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Passaggio Facoltà

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  • Passaggio Facoltà

    Salve a tutti,
    Sono uno studente dell‘Università di Torino. Tralasciando tutti i dubbi e le crisi esistenziali che ho avuto negli ultimi tempi riguardo l‘universItà , vi presento la mia situazione e la mia domanda in maniera il più sintetica possibile. L‘anno scorso cambiai facoltà , ma purtroppo mi sono pentito di questa scelta e dopo una bella schiarita di idee ho deciso di tornare alla facoltà precedente. In questa facoltà , per vari problemi di salute e non, riuscii a dare un esame, che non andò brillantemente. La mia domanda è: dopo il passaggio alla nuova (o meglio, vecchia) facoltà questo esame e il corrispettivo voto ricompariranno nel libretto o avrò la possibilità di ridarlo? Esiste un modo per ricominciare tutto da 0? Intendo dire che questo esame è molto importante in quella facoltà e, più che per il voto, vorrei ristudiarlo perché ormai ricordo molto poco di quella materia e ci terrei a ristudiarla ora che non ho più i problemi che mi affliggevano quando lo diedi due anno fa. Spero di essere stato esaustivo nell‘esprimere il mio dubbio. Per sicurezza domani chiamerò il numero verde dell‘Università per maggiori informazioni.
    Grazie mille.

  • #2
    Cerchiamo di capirci perché utilizzi una terminologia in parte impropria e in parte obsoleta e quindi non è detto che io abbia compreso esattamente cosa hai fatto: un cambio di corso di studi all'interno del medesimo ateneo? un trasferimento tra atenei diversi?
    Nel caso tu abbia fatto un cambio di corso all'interno dello stesso ateneo, ovvero sia passato da un corso di laurea a un altro corso di laureo (ovvero da un corso di laurea magistrale a ciclo unico a un altro corso di laurea magistrale a ciclo unico, o anche da un corso di laure a un corso di laurea magistrale a ciclo unico o viceversa), la tua carriera prosegue esattamente come prima, quindi hai i tuoi begli esami registrati nella carriera, che, se non sono stati riconosciuti come validi per il corso di destinazione, rimangono archiviati come in sovrannumero e non fanno media rispetto al nuovo titolo che ti candidi a conseguire, in quanto non fanno parte del relativo piano di studi. Attenzione: in alcune università  anche i passaggi interni sono sottoposti a esaminazione da parte della struttura didattica di destinazione, talvolta perfino i cambi curricula. In altre università , in caso di cambio curriculum o cambio corso, gli esami aventi lo stesso codice e gli esami equipollenti (in quanto derivanti da mutuazioni) risultano automaticamente validi per il nuovo corso di studi. Il cambio curriculum, del resto, in alcuni atenei può essere effettuato direttamente con la presentazione del piano di studi (oppure con un'apposita procedura di scelta del curriculum, che può anche variare); in altre invece implica un vero e proprio iter amministrativo su domanda da presentarsi alla segreteria. Ad esempio all'Università  di Firenze il curriculum viene scelto al momento dell'immatricolazione e può essere modificato seguendo la stessa procedura per il cambio corso intra-ateneo, mentre ci sono università  ove in segreteria si dichiara solo il corso al quale ci si vuole iscrivere e poi la scelta del curriculum, o anche della classe in cui si intende conseguire il titolo per i corsi interclasse, è trattata come un'opzione di natura didattica, modificabile sino al momento di laurearsi.
    Con il trasferimento interateneo, l'università  di provenienza trasmette il tuo fascicolo a quella di destinazione, con il nulla osta per il trasferimento. Nella maggior parte degli atenei, la pratica viene trasmessa senza che tu richieda niente alla struttura didattica per il riconoscimento della carriera pregressa ai fini della convalida di alcuni esami. Sono pochissimi gli atenei in cui devi tu presentare apposita richiesta e ancor meno quelli in cui puoi anche suggerire alla commissione 'come' convalidare gli esami (ho visto modulistica del genere alla Università  Dante Alighieri di Reggio di Calabria, ad esempio, mentre l'Università  Tor Vergata di Roma consente proprio di redigere il piano di studi tenendo conto della tabella di classe, anche in deroga all'ordinamento di sede, con gli esami sostenuti presso la sede di provenienza).

