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Università di diritto estero in Italia

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  • Università di diritto estero in Italia

    Come detto molte volte in questo forum, in Italia vige il divieto di iscrizione contemporanea in due o più università , che viene interpretano stricto sensu come il divieto di contemporanea iscrizione a più di un corso di laurea o laurea magistrale, master, corso di specializzazione, perfezionamento o alta formazione alla volta anche nello stesso ateneo, con le uniche eccezioni dei corsi singoli (accumulabili fino ad un massimo di tre-quattro contemporaneamente) e per il passaggio dalla laurea alla laurea magistrale (per cui uno studente può risultare iscritto a due corsi anche in due università diverse a patto che consegua il titolo del corso di primo livello entro sei mesi dall'iscrizione a quello di secondo). Il divieto è valido anche per l'iscrizione ad università estere, però dovrebbe esistere un modo per evitare l'esclusione, iscrivendosi prima al corso italiano e poi a quello estero, specialmente nel caso si tratti di master degree anglosassoni, nettamente diverse dalle nostre magistrali (oppure altri master professionali o i Master of Research); ma non è detto che sia necessariamente efficace.
    La domanda però è un'altra: e se le università di diritto estero avessero sede in Italia? Nel nostro paese al momento sono presenti pochi istituti di diritto straniero, fra cui si annoverano lo European University Institute di Firenze (una scuola dottorale di diritto europeo che offre però anche un Master of Laws annuale di foggia americana), la American University in Rome e la John Cabot University (due università di diritto americano a Roma che offrono bachelor degree quadriennali e qualche master degree annuale), nonché le antiche università di diritto pontificio (Gregoriana, Lateranense, Salesiana, Antonianum etc.; offerenti i titoli accademici canonici di baccellierato, licenza e dottorato, pressoché identici all'attuale ordinamento italiano). Nel caso un candidato già iscritto ad un'università italiana presentasse domanda di iscrizione ad uno di questi istituti, quali sarebbero le condizioni di esclusione (con l'eccezione dei dottorati di ricerca/PhD, che sembrano avere regole abbastanza uniformi a livello globale)? Avere sede legale in Italia costituisce un aggravio della condizione oppure esiste una lacuna legis che consente la coesistenza delle due condizioni concorrenti? Attenzione, non parlo di equipollenza dei titoli, ma della semplice ammissibilità della doppia iscrizione soggiacente a due ordinamenti legali diversi.

  • #2
    Devo andare sul computer per risponderti
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    • #3
      Originariamente inviato da Rael25 Visualizza il messaggio
      Come detto molte volte in questo forum, in Italia vige il divieto di iscrizione contemporanea in due o più università , che viene interpretano stricto sensu come il divieto di contemporanea iscrizione a più di un corso di laurea o laurea magistrale, master, corso di specializzazione, perfezionamento o alta formazione alla volta anche nello stesso ateneo
      In realtà  stricto sensu il divieto vige solo tra corsi finalizzati al rilascio di titoli di studio: laurea,stri laurea magistrale, dottorato di ricerca, master universitario di primo livello, master universitario di secondo livello, diploma di specializzazione.
      In alcuni atenei la norma viene introdotta in senso estensivo e pertanto vi vengono ricompresi anche i corsi di perfezionamento e alta formazione.
      Per gli insegnamenti singoli alcune università  prevedono la possibilità  di iscrizione anche a chi è iscritto a corsi di studio presso altri atenei (non presso lo stesso ateneo perché di solito è possibile sostenere, in alternativa, esami sovrannumerarà® o fuori piano), ma alcune università  richiedono a tal fine il nulla osta in ingresso, altre richiedono il nulla osta in uscita e altre richiedono entrambi. Quindi di fatto è molto difficile.
      La frequenza contemporanea di specializzazione di area medica e dottorato di ricerca è stata consentita e disciplinata dalla legge 240/2010.
      Infine c'è una circolare intepretativa MIUR in merito alla frequenza contemporanea di corsi non rilascianti titoli di studio aventi valore legale, nella quale sostanzialmente si dice che i corsi possono essere cumulati se non superano i 60 crediti nello stesso anno accademico, o l'equivalente in termini orari.
      Infine, il D.M. 28/09/2011 regolamenta la contemporanea iscrizione a università  e conservatorio riformato.

