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  • #16
    Originariamente inviato da Marika Visualizza il messaggio
    Nessuno studia sempre le materie che ama. Anche quelli di scienze della comunicazione fra storia del cinema e del giornalismo prima o poi si trovano davanti semiotica.
    Bisogna trovare il giusto bilanciamento fra quello che piace e quello che serve e se si sceglie un corso di laurea che non ha molto di ciò che piace si può sempre ricorrere a centri culturali, università  popolari, letture, ecc.
    Io penso che alla fine della magistrale farò un master che non c'entrerà  nulla col mio attuale percorso di studi, giusto per sfizio.
    Scusate se intervengo, ma proprio stamattina a lavoro parlavo con un genitore operaio con due figli universitari. Uno ha fatto il liceo e l'altro ragioneria. Ebbene tutti e due studiano Economia ,uno l'ha scelta per esclusione perchè non passato a un test e l'altro per la sicurezza economica. Quando gli ho chiesto che lavoro avrebbero fatto terminata la laurea mi ha risposto che non lo sanno. Ma mi domando, se si studia un cosa così tanto per fare con risultati soddisfacenti ma senza un vero interesse, una volta entrati sul mondo del lavoro cosa faranno queste persone?Presumo che la felicità  lavorativa queste persone non la troveranno, non è che con una laurea in mano presa in questo modo si possa essere più soddisfatti di un operaio.
    Ultima modifica di Michele36; 18-10-2017, 19:40.

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    • #17
      Diciamo che la felicità  di essersi laureati dura dalla proclamazione alla festa di laurea.
      Tutti gli studenti sono molto confusi perchè alla fine del percorso non c'è il posto garantito: un corso di laurea non è un concorso indetto dalla pubblica amministrazione.
      Come ho già  detto, secondo me bisogna trovare il giusto bilanciamento fra ciò che piace e ciò che serve e comunque nessuno studia sempre ciò che gli piace. Ho fatto l'esempio di scienze della comunicazione apposta: puoi studiare storia del cinema, comunicazione pubblica e istituzionale, giornalismo e media quanto vuoi, ma prima o poi arriva la "botta" della semiotica.
      Esattamente come gli economisti vengono "battezzati" col diritto privato e i giuristi con economia politica.
      In questi anni anche a causa dei social network sta girando una concezione molto sbagliata di università  che è diventata "finalmente posso studiare quello che voglio".
      No ragazzi, non funziona così.

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      • #18
        Originariamente inviato da Michele36 Visualizza il messaggio
        Ma mi domando, se si studia un cosa così tanto per fare con risultati soddisfacenti ma senza un vero interesse, una volta entrati sul mondo del lavoro cosa faranno queste persone?Presumo che la felicità  lavorativa queste persone non la troveranno, non è che con una laurea in mano presa in questo modo si possa essere più soddisfatti di un operaio.
        Per citare un grande saggio, cioè il sottoscritto
        L‘università  non rappresenta un fine, ma solo un mezzo: il mezzo per dotarsi di quel bagaglio culturale e per affinare quello spirito di sacrificio e quelle capacità  che vi permetteranno di trovare la strada che dovrete percorrere nel corso della vita.

        Il mondo del lavoro è proprio in un altro universo.
        Un sito web da visitare se si hanno 5 minuti liberi:
        digitalArs.it - Immagini digitali per persone reali

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