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Studiare informatica: quando ne vale la pena?

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  • Studiare informatica: quando ne vale la pena?

    Buonasera ragazzi, sono qui ad invocare nuovamente il vostro aiuto. Cercherò di essere breve poichè non voglio annoiare nessuno. Attualmente ho 24 anni e studio Marketing Management (mi laureerò a 25 anni). Mi ha molto preso l'analisi dei dati (data science) e vorrei continuare per questa strada, ma da quanto ho sentito è molto difficile per un laureato in economia entrare in quel settore se non si possiede alcuna qualifica in campo informatico... Pensavo ad un master post laurea nel settore, ma mi chiedevo se questa è davvero una buona idea, poichè essendo pratico di computer in generale ma non avendo mai studiato linguaggi di programmazione potrei essere surclassato da qualcuno laureato in informatica e avere problemi nel trovare lavoro in futuro. La mia domanda è: investo in un master o in una nuova triennale in informatica?


    Avevo pensato che investendo su una nuova laurea, a 28 anni potrei essere più appetibile di un 24 enne con una specialistica, avendo studiato anche economia... inoltre potrei spaziare non solo sull'analisi dei dati ma anche in altre mansioni informatiche.

    D'altro canto un 25 enne fresco di laurea con un master ad hoc penso sia altrettanto appetibile...

    Vi prego aiutatemi
    Ultima modifica di Fedecomp; 25-12-2018, 22:45.

  • #2
    Ciao, benvenuto nel forum e buone Feste.
    Io non mi occupo di reclutamento del personale quindi non prendere ciò che sto per scrivere come oro colato, sono pareri soggettivi.
    I master di I livello attestano solo una cosa: che sei un laureato triennale.
    In Italia c'è questa mentalità  per cui il master è una specializzazione ed è equiparabile a una laurea magistrale, in entrambi i casi non è così.
    Innanzitutto la specializzazione "si consegue successivamente alla Laurea, al termine di un corso di studi generalmente volto alla formazione di specialisti nei vari rami dell'esercizio professionale. Le specializzazioni sono corsi tendenti a fornire, in specifici settori, un più ampio grado di conoscenze tecniche, da utilizzare soprattutto a fini pratici. Tant'è vero che, alla fine del corso, si assume la qualifica di specialista. L'ammissione, che si consegue a seguito di un concorso per titoli ed esami, consente la frequenza alle scuole di specializzazione, a numero chiuso, con corsi che hanno la durata dai due ai cinque anni, generalmente attivati presso la facoltà  di Medicina e chirurgia, le facoltà  di Farmacia, le facoltà  di Scienze politiche e Giurisprudenza" (fonte: Repubblica).
    Esempio di scuole di specializzazione dell'università  patavina (con bandi).

    https://www.unipd.it/scuole-specializzazione

    La laurea è anch'essa un'altra cosa rispetto a un master ed è ben più importante.
    In conclusione i master e i corsi di perfezionamento (che si differenziano per crediti) sono corsi che decidi di fare per sfizio oppure per acquisire delle competenze aggiuntive rispetto alla laurea che hai ottenuto, ma certificano poco e non abilitano a nulla: la base di tutto rimane la laurea.
    Inoltre, sempre secondo me, i master di I livello a meno che non siano onesti (costo contenuto e buon programma didattico) sono da evitare perchè sono un gradino sotto quelli di II livello (cioè per laureati magistrali).
    Ovviamente queste sono considerazioni che molti datori di lavoro non fanno, quindi valuta bene tu sulla base di ciò che veramente ti senti dentro.
    L'università  di Pisa ha una magistrale in "data science and business informatics" con tirocini e job placement ed è una LM18.

    https://www.di.unipi.it/it/didattica/wds-lm

    Prova a vedere se per entrarci basta fare delle integrazioni e prova a informarti se ci sono corsi simili, basta che stai sempre nell'ambito delle classi di economia o informatica (alcune università  fanno lo scherzetto di piazzare questo genere di corsi nelle classi di scienze della comunicazione rovinando completamente la carriera allo studente).

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    • #3
      Ciao Marika e grazie, mi hai dato veramente un'ottima indicazione. Ho capito perfettamente ciò che intendi e adesso mi sembra di avere le idee un pò più chiare.

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      • #4
        Solo una cosa: se un giorno dovesse passare Dottore a dire che ho sbagliato un concetto, una virgola, una sfumatura prevista da un regio decreto non farci troppo caso.
        Si scherza eh!
        Buone Feste!

