Sono uno studente non proprio di primo pelo, che, per problemi al 75% dipendenti esclusivamente da sé stesso, sta per terminare (discuterò la tesi a luglio prossimo) la triennale L-36 in Scienze politiche e relazioni internazionali, con circa due anni e mezzo di ritardo rispetto al tempo preventivato dalle indicazioni ministeriali (ho avuto problemi di metodo di studio, personali, e solo alla fine elenco quelli con specifiche materie, nel mio caso afferenti al campo economico-statistico).
Ciononostante, la mia ambizione resta ancora quella di diventare un ricercatore universitario, e poi magari, un giorno, riuscire ad accedere al rango professorale. Il mio campo sarebbe quello delle materie politologiche (Filosofia politica, scienza politica, storia delle dottrine e delle istituzioni politiche, storia delle relazioni internazionali) e storiche (storia moderna e contemporanea, storia dell'Europa orientale o delle Americhe), pertanto starei cercando delle lauree magistrali che contengano il massimo numero di materie di questi settori, non troppe materie giuridiche e possibilmente nessuna materia economica e statistica. Ma qui sorgono alcuni interrogativi:
1. Ho possibilità economiche limitate, dunque non posso né allontanarmi dalla mia città di nascita e studio (Roma), né tantomeno rivolgermi verso atenei con tasse annuali notevoli (niente LUISS o LUMSA, ma anche una statale come Tor Vergata potrebbe mettermi in difficoltà con alcuni curricula)
2. Non essendo più un ragazzino, ho la necessità impellente di trovare un lavoro con uno stipendio più o meno fisso, per andare perlomeno "a saldo zero" tra introiti e tasse universitarie. Temo tuttavia di poter finire a fare i conti con la cosiddetta "frequenza consigliata", una bestialità per cui la non frequenza o la frequenza saltuaria corrispondono ad esami più pesanti, voti più bassi, nessun contatto di ricerca con i docenti e la sostanziale impossibilità di accesso ad un dottorato in futuro
3. Di nuovo, non essendo più un ragazzino, temo di essere svantaggiato in partenza dal mio non eccellente (ed attardato) curriculum pregresso. In aggiunta a ciò, se decidessi di cambiare percorso (per esempio dalle scienze politiche alle scienze storiche, come sarei intenzionato a fare), temo di essere sommerso da una valanga di OFA, che rappresenterebbero un ulteriore ritardo che non posso permettermi. Vorrei trovare il modo di conoscerne il numero con anticipo, evitando di dover far fare la prevalutazione (che le pubbliche fanno solo a pagamento) ad un ateneo per poi dovergli dare buca dopo che questo mi assegni 5-6 esami supplementari
4. Non molto tempo fa, una bravissima (sia accademicamente che umanamente) professoressa di SPS-06 mi disse, avendole io esplicitato la mia aspirazione di carriera, che la ricerca accademica in Italia è fatta di "egoismo, solitudine e fame", invitandomi prima a verificare se non avessi preso un colossale abbaglio, proseguendo in una qualunque (pertinente) laurea magistrale e cercando di trovare un docente disposto a farmi fare un po' di ricerca e capire se fossi veramente portato. Dunque, considerando questo e tutto quello detto più in alto, la domanda principale è capire se ne valga davvero la pena. Varrebbe la pena scegliere una laurea in funzione di un post-graduate di difficile raggiungimento e scarsa spendibilità fuori dal mondo universitario? Oppure varrebbe più la pena turarsi il naso e scegliere un percorso meno gradito (molto meno, in certi casi, come potrebbero esserlo per me magistrali come Scienze delle pubbliche amministrazioni o tutte quelle di Economia) in nome di una migliore spendibilità lavorativa, pur sapendo che potrebbe far risorgere i vecchi problemi?
Ho sviluppato una mia convinzione: se dovessi conseguire una magistrale e non riuscire a svilupparla in studi superiori, sentirei di aver sprecato tempo ed opportunità . Tanto varrebbe lasciar perdere dopo la triennale e cercare lavoro solo con quella, facendo poi avanzamenti di carriera con formazione professionale specifica.
Mi rendo conto che tutto questo possa suonare bizzarro, ma non conosco nessuno che abbia raggiunto il livello dottorale (recentemente) nel mio settore che possa spiegarmi come funzionino effettivamente le cose in questo tipo di studi, pertanto ho ritenuto che questo forum potesse garantirmi qualche risposta.
Perdonatemi il muro di testo, ma ho questi interrogativi in testa da un bel po' di tempo. Vi ringrazio anticipatamente per le risposte.

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