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INDECISIONE E PAURA SCELTA CORSO UNIVERSITARIO

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  • INDECISIONE E PAURA SCELTA CORSO UNIVERSITARIO

    Buonasera. Sono un nuovo utente di questo forum. Mi chiamo Ettore e ho 19 anni e mezzo. Sono qui per chiedere un consiglio ed un supporto nella scelta
    del corso universitario da intraprendere a breve.
    Premetto che sono molto indeciso e ho anche molta paura perché la mia scelta ricadrà  tra tre corsi di laurea ognuno dei quali con parecchie problematiche.
    Parto dal presupposto che non sono assolutamente in grado di sostenere facoltà  come Giurisprudenza, Ingegneria, Medicina o Economia a causa della loro complessità  unite anche a mancanza di interesse verso quei settori.
    Dunque la mia decisione dovrà  ricadere tra i seguenti tre corsi di laurea:
    Scienze della comunicazione, Scienze politiche oppure Lettere Moderne.
    Sono molto indeciso e ho molta paura perché ognuno dei tre presenta le proprie difficili problematiche: chi in termini di sbocchi chi in termini di materie.
    Ma, d'altra parte, non sono in grado di fare altri corsi o facoltà  differenti.
    Debbo premettere che la mia preferenza è sempre ricaduta su Lettere Moderne perché rispecchia le mie attitudini e passioni letterarie e storiche, ma il fatto di non aver frequentato un liceo classico e non conoscere pertanto il latino e non avere le basi adatte mi impedisce di iscrivermi a tale corso.
    La mia scelta, dunque, era ricaduta su Scienze Politiche ma nel programma sono presenti alcune materie per me troppo complicate che non riuscirei né a capire né a studiare e dunque rischierei molto accademicamente.
    Perciò la mia scelta ora è ricaduta su Scienze della Comunicazione, ma ho molta paura perché non gode di una buona fama ed è considerata da molti come una laurea inutile e denominata anche "scienze delle merendine" e non offre molte sicurezze per quel che riguarda gli sbocchi occupazionali e io non voglio rimanere poi dopo una fatica di studio disoccupato.
    Ma, d'altra parte, non ho altre possibilità : Scienze Politiche vi sono materie economiche + le lingue che non sono in grado di capire e di studiare.
    Lettere, non ho fatto il liceo classico e nessun liceo, quindi non conosco nè il latino nè il greco che sono obbligatorie a Lettere per legge.
    Dunque resta Scienze della Comunicazione la più fattibile e abbordabile solo che ho molta paura appunto in termini occupazionali dato tutto quello che si sente dire in merito a tale corso.
    Perciò sono nel pallone e non so cosa fare. Mi piacerebbe e mi servirebbe pertanto il vostro aiuto, un vostro supporto e consiglio.
    E' bene considerare inoltre che con la sola laurea triennale non farei nulla e dunque ognuna delle tre necessita anche di una magistrale.
    E dunque bisogna considerare anche le difficoltà  e le problematiche che può presentare anche la magistrale di ognuna di esse.
    Ma per ora pensiamo alla laurea triennale che è già  un miraggio quella ancora. Voi cosa mi consigliate di fare? Quale delle tre è meglio secondo voi in generale e per me? Tenendo conto e considerando ovviamente le problematiche elencate qual'è secondo voi il "male minore"?
    Ringrazio coloro che mi risponderanno.

  • #2
    Mi sa che ti conviene lavorare un po' sulla autostima prima di iniziare un qualsiasi corso universitario.
    Un sito web da visitare se si hanno 5 minuti liberi:
    digitalArs.it - Immagini digitali per persone reali

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    • #3
      Non è questione di autostima. Mi conosco bene e figurati se mi piace sottovalutarmi.
      Di autostima ne ho sempre avuta e a sufficienza credimi.
      Non si tratta di autostima. Se mi potessi, o qualcuno mi potesse, consigliare in merito alla mia richiesta ne sarei molto grato.

