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Consigli dopo la laurea in Scienze economiche?
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Consigli dopo la laurea in Scienze economiche?
Ciao a tutti. Sulla base della vostra esperienza, cosa consigliereste di fare a un ragazzo che ha appena compiuto 22 anni che sta per conseguire la laurea in Scienze economiche? Accetto qualsiasi consiglio. Grazie mille a tutti anticipatamente.Tag: Nessuno
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Potresti iniziare a cercarti un lavoro...Originariamente inviato da Frank98 Visualizza il messaggioCiao a tutti. Sulla base della vostra esperienza, cosa consigliereste di fare a un ragazzo che ha appena compiuto 22 anni che sta per conseguire la laurea in Scienze economiche? Accetto qualsiasi consiglio. Grazie mille a tutti anticipatamente.
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Onestamente una cosa durissima: concorsi pubblici aggressivamente, ma proprio aggressivamente perché basta la laurea nel 99% dei casi. Nel mentre consiglio studio anche per la laurea magistrale e lavoro qualsiasi, meglio se relazionato alla laurea.
Non sentire tutti quelli che dicono privato, privato, fatti un giro su LinkedIn e scoprirai che dopo verso 35/40 anni tutti hanno problemi lavorativi e cercano di spostarsi sul pubblico, specie chi viene dalla consulenza.
Se entro i 24 vinci un concorso vicino casa risparmi salute e un sacco di soldi sprecati per trasferte varie, cambi di lavoro e vari master inutili per piacere alla consulenza.
Lavoro+magistrale+studio concorsi e a 24 anni sei un signore
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Ti rispondo io.
Dipende da quello che ci vuoi fare.
Se vuoi lavorare nel pubblico meglio la LM-63, sennò una vale l'altra.
Spassionatamente proprio: concorsi istruttore direttivo, INPS, agenzia delle entrate a più non posso (li puoi fare già ora).
Se sei un drago a 32/33 anni sei un dirigente pubblico.
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Altra domanda … LM-63 prima o dopo esser stato assunto nel pubblico? Non so poi com’è considerata questa laurea magistrale nel settore privato.
Avevo pensato di iscrivermi alla LM-77 per non precludermi in futuro un eventuale lavoro nel settore privato … non saprei, sono abbastanza indeciso.
La mia intenzione è lavorare nel pubblico … a questo punto probabilmente conviene investire tutto il mio tempo nello studio per i concorsi pubblici e rinviare l’iscrizione alla magistrale solo successivamente. La pensate come me? Grazie anticipatamente
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Se il tuo desiderio è il pubblico e hai davvero 22 anni, come dici, dimostri una certa saggezza per la tua età. Io ho solo qualche anno più di te, ma ho attraversato il cosiddetto "periodo curriculum", convinto che la mia laurea LM-77 (presa a 23 anni) fosse un biglietto d'ingresso privilegiato.
Ho sempre lavorato, iniziando in piccole imprese che mi pagavano 25.000 euro lordi l'anno, facendomi lavorare 50 ore a settimana. Le grandi multinazionali e le società di consulenza? Mai ricevuto una chiamata. Ora lavoro in banca, con un contratto CCNL bancario, e ho uno stipendio che è comunque paragonabile a quello dell'Agenzia delle Entrate. Tuttavia, il rischio di trasferimenti è altissimo, e le pressioni commerciali sono pesanti.
Per questo motivo, ti consiglio di studiare per i concorsi pubblici. Nel frattempo, potresti seguire una LM-63 o una LMG/01 (Giurisprudenza) come studente non frequentante, gestendo il percorso in modo "a basso regime".
Ti dico questo perché molte persone che iniziano in consulenza si trovano a lavorare in città dove il costo della vita è molto alto. Partono con apprendistati di tre anni a 23/24.000 euro lordi l'anno, che alla fine sono meno di quello che guadagna un impiegato neoassunto all'Agenzia delle Entrate. Il lavoro nell’Agenzia, invece, è sostenibile a lungo termine, con possibilità di carriera, anche se lente.
Fra "CV perfetto", apertura della "posizione", colloqui vari inoltre si perde più tempo così che nella preparazione dei concorsi. Se mi ridassero 10 euro per ogni ora sprecata a redarre schifosi CV sarei ricco.
Se poi butti pure 15/20 Mila euro+ vitto e alloggio per un master per corteggiare queste "aziende" abbiamo veramente fatto tombola.
Inoltre, i lavori in consulenza sono spesso marci: si vive sotto stress costante, si fanno straordinari non pagati, e il turnover è altissimo. Molti resistono pochi anni, per poi trovarsi esausti e in difficoltà. Non è affatto vero che "ci si rivende facilmente" dopo l'esperienza in consulenza, come si sente dire. Al contrario, spesso ci si rende conto che queste esperienze non offrono reali competenze spendibili altrove, salvo in altri posti marci analoghi, in cui non si arriva alla pensione.