    In tutti i tipi di procedimenti che ho descritto sopra, i voti vengono mantenuti pari pari quando l'esame è convalidato, anche se l'esame convalidato ha denominazione e/o settore scientifico-disciplinare differente rispetto a quello da cui origina la convalida e perfino se il peso in crediti è diverso: fermo restando che non è tecnicamente possibile riconoscere un numero di crediti maggiore di quello effettivamente maturato (a parte naturalmente i 12 crediti massimi riconoscibili per competenze professionali), in alcuni atenei laddove gli esami abbiano peso diverso anziché procedere a frammentazione si usa magari come fonte della convalida di un esame da 10 crediti uno da 8 compensando poi facendo il contrario con un altro esame, questo per favorire lo studente il più possibile.
    Quando invece l'esame viene convalidato parzialmente, allora lì diventa problematico. Scartando i casi, invero rarissimi, in cui anche con il nuovo ordinamento il voto di laurea di partenza si calcola sulla base della media aritmetica semplice e non della media ponderata in base ai crediti, le ipotesi sono sostanzialmente quattro e purtroppo non sempre sono chiare in quanto non tutti gli atenei hanno emanato regolamenti scritti al riguardo (se lo hanno fatto, solitamente si trovano in Rete), e le regole potrebbero anche variare tra strutture didattiche all'interno dello stesso ateneo:
    prima ipotesi. L'integrazione che dovrai sostenere ti viene verbalizzata separatamente. Quindi è come se fossero due esami distinti e separati, ciascuno con il suo peso e il suo voto, indipendenti dall'altro.
    seconda ipotesi. Il docente stabilisce un unico voto finale che va a impattare anche sulla parte convalidata, teoricamente tenendo conto del voto che avevi conseguito in questa (ho visto un regolamento che diceva che si fa una media tra i due ma rimetteva quest'operazione al docente, che di fatto, dunque, poteva fare quello che gli pareva).
    terza ipotesi. Una volta che avrai sostenuto l'integrazione, la segreteria calcolerà  la media ponderata (in qualche caso la media semplice) tra la fonte della convalida, rapportata ai soli crediti convalidati, e l'integrazione, e tu te lo ritroverai come unico esame in carriera con il voto medio. Gli effetti all'atto pratico sono gli stessi della prima ipotesi.
    quarta ipotesi. Vale soltanto il voto assegnato dal docente all'integrazione, rapportato all'intero esame convalidato. All'atto pratico gli effetti sono gli stessi della seconda ipotesi, solo che non incombe sul docente l'obbligo (tutto teorico) di tener conto del voto precedente.

    Se vuoi ripartire da zero, invece, esiste lo strumento della rinuncia agli studi (che si ottiene su dichiarazione, che è un atto unilaterale ricettizio, e non su domanda). Con quella, tu rinunci alla carriera, che può essere recuperata solo se sei tu a presentare una precisa istanza di ricostruzione/ricognizione della carriera estinta per effetto di decadenza o rinuncia al fine di valutarne la non obsolescenza. Altrimenti, semplicemente, anche lo stesso giorno in cui hai presentato rinuncia ti immatricoli ex novo e cominci da capo come se non fossi mai stato iscritto all'università , risultando verginello anche ai fini delle prestazioni per il diritto allo studio.
    Tieni presente che in caso di recupero di una carriera cessata non sarai iscritto come trasferito o come se stessi proseguendo la carriera con il corso cambiato, ma sarai iscritto con il beneficio dell'abbreviazione di corso. In questo caso, alcune università  non convalidano gli esami, ma usano l'istituto della dispensa. Gli esami da cui si è dispensati o esonerati (ho visto usare la dicitura "esonerato" su un certificato dell'Università  di Cassino con riferimento, se non ricordo male, a una prova di idoneità  informatica sostituita con un attestato regionale di operatore di computer) sono senza voto, come se fossero idoneità , dunque non concorrono alla media. Comunque non tutti gli atenei fanno così. Ad esempio così si era comportata l'università  in cui io ho conseguito la mia prima laurea quando mi sono iscritto di nuovo per conseguire la seconda: nella delibera sono stato dispensato dal sostenimento di 15 esami su 20 e me li sono ritrovati tutti senza voto. Con il passaggio al nuovo sistema Esse3, che tale ateneo ha adottato solo nel 2018, la voce "dispensato" è stata automaticamente sostituita da "riconosciuta intera attività ", ma comunque i voti non sono apparsi e la segreteria mi ha confermato che la media sarebbe stata calcolata solo sugli esami sostenuti in questa nuova carriera. Quando poi però ho rinunciato agli studi e mi sono iscritto alla Telma Sapienza, questa mi ha registrato un esame, di cui corrispondevano esattamente denominazione e crediti, come convalidato, con voto, e tutti gli altri, pur come riconosciuti, sono stati riportati con i voti originari (media ponderata dei voti in caso di spezzatino; se lo stesso esame è stato riconosciuto prendendo in parte crediti da esami e in parte crediti da competenze, questi ultimi non hanno fatto media e il voto o voto medio è andato su tutti i crediti di quell'esame). Mi ha tolto il voto solamente su un'attività  che nella mia università  d'origine costituiva un esame di profitto, con voto, mentre nell'ordinamento della Telma prevedeva solo una prova con giudizio di idoneità ; viceversa, un esame di idoneità  mi è stato riconosciuto su un esame di profitto e in questo caso logicamente il voto non c'è (e non fa media).

