l'una né l'altra magistrale, mi piacerebbe sapere se qui c'è qualcuno/a che invece si è laureato in una delle due e magari che genere di mansioni lavorative svolge ad oggi. Perché vorrei proprio capire quale ruolo potrei riuscire ad avere con l'una o l'altra strada. E tutti altri consigli vari sono graditi, anche magari che esulano dalle mie considerazioni.

    Grazie in anticipo.
    ​​​

  • #2
    Sei indecisa e capisco la situazione. Tuttavia mi sento di sconsigliarti di prendere strade di cui non sei convinta.

    Se ti piace fare l'assistente sociale iscriviti alla LM-87, in alternativa no. Sicuramente il vantaggio di quella laurea magistrale è che prepara e da l'accesso legale ad una professione specifica.
    ​​​​
    ​​​
    ​​Faccio un po' di considerazioni sparse:

    ​​​​​​1)​​​​​Considera che la denominazione del titolo è importante, ma ancora più importante se lavori nel privato è l'ateneo e il voto di laurea
    2) La LM-63 in eventuale impiego nel privato è una sorta di condanna, bisognerebbe bluffare, perché chi assumerebbe una persona specializzata in Scienze dell'amministrazione pubblica?
    3) Pensa a cosa vuoi fare, non a cosa vorresti studiare.
    4) Non pensare solo al titolo ma anche al prestigio dell'ateneo.
    ​​​​​​5) Punta a una cosa e portala avanti, non pensare a con questo posso fare questo, quello e quest'altro, ma solo a quello che ti piace.
    ​​​​​

    Alla luce di tutto quanto io consiglio due cose, studiare per i concorsi pubblici direttamente adesso, vincerne uno e poi eventualmente iscriversi ad una magistrale (con tutti i congedi e i permessi del caso) oppure in alternativa studiare economia magistrale in un ateneo però del nord, puntando a lavorare nel privato, anche se non ti piace, magari puntando a lavorare nel settore HR, visto che l'economia in sé per sé non ti piace

    Altra alternativa, non sbagliata secondo me se non sei convinta è lavorare un anno, schiarirsi le idee e poi scegliere. Io dopo un anno e mezzo di lavoro nel privato ho capito che per esempio, io non sopporto determinate angherie, straordinari non pagati, vita per il lavoro, eccetera...

    Altri colleghi universitari miei invece sono muli da soma, bisogna vedere anche l'attitudine al lavoro, non soltanto il nome dei corsi. Bisogna vedere come si trovano persone di 30 anni o poco meno abituate sempre a studiare con i loro ritmi a lavorare 40 ore nel privato, che diventano invece sempre 44 o 46 ai ritmi di qualcun altro.

    Se il fuoco non arde in te, lavora e studia per i concorsi!
    ​​​

    ​​​​​​

    ​​​​

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    • #3
      Ciao, te le sconsiglio entrambe, ti garantiscono la fame nel privato.

      Quello che farei io è valutare una LM 77 non troppo "economica" e conseguire quella, che si potrà poi "vendere" a CV sia utilizzando la classe di laurea sia utilizzando la denominazione, a seconda di quello che verrà più conveniente per la posizione lavorativa ricercata.

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      • #4
        Si ma anche se prende una LM 77 nel privato non ottiene nulla se l'ateneo non è prestigioso e se lei non parte con le idee chiare fin da subito.

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        • #5
          Originariamente inviato da Noeros Visualizza il messaggio
          Ciao a tutti :) spero ci sia ancora qualcuno che usa questi canali... Io provo!
          Ciao. Questa frase denota il fatto che sei entrata nel forum senza sforzarti minimamente non dico di leggere qualcuna delle numerose discussioni in cui si affronta esattamente il tuo stesso problema, che si può ritrovare facilmente tramite gli strumenti di ricerca interni o anche usando un motore di ricerca esterno con il comando site:università.com.