      per il passaggio dalla laurea alla laurea magistrale (per cui uno studente può risultare iscritto a due corsi anche in due università  diverse a patto che consegua il titolo del corso di primo livello entro sei mesi dall'iscrizione a quello di secondo).
      Sbagliato.
      Il passaggio da corsi di laurea a corsi di laurea magistrale non è generalmente consentito, a meno che non si tratti di corsi di laurea magistrale a ciclo unico, perché si suppone che lo studente iscritto a un corso di laurea non abbia i requisiti per l'iscrizione a un corso di laurea magistrale.
      É spesso ammessa invece ”“ a discrezione dell'ateneo nell'à mbito della sua esclusiva autonomia ”“ l'immatricolazione condizionata a un corso di laurea magistrale per un determinato anno accademico, ove la condizione è quella di maturare il requisito di accesso entro una determinata sessione o una determinata data purché il conseguimento del titolo sia riferito all'anno accademico precedente, altrimenti sussisterebbe, per l'appunto, la contemporanea iscrizione. In questo caso si parla di immatricolazione/iscrizione con riserva ovvero sub condicione, e la riserva viene sciolta al verificarsi della condizione. Tuttavia non tutti gli atenei consentono di svolgere atti di carriera durante il periodo di vigenza della riserva. E, comunque, tali atti risulterebbero invariabilmente invalidati nel caso in cui la condizione non si verifichi, poiché in quel caso il procedimento amministrativo risulterebbe nullo ex tunc.

      Il divieto è valido anche per l'iscrizione ad università  estere, però dovrebbe esistere un modo per evitare l'esclusione, iscrivendosi prima al corso italiano e poi a quello estero, specialmente nel caso si tratti di master degree anglosassoni, nettamente diverse dalle nostre magistrali (oppure altri master professionali o i Master of Research); ma non è detto che sia necessariamente efficace.
      La domanda però è un'altra: e se le università  di diritto estero avessero sede in Italia?
      Che il divieto viga o non viga per le università  estere (ivi comprese filiazioni di università  straniere in Italia), è un divieto sul quale l'autorità  italiana non può in alcun modo metter bocca, quindi è possibilissimo essere contemporaneamente iscritti a università  di diritto italiano e università  di diritto straniero, comprese le pontificie, e conseguire i relativi titoli, qualifiche, diplomi o gradi.
      Il problema è se si richiede, in Italia, il riconoscimento dei titoli o degli atti di carriera svolti presso l'università  estera. Allora lì la questione diventa complicata. L'autorità  italiana, se da un lato non è in grado di annullare i titoli di studio esteri, può però legittimamente rifiutarsi di riconoscerli qualora conseguiti in sovrapposizione a titoli italiani. E di sicuro ai fini dei concorsi pubblici non possono essere valutati più titoli conseguiti nel medesimo anno accademico (su questo la giustizia amministrativa è perentoria).


      Nel nostro paese al momento sono presenti pochi istituti di diritto straniero, fra cui si annoverano lo European University Institute di Firenze (una scuola dottorale di diritto europeo che offre però anche un Master of Laws annuale di foggia americana),
      L'EUI non si trova a Firenze, ma a a San Domenico, una frazione di Fiesole.
      Non vorrei dire una fesseria, ma credo ch ei titoli di studio dell'Istituto siano automaticamente validi in Italia senza bisogno di alcun iter di riconoscimento, quindi in questo caso non v'è dubbio che si applichino le norme sulla doppia iscrizione.
      Tuttavia se vedi bene il programma LL.M. della scuola richiede un titolo di secondo ciclo. Le uniche eccezioni sono per Italia da un lato e UK e Irlanda dall'altro: per gli italiani è sufficiente la sola laurea se di vecchio ordinamento (cosa assurda non prevista per nessun altro paese), mentre per UK e Irlanda è richiesto un qualsiasi degree (dunque anche bachelor's) con valutazione almeno di seconda classe ma si dà  la preferenza a chi possiede un master's degree.

