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Scienze della comunicazione o scienze politiche?

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  • Scienze della comunicazione o scienze politiche?

    Sono indecisa tra queste due facoltà , sto conseguendo il diploma al commerciale. Quale da più sbocchi? Mi piacerebbe lavorare in ambito politico/aziendale come consulente delle relazioni, delle pubblicità  queste cose qui.

  • #2
    Scienze della comunicazione è un corso con una pessima fama (cerca su Google "scienze delle merendine") che dà  pochi sbocchi, qualche anno fa si parlava di abolirlo a livello ministeriale, poi non ne hanno avuto il coraggio perchè attirava tantissimi ragazzi.
    Recentemente ha avuto un calo e si è visto addirittura Vespa in tv dire "ragazzi non rovinatevi la vita, non fate scienze della comunicazione".

    https://www.youtube.com/watch?v=PLjyCq3-ogw

    Prendiamo il campo giornalistico come esempio.
    Fino a poco tempo fa i giornalisti professionisti potevano esercitare senza laurea e quelli pubblicisti possono ancora farlo: si può capire che viene meno il motivo principale di un corso come quello (se io posso fare la giornalista comunque, a cosa mi serve una laurea dedicata alla comunicazione?).
    Per la pubblicità  ormai prendono laureati in psicologia e anche loro se la passano malissimo.
    In ogni caso non si vive di pubblicità : io penso che in tutta Italia per tutte le più grandi pubblicità  ci siano al massimo una ventina di persone che filtrano quelle estere e creano quelle italiane.
    In generale il mondo della tv e dei media è molto deludente, so di cosa parlo, credimi.
    Potrei andare avanti all'infinito ma mi fermo qui.

    Scienze politiche è un corso senza infamia e senza lode che costringe a seguire i bandi dei concorsi e non abilita a nulla.

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    • #3
      Altra scelta ?

      Allora che facoltà  potrei fare ? A me non piace per niente la contabilità  quindi economia e commercio queste cose qui proprio che le ho scartate da quando ho iniziato il primo anno delle superiori. Allora qual è una facoltà  adatta alle mie prospettive ?

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      • #4
        Scienze politiche se ti sai vendere bene.

        Giurisprudenza per puntare alla politica ma tenere aperta la porta della carriera forense.

        Mentre studi puoi diventare giornalista pubblicista facendoti prendere da una testata giornalistica e documentando all'ordine dei giornalisti che hai lavorato per 2 anni presso la stessa.

        Come diventare giornalista pubblicista - SOS Studenti

        Dopo 3 anni ti troveresti già  giornalista e con una laurea più di peso, entreresti molto più favorita nel mercato.
        La laurea in scienze della comunicazione da sola non vale niente e sfido chiunque a dimostrarmi il contrario. Chi ce la fa con quella è una mosca bianca e secondo me nemmeno i professori giornalisti che insegnano SdC (ne ho conosciuti un paio) credono alla validità  di quel corso, anche perchè il 99% di loro non si è mai laureato o ha un altro tipo di laurea.
        Il mio consiglio è di non farti intimorire da un paio di materie.
        Un'altra dritta: se parti con l'idea di voler studiare solo quello che ti piace non duri più di 2 anni, consiglio disinteressato e non ironico.

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        • #5
          Capito

          Grazie per i consigli !

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          • #6
            Prima di salutarci 3 cose.

            1. Scienze politiche e giurisprudenza hanno due percorsi diversi. Scienze politiche è una 3+2, giurisprudenza è diventata una quinquennale che però ha la possibilità  di partire con una triennale (scienze dei servizi giuridici) e farsi riconoscere gli esami per la quinquennale. Dipende da cosa vuoi fare e dal tempo a disposizione. Spesso i politici sono laureati in giurisprudenza e anche professori e avvocati. Puoi controllare da te i loro curriculum, non me lo sono inventato.
            Scienze politiche ha una storia lunga e travagliata, era partito come un corso per preparare la futura classe dirigente, è stato cambiato (malissimo) negli anni e l'hanno ridotto a un mero titolo per iscriversi ai concorsi, in pratica è il fratellino minore di giurisprudenza.