          Mi son da poco laureata in Scienze politiche (L36) e sono piuttosto indecisa su quale strada prendere adesso.
          Concorsi pubblici come se non ci fosse un domani. Con il 2023, fatta salva un'ulteriore proroga, cesserà la sospensione del trentennale blocco delle assunzioni, ma nel 2024 continueranno a essere indetti i concorsi in relazione ai posti messi a previsione nel 2023 e non ancora coperti (dunque, anche senza proroga della sospensione del blocco, durante il 2024 si dispiegheranno gli strascichi della campagna assunzioni 2023). Quindi i concorsi vanno fatti adesso, senza pensare a magistrali inutili, alle quali eventualmente ci si potrà dedicare dopo.

          Ma a parte questo, a me piace la "parte sociale" e mi piacerebbe poter organizzare e gestire politiche riguardanti i servizi.
          Ciò detto, mi sono informata e ho visto che per quanto riguarda la parte amministrativa avrei queste due scelte a cui posso accedere senza OFA e che sembrano interessanti ai miei scopi:
          LM-87 (magistrale di servizio sociale)
          LM-63 (scienze delle pubbliche amministrazioni).

          ​​​Informandomi qua e là, però, ho sentito parlare male di entrambe in quanto a sbocchi lavorativi, poiché la LM63 permette ruoli dirigenziali prettamente nella PA a cui comunque si potrebbe arrivare anche con 5 anni di esperienza dall'interno e comunque non saprei se con questa laurea riuscirei a lavorare nell'ambito dei servizi poi.
          Per la LM87 invece sembrerebbe che sia un po' inutile se non si vuole seguire prettamente la strada dell'assistente sociale, cosa che al momento non so se mi convince troppo. O meglio, lavorare nei servizi ok, ma per ora mi interessa più la parte di gestione e amministrativa, che quella tecnica e operativa.
          Stai facendo un po' di confusione, specie nella parte in cui dici «la LM63 permette ruoli dirigenziali prettamente nella PA a cui comunque si potrebbe arrivare anche con 5 anni di esperienza dall'interno e comunque non saprei se con questa laurea riuscirei a lavorare nell'ambito dei servizi poi». I ruoli «prettamente» dirigenziali non esistono. Esiste la qualifica unica dirigenziale, che in ciascuna amministrazione che ne è dotata (non tutte le sono) costituisce ruolo unico eventualmente suddiviso in due fasce. Ora, a meno che non parliamo dell'àmbito sanitario, in cui vigono regole tutte proprie (che valgono solo per il personale sanitario, però, non per gli amministrativi e i professionisti non sanitari in Sanità), per poter diventare dirigenti bisogna alternativamente:
