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    Buongiorno,

    Ho affrontato la maturità quest'anno ed adesso ho l'intenzione di frequentare l'università . Ho frequentato un ITIS corso informatica telecomunicazioni per 5 anni e sono riuscito ad uscire anche con un voto alto (sopra al 95) senza tanti sforzi e studiando davvero poco. All'università non volevo affrontare un corso di ingegneria informatica o informatica in quanto pur essendo appassionato di informatica non vedo lì il mio futuro. Una cosa che mi ha sempre appassionato è economia ma la parte delle borse, marketing e finanza. Puntavo a frequentare quel corso a Pisa, i miei dubbi erano che sapendo poco e nulla mi troverei subito in difficoltà . Si parte da 0 all'università oppure si da già per presa conoscenza? E finiti i 5 anni (compresa magistrale) l'impiego in questo settore come è? Io sarei disposto anche ad andare all'estero o ovunque basta che il lavoro mi retribuisca una giusta somma e che sopratutto mi piaccia. Avete consigli da darmi o risposte alle mie domande? Grazie mille

  • #2
    L'università  è un mondo completamente diverso dalle superiori, te lo dico con cognizione di causa perchè ho amici che frequentano statali, private e private telematiche.
    La difficoltà  maggiore che si incontra a parte materie indigeste che sono INEVITABILI (questo è bene capirlo subito) è la gestione del tempo: sai che ci sono degli appelli, sai che per passare l'esame devi essere preparato su alcuni punti della materia ma sei tu che devi dedicare un certo numero di ore allo studio.
    Spesso non c'è neanche la frequenza obbligatoria quindi non ci sono nemmeno orari.
    Un'altra grande differenza è che se prima il compito in classe o l'interrogazione poteva essere su 20 pagine del libro, dall'università  in poi ti troverai a dover sapere a mena dito almeno due libri a esame (ALMENO).
    Tanti studenti mollano perchè vengono lasciati a loro stessi e le famiglie non capiscono il loro disagio. Alcune università  come la mia hanno dei tutor o dei centri di consulenza motivazionale, però non è semplice per nessuno.
    Andare all'estero lo sconsiglio per due motivi: costi spropositati (spendi di più di quanto guadagnerai una volta finito il percorso accademico) e il titolo universitario che non viene automaticamente riconosciuto in Italia. Se torni con titolo estero, anche fosse Harvard, ci vuole un'università  italiana che prenda il tuo curriculum studiorum e ti dia la laurea italiana corrispondente, spesso chiedono pure integrazioni.
    Impiego: le lauree in economia aprono le porte a quasi tutti i concorsi e se di valore ti danno un titolo preferenziale per entrare in banche e aziende, ingegneria informatica è abbastanza richiesta ma con paghe minori. Sono due buoni percorsi, quindi ottime scelte.

    P.S. Hai detto che ti sei diplomato senza studiare, sinceramente questa cosa mi dispiace e se devo essere sincera mi fa pure un pò inalberare. Non è possibile che nel 2017 ci siano superiori che bocciano a ripetizione e superiori che fanno sconti così grossi. Queste cose dovrebbero essere segnalate al MIUR.

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    • #3
      Originariamente inviato da Marika Visualizza il messaggio
      L'università  è un mondo completamente diverso dalle superiori, te lo dico con cognizione di causa perchè ho amici che frequentano statali, private e private telematiche.
      La difficoltà  maggiore che si incontra a parte materie indigeste che sono INEVITABILI (questo è bene capirlo subito) è la gestione del tempo: sai che ci sono degli appelli, sai che per passare l'esame devi essere preparato su alcuni punti della materia ma sei tu che devi dedicare un certo numero di ore allo studio.
      Spesso non c'è neanche la frequenza obbligatoria quindi non ci sono nemmeno orari.
      Un'altra grande differenza è che se prima il compito in classe o l'interrogazione poteva essere su 20 pagine del libro, dall'università  in poi ti troverai a dover sapere a mena dito almeno due libri a esame (ALMENO).
      Tanti studenti mollano perchè vengono lasciati a loro stessi e le famiglie non capiscono il loro disagio. Alcune università  come la mia hanno dei tutor o dei centri di consulenza motivazionale, però non è semplice per nessuno.
      Andare all'estero lo sconsiglio per due motivi: costi spropositati (spendi di più di quanto guadagnerai una volta finito il percorso accademico) e il titolo universitario che non viene automaticamente riconosciuto in Italia. Se torni con titolo estero, anche fosse Harvard, ci vuole un'università  italiana che prenda il tuo curriculum studiorum e ti dia la laurea italiana corrispondente, spesso chiedono pure integrazioni.
      Impiego: le lauree in economia aprono le porte a quasi tutti i concorsi e se di valore ti danno un titolo preferenziale per entrare in banche e aziende, ingegneria informatica è abbastanza richiesta ma con paghe minori. Sono due buoni percorsi, quindi ottime scelte.

      P.S. Hai detto che ti sei diplomato senza studiare, sinceramente questa cosa mi dispiace e se devo essere sincera mi fa pure un pò inalberare. Non è possibile che nel 2017 ci siano superiori che bocciano a ripetizione e superiori che fanno sconti così grossi. Queste cose dovrebbero essere segnalate al MIUR.

      Per l'estero intendevo che se all'estero, finita la laurea, ci sono più sbocchi o l'impiego è retribuito meglio non ho problemi a trasferirmi. Per quanto riguarda il voto, il programma scolastico di informatica in 5 anni comprendeva cose che sapevo già  dalle medie fatte per conto mio quindi ero avantaggiato ed anche tanto, motivo per il quale non ho dovuto studiare

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