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Ingegneria fluidodinamica

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  • Ingegneria fluidodinamica

    Salve a tutti,

    l'anno scorso ho ripreso a studiare un corso di laurea triennale in ingegneria edile.
    Ora sto svolgendo l'erasmus per migliorare l'inglese, in particolare quello tecnico.
    A dicembre 2019 dovrei laurearmi e a 32 anni sarò ingegnere.

    Ho una forte curiosità , mi piace la matematica e soprattutto la fisica. Sono appassionato di architettura e mi piace concentrarmi sull'implementazione.

    Sto valutando due opzioni:
    - tirocinio post-laurea con inserimento nel mondo del lavoro
    - un corso di laurea magistrale affiancato da una attività  lavorativa (ho lavorato molto nella vita, anche studiando e riconosco che non è facile ma si può fare)

    Quali aziende e università  sono specializzate nell'ambito di studi in oggetto (titolo messaggio)?

    Mi piacerebbe avere opzioni sia sull'Italia che l'estero, amo viaggiare.


    Grazie :)

  • #2
    1. Si diventa ingegnere con il superamento dell'esame di Stato, non con il titolo accademico. All'esame di Stato per la sezione B dell'albo si può accedere con una laurea afferente a una delle classi ingegneristiche e a quelle di Scienze dell'architettura e dell'ingegneria edìle, Edilizia e Scienze e tecnolgie informatiche; dopo il suo superamento si consegue il titolo di ingegnere iunior. All'esame di Stato per la sezione A si accede con laurea magistrale di classe ingegneristica, architettonica o informatica.
    L'abilitazione consente, a condizione di essere iscritti all'albo, la spendita del titolo di ingegnere e l'esercizio della libera professione. Per lavorare come dipendenti non è necessaria, salvo che l'attività  svolta abbia una rilevanza pubblicistica. Mi spiego: se io sono dipendente di una società  che si occupa di progettazione ingegneristica per la quale svolgo disegni e progetti, non ho bisogno di essere abilitato all'esercizio della professione di ingegnere, in quanto questa non è attribuzione esclusiva degli ingegneri. Ma se la società  intende presentare a un comune istanze che necessitino della firma di un professionista abilitato, allora esse debbono essere presentate a nome di un ingegnere, architetto, geometra o perito industriale, quindi o si avvale di liberi professionisti oppure ha al proprio interno dipendenti abilitati.
    Attenzione: l'uso del mero titolo di ingegnere senza essere abilitati o senza essere iscritti all'albo è punito dall'art. 498 cod. pen., oramai depenalizzato (è previta una sanzione amministrativa). Ma l'esercizio abusivo della professione costituisce grave reato (art. 348 cod. pen.). Nel caso dell'ingegnere il confine è molto labile. Mi spiego: se io, senza essere abilitato e comunque senza essere iscritto all'albo, mi presento come ingegnere anziché dottore (qualifica accademica che però nella tradizione italiana si usa anche esternamente all'università ), questo comportamento integra di per sé il 498. Ma se io sono dipendente di una società  di ingegneria per la quale redigo progetti e nell'à mbito di questa attività  mi faccio chiamare ingegnere, allora questa condotta integra senza dubbio l'esercizio abusivo, poiché, pur la attività  non rientrando tra le attribuzioni esclusive della professione di ingegnere, e neanche del gruppo di professioni di cui sopra, sto inducendo chi si avvale del mio lavoro a credere che io lo svolga in quanto ingegnere, traendone un ingiusto vantaggio.

    2. Se per tirocinio intendi praticantato, non è necessario. Se intendi tirocinio formativo e di orientamento, cioè stage, non so nello specifico ramo quanto possano essere utili per l'inserimento lavorativo. In altri à mbiti non funzionano: sono usati come forza lavoro gratuito o quasi gratuito dalle imprese.

    3. Sul fatto che la laurea sia sufficiente o sia necessaria la laurea magistrale è difficile risponderti; dipende anche dal lavoro che svolgi adesso e dal ramo dell'ingegneria che ti interessa.
    In linea di massima i laureati in Ingegneria sono ancora richiesti e generalmente la laurea semplice, senza neanche l'abilitazione professionale, è più che sufficiente per ricoprire la maggior parte delle posizioni. Il punto è che molti datori di lavoro chiedono la laurea magistrale per ignoranza, in quanto convinti che sostituisca la laurea del previgente ordinamento. Laddove comunque si accontentino della laurea, non mi risultano contesti in cui ai laureati magistrali vengano fatte svolgere mansioni superiori.
    Se ti interessa la libera professione, il discorso muta completamente.
    All'estero dipende dal paese. Ogni stato ha un ordinamento, ogni stato è un ordinamento. Non ti si può fornire una risposta valida in assoluto in merito alla riconoscibilità  dei titoli di studio e/o professionali fuori dall'Italia.

    Buon anno.
    BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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    • #3
      In linea di massima i laureati in Ingegneria sono ancora richiesti e generalmente la laurea semplice, senza neanche l'abilitazione professionale, è più che sufficiente per ricoprire la maggior parte delle posizioni.
      Direi che il periodo di cuccagna sta finendo, al massimo ci saranno altri 4-5 anni così.