          • partecipare a concorsi ai quali sono ammessi i dipendenti di ruolo delle pubbliche amministrazioni, muniti di laurea, che abbiano compiuto almeno 5 anni di servizio in un qualifica funzionale richiedente la laurea o il dottorato di ricerca al momento dell'accesso. Gli anni di servizio sono ridotti a 3 se in possesso di dottorato di ricerca o di diploma di specializzazione tra quelli individuati con apposito DPCM (attualmente è vigente il DPCM 80/2018). Gli anni di servizio sono inoltre ridotti a 4 per i funzionarî reclutati tramite corso-concorso, che tuttavia sono figure mitologiche in quanto la SNA (Scuola nazionale dell'amministrazione) non ha mai indetto corsi-concorsi per funzionarî (lo hanno fatto altri enti, tra cui su larga scala la Regione Campania, ma ). Inoltre sono ammessi coloro che sono già dirigenti in amministrazioni escluse dall'àmbito di applicazione del d.lgs. 165/2001 (cioè non impattate dalla riforma di cui al d.lgs. 29/1993, nota come privatizzazione sostanziale del rapporto di pubblico impiego, o contrattualizzazione) e abbiano svolto le funzioni dirigenziali per almeno due anni, nonché coloro che hanno ricoperto incarichi dirigenziali o equiparati presso amministrazioni pubbliche (con contratti a tempo determinato di diritto privato, ad esempio ex art. 110 TUEL) per almeno 5 anni anche non consecutivi, purché laureati. Infine, sono ammessi i cittadini italiani (escluse dunque tutte le equiparazioni che invece valgono per le categorie precedenti) forniti di idoneo titolo universitario che abbiano maturato continuativamente per almeno 4 anni esperienze presso enti o organismi internazionali per le quali è richiesta la laurea.
            Per questi concorsi la laurea magistrale non è necessaria; ampia e consolidata giurisprudenza sia amministrativa sia civile ha stabilito che non è possibile richiederla se non espressamente prevista dalla legge (di contro, trattandosi di titolo superiore la giurisprudenza è abbastanza concorde nel ritenere che se il concorso è per titoli ed esami debba pesare di più della laurea semplice). Tuttavia molte amministrazioni, in aperta violazione di legge, la richiedono e, considerato il rapporto costi-beneficî di un ricorso al GA, personalmente ritengo che convenga prendersela (ma, ut supra, parallelamente all'attività lavorativa). Un consiglio che posso dare, tuttavia, è quello di diversificare, andando a scegliere una classe che consenta di accedere a concorsi relativi a profili diversi rispetto a quelli della laurea e dunque evitando le fotocopie sbiadite.
          • partecipare al corso-concorso della Scuola nazionale dell'amministrazione, per il quale invece è tassativa e indispensabile la laurea magistrale, ma i 5 anni di servizio sono completamente azzerabili se si possiede un qualsiasi titolo accademico di terzo ciclo (cioè il titolo di terzo ciclo è interamente sostitutivo dei 5 anni di servizio). I 5 anni di servizio devono essere in posizione funzionale richiedente la laurea e l'aspirante che li abbia maturati deve essere dipendente di ruolo di una PA nel momento in cui presenta domanda.
          Restano escluse la dirigenza penitenziaria e la dirigenza scolastica, che godono di propri ordinamenti. La dirigenza di enti e organismi del Servizio sanitario nazionale, invece, pur essendo disciplinata da norme speciali fa parte sempre della QUD.

