A me vengono automaticamente delle domande.
1. Abbiamo già visto che ci sono atenei con esami molto facili da "affrontare", ad esempio l'Unipegaso con le sue 30+1 crocette che tra l'altro non ha nemmeno l'obbligo dei 60 crediti annuali. Non c'è il pericolo di creare persone con 5 lauree conseguite in pochissimo tempo? Non si va a favorire chi può permettersi le rette? Non è una manovra classista?
2. Questa "innovazione europea" funzionerà anche per i master, i corsi di alta formazione e di perfezionamento? Ma vi immaginate persone che in un anno si prenderanno 10 master in varie pubbliche statali, pubbliche non statali e telematiche (in alcune di esse l'unico obbligo è la discussione della tesi finale)?
3. Premesso che i giornalisti non si sono spiegati bene, è stato detto che ci sarà il divieto di tripla iscrizione in caso di corsi di laurea a numero chiuso. In pratica: se si tratta di numero chiuso si potrà usufruire solo della doppia iscrizione. Questo vale specificamente per i corsi di laurea in cui ci si iscrive (es. statale di Padova con numero chiuso) o il corso di laurea generico (es. iscrizione alla Nettuno che non ha il numero chiuso ma se altre università in quel corso hanno il numero chiuso anche la prima è considerata come se lo avesse)?
4. Soprattutto: è giusto nei confronti di chi è stato limitato fino ad oggi? Si vanno a creare due categorie: gli sfigati pre-"riforma" limitati in tutto e i fighi post-"riforma" che in pratica hanno libertà su ogni aspetto inerente alle immatricolazioni. Si può parlare di incostituzionalità ?
5. Se verrà liberalizzato tutto, non sarebbe meglio aumentare la difficoltà degli esami e i controlli del MIUR? Non sarebbe opportuno introdurre questa novità sono per alcuni corsi di laurea e non per tutti?
Mi piacerebbe sentire i pareri di Bmastro, Dottore e Rael, grazie.

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