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Laurea in Ingegneria e dubbi su come e dove proseguire per la laurea magistrale

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  • Laurea in Ingegneria e dubbi su come e dove proseguire per la laurea magistrale

    Buongiorno a tutti, è il primo post che faccio su questo forum. L'anno scorso mi sono laureato in corso in Ingegneria Meccanica triennale all'università degli studi di Palermo. Ho pensato dopo ciò di andare a Torino per continuare la magistrale al politecnico. Tuttavia la realtà mi si è presentata davanti in quanto per mancanza di liquidi (non prendo la borsa di studio per diversi fattori) mi sono messo a cercare lavoro (avevo già fatto il cameriere durante la triennale). Ho trovato alla fine un lavoro con contratto a tempo indeterminato presso una società di consulenza che mi ha dato come cliente Stellantis. Fin qui tutto bene se non fosse che sto affogando nel gestire lavoro e studio.

    Durante questi mesi ho pensato più volte di iscrivermi alla telematica valutando la magistrale in Ingegneria Industriale curriculum Meccanica alla Unimarconi. Ma in rete non ho trovato pareri riguardo questa magistrale e sono anche spaventato al pensiero di cominciarla perché poi i recruiter potrebbero non valutarla come chissà cosa ed aver perso tempo e denaro.

    Parlo di recruiter perché il lavoro che faccio al momento non mi soddisfa particolarmente, sono rimasto solo perché lato economico non è per niente male.

    Qualcuno può darmi pareri diretti di ingegneri industriali laureati in telematica e di come hanno poi affrontato il mondo del lavoro?

    Un grazie in anticipo a tutti quelli che risponderanno

  • #2
    Buongiorno.

    Ti ho corretto il titolo della discussione perché tu non sei ingegnere, ma sei laureato in Ingegneria, che è diverso e non è nemmeno più prerequisito per diventare ingegnere, dato che esistono una classe di laurea e due classi di laurea magistrale non ingegneristiche che consentono l'accesso all'esame di Stato per l'abilitazione alla professione di ingegnere.
    Peraltro, cosa sarebbe un «ingegnere triennale»? Semmai un ingegnere iunior (cosa che comunque non sei).

    Inoltre, ho spostato la discussione perché non riguarda prettamente le università telematiche, ma si colloca a un punto più a monte, cioè decidere se continuare gli studi o meno.
    BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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    • #3
      Originariamente inviato da azzemi270 Visualizza il messaggio
      Buongiorno a tutti, è il primo post che faccio su questo forum.
      https://www.università.com/forum/benvenuti/presentazioni

      L'anno scorso mi sono laureato in corso in Ingegneria Meccanica triennale all'università degli studi di Palermo. Ho pensato dopo ciò di andare a Torino per continuare la magistrale al politecnico.
      Per iniziare il corso di laurea magistrale, non per continuare.

      Tuttavia la realtà mi si è presentata davanti in quanto per mancanza di liquidi (non prendo la borsa di studio per diversi fattori) mi sono messo a cercare lavoro (avevo già fatto il cameriere durante la triennale).
      Questo approccio è completamente sbagliato. Il non proseguire gli studi dopo la laurea, impropriamente chiamata triennale, non va percepito come un fallimento personale, anzi nell'ottica del processo di Bologna dovrebbe essere la norma. Tu invece pare che ti debba giustificare: «sono stato costretto a trovare lavoro per mancanza di liquidi». Non la devi vivere così. Hai cercato lavoro perché avevi un titolo spendibile in un settore che ti piaceva, volevi renderti indipendente e volevi fare esperienza.

      Fin qui tutto bene se non fosse che sto affogando nel gestire lavoro e studio.
      Troppo vago. Quanti crediti hai maturato? Quanti esami ti mancano?

