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Scienze aziendali o Scienze economiche

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  • Scienze aziendali o Scienze economiche

    Salve, attualmente sono uno studente del primo anno di ingegneria alla Sapienza, mi sono accorto, però, che non è la facoltà  a me congeniale, poiché c'è troppa matematica e nonostante abbia frequentato il liceo scientifico non sono molto portato per questa materia. Vorrei, quindi, cambiare facoltà  e sono propenso ad "approdare" a economia. Il problema, però, è che non so quale ramo scegliere, o meglio, non ho capito bene la differenza tra le due branche dell'economia, scienze aziendali e scienze economiche, che a loro volta si dividono in altri rami. Ad esempio, alla Sapienza per quanto riguarda scienze aziendali ci sono: amministrazione delle aziende; banca, assicurazioni e mercati finanziari; gestione d'impresa ed economia e commercio. Per quanto riguarda scienze economiche, invece, ci sono: economia politica; economia e cooperazione internazionale ed economia del turismo. Premetto che vorrei diventare credit manager o broker, confido in un vostro aiuto.

  • #2
    Per quel che ne so, sono corsi di laurea molto simili. Quindi eventualmente ti puoi far convalidare gli esami passando da un corso all'altro, se proprio ne avrai la necessità . Comunque la vera differenza nella preparazione la fanno gli esami complementari, nel tuo caso dovresti seguire Analisi dei Mercati, dei Sistemi Finanziari, ecc.
    Devo dire che anche in questo ambito la matematica ha un impatto notevole.
    Un sito web da visitare se si hanno 5 minuti liberi:
    digitalArs.it - Immagini digitali per persone reali

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    • #3
      L33 - CLASSE DELLE LAUREE IN SCIENZE ECONOMICHE

      Economia, economia aziendale, economia d'impresa e management e marketing sono tutti corsi di laurea fotocopia perchè sono delle semplicissime triennali L18 ed L33 che le università  cambiano leggermente togliendo e aggiungendo qualche esame specifico in un certo settore.
      Ti conviene farti un giro di internet e vedere il piano di studi più adatto alle tue preferenze perchè per concorsi e a fini lavorativi è tutto uguale.

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      • #4
        Salve, per esami complementari cosa intendi? Inoltre di che matematica si tratta? Simile a quella di ingegneria o se ne parla in maniera ridotta?

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        • #5
          I complementari sono gli esami che puoi scegliere tu all'interno del piano di studi.
          Per quanto riguarda matematica, di solito ad ingegneria è affrontata in maniera più approfondita.
          Un sito web da visitare se si hanno 5 minuti liberi:
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          • #6
            Originariamente inviato da giaferilli Visualizza il messaggio
            non ho capito bene la differenza tra le due branche dell'economia, scienze aziendali e scienze economiche
            Premesso che ai fini lavorativi non cambia molto, per scienze economiche si intende l'economia come scienza sociale, che si suddivide a sua volta in economia politica, politica economica, scienza delle finanze oppure, se preferisci, in microeconmia e macroeconomia, ed è una scienza teorica che serve per orientare le politiche economiche (e, dunque, l'attività  dei governi). Oramai in Italia questa cosa non si studia praticamente più. La maggiore scuola al riguardo credo sia la London school of economics and political science. Questa macrodisciplina è detta anche teoria economica, è intrecciata con la scienza politica ed è intimamente connessa con alcune branche dell'economia (nonché con la filosofia).
            Le scienze aziendali, in Italia chiamate forse un po' impropriamente economia aziendale, sono ragioneria, organizzazione aziendale e volendo anche marketing, pubblicità  e comunicazione d'impresa. Roba più terra terra insomma.
            A livello di difficoltà  è tutto relativo. Ci può essere maggiore o minore orientamento quantativo (dunque più o meno matematica) sia nel primo sia nel secondo gruppo. Infatti l'economia politica è qualitativa se si limita a descrivere le teorie economiche 'raccontando' le convinzioni dei loro autori, ma diventa quantitativa qualora tenti di dimostrare le teorie attraverso teoremi, calcoli, formule ed equazioni. La ricerca al riguardo si può fare con strumenti qualitativi e quantitativi; è chiaro che, parlando di scienze dell'uomo, questi ultimi servono per semplificare la realtà  al fine di prendere decisioni. L'analisi quantitativa di metodi economici e l'uso di metodi matematici per produrre modelli atti a verificare la validità  di ipotesi economiche è chiamata econometria ed è intimamente connessa con la statistica, che è la scienza del prender decisioni in situazioni di incertezza (cit. D. Piccolo).
            Nelle scienze aziendali, è chiaro che la ragioneria (che è contabilità , analisi di bilancio etc.) è quantitativa, ma il management e il marketing hanno ampie parti qualitative.
            Poi ci sarebbe anche la finanza, che può essere sia aziendale sia pubblica ed è molto quantitativa.

