Mi sono laureato con lode all’Università L’Orientale di Napoli in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali, curriculum Asia. Durante la triennale ho cercato soprattutto di costruirmi un profilo internazionale: ho fatto un Erasmus, uno scambio in Svizzera, studio cinese e parlo francese e spagnolo a livello C1. Ho avuto anche alcune esperienze lavorative/stage in ambito istituzionale e internazionale: ho lavorato in una Camera di Commercio occupandomi di attività legate all’internazionalizzazione e ho fatto un’esperienza presso un consolato straniero in Italia.
Per la magistrale vorrei cercare di costruire un profilo che mi permetta di avere diverse possibilità in futuro. Mi interessano soprattutto MAECI, ICE, istituzioni europee e organizzazioni internazionali, ma allo stesso tempo vorrei avere la possibilità di lavorare nel settore privato, soprattutto nell’internazionalizzazione delle imprese, export o aziende che lavorano con l’estero.
Il mio problema principale è che il mio percorso finora è stato molto poco economico e quantitativo.
Ho frequentato un liceo linguistico, quindi alle superiori ho avuto una preparazione matematica praticamente nulla. All’università ho sostenuto soltanto Economia politica, Scienza delle finanze e un esame di Statistica. Non ho quindi mai studiato seriamente matematica, econometria ecc. e partirei da una base decisamente più debole rispetto a uno studente proveniente da Economia.
Per questo sto valutando diverse strade.
La prima è International Politics and Economics (LM52) a UNIBO. Mi interessa parecchio perché sarebbe un modo per aggiungere al mio profilo una componente economica che oggi mi manca completamente. Il problema è che dovrei trasferirmi a Forlì e soprattutto ho il dubbio concreto di riuscire ad affrontare una magistrale del genere partendo praticamente da zero in matematica ed economia.
La seconda possibilità è la LM-52 in Relazioni Internazionali alla Federico II. In questo caso rimarrei a Napoli e continuerei nell’ambito che conosco già, ma il corso ha anche una componente di economia internazionale, economia europea, diritto e studi europei. Mi sembra una soluzione abbastanza equilibrata, però ho il dubbio che, avendo già una triennale in Scienze Politiche e Relazioni Internazionali, alla fine aggiunga meno competenze nuove.
La terza è Relazioni e Istituzioni dell’Asia e dell’Africa (LM52) all’Orientale, con specializzazione sulla Cina. Questa sarebbe probabilmente la scelta più coerente con il mio percorso, perché potrei continuare a sviluppare il cinese e costruire una specializzazione precisa sull’Asia. Ci sono anche possibilità di doppio titolo con università straniere, cosa che mi interessa molto. Però anche qui mi chiedo se sia strategicamente conveniente specializzarmi ancora nelle relazioni internazionali e nell’Asia, invece di usare la magistrale per aggiungere una competenza diversa.
Il dubbio quindi è fondamentalmente questo: nel mio caso, sarebbe più intelligente usare la magistrale per aggiungere una competenza economica forte, facendo molta fatica, oppure continuare a costruire un profilo internazionale specializzato, sfruttando il cinese?
Vi ringrazio.

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