      Durante questi mesi ho pensato più volte di iscrivermi alla telematica
      A una telematica. Non è una sola.

      valutando la magistrale in Ingegneria Industriale curriculum Meccanica alla Unimarconi. Ma in rete non ho trovato pareri riguardo questa magistrale e sono anche spaventato al pensiero di cominciarla perché poi i recruiter potrebbero non valutarla come chissà cosa ed aver perso tempo e denaro.
      Se hai già esperienza lavorativa strettamente correlata al settore, il blasone dell'ateneo conta molto meno poiché non rappresenta il biglietto da visita, ma uno dei tanti elementi che lo compongono.
      In Italia, peraltro, la formazione ingegneristica è molto buona dappertutto e soprattutto risulta estremamente efficace sul mercato del lavoro anche se conseguita in piccoli atenei di provincia (vedi Cassino), poiché i laureati in Ingegneria sono richiestissimi e peraltro beneficiano di . Inoltre sono ben 15 le università italiane presenti nel Quacquarelli Symonds world university rankings, una delle tre più prestigiose classifiche di qualità delle università a livello globale, che prende in considerazione i sistemi universitari di 100 Stati analizzando tutti i loro atenei e selezionando i migliori, per poi fare una graduatoria unica tra i primi 1700. In base alle risultanze del 2025, i migliori atenei italiani per l'àmbito disciplinare dell'ingegneria sono i seguenti:
      1. Politecnico di Milano (21º posto a livello globale)
      2. Politecnico di Torino (55º posto a livello globale)
      3. Sapienza Università di Roma (93º posto a livello globale)
      4. Alma mater studiorum - Università di Bologna (111º posto a livello globale)
      5. Università degli studi di Padova (165º posto a livello globale)
      6. Università degli studi di Napoli Federico II (173° posto a livello globale)
      7. Università di Pisa (244ª posizione a livello globale)
      8. Università degli studi di Trento (292ª posizione a livello globale)
      9. Università degli studi di Roma Tor Vergata (328ª posizione a livello globale)
      10. Università degli studi di Torino (374ª posizione a livello globale)
      11. Università degli studi di Milano (376ª posizione a livello globale)
      A seguire, inserite a pari merito nella fascia tra la 401ª e la 450ª posizione a livello mondiale, si trovano l'Università degli studi di Firenze, l'Università degli studi di Genova e l'Università degli studi di Pavia. Nella fascia ancora successiva, tra la 501ª e la 550ª, figurano il Politecnico di Bari e la blasonatissima Scuola superiore Sant'Anna di studi universitari e perfezionamento (una delle due scuole pisane di eccellenza, che non eroga direttamente lauree e lauree magistrali ma viene presa in considerazione perché il ranking non tiene conto della distinzione tra università vere e proprie e istituzioni universitarie a ordinamento speciale).
      L'àmbito ingegneristico, dunque, presenta parecchie eccellenze lungo tutto lo stivale e su entrambe le sponde, che non giustificano assolutamente la scelta torinese, se questa è stata meramente pregiudiziale: ti saresti potuto orientare diversamente facendo una valutazione preventiva della sostenibilità economica, cosa che mi pare non sia stata effettuata.

      Ora io mi chiedo: premesso che secondo me la formazione ingegneristica offerta da atenei telematici come l'Uninettuno e la Marconi non ha niente da invidiare a quella di parecchie università tradizionali, uno come te, che vive male l'essersi trovato 'costretto' a trovare lavoro dopo la laurea (che palesemente non percepisce come titolo finito) e che avrà scelto il Politecnico di Torino per una questione di prestigio, possiamo essere certi che dopo aver conseguito la laurea magistrale non comincerà a rimuginare portandosi dietro il rimpianto di non aver proseguito gli studi al PoliTo per chissà quanti anni?
      Onestamente io non voglio prendermi la responsabilità di mandarti in crisi.


      Qualcuno può darmi pareri diretti di ingegneri industriali laureati in telematica e di come hanno poi affrontato il mondo del lavoro?
      L'ingegnere è una cosa diversa dal laureato e dal laureato magistrale in discipline ingegneristiche. Se uno cerca un ingegnere, non gli va chiedendo di certo dove si è laureato, poiché è l'abilitazione professionale il quid che lo caratterizza, e quella è rilasciata dallo Stato, non dalla singola università. Tu per caso quando vai dal medico o dall'avvocato gli chiedi dove si sono laureati?
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