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Studiare per inerzia o emulazione
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Studiare per inerzia o emulazione
Volevo chiedervi a parer vostro è possibile prendere un percorso universitario e intraprenderlo per inerzia, insomma senza un grande interesse guardando solo la richiesta occupazionale? Alle superiori è fattibile studiare per inerzia e all'Università secondo voi?Tag: Nessuno
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Buonasera.
Nella scuola secondaria superiore dipende: una cosa è il liceo classico, altra l'istituto professionale per l'industria e l'artigianato. In quest'ultimo andare avanti scaldando il banco per cinque anni è possibilissimo. Nel primo, per quanto negli ultimi anni viaggiamo verso la semplificazione spinta e la forte contrazione delle bocciature, è certamente più complicato e se si ha questa intenzione bisogna mettere in conto qualche anno in più.BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics
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Se guardi le richieste di informazioni sui corsi di laurea in questo forum il 50% sono per economia e l'altro 50 sono per ingegneria.
E' chiaro che la gente non studia per passione, ma anche quando troverai il corso di laurea perfetto avrai sempre delle materie ostiche e particolarmente irritanti (sulla base del tuo modo di pensare e apprenderle).
Aggiungo che, sempre per quanto concerne questo forum, l'aumento incredibile delle richieste per le telematiche sottintende un inseguire il pezzo di carta a dispetto di tutto e tutti, anche di se stessi (non tutte sono ben organizzate, spesso ho indirizzato persone verso una telematica da cui sono scappata perchè avevano poco tempo e non avrebbero potuto affrontare un percorso di studi di altre telematiche più difficili).
Seriamente: ormai 9 richieste su 10 sono su telematiche, impressionante.
Ritengo che la tua domanda abbia una risposta abbastanza scontata: presentami una sola persona felicissima di un'intera quinquennale che ha amato per 5 anni TUTTE le materie.
Impossibile.
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Buongiorno.
Nella scuola secondaria superiore dipende: una cosa è il liceo classico, altra l'istituto professionale per l'industria e l'artigianato. In quest'ultimo andare avanti scaldando il banco per cinque anni è possibilissimo. Nel primo, per quanto negli ultimi anni viaggiamo verso la semplificazione spinta e la forte contrazione delle bocciature, è certamente più complicato e se si ha questa intenzione bisogna mettere in conto qualche anno in più.
L'università è a mio avviso molto più facile, almeno per quanto riguarda l'area che io conosco bene, cioè quella giuridica, economica e sociale nel senso più ampio, ma anche Medicina. Qui laurearsi studiando poco non è affatto impossibile. Sinceramente ho visto mettere tantissimi 18 e anche 20 a persone che in un'interrogazione scolastica sarebbero state valutate con un'insufficienza. Probabilmente questo dipende dal fatto che all'università i respingimenti avvengono di norma senza voto, quindi sostanzialmente i docenti sono abituati a ragionare nell'ottica che i voti vanno dal 18 al 30 e poi esiste la riprovazione.
A scuola i voti vanno da 1 a 10 e ai tempi miei (ho iniziato che c'era ancora la vecchia maturità con il voto in sessantesimi, che non era determinato da un credito che ci si portava dietro) al biennio era un miracolo se un docentre arrivasse al 7.5, mentre al triennio come voti massimi normalmente si vedevano gli 8. Mia zia che è morta da poco ed era in pensione da una quindicina d'anni in quarant'anni di insegnamento ricordava di aver messo un solo 9. Adesso probabilmente le cose sono cambiate.
Inoltre a scuola è abbastanza comune conseguire il titolo finale con il minimo (60/100 per il diploma conclusivo e 36/60 per la vecchia maturità ).
All'università 66/110 è un voto praticamente inesistente; nella pratica si parte da molto più in alto e la maggior parte dei voti si colloca nella fascia media o medio-alta (addirittura a Medicina la media si aggira sul 108-109, all'incirca ben 10 punti in più rispetto alla media generale, e i 110 e i 110 e lode esauriscono oltre il 90% dei laureati). Quindi direi che, tra le materie che si studiacchiano contro voglia e qualcuna che magari ci coinvolge un po' di più, perché magari ci appassiona o semplicemente perché la percepiamo come più facile, qualche voto più alto del 18 ci scappa.
Quindi sì: è possibilissimo laurearsi per inerzia, e anche con votazioni apparentemente decenti. Non solo: oramai è diventata la prassi tra persone capaci ma svogliate; ho sentito con le mie orecchie gruppi di studenti decidere di impegnarsi il meno possibile per la «triennale» «perché tanto quella che conta è quella che viene dopo», per poi fregare i datori di lavoro ignoranti (ma anche la pubblica amministrazione e gli ordini professionali) facendo credere che il voto della laurea magistrale sia riferito a 5 anni e non a 2. Bene fanno da questo punto di vista, a mio avviso, le università che pongono paletti per l'iscrizione ai corsi di laurea magistrale in termini di voto minimo di laurea.BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics
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Quello no , comunque avendo fatto un professionale con poca passione e interesse ma diplomandomi , l'Università in questo caso sarebbe un capitolo a parte?Originariamente inviato da Marika Visualizza il messaggioSe guardi le richieste di informazioni sui corsi di laurea in questo forum il 50% sono per economia e l'altro 50 sono per ingegneria.