            2. La porta del giornalismo è sempre aperta e in alcune zone d'Italia i tesserini praticamente te li regalano. Però non pensare che questo risolva tutti i problemi. L'Italia è piena di pubblicisti che non lavorano, è solo un titolo in più da aggiungere alla laurea.

            3. Spero che chi studia SdC non se la prenda per quello che ho scritto. Ho conosciuto una ragazza che adesso fa la presentatrice in televisione e che ce l'ha fatta, altri collaborano per testate giornalistiche saltuariamente, però questi venivano da un corso di circa 8.000 iscritti.
            Ultima modifica di Marika; 16-10-2016, 12:39.

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            • #7
              Se posso permettermi, ho un amico che studia scienze della comunicazione. Ho visto i suoi libri e studia cose campate in aria, che non stanno ne in cielo ne in terra. Fossi in te opterei o per scienze politiche (molto più "concreta" di SdC) o per la triennale di giurisprudenza.

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              • #8
                Solo per essere precisi al millimetro: la triennale in giurisprudenza non esiste più dal 2006.
                Ci sono due triennali nella facoltà  di giurisprudenza, cioè scienze dei servizi giuridici e scienze della pubblica amministrazione, ma solo la prima porta al riconoscimento degli esami per la quinquennale in giurisprudenza con facilità  e alla doppia laurea.
                Il corso di legge non è più una 3+2 dal 2006 ma si può partire con una triennale come scienze dei servizi giuridici per arrivare alla quinquennale in giurisprudenza.
                Purtroppo mi spiace informare gli interessati che scienze dei servizi giuridici è anch'essa una laurea praticamente inutile.
                Riguardo SdC, scienza della comunicazione o scienza delle merendine come preferite è una laurea che possono fare tutti e anche un enorme parcheggio per sognatori.

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                • #9
                  Originariamente inviato da Marika Visualizza il messaggio
                  Solo per essere precisi al millimetro: la triennale in giurisprudenza non esiste più dal 2006.
                  Ci sono due triennali nella facoltà  di giurisprudenza, cioè scienze dei servizi giuridici e scienze della pubblica amministrazione, ma solo la prima porta al riconoscimento degli esami per la quinquennale in giurisprudenza con facilità  e alla doppia laurea.
                  Il corso di legge non è più una 3+2 dal 2006 ma si può partire con una triennale come scienze dei servizi giuridici per arrivare alla quinquennale in giurisprudenza.
                  Purtroppo mi spiace informare gli interessati che scienze dei servizi giuridici è anch'essa una laurea praticamente inutile.
                  Riguardo SdC, scienza della comunicazione o scienza delle merendine come preferite è una laurea che possono fare tutti e anche un enorme parcheggio per sognatori.
                  Quoto al 100%. A sto punto conviene orientarsi per la classica giurisprudenza, anche se la situazione dei laureati in giurisprudenza non è molto rosea.
                  E ad economia ci hai mai pensato? Potrebbe essere un'alternativa più che valida

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                  • #10
                    Per economia ci ho pensato ma non faceva per me, quello per esempio non è un corso per tutti e richiede moltissimo impegno.
                    Lasciando stare le triennali, giurisprudenza è una vittima delle statistiche perchè è una laurea che permette di lavorare dopo tirocini di anni: finirà  sempre agli ultimi posti nelle classifiche sull'occupazione.
                    il problema è che non dovrebbe nemmeno entrarci.
                    Per fare gli avvocati, i notati e i giudici ci vogliono anni di specializzazioni, è perfettamente normale che i laureati in giurisprudenza non risultino occupati almeno nei primi 2 dopo la laurea.
                    Una cosa che molti si scordano di dire è che lauree come economia e giurisprudenza sono abilitanti per fare commercialisti, revisori legali, notai, ecc.
                    Lauree come scienze della comunicazione non sono abilitanti e quindi laurearsi in comunicazione è come fare una gara di 100 metri contro Usain Bolt cominciando a correre da 500 metri più indietro rispetto alla linea di partenza.
                    C'è chi ce la fa e ha tutto il mio rispetto ma è molto più difficile.