    Lascia perdere i numeri verdi delle università : sono quasi sempre gestiti in outsourcing da appaltatori esterni che usano un unico call center per dieci committenti diversi e i cui addetti ne sanno pertanto quanto te, o meno di te. Generalmente guardano sul sito web.
    BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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    • #3
      Cerco di spiegare la situazione più nel dettaglio. L'anno scorso mi sono iscritto alla facoltà  di Fisica dell'Università  di Torino. Presso questa facoltà  ho dato l'esame a cui faccio riferimento nel primo post. A settembre ho cambiato facoltà , sempre all'interno dell'Università  di Torino, ma me ne sono pentito e a settembre di quest'anno voglio tornare alla facoltà  di Fisica a Torino. Il mio "timore" è che l'esame che ho dato a Fisica due anni fa non sia stato "cancellato" (come ha detto lei è solo stato archiviato) e che quindi una volta effettuato il passaggio ricompaia nel mio libretto esami e io non possa ridarlo.
      Sto prendendo in considerazione l'idea della rinuncia agli studi + una nuova immatricolazione ex novo. Ad esempio, se io faccio la rinuncia a fine giugno posso poi immatricolarmi a settembre? A questa domanda ha già  risposto ma voglio essere sicuro per non combinare pasticci.
      Grazie, gentilissimo.

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      • #4
        A parte che le facoltà  nelle università  statali, Sapienza a parte, non esistono più, la facoltà  di Fisica non è mai esistita: i corsi di laurea in Fisica erano attivi nelle facoltà  di Scienze matematiche, fisiche e naturali, e nelle facoltà  di Scienze e tecnologia.

        Se vuoi ricominciare da zero, devi solo fare la rinuncia e poi immatricolarti SENZA presentare domanda di recupero della carriera pregressa. In quel caso sarai trattato a tutti gli effetti come un nuovo studente.
        La rinuncia generalmente si può fare in qualsiasi periodo dell'anno e anche se non si è in regola con tasse e contributi.
        Come già  detto, la rinuncia è un atto unilaterale recettizio e quindi una volta che il destinatario ne ha preso cognizione (l'ha ricevuta) tu sei libero di rimmatricolarti anche subito, scadenzario permettendo. Quindi logicamente puoi rinunciare a fine giugno (ma anche adesso) e immatricolarti a settembre.
        Vedi che, per quanto l'imposta di bollo in molti atenei sia allegramente evasa, in teoria la dichiarazione di rinuncia è soggetta a imposta di bollo di 16 euro. Tale imposta si può assolvere mediante acquisto di contrassegno telematico autoadesivo (marca da bollo) in una rivendita di generi di monopolio (tabaccheria) oppure mediante versamento direttamente alla tesoreria dell'ateneo, che agisce come sostituito di imposta (cioè si occupa di riversarla nelle casse dell'Erario al tuo posto). Quasi tutti gli atenei sono autorizzati dall'Agenzia delle entrate in tal senso, ma in molti casi la procedura di assolvimento in maniera virtuale dell'imposta (così si chiama, perché il bollo è dematerializzato, ergo virtuale) viene adoperata solo per i pagamenti che si generano in automatico. Alla Seconda università  di Napoli, invece, lo studente può autogenerarsi un bollettino MAv, specificando la causale, dai servizi online. Infà³rmati prima su qual è la procedura nella tua università , così da non fare una fila a vuoto.
        BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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        • #5
          Vedo che l'Università  di Torino, sempre per la serie che in Italia ogni testa è un tribunale, non prevede la rinuncia agli studi per il nuovo ordinamento, ma solo per il vecchio.
          Per il nuovo parla di «interruzione degli studi» (questo è il modulo, su cui è richiesta marca da bollo come sopra).
          A quanto c'è scritto sopra, in caso tu interrompa gli studi e ti iscrivi di nuovo l'iter per il riconoscimento degli esami, previa valutazione della loro non obsolescenza, scatta in automatico, cioè viene fatto partire d'ufficio. Quindi direi che l'unica strada per rifare tutto da capo è cambiare ateneo.
          Ti conviene parlare con la segreteria al momento della nuova immatricolazione e specificare che tu non vuoi recuperare la carriera pregressa. Non possono obbligarti ad avvalerti di quello che per te rappresenta un diritto, non certamente un obbligo.
          BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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          • #6
            Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
            Vedo che l'Università  di Torino, sempre per la serie che in Italia ogni testa è un tribunale, non prevede la rinuncia agli studi per il nuovo ordinamento, ma solo per il vecchio.
            Per il nuovo parla di «interruzione degli studi» (questo è il modulo, su cui è richiesta marca da bollo come sopra).
            A quanto c'è scritto sopra, in caso tu interrompa gli studi e ti iscrivi di nuovo l'iter per il riconoscimento degli esami, previa valutazione della loro non obsolescenza, scatta in automatico, cioè viene fatto partire d'ufficio. Quindi direi che l'unica strada per rifare tutto da capo è cambiare ateneo.
            Ti conviene parlare con la segreteria al momento della nuova immatricolazione e specificare che tu non vuoi recuperare la carriera pregressa. Non possono obbligarti ad avvalerti di quello che per te rappresenta un diritto, non certamente un obbligo.
            Infatti prima cercando sul sito ho trovato che fanno questa distinzione. Vorrà  dire che domani andrò a chiedere direttamente in segreteria se è possibile evitare il recupero della carriera pregressa.

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