E' chiaro che la gente non studia per passione, ma anche quando troverai il corso di laurea perfetto avrai sempre delle materie ostiche e particolarmente irritanti (sulla base del tuo modo di pensare e apprenderle).
Aggiungo che, sempre per quanto concerne questo forum, l'aumento incredibile delle richieste per le telematiche sottintende un inseguire il pezzo di carta a dispetto di tutto e tutti, anche di se stessi (non tutte sono ben organizzate, spesso ho indirizzato persone verso una telematica da cui sono scappata perchè avevano poco tempo e non avrebbero potuto affrontare un percorso di studi di altre telematiche più difficili).
Seriamente: ormai 9 richieste su 10 sono su telematiche, impressionante.
Ritengo che la tua domanda abbia una risposta abbastanza scontata: presentami una sola persona felicissima di un'intera quinquennale che ha amato per 5 anni TUTTE le materie.
Impossibile.
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Michele36, secondo me dopo un professionale all'università non si dovrebbe poter andare.
Tuttavia l'università è da tempo precipitata così in basso che potrebbe essere tranquillamente frequentata dopo la scuola dell'obbligo, perché da tempo i corsi universitari non richiedono più competenze di carattere secondario avanzato per poter essere affrontati: è sufficiente saper leggere, scrivere e far di conto o poco più.
Oramai alcune sedi hanno attivato corsi per il recupero di grammatica italiana e capacità logiche, quindi figuriamoci.
Quindi se il tuo problema è quello di pensare di non farcela ti sbagli. Tuttavia, guardando la formazione universitaria nell'ottica di una formazione complessiva, io continuo a pensare che anche laureandosi a pieni voti senza aver frequentato un liceo si avrà una formazione con fondamenta fragili.BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics
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E' una formazione di tipo diverso che comunque non preclude il raggiungimento di enormi successi in campo lavorativo. Tanto per fare un esempio, un non-liceale (e probabile futuro premio Nobel) è Federico Faggin.Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggioQuindi se il tuo problema è quello di pensare di non farcela ti sbagli. Tuttavia, guardando la formazione universitaria nell'ottica di una formazione complessiva, io continuo a pensare che anche laureandosi a pieni voti senza aver frequentato un liceo si avrà una formazione con fondamenta fragili.
https://it.wikipedia.org/wiki/Federico_FagginUn sito web da visitare se si hanno 5 minuti liberi:
digitalArs.it - Immagini digitali per persone reali
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Federico Faggin ha un diploma di perito industriale capotecnico con specializzazione in fisica, cosiddetto perito fisico, che si conseguiva presso un istituto tecnico, non un istituto professionale.Originariamente inviato da Bmastro Visualizza il messaggioE' una formazione di tipo diverso che comunque non preclude il raggiungimento di enormi successi in campo lavorativo. Tanto per fare un esempio, un non-liceale (e probabile futuro premio Nobel) è Federico Faggin.
https://it.wikipedia.org/wiki/Federico_Faggin
Anche prima della riforma del 1969 gli istituti tecnici consentivano la prosecuzione degli studi all'università , sebbene limitatamente alle materie coerenti con gli studi secondari (non necessariamente dello stesso indirizzo, comunque), come in effetti è stato per questo signore, che si è iscritto a Fisica.
Gli istituti professionali sono un'altra cosa e l'Italia è l'unico stato europeo in cui sono equiparati alla scuola secondaria superiore (anzi, inizialmente furono equiparati, poi sono entrati proprio nell'ordinamento scolastico). Infatti non servono a niente neanche come istituti professionali (a differenza, ad esempio, che in Svizzera e in Germania).BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics
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Si ma comunque nemmeno dai tecnici escono dei geni. Il discorso che comunque volevo fare, è possibile prendere una facoltà come economia e frequentarla per inerzia pur non avendo nessun interesse in nessuna materia? Cioè mettiamo che dagli istituti tecnici molti escono pur non essendo granchè portati per i libri( e ne conosco ) e magari ci mettono un anno in più ma in ottica universitaria la vedo dura andare avanti per inerzia. Riguardo al discorso dei corsi di laurea , purtroppo fa male pure pensare che bisogna studiare solo quello che il mercato chiede vista la crisi. Durante gli anni 80 uno studiava ciò che gli piaceva ora non puoi più farlo. E fa male pensare che negli anni futuri sarà sempre peggio.Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggioFederico Faggin ha un diploma di perito industriale capotecnico con specializzazione in fisica, cosiddetto perito fisico, che si conseguiva presso un istituto tecnico, non un istituto professionale.
