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metodi di studio

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  • metodi di studio

    Ciao a tutti ragazzi

    Forse potete aiutarmi, sono una studentessa universitaria purtroppo fuori corso, molto fuori corso, il mio problema è la memorizzazione e il metodo di studio.
    Comprendo che non averne uno valido e corretto lo studio risulta essere più difficoltoso e scorretto.
    Qualcuno potrebbe darmi qualche dritta sul metodo di studio
    Grazie a tutti

  • #2
    Ciao, il fatto di laurearsi fuoricorso è abbastanza comune, due studenti su tre lo fanno.
    Tra l'altro anche io mi sono laureato fuoricorso.

    Per quanto riguarda il metodo di studio, ognuno ha la sua tecnica, affinata nel corso degli anni. Non è detto che un sistema che funziona per uno studente sia altrettanto utile per un altro.
    Per quel che mi riguarda, ti posso dire quel che facevo io.
    Innanzitutto devi studiare sugli appunti di lezione del professore. Devi saperli alla perfezione. Ti sembrerà  forse strano, ma molti professori non sanno niente oltre a quello che spiegano a lezione. Anzi, alcuni non sanno nemmeno quello che spiegano, certe volte.
    Quindi se non frequenti i corsi devi farti dare gli appunti da qualcuno che l'ha fatto. Possibilmente appunti trascritti col registratore e in corretta forma italiana. Eventualmente ci sono dei sitiweb che forniscono appunti, alcune volte a pagamento, altre volte no. I libri ti servono per integrare se non capisci qualcosa.

    Per quanto riguarda l'apprendimento, io non facevo altro che leggerli (senza la radio in sottofondo). A forza di leggerli li impari. Se sei a casa l'ideale sarebbe leggerli a voce, perchè così attivi un meccanismo della memoria legato all'udito e l'apprendimento è più facile e veloce. E' più faticoso, ma ti permette di accelerare i tempi e ti evita il problema di addormentarti sui libri.
    Logicamente se sei in aulastudio questo non puoi farlo, sennò gli altri studenti ti ammazzano sul posto.
    Quando pensi di sapere l'argomento, prova a ripeterlo senza leggere.

    In ogni caso, è bene che tu vada a vedere qualche esame, così ti fai un'idea delle domande che fa il professore.
    Preparati sempre un argomento alla perfezione, perchè c'è sempre la minima possibilità  che il professore ti chieda "Di cosa mi vuol parlare?", (magari se ti vede in difficoltà  o se ti vede indietro con gli esami).

    Tutto questo è in linea di massima, comunque. A dire il vero ogni esame è una storia a sè e devi regolarti sulla base dell'insegnamento, del professore e della tipologia dell'esame.
    Un sito web da visitare se si hanno 5 minuti liberi:
    digitalArs.it - Immagini digitali per persone reali

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    • #3
      Per quanto mi riguarda anche io seguo prevalentemente gli appunti o i lucidi che il professore pubblica in internet e poi li integro con il libro..a volte ho libri da studiare in cui non mi possono essere d'aiuto nè lucidi nè appunti. In quel caso io inizio a leggere una prima volta e inizio a sottolineare a matita le parti più importanti per me..poi lo rileggo un'altra volta e con i colori evidenzio ancora di più i concetti chiave. A volte mi appunto qualche parola a fianco al paragrafetto che mi indichi di cosa si parla..
      alla fine cerco di ripetere tutto a voce alta, inzialmente leggendo molto di tutto quello che ho sottolineato, poi cercando di fare a meno del libro...
      non sono sempre così sistematica, ma più o meno il mio metodo è questo!
      Poi secondo me ci sono quelli che riescono ad essere più analitici..quindi volta per volta si studiano bene una parte di libro..invece io tendo ad essere più "globale", nel senso che prima devo avere un'idea chiara di tutto quello che devo sapere e mi studio poi approfonditamente le parti!

