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Il valore della laurea in ctf

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  • Il valore della laurea in ctf

    Salve a tutti, vorrei fare una domanda a chi frequenta in particolare Ctf... le università , per quanto riguarda questo corso di laurea, sono tutte uguali oppure anche qui vale il discorso "meglio laurearsi in un ateneo più prestigioso"?

  • #2
    Il discorso vale per tutte le università , sia in Italia che all'estero. Tu preferiresti assumere un laureato di Oxford o uno di Campton?
    Un sito web da visitare se si hanno 5 minuti liberi:
    digitalArs.it - Immagini digitali per persone reali

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    • #3
      Dipende

      Credo che "Oxford" farebbe più scena, ma valuterei soprattutto le competenze acquisite, la formazione post laurea... non sceglierei solo in base al nome dell'università 

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      • #4
        A parità  di laurea, senza post formazione e senza esperienze lavorative i datori di lavoro guardano... la raccomandazione!
        (scherzo, ma neanche tanto).
        Se non c'è la raccomandazione preferiscono affidarsi al prestigio dell'università  più che agli specifici esami. Solitamente quello che si fa al lavoro è lontanissimo da quello che si studia, ragion per cui spesso si ragiona solo sulla provenienza.

        Comunque, per ritornare alla finta battuta precedente, uno studio ha chiarito che in Italia la maggioranza delle persone ha trovato lavoro grazie a conoscenze, parentele o amicizie. L'Italia è ultima in Europa per meritocrazia.
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        • #5
          Purtroppo questo lo so...

          Anche se io sarei più orientata verso la ricerca.. e mi chiedo come sia possibile inserire un raccomandato in questo campo, dove più di tutto contano le idee e la capacità  di sperimentarle, la disponibilità  al lavoro d'équipe, la tenacia, l'umiltà  eccetera... uno queste cose o le ha o non le ha! O sbaglio?

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          • #6
            Per la ricerca nel settore privato funziona così, però bisogna dire che il settore privato in Italia fa poca ricerca, al massimo la puoi trovare solo nelle grandissime aziende.
            Per quanto riguarda il grosso dei ricercatori, cioè quelli che lavorano in ambito statale, enti ed università , la stragrande maggioranza dei ricercatori entra solo grazie alla raccomandazione di turno, questo comunque non vuol dire che non siano bravi a fare il loro lavoro. E' molto difficile che venga raccomandato un incapace o un fannullone, anche se effettivamente possono esserci casi simili. Qualche volta nelle università  puoi addirittura trovare professori di ruolo che si imboscano e lavorano una trentina di ore all'anno, non di più; ma sono casi limite.
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            • #7
              La raccomandazione probabilmente serve

              Ma il periodo di crisi mi spinge a pensare che per raggiungere i miei obiettivi ci devo mettere determinazione e impegno, sfruttare al massimo tutte le mie risorse e le opportunità  che si presenteranno... non dico che sia facile, però per andare avanti ognuno ha bisogno di un sogno o utopia se vogliamo... e se per me utopia della ricerca dev'essere, vorrei solo essere sicura non dico del successo, ma almeno della preparazione indispensabile per questo tipo di studi

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              • #8
                Mal che vada potrai andare all'estero dove il merito è valutato meglio. Per l'Italia non vedo miglioramenti negli ultimi anni.
                Quindi ti consiglio di prepararti molto bene anche in inglese.
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                • #9
                  Giusto

                  Lo terrò ben presente :)

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                  • #10
                    Teniate presente che per l'accesso alla ricerca nel pubblico bisogna superare dei concorsi. I concorsi saranno pure pilotati e truccati, ma per essi conta solo il valore legale dei titoli conseguiti e, dunque, non ha importanza dove sono stati conseguiti (conta solo la classe).
                    Se poi uno non ha santi in paradiso, per esperienza è meglio che frequenti un ateneo molto piccolo e cerchi di farsi notare lì dentro, piuttosto che andare in una bolgia inferale come la Sapienza o la Federico II o la Statale di Milano (ma anche Firenze, Bologna...), ove si è solo un numero ed emergere risulta piuttosto complicato.
                    BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                    • #11
                      Concordo completamente e mi hai fatto sorridere con la prima frase.
                      Spesso gli studenti quando pensano a un concorso si vedono già  dentro la pubblica amministrazione, una volta laureati avranno un brusco risveglio: migliaia di candidati, prove preselettive, domande che non hanno niente a che fare con l'incarico per cui si concorre, notti in B&B e ostelli infernali, code, PC che si bloccano durante le prove, ricorsi e chi più ne ha più ne metta.
                      Ahhh... cari ragazzi... godetevi l'università  finchè potete.

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