          Le principali differenze tra i due canali di reclutamento sono le seguenti:
          • concorso pubblico per esami o per titoli ed esami. Viene indetto direttamente dall'amministrazione o dal consorzio di amministrazioni (o eventualmente da soggetti aggregatori come ad esempio la commissione Ripam per conato degli enti commissionanti) per le proprie esigenze. Il bando può richiedere una laurea generica oppure una laurea specifica a seconda di quanto stabilito dall'ente anche in virtù dei propri regolamenti interni. Sebbene non esista una formale suddivisione della dirigenza in profili, alcuni enti distinguono i titoli di studio in base a una specifica professionalità richiesta o alla struttura alla quale è prevista la prima assegnazione del dirigente (che comunque, anche se indicata sul bando, non è vincolante; inoltre va anche detto che la destinazione perlomeno in linea teorica non è mai definitiva perché l'incarico di posizione è conferito con atto separato e teoricamente ci sarebbe pure il criterio di rotazione triennale). Nei concorsi per titoli ed esami, solitamente l'incidenza dei titoli rispetto al punteggio complessivo è risibile. Di norma, il concorso prevede due prove scritte, di cui una a carattere teorico-pratico, da 6 ore ciascuna, più un colloquio orale comprensivo dell'accertamento delle abilità informatiche e della capacità di espressione in lingua inglese. Non si sa mai quando escono questi concorsi e quasi sempre prevedono pochissimi posti, nella maggior parte dei casi uno solo, con scarsissime possibilità di scorrimento (fermo restando che le graduatorie possono essere utilizzate da qualsiasi amministrazione anche se non vi è un accordo a monte). Una volta volta espletata la procedura, si viene immessi in servizio subito come dirigenti.
          • corso-concorso SNA. Viene indetto dalla Scuola nazionale dell'amministrazione per le esigenze delle amministrazioni centrali, anche a ordinamento autonomo, ad esempio dicasteri e agenzie fiscali, ivi compresi gli enti pubblici non economici di rilievo nazionale (cfr. art. 70, c. 4, d.lgs. 165/2001), che sono tenuti a reclutare attraverso questo canale almeno il 50% dei propri dirigenti (art. 3, c. 2, DPR 272/2004 così come modificato dall'art. 7, c. 5, del DPR 70/2013; cfr. art 28 d.lgs. 165/2001 e ss.mm.ii.). Il concorso SNA determina l'ammissione a un corso al quale sono ammessi candidati in misura superiore del 20% rispetto ai posti dirigenziali disponibili, per cui ogni bando prevede da qualche decina a diverse centinaia di posti. I bandi non sono periodici ma, se consideriamo che dal 2011 al 2022 ne sono stati indetti 5, possiamo stimare che ne venga indetto uno ogni due anni. L'espletamento del concorso è piuttosto lungo: tra pubblicazione del bando, istruttoria, ammissione dei candidati, preselettiva, due scritti e orale passa almeno un anno (come praticamente per tutti i concorsi, malgrado il limite teorico di 180 giorni). Dopodiché i vincitori sono ammessi a frequentare un corso selettivo di 12 mesi di cui 8 mesi di formazione generale e 4 mesi di formazione specialistica calibrata sull'ente di destinazione (eventualmente presso la relativa scuola se ne è dotata). I vincitori esterni percepiscono una borsa di studio di 1500 euro al mese non soggetta a imposta su reddito ma soggetta a versamento contributivo INPS-GDP (ex INPDAP). I vincitori dipendenti pubblici, per i quali il corso è valido come servizio a tutti gli effetti di legge, continuano invece a percepire il trattamento economico in godimento (senza alcuna indennità ove prevista dai rispettivi ordinamenti); qualora esso sia inferiore a 1500 euro mensili lordi la SNA corrisponde un'integrazione se fuori sede Il corso sino alla sesta edizione si è tenuto presso la reggia di Caserta; adesso non saprei quale sia la sede di svolgimento, ma in ogni caso non sono dovuti eventuali rimborsi o indennità per trasferte o missioni in quanto la sede del corso diviene sede ordinaria di servizio (come se fosse un distacco). Una volta completato il corso-concorso, bisogna sostenere un esame orale selettivo; lo superano coloro che ottengono una votazione complessiva di almeno 80/100. Per il corso-concorso SNA va bene una laurea magistrale qualsiasi e, a differenza che nei concorsi ordinari, nei quali la commissione può giudicare la pertinenza dei titoli aggiuntivi, non viene effettuato alcun accertamento nel merito disciplinare degli eventuali titoli di terzo ciclo (quello di primo ciclo è irrilevante).
          Nella prassi vincere il corso-concorso SNA senza essere già dipendenti pubblici è molto difficile; inoltre si tratta di un canale di reclutamento incerto e svantaggioso per le ragioni facilmente intuibili. Se però sei un dipendente pubblico di categoria inferiore a quella del funzionario, conseguire un titolo di terzo ciclo può consentirti di scavalcare direttamente ad esempio da assistente o operatore a dirigente senza i passaggi intermedi. In questo caso il vantaggio c'è. Il concorso comunque è difficilissimo ed è stato reso ancora più difficile dagli inutili quesiti situazionali dell'era post Brunetta (il secondo Brunetta, quello draghiano e non quello berlusconiano). Inoltre richiede competenze economico-contabili superiori a quelli dei normali concorsi per dirigenti (che sono invero molto simili a quelli per funzionarî).