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        • #5
          Fedecomp, innanzitutto buonasera e buon anno.
          Mi sembra che il tuo sia il classico caso nel quale si hanno poche idee e molto confuse.
          Nel merito non mi risulta quanto tu affermi; anzi i miei amici laureati in Informatica e affini, anche con laurea magistrale, si lamentano di non trovare lavoro in quanto a essi sono preferiti i titolari di diploma di perito informatico (istituto tecnico industriale) e/o i laureati in Ingegneria informatica, mentre per quanto concerne l'analisi di dati esistono delle classi specifiche: nel primo ciclo Statistica (L-41) e nel secondo ciclo Scienze statistiche (LM-82), Scienze statistiche, attuariali e finanziarie (LM-83) e Finanza (LM-16). Considerato pure che nell'à mbito della classe L-41 molti corsi sono abbinati all'informatica (ad esempio Statistica e informatica per l'impresa, Statistica e informatica e per l'economia e le imprese, Statistica e informatica per la gestione delle imprese, Statistica e informatica per l'azienda, la finanza e le assicurazioni), mentre i corsi di laurea e di laurea magistrale strettamente informatici generalmente non prevedono competenze statistiche (né giuridico-amministrative, che pure sono importanti se ci si vuole occupare di programmazione per il trattamento dei dati), francamente ciò che dici mi sembra illogico.

          Originariamente inviato da Fedecomp Visualizza il messaggio
          investo in un master o in una nuova triennale in informatica?
          Perché non hai preso in considerazione l'idea di iscriverti a un corso di laurea magistrale? Sicuramente in alcune sedi puoi accedere a corsi della classe di Informatica (LM-18) e della classe di Tecniche e metodi per la società  dell'informazione (LM-92), e anche della classe di Metodologie informatiche per le discipline umanistiche (LM-43) e di quella di Sicurezza informatica (LM-66), se ce ne fossero. Mentre se ti rivolgi al mondo della statistica (classi di cui sopra) certamente hai una vasta scelta a disposizione.

          un 24 enne con una specialistica
          Le specialistiche sono state abolite quando il 24enne aveva 12 anni.
          BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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          • #6
            Originariamente inviato da Marika Visualizza il messaggio
            Ciao, benvenuto nel forum e buone Feste.
            Io non mi occupo di reclutamento del personale quindi non prendere ciò che sto per scrivere come oro colato, sono pareri soggettivi.
            I master di I livello attestano solo una cosa: che sei un laureato triennale.
            In Italia c'è questa mentalità  per cui il master è una specializzazione ed è equiparabile a una laurea magistrale, in entrambi i casi non è così.
            Innanzitutto la specializzazione "si consegue successivamente alla Laurea, al termine di un corso di studi generalmente volto alla formazione di specialisti nei vari rami dell'esercizio professionale. Le specializzazioni sono corsi tendenti a fornire, in specifici settori, un più ampio grado di conoscenze tecniche, da utilizzare soprattutto a fini pratici. Tant'è vero che, alla fine del corso, si assume la qualifica di specialista. L'ammissione, che si consegue a seguito di un concorso per titoli ed esami, consente la frequenza alle scuole di specializzazione, a numero chiuso, con corsi che hanno la durata dai due ai cinque anni, generalmente attivati presso la facoltà  di Medicina e chirurgia, le facoltà  di Farmacia, le facoltà  di Scienze politiche e Giurisprudenza" (fonte: Repubblica).
            Repubblica, che nemmeno si è accorta che non esistono più le facoltà , può dire quello che le pare, e infatti in materia di università  ne ha dette e ne dice, di cavolate. La materia è attualmente disciplinata dall'art. 3, comma 7, del decreto MIUR 270/2004, il quale così statuisce:
            Il corso di specializzazione ha l'obiettivo di fornire allo studente conoscenze e abilità  per funzioni richieste nell'esercizio di particolari attività  professionali e può essere istituito esclusivamente in applicazione di specifiche norme di legge o di direttive dell'Unione europea.
            Sono rimasti solo corsi di specializzazione di area sanitaria (generalmente accessibili a medici ma talvolta anche a biologi, odontoiatri, farmacisti, titolari di lauree magistrali nell'area delle professioni sanitarie non mediche), medico-veterinaria, farmaceutica e psicoterapica, nonché il corso delle scuole di specializzazione in professioni legali. Per un periodo sono esistite le scuole di specializzazione all'insegnamento secondario. Tutte le altre specializzazioni sono automaticamente decadute con la riforma e alcuni atenei le hanno salvate trasformandole in master universitari (quasi sempre di primo livello) oppure in lauree magistrali. La Luiss Guido Carli ha trasformato la scuola di specializzazione in Giornalismo in «Scuola superiore di giornalismo», che non rilascia titolo di studio ma solo il certificato di compiuta pratica (non ha neanche i crediti).
            Inoltre, in base al disposto di cui all'articolo 6, comma 4, del medesimo decreto, possono essere ammessi ai corsi di specializzazione anche laureati semplici. Questo in astratto, poiché il testo rimanda alle disposizioni che regolano i singoli corsi i requisiti specifici di accesso, anche in termini di crediti formativi aggiuntivi rispetto al titolo. Al momento tutti i corsi prevedono il possesso di laurea magistrale e molti anche l'abilitazione professionale.