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      • #4
        Dottore ti dirà  che scienze politiche è ottima, per me non è nè carne nè pesce. Con quel percorso (3+2) puoi fare tantissimi concorsi e ottieni una preparazione che abbraccia un pò tutto, ma proprio perchè abbraccia tutto è considerata (non so se con buone ragioni) poco qualificante.
        Generalmente il laureato in scienze politiche se la cava in tutto ma non ha la preparazione specifica di un dottore in economia o in legge nei loro campi.
        Scienze della comunicazione proprio no e lo stiamo ripetendo da anni.
        Lettere è la sua sorella maggiore, ti dà  qualche speranza in più ma anche tutti quei corsi sono abbastanza svalutati.
        Uno dei leit motiv del forum è che ormai si salvano solo ingegneria, economia e medicina (le prime due a fatica).
        Qualsiasi strada tu decida di fare punta all'Erasmus, cerca di lavorare prima dei 25 anni in qualche campo (se over 25 non hai ancora lavorato il tuo curriculum equivale al sacchetto dell'umido) e impara una terza lingua oltre all'italiano e all'inglese.
        Un'altra cosa da dire è che la PAURA è uno dei temi principali del forum: non sto scherzando, cerca "paura" con la funzione "cerca" del forum in alto a destra e guarda quanti risultati compaiono.
        Capisco che essere matricola dopo la Grande Recessione non sia il massimo, però se ci aggiungi il timore di non farcela e di rimanere disoccupato non sarai mai sereno e non studierai mai bene.
        Mai come in questi anni abbiamo sentito di suicidi per bugie sulla laurea e di studenti infelici che l'hanno fatta finita per motivi legati al liceo o all'università  più disparati.
        Chi studia e quindi chi decide di immatricolarsi deve farlo partendo dal presupposto che imparare materie a livello universitario fa crescere come persone e che diventare dottore è una carta in più per entrare nel mondo del lavoro.
        La paura lasciatela alle spalle, altrimenti si trasformerà  in infelicità  e l'infelicità  in angoscia-crisi esistenziale.
        Buona fortuna, di cuore.

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        • #5
          Vorrei capire che cosa mette in testa ad alcune persone che Scienze politiche è più facile di Giurisprudenza.
          Mi domando altresì come sia possibile non avere alcun interesse per Giurisprudenza ed Economia ma averlo per Scienze politiche.
          BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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          • #6
            Originariamente inviato da EttoreBattistini Visualizza il messaggio
            il fatto di non aver frequentato un liceo classico e non conoscere pertanto il latino e non avere le basi adatte mi impedisce di iscrivermi a tale corso.
            Il latino non si fa solamente al liceo classico. Non è che non hai punto frequentato un liceo?

