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la laurea magistrale più opportuna per il mercato del lavoro dopo L36
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Io invece ti rispondo francamente. Preparati ad avere un pano B solido. Quelle che descrivi sono carriere da "uno su mille ce la fa", sottopagate nella migliore delle ipotesi e con un mercato ristretto (che poi e' la cause delle paghe basse). I mie ex compagni di liceo che hanno scelto quella carriera sono dovuti emigrare in Belgio ed Olanda perché in Italia avevano, a fatica, paghe inferiori a quelli dei cassieri. Pensaci bene. Le attitudini sono importanti, ma lo e' anche lo stipendio a fine mese.
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gabriele27, io credo che tu abbia bisogno non di un bagno di umiltà — non credo tu sia presuntuoso e non mi piace la retorica che cerca di tarpare le ali alle persone ambiziose — ma, piuttosto, di un bel bagno di realtà.
Si parlava della pubblica amministrazione come piano B e tu parli di corso-concorso SNA come se fosse un ripiego. Io mi chiedo se tu abbia una vaga idea di ciò di cui stai parlando, e, siccome la risposta che mi do è negativa, credo sia meglio che ti dia qualche spiegazione.
Se è vero che il pubblico impiego è generalmente pagato poco, i dirigenti pubblici prendono mediamente di più di quelli privati. Infatti, anche se nel privato lo stipendio dirigenziale parte da cifre vicine agli 80mila euro lordi e nel pubblico è poco sopra la metà, l'incidenza delle componenti variabili nel pubblico è molto più elevata, e i dirigenti di prima fascia possono arrivare anche a superare i 200mila euro. In un'Italia che si regge sulle cosiddette PMI, che nella larghissima maggioranza dei casi sono microimprese e non piccole e medie imprese, e in cui anche le società quotate in borsa hanno il top management che è una famiglia neanche troppo allargata, è abbastanza improbabile che si arrivi a guadagnare cifre del genere. Peraltro il tetto di 240mila euro annui di cui al DL 66/2014 e relativa legge di conversione è stato dichiarato incostituzionale con sentenza 135/2025 e quindi qualche direttore generale forse li supera.
Inoltre, nessun privato assumerebbe un pinco pallino qualsiasi — cioè uno che di cognome non fa Ferrero, Agnelli/Elkann, Del Vecchio, Ferragamo, Barilla, Punzo, Preziosi, Dolfin, Cellino (e così ho completato la penisola dal Nord-ovest al Sud e ci ho aggiunto le isole tanto per non scontentare nessuno) volendo anche Marinella — direttamente come dirigente. Questa è una opportunità che solo la pubblica amministrazione offre.
Se potessi fare una graduatoria delle carriere più ambìte nella PA e nel pubblico impiego civile in genere, tenendo conto dei soli concorsi cui si può accedere con titoli universitari ed escludendo l'insegnamento, il settore della docenza universitaria e della ricerca e le professioni sanitarie, sarebbe la seguente:- carriera diplomatica
- magistratura e carriera prefettizia
- dirigenza tramite SNA
- commissari di polizia, dirigenti penitenziari
- carriere direttive in Camera, Senato e Presidenza Repubblica
- carriere direttive in autorità amministrative indipendenti e funzionari AGID
- carriera direttiva Banca d'Italia (che può evolvere in dirigenza) e funzionari Presidenza Consiglio
- segretari degli enti locali
- enti pubblici economici (che operano come se fossero società di capitali e dunque il rapporto di lavoro con esse è di puro diritto privato) e altri enti che applicano contratti di diritto privato (alcune agenzie regionali per l'edilizia residenziale pubblica, autorità portuali)
- funzionari enti pubblici non economici (e.g. INPS, ENAC, ICE, ACI, CONI, INAIL, ordini e collegi professionali e altre federazioni sportive, loro consigli nazionali e federazioni, CAI), ADM, AdE, Corte dei conti e Segretariato generale della giustizia amministrativa
- funzionari dei ministeri di fascia 'pregiata' (ad esempio MEF), ANBSC, agenzie varie (AGENAS, ANSFISA, AIFA, ISS)
- funzionari dei ministeri di fascia intermedia
- funzionari delle regioni (in particolare consigli regionali e l'ARS), delle agenzie regionali (ad esempio ARTI, ARS Toscana, ESTAR, Campania turismo, agenzie regionali di protezione ambientale), delle camere di commercio
- DSGA, funzionari enti locali e agenzie per i servizi alla persona (già istituti di pubblica assistenza e beneficenza), funzionari università, funzionari SSN, pur con le inevitabili differenze tra un ente e un altro.