            La laurea è anch'essa un'altra cosa rispetto a un master ed è ben più importante.
            Il master universitario è, ai sensi dell'art. 3, c. 9, del succitato D.M. 270, è il titolo di studio rilasciato in séguito ai «corsi di perfezionamento scientifico e di alta formazione permanente e ricorrente, successivi al conseguimento della laurea o della laurea magistrale»; i corsi di perfezionamento sono previsti dalle disposizioni sulla formazione finalizzata di cui alla legge 341/1990 e alla legge 4/1999 e se non hanno le caratteristiche tali per potere rilasciare il titolo di master (suddivisione in crediti e durata almeno annuale, pari a 60 crediti) le università  continuano a chiamarli perfezionamenti, rilasciando solo attestati di frequenza. La natura di titolo di studio del master universitario, a differenza del perfezionamento, è confermata dall'art. 7, c. 4.

            sono corsi che decidi di fare per sfizio oppure per acquisire delle competenze aggiuntive rispetto alla laurea che hai ottenuto, ma certificano poco e non abilitano a nulla
            Normalmente neanche le lauree e le lauree magistrali sono abilitanti, a parte quelle in professioni sanitarie e quelle finalizzate all'insegnamento nella scola dell'infanzia e nella scuola primaria.
            Esistono comunque dei master abilitanti. Mi vengono in mente:
            1. quelli in direzione e coordinamento delle professioni sanitarie/infermieristiche, senza i quali non si può accedere a tali funzioni, che sono quelle dell'ex caposala. Anche gli ostetrici, gli infermieri e gli infermieri pediatrici titolari di laurea magistrale non possono svolgere queste funzioni. É indispensabile conseguire il master e trattandosi di master di primo livello questo si può fare dopo la laurea.
            2. quelli in giornalismo riconosciuti dall'Ordine (che a mio avviso non servono a niente, dato che producono schiere di disoccupati: ma sostituiscono il praticantato dando accesso alla prova di idoneità  professionale impropriamente nota come esame di Stato). Anche questi sono di primo livello. Solo due erano di secondo (addirittura lo erano quando alla Scuola di giornalismo radiotelevisivo di Perugia e agli istituti per la formazione al giornalismo di Urbino e di Milano "Carlo de Martino" si accedeva ancora col diploma), ma dopo l'approvazione del nuovo quadro di indirizzi da parte del Consiglio nazionale dell'Ordine i rispettivi atenei (Bologna e Napoli Suor Orsola Benincasa) hanno dovuto declassarli al primo livello.
            3. quelli abilitanti alla professione di mediatore civile.
            Infine va detto che i master universitari valgono per l'accesso ai ruoli della pubblica amministrazione. Per le graduatorie degli insegnanti valgono non ricordo se uno o due punti, indipendentemente dal fatto che siano di primo o secondo livello (a tal fine dopo una serie di pronunciamenti della giustizia amministrativa sono considerati equiparati i corsi di formazione da 1500 ore organizzati da enti accreditati MIUR come l'associazione Mnemosine). Per i concorsi e le progressioni economiche orizzontali la loro validità  varia da ente a ente); prima era considerato un titolo post lauream alternativo alla laurea magistrale per l'accesso dall'esterno alla dirigenza, mentre con l'entrata in vigore del d.lgs. 80/2018, attuativo del DPR 70/2013, per l'accesso all'ultimo concorso della Scuola nazionale dell'amministrazione è stata richiesta la laurea magistrale più 5 anni di servizio (anche non continuativi) in una posizione funzionale per la quale è richiesta la laurea, sostituibili da un titolo tra master universitario di secondo livello, diploma di specializzazione e dottorato di ricerca. Attualmente questa è l'unica modalità  di accesso alla dirigenza di seconda fascia nelle amministrazioni centrali (anche a ordinamento autonomo), mentre per l'accesso a regioni, enti locali e cosiddetto parastato vigono altre norme nelle quali non mi addentro.