            La mia scelta, dunque, era ricaduta su Scienze Politiche ma nel programma sono presenti alcune materie per me troppo complicate che non riuscirei né a capire né a studiare e dunque rischierei molto accademicamente.
            I piani di studio (i programmi sono un'altra cosa) dei corsi di laurea in Scienze politiche variano molto da una sede all'altra, ma un corso di laurea in Scienze politiche che si rispetti prevede come obbligatorie perlomeno le seguenti materie:
            - Istituzioni di diritto pubblico oppure Diritto costituzionale oppure Diritto costituzionale italiano e comparato;
            - Statistica oppure Statistica sociale oppure Metodi matematici per le scienze sociali oppure Metodologia della scienza politica oppure Metodologia della ricerca sociale;
            - Storia contemporanea;
            - Scienza politica;
            - Economia politica;
            - Politica economica oppure Scienza delle finanze oppure Contabilità  pubblica;
            - Sociologia (generale);
            - Storia delle dottrine politiche oppure Storia delle istituzioni politiche oppure Filosofia politica.
            - almeno 18 crediti in lingue straniere (che, per vincolo di classe, debbono essere due di cui almeno una comunitaria).
            Il resto dipende dall'orientamento che la singola università  ha deciso di imprimere al corso, sulla base di una tradizione o più banalmente della disponibilità  di docenza, nonché dalle scelte individuali, che debbono essere coerenti:
            - se opto per l'area giuridico-amministrativa, allora Diritto amministrativo, Diritto regionale e/o degli enti locali, Istituzioni di diritto privato, Filosofia e teoria generale del diritto, Scienza dell'amministrazione, Teorie e tecniche della comunicazione pubblica e anche Diritto dell'Unione europea, che male non fa e che è una materia generalmente richiesta nei concorsi per le regioni, poiché queste hanno a che fare direttamente con le istituzioni comunitarie (magari anche Contabilità  degli enti locali);
            - se opto per l'area europea e internazionale, allora Diritto internazionale, Diritto dell'Unione europea, Economia internazionale;
            - se opto per l'area economica, allora necessariamente dovrò dare sia Politica economica sia Scienza delle finanze (o Contabilità  di Stato), poi Economia internazionale, Sociologia economica, Statistica economica;
            - se opto per un indirizzo sociologico, allora qui posso spaziare da Sociologia politica a Sociologia della famiglia, passando per Sociologia della cultura e Sociologia del lavoro, e magari posso specializzarmi nell'area delle relazioni industriali abbinando a Sociologia del lavoro Diritto del lavoro, Diritto sindacale e Sociologia del diritto, e magari anche Storia del movimento sindacale, oppure posso indirizzarmi al giornalismo scegliendo Teorie e tecniche delle comunicazioni di massa (che è sempre nel settore della sociologia dei processi culturali e comunicativi, come Sociologia della cultura e Sociologia della famiglia), Storia del giornalismo, Diritto elettorale, Diritto parlamentare, Diritto penale e Procedura penale;
            - se opto per un orientamento più squisitamente politico e politologico, sosterrò innanzitutto tutti e tre tra Storia delle istituzioni politiche, Storia delle dottrine politiche e Filosofia politica, cui posso aggiungere Sistemi politici comparati, Sistemi elettorali comparati, Sociologia politica, Storia dei partiti e dei movimenti d'opinione;
            - se opto per un indirizzo storico, allora potrò studiare, oltre a Storia contemporanea, Storia moderna, Storia del diritto, Storia costituzionale o Storia delle costituzioni moderne, Storia sociale, Storia dei media.
            La laurea è sufficiente per l'accesso ai concorsi di funzionario nella P.A. e per l'accesso alla professione di consulente del lavoro.
            É invece necessaria la laurea magistrale:
            - per l'accesso dall'esterno alla qualifica dirigenziale, ipotesi che adesso è sospesa in attesa di una riforma della Scuola nazionale dell'amministrazione congelata da anni (attualmente l'accesso è possibile mediante concorso pubblico per soli esami o per titoli ed esami al quale possono accedere i laureati con 5 anni di servizio in una posizione funzionale per la quale era richiesta la laurea al momento dell'assunzione; per i possessori di titolo post lauream, ivi compresa la laurea magistrale, gli anni di servizio sono ridotti a 4);
            - per la carriera diplomatica (all'ultimo concorso di consigliere di legazione erano ammesse tantissime classi di laurea magistrale, anche se, come al solito, il concorso è stato vinto prevalentemente da persone con titoli nell'area politologica, in particolare politico-europea e politico-internazionale);
            - per l'insegnamento (le classi di concorso cui è possibile accedere dipendono dalla classe della laurea magistrale e non da quella della laurea);
            - per gli ufficiali di complemento delle forze armate;
            - per la dirigenza in Polizia di Stato.

            Perciò la mia scelta ora è ricaduta su Scienze della Comunicazione, ma ho molta paura perché non gode di una buona fama ed è considerata da molti come una laurea inutile e denominata anche "scienze delle merendine" e non offre molte sicurezze per quel che riguarda gli sbocchi occupazionali e io non voglio rimanere poi dopo una fatica di studio disoccupato.
            Domanda da un milione di dollari: hai una vaga idea di cosa si studi a Scienze della comunicazione?
            Sai che se non esistono due corsi di laurea in Scienze della comunicazione in Italia che abbiano gli stessi esami e che addirittura nella stessa università  possiamo trovare due corsi di laurea di questa classe che non hanno esami in comune?

            non conosco nè il latino nè il greco che sono obbligatorie a Lettere per legge.
            Ma chi ti ha detto questa sciocchezza?
            I corsi di laurea non sono regolati per legge, e oramai nemmeno più, se non in parte, per regolamento ministeriale (decreto).
            L'Italia è piena di corsi di laurea in Lettere senza latino (magari c'è la letteratura latina, ma non la lingua).

