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Iscriversi a LM-26 dopo L-32 e LM-75

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  • Iscriversi a LM-26 dopo L-32 e LM-75

    Salve, scrivo questo post per conto di mio fratello. In pratica lui è laureato in L-32 Scienze Ambientali alla Federico II e LM-75 Scienze e tecnologie per l'ambiente il territorio alla Vanvitelli. Le prospettive di lavoro con queste 2 lauree sono imbarazzanti, tanto che per trovare lavoro ha preso delle certificazioni per lavorare come RSPP e/o ASPP. Oggi lavora con un contratto a tempo indeterminato con una botta di sedere pazzesca perché la società per la quale lavora da 2 anni ha un ambiente di lavoro tossico e quindi nessuno vuole lavorarci e chi viene assunto si dimette dopo poche settimane, per questo lui è stato assunto. Cerca di maturare esperienza per migliorare il suo curriculum e continua a mandarli in giro, ma nonostante tutto non lo pensa nessuno per via delle sue lauree perché nel settore della sicurezza sul lavoro cercano solo ingegneri con le certificazioni. A questo punto vorrebbe iscriversi alla magistrale a LM-26 Ingegneria della sicurezza con lo scopo di farsi chiamare "ingegnere" (lo so è assurdo ma per i datori di lavoro se non sei "ingegnere" non sei nessuno).
    Per LM-26 accettano sicuramente laureati in Ingegneria industriale, civile e ambientale. Mentre mio fratello dovrà integrare ovviamente dei CFU. Perciò chiedo se conoscete un corso LM-26 che richiede il minor numero di CFU da integrare.
    Grazie in anticipo per la vostra risposta.
    L-14 Guglielmo Marconi

  • #2
    Ciao,

    sono le famose lauree STEM, di cui a sentire tutti i sedicenti esperti (del piffero) l'Italia ha un disperato bisogno, e che in realtà, a parte Ingegneria (ma non abbiamo nessuna penuria di laureati in Ingegneria: tranne quelli di sesso femminile, ma onestamente chissenefrega, come non mi frega granché del fatto che i laureati in altri àmbiti di sesso maschile scarseggino), sono quelle che offrono le prospettive occupazionali più desolanti. Infatti tu dici che tuo fratello è stato fortunato, dunque non oso immaginare cosa lo avrebbe aspettato se non avesse avuto questo colpo di 'fortuna'.

    Ora, io partirei dal presupposto che tuo fratello è già sovraqualificato, e di gran lunga, rispetto al lavoro che svolge, per cui al suo posto investirei in ulteriore formazione per cambiare lavoro e non per tentare di vendermi altrove per fare stesso lavoro.
    Analizziamo dunque ciò che tuo fratello fa adesso e ciò che con i suoi titoli potrebbe fare.

    In base all'art. 32 e all'all. II del d.lgs. 81/2008 e come da accordo Stato-regioni 07/07/2016, l'addetto al servizio di prevenzione e protezione è necessariamente un lavoratore dipendente, normalmente adibito ad altre mansioni (ad esempio un impiegato amministrativo) e che percepisce una indennità aggiuntiva o un superminimo motivato da questa responsabilità specifica. Onestamente non ho mai sentito di un ASPP che faccia solo l'ASPP, anche in contesti molto strutturati e organicamente complessi.
    Il RSPP invece può essere sia interno sia esterno. Se interno può svolgere anche altre mansioni, ma spesso l'RSPP si occupa solo di quello, specie nelle realtà più grandi.
    In entrambi i casi servono un titolo finale di scuola secondaria di secondo grado e un corso composto da tre moduli: i primi due abilitano solo a fare l'ASPP e il terzo a fare l'RSPP. Dai soli primi due moduli si può essere esonerati su domanda se in possesso di una laurea o una laurea magistrale e si è in ogni caso esonerati se titolari di abilitazione alla professione di architetto o ingegnere (credo anche senza essere iscritti all'albo, ma non ne sono certo). Nemmeno la laurea sanitaria di classe L-SNT/4 abilitante alla professione di tecnico della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro è interamente sostitutiva di tutti e tre i moduli: per diventare RSPP anche il tecnico della prevenzione deve seguire il modulo C.
    Dunque tuo fratello svolge un'attività per la quale è sufficiente il diploma di istruzione secondaria di secondo grado e dunque se è stato assunto per fare solo questo è molto probabile che sia inquadrato in una posizione funzionale che richiede tale titolo, anche se lui possiede titoli sino a due livelli superiori.