            la base di tutto rimane la laurea.
            In teoria la laurea (L) è il principale titolo rilasciato dall'università  e quello su cui si basano tutti gli altri, che non possono che essere conseguenti.
            Il problema è che dopo vent'anni il 'taliano medio ancora deve capire la riforma e molta gente è convinta che laurea magistrale significhi 5 anni, quindi che il titolo principale sia quello.
            Si tenga presente altresì che all'interno dell'European qualification network master universitario di primo livello e laurea magistrale sono collocati esattamente sullo stesso livello, il settimo. Ne consegue che al di fuori dell'Italia il master universitario di primo livello dev'essere riconosciuto come secondo ciclo del processo di Bologna, ad esempio in UK master's degree (= grado del maestro, cioè laurea magistrale). Questo paradosso dipende dal pasticcio che hanno fatto in sede di attuazione della riforma. Se ci si volesse veramente adeguare al processo di Bologna, i corsi di laurea dovrebbero durare dai 6 agli 8 semestri (180-240 crediti ECTS) e i corsi di laurea magistrale dai 2 ai 4 (60-120 crediti ECTS). I master andrebbero aboliti e quelli già  rilasciati dovrebbero essere transitoriamente equiparati alle lauree magistrali.

            Inoltre, sempre secondo me, i master di I livello a meno che non siano onesti (costo contenuto e buon programma didattico) sono da evitare perchè sono un gradino sotto quelli di II livello (cioè per laureati magistrali).
            I master universitari di secondo livello al di fuori dell'area sanitaria sono quasi inesistenti. Non per niente nell'università  dove lavoravo io avevamo un sacco di iscritti ai corsi di master universitario di primo livello in possesso di laurea magistrale. Il MIP del Politecnico di Torino per un periodo rilasciava il master universitario di primo o secondo livello a seconda del titolo di accesso, in séguito alla frequenza e al superamento delle prove dello stesso corso. La LUM prevede per alcuni corsi di master la versione di primo e quella di secondo livello, che però almeno sono diverse.

            alcune università  fanno lo scherzetto di piazzare questo genere di corsi nelle classi di scienze della comunicazione rovinando completamente la carriera allo studente.
            Ma non esiste mica la classe di Scienze della comunicazione nel secondo ciclo
            Se ti riferisci alla LM-59, ci sono corsi in à mbito statistico in questa classe?
            BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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            • #7
              Normalmente neanche le lauree e le lauree magistrali sono abilitanti, a parte quelle in professioni sanitarie e quelle finalizzate all'insegnamento nella scola dell'infanzia e nella scuola primaria.
              Esistono comunque dei master abilitanti. Mi vengono in mente:
              1. quelli in direzione e coordinamento delle professioni sanitarie/infermieristiche, senza i quali non si può accedere a tali funzioni, che sono quelle dell'ex caposala. Anche gli ostetrici, gli infermieri e gli infermieri pediatrici titolari di laurea magistrale non possono svolgere queste funzioni. É indispensabile conseguire il master e trattandosi di master di primo livello questo si può fare dopo la laurea.
              Mi piacciono questi piccoli assist che fai all'Unipegaso ogni tanto con la scusa del fare informazione.
              Se vuoi puoi anche dire che il master costa 1.300 euro e (probabilmente) che ci sono convenzioni varie.

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              • #8
                Io non faccio nessun assist all'Unipegaso, la quale non rilascia nessuno dei master abilitanti da me citati (essi si basano infatti su convenzioni e accreditamenti di cui al momento UniPegaso non beneficia. Il master in Giornalismo di UniPegaso *non* è abilitante).
                I master UniPegaso costano ufficialmente dai 600 ai, se non sbaglio, 1800 euro. Tuttavia iscrivendosi tramite ECP o in forza di convenzioni i più costosi scendono a 800. In Unitelma Sapienza i master costano nominalmente di più, ma c'è una convenzione per i laureati interni in base alla quale si paga solo la prima rata, quindi alla fine costano meno di quelli Pegaso.
                BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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