            E' bene considerare inoltre che con la sola laurea triennale non farei nulla e dunque ognuna delle tre necessita anche di una magistrale.
            E dunque bisogna considerare anche le difficoltà  e le problematiche che può presentare anche la magistrale di ognuna di esse.
            Non esiste la magistrale di ogni laurea.
            I corsi di laurea magistrale sono autonomi. Il regolamento di ciascun corso di laurea magistrale stabilisce quali sono i requisiti di accesso oltre al possesso di una laurea.
            Ad esempio alla maggior parte dei corsi di laurea magistrale della classe Sociologia e ricerca sociale e a moltissimi corsi di laurea magistrale delle classi Scienze economico-aziendali, Scienze economiche e Scienze economiche per le arti e la cultura è consentita l'iscrizione senza ulteriori precondizioni a laureati della classe L-36 (Scienze politiche), oltre che a laureati delle classi L-18 (Scienze dell'economia e della gestione aziendale) e L-33 (Scienze economiche).

            qual'è
            Qual è.
            BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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            • #7
              Originariamente inviato da Marika Visualizza il messaggio
              Dottore ti dirà  che scienze politiche è ottima
              Non sono uso a certi termini

              Con quel percorso (3+2)
              Non esiste il 3+2 in Scienze politiche. L'unico corso di laurea magistrale denominato Scienze politiche esistente in Italia è alla Marconi.

              Generalmente il laureato in scienze politiche se la cava in tutto ma non ha la preparazione specifica di un dottore in economia o in legge nei loro campi.
              Sono corsi di studio che hanno finalità  diverse.
              Economia aziendale: ha la funzione di formare persone che ”’ né più né meno ”’ fanno quello che sino al 1997 si poteva fare con il diploma di ragioneria e l'abilitazione alla professione di ragioniere commercialista. Cioè i contabili. Raramente i corsi di laurea in Economia aziendale forniscono anche competenze in controllo di gestione.
              Scienze economiche: in teoria l'intento è completamente diverso; nei fatti i (pochissimi) laureati in questa classe finiscono a fare le stesse cose di chi ha studiato economia aziendale.
              Giurisprudenza magistrale: ha la funzione precipua di formare avvocati, magistrati e notai. Assorbe altresì le funzioni di Scienze dei servizi giuridici.
              Scienze dei servizi giuridici: ha la funzione di formare giuristi d'impresa (ma le imprese difficilmente assumono a tal fine senza laurea magistrale), cancellieri (ma nell'ordinamento giudiziario esistono due tipi di cancellieri e ancora oggi per fare uno dei due è sufficiente il diploma di scuola secondaria superiore, l'altro addirittura la sola scuola dell'obbligo).
              Scienze politiche: ha la funzione di formare funzionari pubblici, ai quali sono generalmente richieste competenze ulteriori rispetto a quelle del giurista, anche trasversali, mentre sul versante giuridico non è necessario essere preparati su tutto, ma principalmente sul macroà mbito pubblicistico e, comunque, certamente non sul diritto processuale (le cosiddette procedure). Io continuo a sostenere che non è un caso se in un concorso pubblico a 4 posti in cui si candidano 120 laureati in Giurisprudenza, 80 in Scienze politiche e 2 in Economia i 4 posti vengono vinti tutti e 4 da laureati in Scienze politiche e dei successivi 10 idonei 6 sono laureati in Scienze politiche. Perché il laureato in Scienze politiche è abituato al ragionamento interdisciplinare e, probabilmente anche spinto dal complesso di inferiorità , tende a prepararsi meglio. Il laureato in Giurisprudenza tende a snobbare i laureati in Scienze politiche e sistematicamente finisce per cadere sia sulle sue materie (ho visto certe figure di niente da parte di laureati in Giurisprudenza perfino con il dottorato) sia su quelle che ha dovuto studiare apposta per il concorso (magari bollate come facili).