            Premetto che vorrei diventare credit manager o broker, confido in un vostro aiuto.
            Dato che lo scrivi alla fine non mi pare tanto una premessa”¦ Comunque quello si può fare anche senza laurea.
            BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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            • #7
              Originariamente inviato da Bmastro Visualizza il messaggio
              Comunque la vera differenza nella preparazione la fanno gli esami complementari
              Devo dire che anche in questo ambito la matematica ha un impatto notevole.
              Hai presente il corso di laurea magistrale in Economia e diritto per le imprese e le pubbliche amministrazioni dell'Università  di Modena e Reggio Emilia? Conosco gente che ha conseguito quella laurea magistrale, che afferisce alla classe LM-77, dopo una laurea in Lingue e culture moderne. Cioè non sto parlando di Economia ma neanche di Scienze politiche o Scienze dell'amministrazione (o di Scienze dei servizi iguridici, ove comunque quasi sempre c'è un esame di Economica politica in cui perlomeno si fa macroeconomia), ma di Lingue! QUindi tutto è possibile
              BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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              • #8
                Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
                Hai presente il corso di laurea magistrale in Economia e diritto per le imprese e le pubbliche amministrazioni dell'Università  di Modena e Reggio Emilia? Conosco gente che ha conseguito quella laurea magistrale, che afferisce alla classe LM-77, dopo una laurea in Lingue e culture moderne. Cioè non sto parlando di Economia ma neanche di Scienze politiche o Scienze dell'amministrazione (o di Scienze dei servizi iguridici, ove comunque quasi sempre c'è un esame di Economica politica in cui perlomeno si fa macroeconomia), ma di Lingue! QUindi tutto è possibile
                Però... sinceramente non lo credevo possibile. Presumo che abbiano dovuto fare delle integrazioni corpose prima dell'iscrizione, a parer mio la matematica in campo economico è fondamentale, quindi le basi devono essere ben solide.

                Comunque complimenti per la tua preparazione, ho letto varie risposte che hai dato e devo dire che sei veramente ferrato nell'ambito universitario. Spero che verrai a scrivere nel forum anche in futuro, così potrai correggere gli strafalcioni che mi partono ogni tanto.
                Dal tuo stile di scrittura, mi sembra di aver già  letto qualcosa di tuo in un blog a tema universitario. Argomenti molto tecnici sempre a tema Università . Ho ragione oppure ho detto una cazzata? (tanto una più o una meno...)
                Anzi, forse hai già  scritto qui in passato, ma con un altro nick del quale hai perso la password. O no?
                Un sito web da visitare se si hanno 5 minuti liberi:
                digitalArs.it - Immagini digitali per persone reali