          Direi, dunque, che se ti interessa la PA il tuo obiettivo attuale non può essere che quello di accedervi come funzionario, posizione per la quale la laurea ti basta e ti avanza (per gli assistenti/istruttori è sufficiente il titolo finale di scuola secondaria superiore e per gli operatori/esecutori/coadiutori, o collaboratori non professionali, la sola scuola dell'obbligo). Per quanto concerne i funzionari, l'80% dei posti è per profili giuridico-amministrativi ed economico-finanziario-contabili, variamente denominati a seconda dell'amministrazione (soprattutto nelle regioni e negli enti locali, per i quali i profili non sono vincolati da CCNL, molte hanno l'ibrido amministrativo-contabile e alcune effettuano ulteriori distinzioni). Nella stragrande maggioranza dei concorsi per questi profili è prevista almeno una tra le lauree L-16 e L-36, spesso entrambe. Inoltre L-14 e L-18 e/o L-33 (di solito queste ultime due entrambe). E come magistrali vanno bene di solito LMG/01, LM-62 e/o LM-63, LM-56 e/o LM-77, talvolta LM-81, LM-52 e LM-16, raramente LM-76.
          Ultimamente sta prendendo piede la nuova LM-SC/GIUR (in questi giorni sarà stata la terza volta che l'ho vista in un bando).
          Purtroppo sono sempre più frequenti i casi, specie nei concorsoni, in cui per profili amministrativi va bene una laurea qualsiasi.
          I profili sono economici sovente escludono lauree giuridiche; al contrario, i profili amministrativi laddove non prevedano una laurea qualsiasi prevedono quasi sempre lauree economiche ed economico-aziendali in affiancamento a quelle giuridiche. L-16 e/o L-36 invece sono quasi sempre presenti in entrambi i casi.
          L-39 non è mai prevista se non per funzionari assistenti sociali. L-40 rarissimamente (ad esempio alla Città metropolitana di Napoli) per funzionari amministrativi. LM-87 e LM-88 non sono quasi mai previste, soprattutto la seconda, ma possono essere utilizzate in via residuale qualora il bando preveda la laurea del vecchio ordinamento in Scienze politiche, alla quale sono equiparate dal DI 09/07/2009. Per il resto la LM-87 serve praticamente solo a replicare le stesse possibilità che si hanno con la L-39: è vero che l'albo degli assistenti sociali è suddiviso nella sezione A e nella sezione B e che la magistrale dà accesso alla sezione A con il titolo professionale di «assistente sociale specialista», ma tra le attribuzioni dell'assistente sociale specialista le uniche riservate sono le medesime che formano oggetto della professione di assistente sociale in genere. Le attività di direzione e coordinamento dei servizi sociali, invece, che da declaratoria della legge professionale costituirebbero attività caratterizzante l'assistente sociale specialista e che appunto differenzia gli iscritti alla sezione A rispetto agli iscritti alla sezione B, non sono in realtà riservate agli iscritti all'albo degli assistenti sociali. Personalmente mi sono occupato di servizi sociali per circa tre anni: nel mio gruppo di lavoro il dirigente era laureato in Scienze politiche (vecchio ordinamento) e dei funzionari solo una, a cui era attribuita la posizione organizzava in materia di accreditamento delle strutture socio-assistenziali per anziani, era abilitata alla professione di assistente sociale (sezione B), e peraltro non era laureata (era divenuta assistente sociale secondo le vecchie regole e poi aveva effettuato una progressione verticale da categoria C a D in base alle norme vigenti ante 2009). Gli altri funzionari uno non laureato passato da C a D attraverso una progressione verticale in deroga al titolo di studio, uno laureato in Scienze politiche, uno laureato in Scienze della comunicazione, uno laureato in Economia e commercio, uno laureato in Scienze statistiche e uno laureato in Giurisprudenza. Direttore generale laureato in Medicina. Tra i dipendenti delle categorie B e C c'erano laureati in Filosofia, Scienze della formazione, Lettere. Siccome mi occupavo di programmazione a livello regionale, ho avuto a che fare con i servizi sociali di centinaia di comuni e aziende sanitarie e una sola volta ho beccato un dirigente che era assistente sociale specialista (mi pare avesse la vecchia 57/s). Nella maggior parte dei casi i servizi sociali erano aggregati a direzioni che si occupavano anche di altro e alle quali era preposto un dirigente non specializzato, laureato nelle materie più disparate da Pedagogia finanche a Ingegneria; solo nei comuni più grandi c'era una specifica direzione dei servizi sociali, alla quale comunque non era preposto un assistente sociale né un assistente sociale specialista. In compenso ho conosciuto un funzionario con laurea specialistica 57/s, corrispondente all'attuale magistrale LM-87, non iscritto all'albo degli assistenti sociali (lo era stato in passato), inquadrato come funzionario amministrativo presso il Consiglio che svolgeva attività di conciliazione presso il Co.re.com. con tanto di posizione organizzativa, nonché un funzionario assistente sociale con laurea specialistica della stessa classe che però era impiegato in posizione di comando presso un'amministrazione statale che la utilizzava come funzionario esperto di amministrazione settore gestionale-legale.
          BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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          • #6
            Originariamente inviato da Anto'facaldo Visualizza il messaggio
            ​​​​​​1)​​​​​Considera che la denominazione del titolo è importante
            Relativamente perché se la denominazione del titolo non garba si può sempre usare, legalmente, quella della classe.