Anche prima della riforma del 1969 gli istituti tecnici consentivano la prosecuzione degli studi all'università , sebbene limitatamente alle materie coerenti con gli studi secondari (non necessariamente dello stesso indirizzo, comunque), come in effetti è stato per questo signore, che si è iscritto a Fisica.
Gli istituti professionali sono un'altra cosa e l'Italia è l'unico stato europeo in cui sono equiparati alla scuola secondaria superiore (anzi, inizialmente furono equiparati, poi sono entrati proprio nell'ordinamento scolastico). Infatti non servono a niente neanche come istituti professionali (a differenza, ad esempio, che in Svizzera e in Germania).Ultima modifica di Michele36; 08-12-2018, 17:38.
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I genà® non escono da nessuna parte.Originariamente inviato da Michele36 Visualizza il messaggioSi ma comunque nemmeno dai tecnici escono dei geni.
Il concetto di genio attiene all'intelligenza, dunque è a monte della formazione e non a valle della stessa.
Le facoltà non esistono più in nessuna università statale tranne la Sapienza di Roma e, comunque, non è mai stata la facoltà che si "prende", bensì il corso di laurea.è possibile prendere una facoltà
[quoe] come economia e frequentarla per inerzia pur non avendo nessun interesse in nessuna materia?[/quote]
Conosco fior di ignoranti laureati in Economia e commercio e in Economia aziendale.
Vado a memoria, ma puoi verificare tu stesso su AlmaLaurea e sulla banca dati Miur-Cineca: mediamente per la laurea si impiegano poco meno di 6 anni. Coloro che portano a termine gli studi sono circa il 50% del totale degli immatricolati; coloro che si laureano in corso meno della metà di quelli che si laureano.Cioè mettiamo che dagli istituti tecnici molti escono pur non essendo granchè portati per i libri( e ne conosco ) e magari ci mettono un anno in piùBA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics
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E' un tuo pensiero che va rispettato, però non pubblicherei queste frasi come verità assolute: ho notato che qualcuno le legge a distanza di anni e si rischia di fare danni.Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggioQuindi se il tuo problema è quello di pensare di non farcela ti sbagli. Tuttavia, guardando la formazione universitaria nell'ottica di una formazione complessiva, io continuo a pensare che anche laureandosi a pieni voti senza aver frequentato un liceo si avrà una formazione con fondamenta fragili.
Ci sono istituti tecnici che hanno fatto visita con le loro classi al CERN di Ginevra, esperienza che varrà mille volte l'avere studiato Seneca in un patetico liceo classico di provincia.
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Stima a mille, senza ripensamenti.Originariamente inviato da Marika Visualizza il messaggioE' un tuo pensiero che va rispettato, però non pubblicherei queste frasi come verità assolute: ho notato che qualcuno le legge a distanza di anni e si rischia di fare danni.
Ci sono istituti tecnici che hanno fatto visita con le loro classi al CERN di Ginevra, esperienza che varrà mille volte l'avere studiato Seneca in un patetico liceo classico di provincia.
Ho avuto l'impressione che il "nostro" dottore abbia un modus di ragionare alquanto settoriale e discriminatorio per non dire addirittura offensivo.
Io ho frequentato l'Istituto Tecnico specializzandomi nel percorso triennale in Meccanica; la stragrande maggioranza dei miei ex docenti consigliavano caldamente ai neo diplomati tecnici (ah, piccola precisazione: l'istituto tecnico rilascia la certificazione di Perito Industriale Capotecnico) di entrare direttamente nel mondo del lavoro. Io, da buon figlio di medici, rifiutai questa visione settoriale e monocolore della formazione e mi iscrissi alla facoltà di Ingegneria. Vero, sono tutt'ora fuoricorso (e di parecchio) ma purtroppo ho avuto alle spalle problematiche cliniche di non poco conto.
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Ti ringrazio del like e soprattutto della stima, ma, consiglio disinteressato: non occorre prendersela troppo.
Dottore ha flammato con praticamente il 50% dei neoiscritti, alcuni li ha fatti anche scappare, in compenso ha (quasi) sempre pubblicato notizie interessanti, anche se spesso ha tirato acqua al suo mulino.
Qualche settimana fa ha detto che sarebbe tornato dopo un mese di assenza, staremo a vedere.
Questo è un forum sì importante, ma non una testata giornalistica di livello mondiale, quindi ciò che viene scritto (che comunque nella maggior parte dei casi è un parere soggettivo) rimane molto di nicchia, ecco perchè ho sottolineato di non prendersela.
Per quanto riguarda la tua carriera accademica non devi preoccuparti: incedi nonostante il "vento contro" e vedrai che ce la farai.
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