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                • #9
                  Originariamente inviato da Bmastro Visualizza il messaggio
                  Però... sinceramente non lo credevo possibile.
                  É possibilissimo invece.
                  Dipende dall'ateneo. L'ateneo dove lavoro è relativamente rigido, mentre alla Bocconi ad esempio è la norma.
                  C'è proprio una pagina sul sito ufficiale Bocconi destinata a laureati in discipline diverse da quelle economiche, con i corsi di laurea magistrali consigliati ai laureati in Scienze politiche e materie affini, Ingegneria e discipline cosiddette scientifiche (ivi compreso il ramo delle scienze statistiche). Alla graduate school della Bocconi il processo di ammissione, stranieri a parte, è suddiviso soltanto in laureati interni e laureati esterni: gli esterni debbono sostenere solo il cosiddetto test Bocconi (dal quale, o da una parte del quale, sono peraltro esonerati se in possesso di attestato GMAT o un'altra certificazione che non mi ricordo conseguiti con particolari requisiti di merito e da non oltre un certo periodo di tempo); se lo superano (non è a numero predefinito: tutti coloro che raggiungono un certo punteggio sono idonei), vengono ammessi all'iscrizione a qualsiasi corso post-graduate (la Bocconi è l'unica università  italiana a considerare i corsi di laurea magistrale post lauream, come avviene nel mondo anglosassone), senza debiti formativi. Sono previsti comunque dei corsi zero, detti «omogeneizzanti», con obiettivo di portare tutti gli studenti sullo stesso livello prima dlel'inizio dei corsi ufficiali, ma non sono obbligatorà® e non prevedono approvazione o riprovazione (né con valutazione di profitto né con mero giudizio di idoneità ).
                  Sino a qualche anno fa era possibile accedere anche con lauree umanistiche; ad esempio io conosco una personea laureata in Filosofia che ha conseguito una magistrale economico-aziendale in Bocconi. Adesso hanno chiuso i rubinetti, o meglio hanno introdotto un filtro: se ci provi ti mandano dal direttore/coordinatore del corso (che non so se sia un manager didattico o il presidente dell'organo collegiale o struttura didattica competente) per valutare la situazione; probabilmente il colloquio ha solo natura motivazionale e magari non sarà  neanche ufficiale, ma svolge una certa funzione deterrente.

                  Presumo che abbiano dovuto fare delle integrazioni corpose prima dell'iscrizione, a parer mio la matematica in campo economico è fondamentale, quindi le basi devono essere ben solide.
                  Permettimi di dire che non c'è un nesso tra ciò che hai presunto e il parere che hai espresso dopo (a parte il fatto che l'interpunzione così come adoperata non va bene per una questione sintattica oltre che semantica).
                  Il corso in parola, di cui ho peraltro scoperto si parla in un'altra discussione (nella quale naturalmente interverrò), prevede proprio nell'ordinamento didattico la possibilità  di accedere se in possesso di determinati titoli di studio. In questo caso l'analisi del cursus studiorum non è proprio contemplata, in quanto l'accesso avviene de iure; cioè il possesso di una laurea tra quelle elencate costituisce prerequisito giuridicamente legittimante all'accesso, senza che possano essere eseguite ulteriori indagini amministrative (la segreteria si deve limitare a verificare l'essitenza del titolo e a effettuare l'immatricolazione). Solo qualora non l'aspirante non possegga un titolo di studio tra quelli che per regolamento didattico dà nno accesso senza debiti formativi, allora sempre il regolamento didattico prevede un ulteriore elenco di classi da cui è possibile accedere senza debiti qualora si siano maturati dei crediti in determinati settori scientifico-disciplinari: in questo caso scatta un'ulteriore verifica, che, comunque, è pur sempre formale (il procedimento cioè non viene aggravato di una valutazione discrezionale da parte della struttura didattica, ma rimane confinato nella segreteria). Tali crediti (che possono essere stati ottenuti anche mediante l'iscrizione a insegnamenti singoli e il superamento dei relativi esami, o mediante master universitari di primo livello o altre lauree) non sono comunque molti (adesso non ricordo perché ho studiato il regolamento tre o quattro anni fa per dare supporto a un gruppo di studenti e non mi è capitato di occuparmkene di nuovo; poi potrebbe essere cambiato) e su di essi vige un margine di tolleranza tale per cui, se non dovessero superare una certa soglia, è possibile recuperarli all'interno del corso di laure magistrale. Il recupero avviene dopo l'immatricolazione ma prima dell'inizio dei corsi ufficiali, mediante un unico esame generale di sola idoneità  sulla base di un programma cumulativo pubblicato all'inizio dell'anno accademico (il mancato superamento di questo esame, che comunque è un'ipotesi assai remota se mal non ricordo, non pregiudica il proseguimento del corso, ma se non sbaglio non è possibile sostenere gli esami, o perlomeno alcuni cui questa idoneità  è ritenuta propedeutica, finché non lo si supera. Credo che a tal fine venga organizzata una sessione di recupero). Parliamo comunque di una fesseria che può arrivare al massimo ai crediti di un esame annuale (il programma è proporzionato al numero di crediti da recuperare, ma l'esame è comunque unico; stiamo parlando di discipline affini del settore economico). Credo che questa modalità  di recupero non consenta nemmeno di maturare crediti in quello specifico settore in quanto l'esame viene verbalizzato con una modalità  particolare e non registrato in carriera. Se non ricordo male in un certo anno accademico si parlava anche di un test di verifica della preparazione iniziale il mancato superamento del quale comportava un piccolo obbligo formativo aggiuntivo, che peraltro per gli studenti iscritti al programma FaD (formazione a distanza) si svolgeva online da remoto (l'iscrizione alla piattaforma prevede un contributo specifico aggiuntivo rispetto a tasse e contributi ordinari).
                  Ovviamente scegliendo la classe LM-77 (a dire la verità  la differenza di esami tra le due classi è risibile: la distribuzione dei crediti nei vari settori scientifico-disciplinari è identica. Infatti sono andato a controllare sulla banca dati OFF.F del Ministero e ho visto che l'ordinamento ufficialmente approvato è unico, con possibilità  di scegliere di conseguire il titolo in una o l'altra classe. L'ateneo ha poi scelto di attribuire a una e all'altra classe un piano di studi leggermente differente ”“ identico nel rapporto CFU/SSD ”“ per orientare meglio le scelte. Avrebbe dovuto parlare di orientamenti, scelte guidate o piani di studio consigliati anziché curricula, che sono ripartizioni ufficiali approvate dal Ministero, corrispondenti aquelli che una volta erano gli indirizzi) è possibile accedere al praticantato di dottore commercialista. L'unica differenza rispetto a chi ha una laruea di base di classe economica o economico-aziendale e chi non ce l'ha è che questi ultimi possono accedere alla pratica solo dopo aver conseguito la LM. I primi, invece, possono svolgere il praticantato interamente all'interno del corso di laurea magistrale, e addirittura riconvertire il praticantato di esperto contabile eventualmente in corso al momento dell'immatricolazione (purché sia concluso successivamente). Se invece sono già  abilitati alla professione di esperto contabile, sono esonerati dalla prova scritta dall'esame di Stato. Tale esonero è possibile anche in presenza di una convenzione con l'Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili, sempre limitata a chi ha una laurea di base di classe economica o economico-aziendale, ma in tal caso le linee guida centrali stabiliscono che bisogna avere necessariamente sostenuto alcuni esami.