            ma ancora più importante se lavori nel privato è l'ateneo e il voto di laurea
            C'è gente nel forum pronta a giurare che nel privato il voto non vale niente.
            Quanto all'ateneo, i pregiudizi variano localmente e dunque non ci baderei troppo.

            2) La LM-63 in eventuale impiego nel privato è una sorta di condanna, bisognerebbe bluffare, perché chi assumerebbe una persona specializzata in Scienze dell'amministrazione pubblica?
            In realtà esiste un sottobosco di privati che lavora con o per la pubblica amministrazione, ad esempio perché campa di appalti pubblici, eroga consulenze e formazione alla PA, sviluppa software per la PA, pubblica testi e impartisce corsi per la preparazione di concorsi pubblici etc.. Dubito che costoro siano particolarmente attratti dalla LM-63, comunque. Aggiungo che è inutile pensare di poter puntare, con titoli del genere, a quelle società derivanti dalla privatizzazione di enti pubblici economici e/o che operano su mercati ad alta regolamentazione. Ultimamente ho visto l'annuncio di un'impresa che addirittura opera su un mercato in regime di monopolio, su concessione statale di lingua durata, non in house ma comunque interamente controllata da un ministero (sebbene indirettamente, per il tramite di un'altra società), la quale cerca esperti di appalti e contrattualistica pubblica ma li vuole preferibilmente laureati in Ingegneria e con esperienza non nella pubblica amministrazione, come sarebbe logico, bensì tassativamente in soggetti di diritto privato assoggettate al codice dei contratti pubblici (c.d. codice degli appalti). Credo che non vi sia luogo dove si annida maggiormente il pregiudizio nei confronti dei dipendenti della PA che le società a controllo pubblico!

            con tutti i congedi e i permessi del caso
            Mai avuti

            oppure in alternativa studiare economia magistrale in un ateneo però del nord
            Dove sta scritto che gli atenei del Nord sono migliori di quelli del Centro e del Sud, di grazia? A Roma, Napoli e pure in Calabria vi sono signore università in cui studiare economia.

            straordinari non pagati
            Credi che nella PA lo siano?