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      • #4
        Grazie davvero per i consigli, provero' ad utilizzare questi metodi e poi vi farò sapere, sperando di poter finire proma possibile l'università  che sta diventando davvero troppo lunga...... intanto grazie encora e in bocca a lupo

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        • #5
          Qualcun altro ha consigli su come "migliorare" lo studio? Per chi lavora a tempo pieno, quante ore dedicate quotidianemente allo studio? In che orari preferite studiare?

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          • #6
            Quello che dice Bmastro non può essere utile a mio avviso per tutti i corsi di studio.
            Io ho esperienza finora solamente in università  statali (ora mi sono iscritto alla Telma) e ho superato 35 esami senza farmi un giorno di lezione.
            Tuttavia ho seguìto qualche lezione per curiosità  e comunque ero a conoscenza di come funzionava più o meno la baracca.
            Ebbene, vi posso dire che nell'à mbito giuridico e in quello sociologico è sin troppo diffuso il vizio di tenere gli insegnamenti in forma seminariale: spesso gli insegnamenti giuridici si riducono alla parte speciale e quelli sociologici sono monografici, tant'è che, da non frequentante, mi è toccato spesso portare un programma rinforzato, ove il surplus era sostitutivo delle lezioni in aula (non nel senso che mi consentiva di acquisire quelle nozioni o quelle conoscenze che avrei potuto ricavare dalla frequenza, ma più che altro in senso punitivo: non sei venuto a lezione = hai avuto x ore di tempo in più per studiare = ti punisco occupandoti quelle ore con una maggiorazione sul programma, roba che poi se mi stai particolarmente antipatico quando verrai all'esame neanche ti chiederò).
            Ho seguìto anche un paio di corsi di psicologia e lì eravamo proprio al delirio: non appena qualcuno dava il la, puntualmente assecondato dalla docente, si trasformavano in dibattiti in stile Amici di Maria de Filippi (non l'Amici attuale, che è un talent show, ma l'Amici dell'epoca, che era un talk show).
            Tutto questo mi ha condotto a ritenere che la frequenza delle lezioni fosse un'autentica perdita di tempo.
            D'altro canto, devo ammettere che ricordo un caso in cui la frequenza era invece pressoché indispensabile, tant'è che io feci molta fatica a superare quell'esame. Ma la ragione risiedeva unicamente nel bizzarro metodo di insegnamento del docente. Infatti si trattava di un esame di metodologia e tecniche della ricerca sociale, nel quale il docente (sempre con la sigaretta fumante in bocca in barba al divieto: e dovevate vedere il suo studio in che condizioni era) anziché fare lezione e da lì pervenire a degli esempi basava il corso interamente su esempi, che però non erano esempi di scuola ma erano mutuati dalla realtà , cioè consistevano in indagini effettivamente svolte, attraverso interviste orali che erano registrate su un'audiocassetta a nastro. Orbene, lui faceva ascoltare in aula un'intervista da questa audiocassetta, attraverso un piccolo lettore-registratore portatile (tipo walkman®; se non ricordo male la cassetta era grande e non micro), e poi spiegava. Ovviamente dopo anni di avanti e indietro il nastro era consumato e non si capiva niente (poi figuriamoci con il piccolo altoparlante di un lettore portatile in aula; se ci mettevi il microfono vicino cominciava sicuramente a fischiare e quindi figuriamoci), però l'ascolto ripetuto aiutava ad esercitarsi ai fini dell'esame perché consentiva di riconoscere le voci e, quindi, le interviste, le quali erano puntualmente trascritte nel libro di supporto, il quale, peraltro, consentiva anche di capire di cosa stavamo parlando, visto che lui, in aula, non lo spiegava. All'esame, c'erano due sue collaboratrici le quali ti facevano ascoltare un pezzetto di cassetta, cinque-sei secondi al massimo (a caso! Tornavano indietro o andavano avanti con il nastro e poi avviavano la riproduzione schiacciando sul tasto play) e ti chiedevano di che intervista si trattasse. Se rispondevi che non avevi capìto o sentito bene erano guai. Logicamente, se non avevi seguìto le lezioni l'associazione tra le parole pronunciate in quella manciatina di secondi e le interviste riportate nei libri era pressoché impossibile.
            BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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