                  Venendo al resto, una cosa sono l'economia, un'altra le scienze aziendali; in Italia si fa un minestrone tra le due cose, mentre nel mondo anglosassone e anche in alcune università  spagnole i piani sono nettamente distinti.
                  Se ti occupi di scienza economica i metodi quantitativi sono fondamentali, ma è anche vero che non è così importante sapere fare i calcoli a mano. Se sai quali metodi occorrono, prendi il formulario o usi un software fatto da un informatico. C'è stato un periodo in cui nell'accademia è andato di moda abbinare la statistica e l'informatica, poi quel tentativo si è rivelato fallimentare perché alla fine gli statistici non erano dei veri informatici e le imprese continuavano a preferire a loro degli informatici puri (magari diplomati), che quando preparano determinati tipi di programmi hanno comunque bisogno del supporto di statistici. Anche l'ambizione di consentire agli statistici di farsi i programmi da soli è naufragata.
                  Oltretutto a dire la verità  i metodi quantitativi sono importanti non solo in economia ma in tutte le scienze sociali. In scienza politica se si vuole seguire una metodologia rigorosa sono fondamentali. E pure in sociologia. Ma in Italia la sociolgia risente di un'impostazione paraumanistica e i corsi di laurea in Scienze politiche sono invasi da gente che non ha ben chiari quali siano i suoi interessi e pensa che studiare Scienze politiche sia facile, con università , dall'altro lato, che troppo spesso assecondano questo preconcetto.

                  Dal tuo stile di scrittura, mi sembra di aver già  letto qualcosa di tuo in un blog a tema universitario. Argomenti molto tecnici sempre a tema Università . Ho ragione oppure ho detto una cazzata? (tanto una più o una meno...)
                  Anzi, forse hai già  scritto qui in passato, ma con un altro nick del quale hai perso la password. O no?
                  Sì, può darsi. Ho sicuramente scritto in passato; purtroppo non sono un habitué per motivi di tempo e francamente anche di voglia.
                  BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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