Alla dirigenza 'normale' si può accedere solo se si è funzionari da almeno 5 anni (o se si è dipendenti pubblici di ruolo e si è stati funzionari per 5 anni) e dunque non l'ho inclusa nelle carriere ambìte, perché è una cosa a cui si può eventualmente pensare dopo.
Tanto premesso, basta farsi un giro su InPA o dare una sfogliata a un qualsiasi numero della quarta serie speciale della Gazzetta ufficiale per rendersi conto che in Italia accanto alla parola "dirigente" quasi sempre c'è la dicitura "medico".
I dirigenti medici sono circa il 70% di tutti i dirigenti pubblici civili. E non fanno solo i medici: io me ne sono ritrovati ben tre che svolgevano funzioni di dirigenti veri e propri, amministrativi. Si trovano soprattutto nelle regioni, ma anche nelle stesse aziende sanitarie e ospedaliere.
Chi ha esperienza di lavoro nelle funzioni centrali, inoltre, sa che gran parte dei posti dirigenziali vacanti sono 'temporaneamente' occupati, nell'ordine, da diplomatici, appartenenti alla carriera prefettizia, magistrati e docenti universitari collocati fuori ruolo ovvero in posizione di comando, distacco, aspettativa o messa a disposizione (a seconda dei rispettivi ordinamenti), nonché da dirigenti a tempo determinato reclutati ai sensi dell'art. 19, c. 6, del d.lgs. 165/2001, che si applica anche a regioni e camere di commercio. Negli enti locali (la gran parte dei quali non provvisti di dirigenza) i dirigenti a contratto ex art. 110 TUEL. Non parliamo poi di tutti i segretari degli enti locali di fascia B superiore messi a disposizione delle altre pubbliche amministrazioni, di avvalimenti, di scavalchi e di incarichi ad interim, che poi non sono mai ad interim perché in Italia tutto ciò che è provvisorio finisce col diventare definitivo (personalmente conosco un professore associato che da quando è diventato professore associato fa il dirigente, sono passati 25 anni e sta ancora lì, saldamente incollato alla poltrona di dirigente, in aspettativa dal suo posticino tenuto bello in caldo all'università; sic stantibus rebus è quasi impossibile che vi torni realmente. Così come ho conosciuto ufficiali militari distaccati su funzioni civili, come funzionari o come dirigenti a seconda del grado, che sono andati in pensione senza mai tornare a indossare l'uniforme del corpo di appartenenza), anche perché le carriere speciali (e anche quella dei segretari) sono escluse dal blocco delle assunzioni e annoverano strutturalmente risorse in sovrannumero rispetto al reale fabbisogno. Avvalersi di loro consente sia di utilizzare gente che senza avere un incarico dovresti pagare lo stesso, sia di destinare le economie derivanti dal taglio di dirigenti di ruolo a compensare le cessazioni del personale non dirigente; paradossalmente così spendi di più e dunque se ne va a far friggere la ratio stessa del blocco, ma nessuno se ne accorge, Commissione europea compresa (visto che il blocco è legato ai parametri di Maastricht), e sono tutti contenti. Peraltro non si può dire la stessa cosa di medici, magistrati e docenti universitari: nessuna di queste tre categorie è in esubero, dunque il motivo per cui vengono distolti dal lavoro che dovrebbe essere loro naturale e messi a fare altro è puramente politico, ed è meglio che non aggiunga altro.