      la American University in Rome e la John Cabot University (due università  di diritto americano a Roma che offrono bachelor degree quadriennali e qualche master degree annuale)
      Anche a Firenze ce ne sono diverse. E una a Bologna che se non sbaglio è proprio la JCU.
      Poi, se esiste ancora, c'è la ESE, con sedi a Napoli, Roma e se non sbaglio Milano, che rilascia titoli di università  britanniche convenzionate.

      nonché le antiche università  di diritto pontificio (Gregoriana, Lateranense, Salesiana, Antonianum etc.; offerenti i titoli accademici canonici di baccellierato, licenza e dottorato, pressoché identici all'attuale ordinamento italiano)
      La Lateranense e l'Urbaniana però si trovano in zone extraterritoriali.
      Ultima modifica di dottore; 13-12-2020, 22:36.
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      • #4
        Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
        Che il divieto viga o non viga per le università  estere (ivi comprese filiazioni di università  straniere in Italia), è un divieto sul quale l'autorità  italiana non può in alcun modo metter bocca, quindi è possibilissimo essere contemporaneamente iscritti a università  di diritto italiano e università  di diritto straniero, comprese le pontificie, e conseguire i relativi titoli, qualifiche, diplomi o gradi.
        Il problema è se si richiede, in Italia, il riconoscimento dei titoli o degli atti di carriera svolti presso l'università  estera. Allora lì la questione diventa complicata. L'autorità  italiana, se da un lato non è in grado di annullare i titoli di studio esteri, può però legittimamente rifiutarsi di riconoscerli qualora conseguiti in sovrapposizione a titoli italiani. E di sicuro ai fini dei concorsi pubblici non possono essere valutati più titoli conseguiti nel medesimo anno accademico (su questo la giustizia amministrativa è perentoria).
        A livello concorsuale della PA non avevo dubbi, ma come potrebbe essere letto a livello di valutazione sul singolo curriculum in caso di ammissione ad istituzioni che valuti "titoli e pubblicazioni" come università  e enti di ricerca (per cui si suppone che "più ce n'è meglio è")?

        Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
        L'EUI non si trova a Firenze, ma a a San Domenico, una frazione di Fiesole.
        Non vorrei dire una fesseria, ma credo che i titoli di studio dell'Istituto siano automaticamente validi in Italia senza bisogno di alcun iter di riconoscimento, quindi in questo caso non v'è dubbio che si applichino le norme sulla doppia iscrizione.
        Sono equiparati ai titoli dottorali erogati dalle università  italiane, dalle scuole ad ordinamento speciale come Normale e Sant'Anna di Pisa, SISSA di Trieste, IUSS di Pavia e ad altri istituti esclusivamente di terzo livello come l'IMT di Lucca e il Gran Sasso Science Institute.

        Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
        Anche a Firenze ce ne sono diverse. E una a Bologna che se non sbaglio è proprio la JCU.
        Poi, se esiste ancora, c'è la ESE, con sedi a Napoli, Roma e se non sbaglio Milano, che rilascia titoli di università  britanniche convenzionate.
        Le avevo viste in qualche elenco, ma sembra che la AUR e la JCU siano le uniche istituzioni provviste delle cosiddette degree-awarding powers (cioè della capacità  di offrire lauree proprie), mentre le altre figurano soltanto come college convenzionati con università  basate negli Stati Uniti (molto spesso attive soltanto come summer schools, dunque raramente con corsi credit-based), inclusa la rinomata Johns Hopkins University SAIS Europe di Bologna, che non è altro che una graduate school dell'omonima università  di Baltimora che offre master degree internazionali per loro conto ed al massimo un programma interateneo con l'Università  di Bologna (che figura però come una laurea magistrale di ordinamento italiano dell'Alma Mater).
        Ti posso confessare che la ESE mi ha fatto veramente una cattiva impressione?

        Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
        La Lateranense e l'Urbaniana però si trovano in zone extraterritoriali.
        D'accordo, ma il fatto che il Concordato esista solo con lo stato italiano, accentua o diminuisce il problema della reciproca accettabilità  dei titoli?

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        • #5
          Naturalmente intendevo dire "interpretata" laddove ho erroneamente scritto "introdotta".
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