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                    • #11
                      Originariamente inviato da Marika Visualizza il messaggio
                      Solo per essere precisi al millimetro: la triennale in giurisprudenza non esiste più dal 2006.
                      Ci sono due triennali nella facoltà  di giurisprudenza, cioè scienze dei servizi giuridici e scienze della pubblica amministrazione, ma solo la prima porta al riconoscimento degli esami per la quinquennale in giurisprudenza con facilità  e alla doppia laurea.
                      Scienze dell'amministrazione in molti atenei, finché c'erano le facoltà , era nelle facoltà  di Scienze politiche. Alla Marconi e alla Parthenope era sotto Giurisprudenza.
                      BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                      • #12
                        Originariamente inviato da Marika Visualizza il messaggio
                        Fino a poco tempo fa i giornalisti professionisti potevano esercitare senza laurea
                        É tuttora così.
                        Le scuole di giornalismo non rispettano la legge 69/1963, la quale dispone che per diventare giornalisti, pubblicisti o professionisti, bisogna essere pagati (i pubblicisti come collaboratori esterni, i professionisti come praticanti, dunque lavoratori dipendenti). Ed è vero che ad esse si può accedere solo con la laurea, ma rappresentano un canale assai minoritario di accesso alla professione (vedi studi di Degl'Innocenti, Abruzzo, Buonanno, Sorrentino etc.). La maggior parte degli accessi oggi avviene per riconoscimento del praticantato d'ufficio; al secondo posto abbiamo il praticantato classico, svolto secondo i canoni di legge, e solo in ultimo abbiamo le scuole di giornalismo.

                        se io posso fare la giornalista comunque, a cosa mi serve una laurea dedicata alla comunicazione?)
                        A dire il vero per comunicazione non si intende il giornalismo, o quantomeno non si intende solo il giornalismo. Fermo restando che le lauree in Sdc in Italia servono decisamente a poco.
                        Se invece avessimo un po' di cultura giuridico-economica in più tra i giornalisti, la qualità  dell'informazione sarebbe migliore.

                        Scienze politiche è un corso senza infamia e senza lode che costringe a seguire i bandi dei concorsi e non abilita a nulla.
                        Consente l'accesso al praticantato per la professione di consulente del lavoro. Per la quale sino a una decina d'anni fa era sufficiente un qualsiasi diploma di scuola secondaria superiore.
                        BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                        • #13
                          Su scienze della comunicazione: personalmente la sconsiglio e non solo per la questione del giornalismo. Due miei amici che lavorano nel campo della pubblicità  non sono laureati e già  qualche anno fa mi avevano fatto capire che SdC è tempo perso, piuttosto è meglio fare economia o psicologia con corsi che si occupano di marketing.
                          Tu stesso hai scritto che quel settore è allo sbando.

                          http://www.università .com/5832-post29.html

                          Su scienze politiche come laurea abilitante: sì, è vero, ammetto che a qualcosa abilita. La cosa ridicola è che abilita a un lavoro che praticamente non c'entra niente col 90% delle materie che studiano.
                          Come ti ho detto anche in un altro topic conoscevo una ragazza che faceva la consulente del lavoro senza laurea presso lo studio del marito, da lì ho capito che non è questo gran lavoro prestigioso che si vuole far credere.

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                          • #14
                            Originariamente inviato da Marika Visualizza il messaggio
                            Su scienze politiche come laurea abilitante: sì, è vero, ammetto che a qualcosa abilita. La cosa ridicola è che abilita a un lavoro che praticamente non c'entra niente col 90% delle materie che studiano.
                            Uhm, a Firenze Scienze politiche aveva l'indirizzo (curriculum "Scienze del lavoro"), in cui oltre a Istituzioni di diritto pubblico e Istituzioni di diritto privato facevi Diritto civile, Diritto del lavoro, Diritto tributario, Scienza delle finanze; di base c'era Economia politica, comune a tutti i percorsi; se ci aggiungevi pure Economia aziendale direi che la gran parte del corso ti preparava su materie attinenti alla professione di consulente del lavoro. Paradossalmente, era meno attinente il curriculum Consulenza del lavoro della laurea in Scienze dei servizi giuridici. Infine, nessuna laurea delle classi economiche ed economico-aziendali era attinente e quella in Scienze di governo e dell'amministrazione lo era ben poco, eppure davano tutte accesso alla stessa professione.