    Ora, io mi rendo conto che i titoli che tuo fratello ha sono deboli per trovare lavoro nel privato (e anche nella PA non è che aprano molti sbocchi, anche se qualche singolo concorsino ogni tanto esce), ma, a proposito di professioni regolamentate, con tali titoli può abilitarsi, previo superamento di appositi esami di Stato che non richiedono nemmeno il previo praticantato, a diverse professioni:
    • biologo iunior (albo dei biologi, sezione B), con la L-32;
    • biologo (albo dei biologi, sezione A), con la LM-75 (questa abilitazione consente di esercitare anche come nutrizionista);
    • geologo (albo dei geologi, sezione A), con la LM-75.
    • pianificatore iunior (albo degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori; settore pianificazione, settore B), con la L-32;
    • agrotecnico laureato (albo degli agrotecnici e agrotecnici laureati), con la LM-75;
    • perito agrario laureato (albo dei periti agrari laureati), con la LM-75;
    • dottore agronomo e dottore forestale (albo dei dottori agronomi e dottori forestali, sezione A), con la LM-75;
    Direi che le prospettive sono interessanti (in particolare i geologi mi pare che lavorino abbastanza, mentre i biologi nutrizionisti lavorano spesso sulla border line che li distingue dai medici), dunque gli consiglierei di esplorare queste opportunità (valutando anche se conseguire più abilitazioni, magari da tenere nel cassetto per quanto esce qualche concorso per funzionario tecnico, considerando che spesso vanno deserti o quasi).

    Nel caso tuo fratello sia determinato a diventare ingegnere, gli consiglierei a quel punto di sfruttare le molte altre porte che una laurea in Ingegneria può aprire. I consigli che gli posso dare per massimizzare la resa e minimizzare i tempi sono i seguenti:
    • usare la L-32 e non la LM-75 per accedere a un corso di laurea magistrale e usare la laurea magistrale che già possiede per richiedere un'abbreviazione di carriera per titolo già conseguito nello stesso ciclo;
    • optare per il corso ingegneristico che gli consente la maggiore abbreviazione possibile, in maniera tale da compensare i crediti che deve recuperare in ingresso (che costano cari molto più dal punto di vista economico che dell'impegno richiesto) con la successiva riduzione di percorso.
    Stavo pensando che i corsi di laurea magistrale su cui otterrebbe le riduzioni di percorso più consistenti non sono quelli della classe LM-26, bensì quelli della classe LM-35 (Ingegneria per l'ambiente e il territorio), che consente di accedere all'esame di Stato per la professione di ingegnere nel settore civile e ambientale della sezione A, mentre la LM-26 nel settore industriale.
    Mentre le lauree in Ingegneria del vecchio ordinamento (tutte, purché cominciassero con la parola "Ingegneria") consentono di abilitarsi per tutti i settori (o perlomeno lo hanno consentito durante ila finestra transitorio; chi era già iscritto all'albo unico prima della riforma confluisce automaticamente in tutti e 3 i settori della sezione A), ai sensi del DPR 328/2001 e ss.mm.ii. il settore civile e ambientale consente di progettare e collaudare opere e impianti civili (edifici e infrastrutture) e di dirigere i relativi lavori, quello industriale no. Il settore civile e ambientale consente di fare tutto ciò che la normativa europea attribuisce alla professione di architetto ma i titoli che consentono di sostenere l'esame di Stato per la professione di ingegnere non consentono di sostenere l'esame di Stato per l'abilitazione alla professione di architetto in quanto non conformi alla direttiva 1985/384/CEE; viceversa, i titoli che consentono di sostenere l'esame di Stato per l'abilitazione alla professione di architetto consentono di sostenere anche gli esami di Stato per ingegnere nel settore civile e ambientale.
    Nessuno dei 31 corsi in Italia di classe LM-35 consente l'accesso senza obblighi formativi aggiuntivi con L-32, ma tutti richiedono, a chi abbia lauree diverse da quelle previste (sempre la L-7, talvolta anche altre), di avere dei crediti distribuiti in determinati settori che vanno da un minimo di 12 (Genova) e un massimo di 60 (Sapienza). Politecnico di Milano, Vanvitelli, Parthenope e Federico II ne chiedono una cinquantina. Probabilmente sulla base della distribuzione dei crediti sui vari settori scientifico-disciplinari ce ne sono alcune in cui tuo fratello può riuscire ad accedere senza dovere recuperare niente, ma questa è una cosa che si può verificare solo conoscendo il piano di studi effettivamente seguìto (i piani di studio non sono standard, ma differiscono da università a università). In questo caso, supponendo che gli convalidino o dispensino circa 40 crediti (circa 6 esami), in un anno o poco più potrebbe conseguire il titolo.

    Tieni presente che pur conseguendo una laurea magistrale in Ingegneria non sarà ingegnere finché non avrà sostenuto e superato l'apposito esame di Stato (il titolo accademico non è in re ipsa abilitante) e non potrà esercitare la professione né spenderne il titolo se non in costanza di iscrizione all'albo. Dovrà continuare a presentarsi come dottore, non come ingegnere.


    BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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    • #3
      Grazie per la risposta e mi scuso per la mia riposta tardiva, ma sono stato un pò impegnato in questo periodo.
      sono le famose lauree STEM, di cui a sentire tutti i sedicenti esperti (del piffero) l'Italia ha un disperato bisogno, e che in realtà, a parte Ingegneria (ma non abbiamo nessuna penuria di laureati in Ingegneria: tranne quelli di sesso femminile, ma onestamente chissenefrega, come non mi frega granché del fatto che i laureati in altri àmbiti di sesso maschile scarseggino), sono quelle che offrono le prospettive occupazionali più desolanti. Infatti tu dici che tuo fratello è stato fortunato, dunque non oso immaginare cosa lo avrebbe aspettato se non avesse avuto questo colpo di 'fortuna'.
      Pensa un professore alla Vanvitelli gli disse "Lo scritto non lo facciamo. Ci vediamo un giorno, vi faccio una domanda facile facile e poi ci mettiamo d'accordo per il voto, tanto con questa laurea al massimo potete andare a catturare le farfalle o raccogliere la munnezza". E alla fine aveva ragione, mio fratello è rimasto col cerino in mano.

      Onestamente non ho mai sentito di un ASPP che faccia solo l'ASPP, anche in contesti molto strutturati e organicamente complessi.
      Il RSPP invece può essere sia interno sia esterno. Se interno può svolgere anche altre mansioni, ma spesso l'RSPP si occupa solo di quello, specie nelle realtà più grandi.
      L'RSPP è esterno, mentre mio fratello è ASPP interno di un'azienda abbastanza grande.

      Dunque tuo fratello svolge un'attività per la quale è sufficiente il diploma di istruzione secondaria di secondo grado e dunque se è stato assunto per fare solo questo è molto probabile che sia inquadrato in una posizione funzionale che richiede tale titolo, anche se lui possiede titoli sino a due livelli superiori
      Di questo è perfettamente consapevole, il problema è spiegarlo agli imprenditori e HR con i quali deve sostenere i svariati colloqui che sono dei totali scappati di casa.

      Ora, io mi rendo conto che i titoli che tuo fratello ha sono deboli per trovare lavoro nel privato (e anche nella PA non è che aprano molti sbocchi, anche se qualche singolo concorsino ogni tanto esce), ma, a proposito di professioni regolamentate, con tali titoli può abilitarsi, previo superamento di appositi esami di Stato che non richiedono nemmeno il previo praticantato, a diverse professioni:
      • biologo iunior (albo dei biologi, sezione B), con la L-32;
      • biologo (albo dei biologi, sezione A), con la LM-75 (questa abilitazione consente di esercitare anche come nutrizionista);
      • geologo (albo dei geologi, sezione A), con la LM-75.
      • pianificatore iunior (albo degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori; settore pianificazione, settore B), con la L-32;
      • agrotecnico laureato (albo degli agrotecnici e agrotecnici laureati), con la LM-75;
      • perito agrario laureato (albo dei periti agrari laureati), con la LM-75;
      • dottore agronomo e dottore forestale (albo dei dottori agronomi e dottori forestali, sezione A), con la LM-75;
      Direi che le prospettive sono interessanti (in particolare i geologi mi pare che lavorino abbastanza, mentre i biologi nutrizionisti lavorano spesso sulla border line che li distingue dai medici), dunque gli consiglierei di esplorare queste opportunità (valutando anche se conseguire più abilitazioni, magari da tenere nel cassetto per quanto esce qualche concorso per funzionario tecnico, considerando che spesso vanno deserti o quasi).
      Onestamente non so se ha considerato queste professioni, glielo chiederò.

      Probabilmente sulla base della distribuzione dei crediti sui vari settori scientifico-disciplinari ce ne sono alcune in cui tuo fratello può riuscire ad accedere senza dovere recuperare niente, ma questa è una cosa che si può verificare solo conoscendo il piano di studi effettivamente seguìto (i piani di studio non sono standard, ma differiscono da università a università). In questo caso, supponendo che gli convalidino o dispensino circa 40 crediti (circa 6 esami), in un anno o poco più potrebbe conseguire il titolo.
      Ok allora mi farò dare il suo piano di studi e poi aggiornerò questo thread.
      L-14 Guglielmo Marconi

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      • #4
        Originariamente inviato da Nome-Utente Visualizza il messaggio
        L'RSPP è esterno, mentre mio fratello è ASPP interno di un'azienda abbastanza grande.
        Come ti ho scritto, entrambi possono essere sia interni sia esterni, ma solitamente l'ASPP è un interno che ordinariamente svolge altre mansioni e che viene "delegato" e l'RSPP si occupa solo di sicurezza, ed è quasi sempre esterno.
        Se tuo fratello fa solo l'ASPP senza svolgere altre mansioni, almeno in questo è fortunato (dev'essere un'impresa molto strutturata per poterselo permettere).

        Di questo è perfettamente consapevole, il problema è spiegarlo agli imprenditori e HR con i quali deve sostenere i svariati colloqui che sono dei totali scappati di casa.
        Su questo con me sfondi una porta aperta. Sapessi che mi è capitato ai colloqui. Una volta qualcuno diceva che chi sa fa e chi non sa insegna; oggi potremmo dire che chi non sa fa l'HR. Salvando la pace di qualcuno ovviamente.
        BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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