Io stesso mi ricordo ancora quanto dovevo vagare per il mio Dipartimento alla ricerca di un posto dove sistemarmi durante le ore buca fra una lezione ed un‘altra. Tutte le aule occupate”¦ o da studenti o da quaderni, matite e libri vari. Diciamo pure che qualche volta giravano anche le balle, vedendo gente che occupava i posti per studenti che in quel momento erano a lezione.
Se le aule studio erano tutte occupate, allora dovevo fare un giro nella biblioteca nel sotterraneo. Mi ricordo che in primavera e d‘autunno non c‘erano mai posti, mentre d‘estate non c‘era nessuno e si stava bene, ma a dire il vero non c‘ero nemmeno io in quanto i corsi erano sospesi; d‘inverno ci si poteva sedere dovunque, ma il riscaldamento era quello che era, e la temperatura era ideale solo per gli orsi polari. Quindi iniziavo a piedi la scalata dei 6 piani del Dipartimento per trovare almeno un posto a sedere su di una panchina”¦ tutto tempo perso. Alla fine, quando decidevo che la cosa migliore era quella di sedersi sui gradini”¦ era ormai arrivata l‘ora di andare a lezione.
Perciò”¦ tempo perso a non finire!
Insomma, prima di cercare di far aumentare la popolazione universitaria, non sarebbe meglio creare le infrastrutture necessarie ad accoglierla?