                            Come ti ho detto anche in un altro topic conoscevo una ragazza che faceva la consulente del lavoro senza laurea presso lo studio del marito
                            Non ho capìto se costei fa l'assistente del marito (e dunque non la consulente del lavoro) o la consulente del lavoro abusiva, oppure se è una consulente del lavoro a tutti gli effetti anche lei che lavora insieme con il marito nello stesso studio.
                            Come credo di aver scritto, è stato possibile accedere al praticantato di consulente de lavoro senza laurea, ma con un qualsiasi titolo finale di scuola secondaria di secondo grado di durata quinquennale, sino a poco più di dieci anni fa (l'ultimo esame di Stato cui potevano accedere non laureati è stato nel 2009 e lo ha sostenuto una mia amica più giovane di me).

                            da lì ho capito che non è questo gran lavoro prestigioso che si vuole far credere.
                            Non so se qualcuno vuole farlo passare per un lavoro prestigioso; io non ho mai detto che lo sia.
                            D'altro canto, è anche vero che il prestigio di una professione non si misura né dal fatto che richieda la laurea o meno (la professione giornalistica è considerata piuttosto prestigiosa, ed è ambìta, anche se non richiede la laurea) né è inversamente proporzionale al numero di abusivi che la esercitano, altrimenti dovremmo dire che quella di odontoiatra è una cattiva professione a causa del notoriamente elevato numero di abusivi che annovera (alcuni dei quali, purtroppo, ammanicati con abilitati).
                            É comunque un lavoro abbastanza remunerativo, se non altro perché i consulenti del lavoro sono davvero pochi (credo sia in assoluto quella meno rappresentativa del mondo delle professioni regolamentate).
                            Considera che anche prima, quando non ci voleva la laurea, moltissimi consulenti del lavoro erano laureati, di solito proprio in Scienze politiche.
                            Non so adesso, ma l'esame di Stato sino a una decina d'anni fa era estremamente selettivo, peggio di quello dei dottori commercialisti. Di contro abbiamo quello dei medici, in cui i promossi sfiorano il 100%, cui si avvicinano molto quelli degli architetti e degli ingegneri. Segue quello degli assistenti sociali e come via di mezzo possiamo annoverare quello degli avvocati. Non considero quelli di infermieri, ostetrici e simili perché loro hanno la particolarità  di avere l'esame di Stato integrato con la discussione della tesi di laurea.
                            Ultima modifica di dottore; 27-04-2018, 08:28.
                            BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                            • #15
                              Originariamente inviato da Marika Visualizza il messaggio
                              Su scienze della comunicazione: personalmente la sconsiglio e non solo per la questione del giornalismo. Due miei amici che lavorano nel campo della pubblicità  non sono laureati e già  qualche anno fa mi avevano fatto capire che SdC è tempo perso, piuttosto è meglio fare economia o psicologia con corsi che si occupano di marketing.
                              Tu stesso hai scritto che quel settore è allo sbando.

                              http://www.università .com/5832-post29.html

                              Su scienze politiche come laurea abilitante: sì, è vero, ammetto che a qualcosa abilita. La cosa ridicola è che abilita a un lavoro che praticamente non c'entra niente col 90% delle materie che studiano.
                              Come ti ho detto anche in un altro topic conoscevo una ragazza che faceva la consulente del lavoro senza laurea presso lo studio del marito, da lì ho capito che non è questo gran lavoro prestigioso che si vuole far credere.
                              Ma in concreto nel privato con una laurea in scienze politiche un ragazzo che sbocchi può avere?

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