A quanto sopra devi aggiungere i raccomandati che vengono assunti grazie alla nuova genialata brunettiana (sfrontatamente incostituzionale) di cui all'art. 28, c. 1-ter, del d.lgs. 165/2001, che tra poco sarà ulteriormente riformato in peius da Zangrillo. Si tratta di gente già in servizio a tempo determinato ex art. 19, c. 6, cioè raccomandati, i quali attraverso prove «esperienziali» tenute da fantomatici esperti a costo zero per la PA (e ho detto tutto) confermano la loro idoneità alla dirigenza e vengono stabilizzati. Sinora la giurisprudenza aveva stabilito che non è possibile la stabilizzazione dei titolari di rapporti fiduciari con gli organi politici o comunque dei nominati, e che addirittura gli incarichi temporanei ottenuti senza concorso non possono costituire oggetto di valutazione nei concorsi. Adesso, invece, non ci sarà neanche bisogno di fare le stabilizzazioni travestite da concorsi e i concorsi pilotati: liberi tutti e caliamoci le maschere dell'ipocrisia.
Tutta 'sta gente che occupa posizioni dirigenziali nonostante nella vita si era scelta un'altra carriera (ringraziamo Amato, De Lorenzo e Rosy Bindi per aver stabilito che un medico solo in quanto tale deve essere dirigente per forza) e i raccomandati di cui sopra erodono enormemente il numero di posti dirigenziali disponibili, sottraendoli a chi ambisce a fare il dirigente provenendo dalla carriera amministrativa, o ci vorrebbe arrivare attraverso la SNA.
Il bando SNA 2025 (XI corso-concorso) prevedeva 144 posti, poi come concorsi per dirigenti da più posti ci sono stati 49 posti all'Inps, 12 posti al Ministero degli affari esteri, 5 posti all'Agea. Tutti gli altri concorsi per dirigenti, escludendo quelli per dirigenti medici, erano da un solo posto (con alcune amministrazioni che per assumere più dirigenti hanno emanato bandi distinti con gli stessi requisiti; era possibile candidarsi a tutti i concorsi pagando per ciascuno una distinta quota di partecipazione, che arrivava sino a 50 euro), per un totale di circa 150 posti in tutta Italia.
Ebbene, per i meno di 300 posti complessivi di cui sopra sai qual è la potenziale platea di interessati? Fa' conto che i dipendenti pubblici che occupano posizioni funzionali per le quali sia richiesta una laurea sono circa almeno un terzo dei circa 3.3 milioni totali (i laureati sono molti di più, ma occupano anche posizioni per non laureati) e sono per la quasi totalità assunti da oltre 5 anni. Dunque immagina per ciascuno di questi concorsi quanti candidati ci siano.
Pensare dunque che si possa fare un concorso SNA come piano B è semplicemente ridicolo, a meno che il piano A non sia ancora più ambizioso, ma la vedo difficile (anche perché tu dici genericamente che vorresti lavorare in un certo settore, ma non dici cosa ci vorresti fare).
In altre parole, se il lavoro dei tuoi sogni è della serie "Uno su mille ce la fa", tu stai proponendo a te stesso come alternativa ad esso uno della serie "Uno su un milione ce la fa" (pressoché letteralmente).
Lavorare nella PA per ripiego è un'altra cosa. La quasi totalità dei miei colleghi neo-assunti — e non parlo solo di funzionari, ma anche di istruttori/assistenti — non solo ha una laurea magistrale (cioè un grado accademico in più rispetto a quello necessario per partecipare al concorso), ma anche un'abilitazione professionale, quasi sempre quella di avvocato. Sono entrate anche persone ultraquarantenni e perfino ultracinquantenni con alle spalle anni di libera professione. Il loro si può definire un ripiego, non quello di una persona che dice «Io vorrei lavorare nel lobbying e nei public affairs ma, siccome è difficile, mal che vada divento dirigente tramite la SNA». Accetta un consiglio da quello che oramai è un vecchio trombone: con questo atteggiamento non arriverai lontano. Cerca di porti obiettivi concretamente realizzabili, altrimenti farai la fine dei miei colleghi di cui sopra, che nemmeno vedranno la pensione.BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics
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