            Bisogna vedere come si trovano persone di 30 anni o poco meno abituate sempre a studiare con i loro ritmi a lavorare 40 ore nel privato, che diventano invece sempre 44 o 46 ai ritmi di qualcun altro.
            In un'amministrazione in cui ho lavorato non ho mai fatto meno di 45 ore settimanali a fronte delle 36 dovute, non perché fossi lento ma perché per mie esigenze prendevo servizio per primo al mattino e il dirigente, che arrivava sistematicamente non prima delle 10 e talvolta anche le 11 e oltre, piazzava sistematicamente riunioni all'orario in cui me ne dovevo andare. Come se non bastasse, l'amministrazione centrale mi metteva i corsi di aggiornamento obbligatorî presso un'altra sede dalle 16 alle 20, ma l'orario limite di servizio erano le 17 e il dirigente si rifiutava di autorizzarmi il servizio oltre detto orario per evitare che ne richiedessi il pagamento, quindi esso, in difetto di autorizzazione, non poteva neanche essere portato a compensazione. Compensazione che comunque non avveniva mai neanche per le ore in più fatte prima delle 17 perché a dicembre il dirigente puntualmente le cancellava.
            Ultima modifica di dottore; 29-11-2023, 20:38.
            BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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            • #7
              Ciao:) vi ringrazio tutti per aver dedicato tempo per rispondere ai miei dubbi.
              Tuttavia (prevedibilmente) non sono ancora decisa sul da farsi, ma anzi sono sorti ulteriori pensieri.
              Per rispondere a chi mi ha consigliato di andare per la LM77, ringrazio per il consiglio ma, come ho detto, preferisco qualcosa di non troppo economico (e per me quella laurea lo è troppo).
              Per quanto riguarda il discorso "fare concorsi a tappeto" sono assolutamente d'accordo, ed è quello che farò. Infatti al momento per me il lavoro è la priorità, ma siccome so che i tempi dei concorsi e possono essere anche molto lunghi, ho pensato che andare avanti con la formazione non fosse una cattiva idea per ottimizzare.
              Il punto è che resto del dubbio su quale magistrale possa essere più adatta alle mie idee future, che come ho detto vorrebbero avvicinarsi ad un ruolo lavorativo (chiaramente come posizione da raggiungere nel tempo) di amministrazione/gestione/progettazione nell'ambito delle politiche sociali e dei servizi.
              Ciò detto, dal punto di vista dei contenuti la LM87 di servizio sociale ci starebbe, però forse tralascia l'aspetto più tecnico-amministrativo, motivo per cui avevo pensato alla LM63. Ma visto che quello che mi ha scritto il dottore, riguardo alla sua esperienza personale nel settore dei servizi, stavo anche pensando di optare per il completamento della triennale di scienze politiche con la magistrale in Lm62.
              Che ne pensate?
              A proposito, domanda che esula un po' dall'argomento ma vi vedo molto più preparati di me sul tema... Avreste per caso consigli su manuali su cui prepararsi bene per concorsi per funzionari amministrativi o simili, fatti bene?

              Vi ringrazio di cuore
              ​​​​​

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              • #8
                1. Ci sono LM-77 poco o punto economiche.

                2. La laurea magistrale non costituisce un comportamento della laurea «triennale».

                3. Se sei interessata al settore pubblico, non devi guardare ai contenuti ma al valore legale; poi semmai puoi scegliere tra diversi contenuti a parità di valore legale. Quindi è inutile che continui a fossilizzarti sulla LM-87, perché, a meno che tu non voglia fare l'assistente sociale, non serve perfettamente a niente (e avresti dovuto arrivarci leggendo il post #5).
                BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                • #9
                  Guarderò qualche Lm77 meglio, grazie.
                  Invece sulla Lm62 che dite?

                  Commenta


                  • #10
                    Originariamente inviato da Noeros Visualizza il messaggio
                    Guarderò qualche Lm77 meglio, grazie.
                    Questa, per dire, è meno economica di questa. Eppure la prima afferisce alla classe LM-77, la seconda alla LM-59.
                    Questa è stata modificata negli anni ma rimane a trazione giuridica più che economica. Questa, che è LM-56 addirittura, simile alla precedente se non nei contenuti quantomeno negli obiettivi formativi e negli auspicati sbocchi professionali, prima ha cambiato nome (in precedenza era denominata “Consulenza del lavoro e sistemi di workfare”) e poi è stata disattivata. Stessa sorte è toccata a quest'altra LM-56 lavoristica, dopodiché non ne esistono più.
                    Questa è interclasse LM-63 e LM-77, e che tu scelga l'una o l'altra classe gli esami SECS-P (e SECS-S) quelli sono. Tu assicuro che vi sono LM-63 pure molto più economiche o aziendali rispetto a LM-77, come questa, questa e, da quest'anno, questa. Non ti fare guidare dal pregiudizio.
                    ​​​​​
                    Invece sulla Lm62 che dite?
                    Dico che le fotocopie sbiadite vanno evitate. Hai pensato a Giurisprudenza?
                    BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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