Conosco persone che hanno scelto la consulenza e che, a 32/33 anni, sono tornate a farsi mantenere dai genitori perché stanche dei ritmi di lavoro massacranti e senza più idee su come reinventarsi. La maggior parte cerca poi di entrare in realtà come Poste Italiane, Trenitalia o direttamente nel settore pubblico, ricominciando da capo come nel gioco del Monopoli, a 35 anni, se tutto va bene.
Basta guardare su LinkedIn: la stabilità lavorativa di un laureato in economia, anche in atenei prestigiosi, è prossima allo zero. Cambiano continuamente azienda, inseguendo una stabilità e delle condizioni lavorative che non arrivano mai, con risparmi prossimi alla zero perché se continuano a cercare fortuna fra Roma, Milano e Bologna nel mentre hanno solo dilapidato i soldi di famiglia.
La laurea in economia, purtroppo, non conferisce una professionalità tecnica forte. Si finisce a lavorare in azienda, gestendo gli applicativi interni, senza nessuna competenza così specifica, ma solo legata all'impresa in chi si lavora. Va usata nel pubblico.
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Grazie davvero per la risposta esaustiva. Non avevo valutato l'opzione LMG/01, effettivamente potrei chiedere a qualche Ateneo una prevalutazione sulla base dei cfu maturati nel corso di laurea. Diversamente, avevo valutato attentamente l'ipotesi LM-63, scegliendo come Ateneo di destinazione UnitelmaSapienza. Cosa ne pensi? Alternative?
L'Ateneo più vicino alla mia città dista poco più di un'ora di macchina, non so quanto possa esser conveniente da un punto di vista economico la vita da fuorisede, tra una lezione e l'altra si perde davvero tanto tempo prezioso a mio avviso, considerando in ogni caso l'obiettivo di vincere un concorso ... dovrei immatricolarmi e sostenere unicamente gli esami ... consigli?
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Ma una vale l'altra, se la LMG-01 ti costa meno di 180 crediti andrai con quella, nella vita è un titolo molto più "solenne", una laurea in legge è sempre una laurea in legge.
Unitelma va benissimo, il titolo serve per accedere a determinati concorsi, non per vendersi al migliore offerente. Risparmi un sacco di soldi logistici, di alloggio e il tempo risparmiato per andare a lezione può essere usato per lavorare, o per studiare per i concorsi.
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Ciao Anto'facaldoOriginariamente inviato da Anto'facaldo Visualizza il messaggioOnestamente una cosa durissima: concorsi pubblici aggressivamente, ma proprio aggressivamente perché basta la laurea nel 99% dei casi. Nel mentre consiglio studio anche per la laurea magistrale e lavoro qualsiasi, meglio se relazionato alla laurea.
Non sentire tutti quelli che dicono privato, privato, fatti un giro su LinkedIn e scoprirai che dopo verso 35/40 anni tutti hanno problemi lavorativi e cercano di spostarsi sul pubblico, specie chi viene dalla consulenza.
Se entro i 24 vinci un concorso vicino casa risparmi salute e un sacco di soldi sprecati per trasferte varie, cambi di lavoro e vari master inutili per piacere alla consulenza.
Lavoro+magistrale+studio concorsi e a 24 anni sei un signore
mi potresti spiegare il perché di questa affermazione? esistono statistiche ufficiali o semplicemente è una tua sensazione in base alle persone da te conosciute?
Che problemi lamentano? Io lavoro nel privato e sicuramente, tranne la lentezza nella progressione dei ruoli, non saprei di cosa lamentarmi.
Inoltre, nel privato, se non dico bestialità, tendenzialmente si guadagna molto di più che nel pubblico a parità di ruoli. (area sanitaria a parte)
Credo che la scelta del privato o del pubblico non derivi dai problemi che vi possano essere in futuro, semplicemente è una scelta di campo e di vita. Io ad esempio grazie all'esperienza da dipendente nel privato, ho avuto la possibilità di conoscere persone e colleghi, con i quali a breve farò una società di consulenza; però mi interessa il tuo punto di vista.
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Anto'facaldo dipende da cosa si cerca. Se la stabilità e' al primo posto, concordo che il settore pubblico sia preferibile, ma se si cercano guadagni più alti, possibilità di rivendersi in contesti differenti, fare esperienza all'estero, il settore privato e' preferibile.
Considera anche che cambiare spesso lavoro può determinare anche incrementi di salario dato che le offerte, di solito, sono più alte della retribuzione percepita. Oppure capita che si possano contrattare offerte in linea con le retribuzioni ma con benefits aggiuntivi (auto aziendale, assicurazione sanitaria, percentuale su Ebitda, ecc.. )
Inoltre, nel privato hai maggiori possibilità di Smart working (o addirittura full remote). Immagina cosa significhi per un padre o una madre di famiglia avere questa flessibilità.
Sinceramente non ho evidenza di questa volontà di fuga dal privato al settore pubblico per i 35-40enni. Poi sicuramente può dipendere anche da dove si vive.
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