              Scienze della comunicazione proprio no e lo stiamo ripetendo da anni.
              Lettere è la sua sorella maggiore
              D'accordo sullo sconsigliare Scienze della comunicazione, meno sul rapporto di parentela
              I corsi di laurea in Scienze della comunicazione incardinati in facoltà  di Sociologia, Scienze politiche ed Economia e nelle scuole o dipartimenti loro eredi generalmente hanno poco o niente a che fare con Lettere.
              I corsi di laurea in Scienze della comunicazione incardinati in facoltà  di Lettere e filosofia ovviamente un po' di più, ma specie per quanto attiene al lato filosofico (semiotico, estetico: vedi Bologna 509, l'Orientale 509, Università  della Calabria) o, tutt'al più, ai settori L-ART: ad eccezione che a Catania e a Parma 509 (ove però il corso di laurea in Scienze della comunicazione scritta e ipertestuale faceva parte della classe di Lettere, non di quella di Scienze della comunicazione), l'à mbito linguistico-letterario è assente pressoché dappertutto.
              I corsi di laurea in Scienze della comunicazione incardinati in facoltà  di Psicologia, Scienze della formazione, Scienze matematiche, fisiche e naturali, Giurisprudenza e loro eredi, infine, costituiscono ciascuno un caso a parte.
              BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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              • #8
                Io mi chiedo come tutti voi possiate ritenere inutile Scienze della Comunicazione e invece utili Lettere e Scienze Politiche.
                Con la Laurea in Lettere puoi fare solo il professore: a parte l‘insegnante non fai un cavolo!
                Con Scienze Politiche vai a fare idiozie come il diplomatico, l‘ambasciatore o il funzionario
                di cui a me personalmente non me ne frega niente!
                Scienze della Comunicazione puoi fare il Giornalista, puoi lavorare nelle aziende nei settori di Pubbliche Relazioni, Risorse Umane, Marketing oppure puoi abbinare questa laurea a un diploma informatico come il mio e occuparti di comunicazione web e gestione di siti web.
                Quindi cosa cavolo dite tutti quanti?!
                Andateglielo a dire a Francesca Fialdini, a tutti quelli della televisione della Rai che sono laureati in Scienze della Comunicazione e guadagnano milioni a palate!
                Andateglielo a dire a loro che non serve a niente. Ma non dite assurdità  o fesserie dai!

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                • #9
                  Originariamente inviato da EttoreBattistini Visualizza il messaggio
                  Io mi chiedo come tutti voi possiate ritenere inutile Scienze della Comunicazione e invece utili Lettere e Scienze Politiche.
                  Con Scienze politiche puoi accedere alla categoria apicale dei dipendenti della pubblica amministrazione.
                  Con Scienze della comunicazione nella P.A. puoi accedere solo ai pochissimi posti relativi alle funzioni regolamentate dalla legge 150/2000 e dal DPR 422/2001.

                  Con la Laurea in Lettere puoi fare solo il professore: a parte l‘insegnante non fai un cavolo!
                  Qui casca l'asino.
                  Con la laurea in Lettere non puoi fare neanche l'insegnante, perché per insegnare serve la laurea magistrale.
                  E cosa potrai insegnare dipende dalla laurea magistrale, non dalla laurea.
                  Se ti laurei in Lettere e poi consegui la laurea magistrale in Economia e diritto per l'impresa e la pubblica amministrazione (conosco almeno due casi reali del genere), potrai insegnare integrando sino a 96 crediti sulla classe di Discipline giuridiche ed economiche e integrando sino a 48 crediti sulla classe di Geografia, mentre senza nessuna integrazione curriculare (a parte i 24 crediti introdotti dalla Fedeli obbligatorà® per tutti gli insegnanti di scuola secondaria) sulla classe di Discipline economico-aziendali e sulla classe di Matematica applicata (anche se non avrai dato neanche un esame di matematica o statistica).
                  Se invece ti laurei in Servizio sociale oppure in Sociologia oppure in Scienze politiche oppure in Scienze geografiche e poi consegui una laurea magistrale in Linguistica o Scienze storiche o Filologia o Scienze delle religioni (non conosco nessuno che abbia fatto queste scelte folli, ma sono teoricamente possibili*), allora potrai insegnare alcune materie umanistico-letterarie, storiche e filosofiche.

                  * Conosco invece persone che si sono laureate in Scienze della comunicazione e successivamente hanno conseguito lauree magistrali in à mbito artistico, turistico o delle scienze dello spettacolo. Per quelle dovrei consultare le tabelle.

                  Con Scienze Politiche vai a fare idiozie come il diplomatico, l‘ambasciatore
                  Ah, certo, i diplomatici (concetto che comprende anche, anzi in primo luogo, gli ambasciatori) sono degli idioti
                  Spero tu ti renda conto di quello che dici.
                  Comunque non puoi fare il diplomatico con la laurea in Scienze politiche (vedi supra).

                  Scienze della Comunicazione puoi fare il Giornalista
                  Il giornalista, con l'iniziale minuscola, si può fare anche senza laurea.
                  Anzi, la stragrande maggioranza dei giornalisti non ce l'ha, una laurea, e chi ce l'ha spesso è laureato in Scienze politiche o Giurisprudenza (se poi ci aggiungiamo Filosofia e Lettere credo abbiamo esaurito la maggior parte degli iscritti all'albo).

                  puoi lavorare nelle aziende nei settori di Pubbliche Relazioni, Risorse Umane, Marketing
                  Stesse cose che puoi fare con una laurea in Scienze politiche, in Economia aziendale, in Economia, in Giurisprudenza e perfino in materie squisitamente umanistiche. O anche senza laurea, non trattandosi di professioni regolamentate.

                  Quindi cosa cavolo dite tutti quanti?!
                  Sei venuto nel forum a fare domande per avere delle risposte (hai invocato tu stesso risposte sincere, mi pare) oppure per avere conferme ai tuoi bias cognitivi? Facci capire.

                  Andateglielo a dire a Francesca Fialdini, a tutti quelli della televisione della Rai che sono laureati in Scienze della Comunicazione e guadagnano milioni a palate!
                  Certo, siccome Francesca Fialdini (che peraltro non guadagna milioni a palate) è laureata in Scienze della comunicazione, allora significa che è stata la laurea in Scienze della comunicazione ad aprirle le porte della Rai. Peccato che la sua collega Caterina Balivo, invece, sia iscritta fuori corso da anni al corso di laurea in Scienze internazionali e diplomatiche all'Orientale di Napoli, tanto per paragonare due persone che fanno esattamente la stessa cosa.
                  Parafrasando un grande, ma fammi il piacere.
                  BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                  • #10
                    Ma chi è Francesca Fialdini?

                    Scherzo, lo so chi è! (perchè ho appena fatto uno ricerca sul web )
                    Pensavo che fosse stato citato qualche eminente giornalista come Montanelli o Bocca.

                    P.S. Non conoscevo neanche Caterina Balivo.
                    Ma che trasmissioni guardate in tv?!?
                    Comunque forse è colpa mia che sono mal informato, prima del TG di ieri non conoscevo neanche la Ferragni.
                    Un sito web da visitare se si hanno 5 minuti liberi:
                    digitalArs.it - Immagini digitali per persone reali

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                    • #11
                      Tranquillo. Io ho saputo chi è la Ferragni solo pochi mesi fa.

                      Non ho citato gironslisti del passato perché altrimenti mi si potrebbe rispondere con il classico "Erano altri tempi".
                      BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                      • #12
                        Però potrei citare qualche giornalista famoso che ha insegnato all'università  senza laurea: Maurizio Costanzo, Marco Demarco, Philippe Daverio. Ce ne sono anche di molto meno famosi. Con la legge 240/2010 non si può più fare (occorrono almeno la laurea magistrale per le docenze a contratto e il dottorato di ricerca per l'accesso ai ruoli, che dev'essere progressivo).
                        BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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                        • #13
                          Originariamente inviato da EttoreBattistini Visualizza il messaggio
                          Io mi chiedo come tutti voi possiate ritenere inutile Scienze della Comunicazione e invece utili Lettere e Scienze Politiche.
                          Seriamente, ti sei scelto dei percorsi non buoni, mancava solo che nominassi scienze dei beni culturali, filosofia e lingue e avresti fatto jackpot.
                          Scienze politiche diciamo che si salva in corner.
                          Comunque voglio sperare che tu abbia colto le parti sottolineate del messaggio #4.

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                          • #14
                            Dottore, il discorso su scienze politiche è vecchio e lo abbiamo già  affrontato.
                            In generale sono d'accordo con tutto quello che sostieni, il mio discorso era solo a livello pratico: non si discute sulla preparazione dei laureati in scienze politiche (superiore sotto molti aspetti a quello dei dottori in economia e giurisprudenza), ma sul fatto che ormai tutte e 3 (economia, giurisprudenza, scienze politiche e aggiungerei come bonus scienze della pubblica amministrazione) sono "equiparate" nei concorsi e quindi mentre scienze politiche nella teoria servirebbe per formare impiegati statali, nella pratica non tutti vincono il concorso e restano a spasso.
                            Economia e giurisprudenza a "parità " di titolo offrono più sbocchi, anche in libere professioni come avvocato e contabile.
                            Abbiamo già  detto che scienze politiche può portare all'esame di abilitazione per diventare consulente del lavoro... capirai!
                            Consulente del lavoro lo diventa anche mio nonno in carriola.

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                            • #15
                              Originariamente inviato da Marika Visualizza il messaggio
                              In generale sono d'accordo con tutto quello che sostieni, il mio discorso era solo a livello pratico: non si discute sulla preparazione dei laureati in scienze politiche (superiore sotto molti aspetti a quello dei dottori in economia e giurisprudenza), ma sul fatto che ormai tutte e 3 (economia, giurisprudenza, scienze politiche e aggiungerei come bonus scienze della pubblica amministrazione)
                              Scienze della pubblica amministrazione è una magistrale.
                              Scienze dell'amministrazione eredita il vecchio indirizzo politico-amministrativo di Scienze politiche.

                              sono "equiparate" nei concorsi e quindi mentre scienze politiche nella teoria servirebbe per formare impiegati statali, nella pratica non tutti vincono il concorso e restano a spasso.
                              E certo, perché i laureati sono molti di più dei posti a disposizione (anche se a dire la verità  ci sono parecchi piccoli e piccolissimi comuni ”“ magari situati, o meglio sparsi, su pizzi di montagna ”“ che bandiscono concorsi che vanno deserti). Però se permetti una laurea in Lettere, se non prosegui gli studi, è ancora peggio. E se li prosegui”¦ dov'è che ci sono cattedre disponibili per quelle classi di concorso lì?

                              Economia e giurisprudenza a "parità " di titolo offrono più sbocchi, anche in libere professioni come avvocato e contabile.
                              Certo, ma gli esperti contabili possono far meno di quello che fanno i vecchi ragionieri commercialisti e quindi quasi tutti proseguono gli studi nel secondo ciclo per diventare dottori commercialisti. A 'sto punto, siccome vale solo il titolo di secondo ciclo e non quello di primo, ci si può essere laureati pure in Scienze politiche, Scienze dell'amministrazione o perfino Lettere o Lingue, ché (aferesi di perché) ai fini dell'accesso alla professione non cambia niente.
                              Per quanto concerne gli avvocati, sai meglio di me che non è il titolo a fare la professione, dato che sono tutti a spasso. E gli ordini forensi hanno chiuso un occhio sui numerosi iscritti che andavano a fare i commessi nei negozi d'abbigliamento, i baristi, i camerieri e i venditori porta a porta di contratti telefonici(*), quasi sempre con contratti precari, perché venivano mantenuti dalle loro quote. Da quando hanno introdotto l'obbligo di versamento contributivo minimo alla Cassa forense, però, stanno subendo una marea di cancellazioni.

                              Abbiamo già  detto che scienze politiche può portare all'esame di abilitazione per diventare consulente del lavoro... capirai!
                              Consulente del lavoro lo diventa anche mio nonno in carriola.
                              Non so su cosa tu basi questa convinzione, dal momento che, fino a quando per fare il consulente del lavoro bastava il diploma, agli esami di Stato il tasso di bocciature era intorno all'80%. Uno dei miei più cari amici è un consulente del lavoro, laureato (e docente a contratto in varie università ) ma abilitatosi alla professione quando della laurea non c'era bisogno, e i suoi praticanti, che non erano certamente degli sprovveduti, per abilitarsi hanno tipicamente ripetuto l'esame tre volte.
                              Adesso, con la laurea, non saprei se le cose siano cambiate perché non mi aggiorno da qualche anno e non conosco direttamente praticanti consulenti del lavoro post-riforma.
                              Probabilmente ti confondi con gli esami di Stato di medico, odontoiatra, architetto e ingegnere, che sono delle mere formalità  (per medico e odontoiatra i respingimenti sono nell'ordine dello zero virgola e attengono quasi sempre a vizi di natura formale; ad esempio nelle sessioni in cui si sono abilitati i miei parenti medici e odontoiatri il tasso di abilitati è sempre stato del 100% salvo in un caso, in cui una si era dimenticata di scrivere il proprio nome sul foglio o una cosa del genere). L'esame di consulente del lavoro è sempre stato il più selettivo insieme con quello di dottore commercialista. Nel mezzo si collocano quello di avvocato e quello di assistente sociale (a mio avviso facilissimo; è la gente che si presenta a sostenerlo il problema).

                              Comunque, l'impegno che richiede Scienze politiche o Scienze dell'amministrazione, se il corso viene affrontato seriamente, non è dissimile da quello che richiedono Giurisprudenza o Economia aziendale (corsi di laurea in Economia veri e propri in Italia oramai sono perle rare). Proprio per questo, scegliere Economia aziendale al posto di Scienze politiche può dare maggiore soddisfazione dopo, nella ricerca di un lavoro. In questo do ragione senza indugio a Marika; il mio discorso di prima voleva solo evidenziare che il convincimento che Scienze politiche sia un percorso facile è campato in aria.
                              Non mi sento invece di consigliare di iniziare da Giurisprudenza. A chi si voglia laureare in Giurisprudenza suggerisco sempre di spezzare in qualche modo il percorso: meglio prendersi prima una laurea in Scienze dell'amministrazione, in Scienze dei servizi giuridici o in Scienze politiche con forte orientamento giuridico, quindi iscriversi al corso di laurea magistrale a ciclo unico Giurisprudenza in un ateneo che consente di andare direttamente al quarto anno.


                              _______
                              * La professione di avvocato è incompatibile con qualsiasi lavoro dipendente ad eccezione di docente di materie giuridiche nelle scuole secondarie e nell'università . Essa può essere svolta unicamente come libera professione, a meno che non la si svolga come dipendente di un ente pubblico nell'esclusivo interesse di quest'ultimo (non potendo cioè svolgerla all'esterno) e previa iscrizione a un elenco speciale dell'albo. A garanzia dell'indipendenza, dell'autonomia professionale e dell'imparzialità  dell'avvocato, il divieto opera indipendentemente dallo svolgimento della professione dipendente a tempo pieno o a tempo parziale, a tempo determinato o indeterminato. Eventuali rapporti di lavoro autonomo diversi dal patrocinio forense possono essere intrattenuti solo se hanno ad oggetto consulenze di carattere legale. Il titolo di avvocato conseguito mediante superamento dell'esame di Stato può essere utilizzato dai non iscritti all'albo soltanto nell'à mbito della pubblica amministrazione; diversamente, anche se abilitati, non si può far chiamare avvocato neanche chi si occupa di affari legali alle dipendenze di un'impresa (che infatti non fa l'avvocato).
                              BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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