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      • #4
        Originariamente inviato da Marika Visualizza il messaggio
        Direi che il periodo di cuccagna sta finendo, al massimo ci saranno altri 4-5 anni così.
        Cuccagna in che senso?

        Non esiste nessun paese europeo in cui ci sia questa corsa alla laurea magistrale come se questa costituisse il completamento di un percorso interrotto a metà .

        In tutti gli altri paesi europei con il bachelor fai tutto. E non sto parlando solo del Regno unito, il cui sistema universitario prevede un'organizzazione a tre cicli per una tradizione risalente al Medioevo (la stessa delle università  pontificie).
        Ad esempio in Spagna, malgrado il processo di Bologna sia entrato in vigore quasi dieci anni più tardi che da noi, il grado è del tutto equivalente alla vecchia licenciatura e nessuno trova da ridire sul fatto che per licenziarsi prima occorrevano dai 4 ai 6 anni mentre gli attuali corsi durano 3. Non solo: i vecchi licenciados potevano accedere direttamente ai programmi dottorali solo fino a un certo anno, mentre adesso anche a loro è richiesto il previo conseguimento di un mà¡ster. I programmi posgrado, finalizzati al conseguimento del titulo o grado di mà¡ster, sono di due tipi: quelli oficiales, presenti nel catalogo ministeriale dell'offerta formativa, e quelli propios, a ordinamento autonomo dell'ateneo che li rilascia. Quelli ufficiali sono generalmente abilitanti a professioni regolamentate, quali l'avvocato e l'insegnante, e sono finalizzati esclusivamente a quello: rispondono esattamente allo scopo per il quale sono previsti dal processo di Bologna, che è quello di formare alte professionalità  fornendo competenze da spendere in à mbiti specifici.
        Altra cosa: in Spagna i programmi posgrado, come nel Regno unito, durano quasi tutti un solo anno accademico. Solo in Italia è stata creata questa paradossale distinzione tra master annuali (di tipo vagamente professionale) e master biennali (lauree magistrali).

        Il risultato è che in altri paesi europei dopo il primo ciclo prosegue gli studi al massimo il 40% dei laureati (in moltissimi casi, peraltro, non subito, poiché sovente l'accesso ai programmi per laureati richiede anche esperienza lavorativa o di ricerca e/o lettere di referenza*), mentre da noi la laurea magistrale è un'autentica barzelletta.



        ________
        * Un altro sistema di sbarramento che a noialtri può sembrare crudele ma in realtà  è efficacissimo sono i costi altissimi di tali programmi. Questo fa sì che solo chi è realmente motivato e preparato riesca ad accedervi, poiché gli altri non verrebbero finanziati dai soggetti, spesso privati, che li finanziano (a fondo perduto o attraverso prestiti d'onore rimborsabili dopo aver cominciato a lavorare percependo un reddito congruo con il valore del titolo). Ciò rende i relativi titoli estremamente efficaci sul mercato del lavoro.
        BA Media & journalism BS Administration MPA Management & e-governance MBA General management LLM Law MA Political science MA Business & public communication PhD Digital law & economics

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        • #5
          Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
          1. Si diventa ingegnere con il superamento dell'esame di Stato, non con il titolo accademico. All'esame di Stato per la sezione B dell'albo si può accedere con una laurea afferente a una delle classi ingegneristiche e a quelle di Scienze dell'architettura e dell'ingegneria edìle, Edilizia e Scienze e tecnolgie informatiche; dopo il suo superamento si consegue il titolo di ingegnere iunior. All'esame di Stato per la sezione A si accede con laurea magistrale di classe ingegneristica, architettonica o informatica.
          L'abilitazione consente, a condizione di essere iscritti all'albo, la spendita del titolo di ingegnere e l'esercizio della libera professione. Per lavorare come dipendenti non è necessaria, salvo che l'attività  svolta abbia una rilevanza pubblicistica. Mi spiego: se io sono dipendente di una società  che si occupa di progettazione ingegneristica per la quale svolgo disegni e progetti, non ho bisogno di essere abilitato all'esercizio della professione di ingegnere, in quanto questa non è attribuzione esclusiva degli ingegneri. Ma se la società  intende presentare a un comune istanze che necessitino della firma di un professionista abilitato, allora esse debbono essere presentate a nome di un ingegnere, architetto, geometra o perito industriale, quindi o si avvale di liberi professionisti oppure ha al proprio interno dipendenti abilitati.
          Attenzione: l'uso del mero titolo di ingegnere senza essere abilitati o senza essere iscritti all'albo è punito dall'art. 498 cod. pen., oramai depenalizzato (è previta una sanzione amministrativa). Ma l'esercizio abusivo della professione costituisce grave reato (art. 348 cod. pen.). Nel caso dell'ingegnere il confine è molto labile. Mi spiego: se io, senza essere abilitato e comunque senza essere iscritto all'albo, mi presento come ingegnere anziché dottore (qualifica accademica che però nella tradizione italiana si usa anche esternamente all'università ), questo comportamento integra di per sé il 498. Ma se io sono dipendente di una società  di ingegneria per la quale redigo progetti e nell'à mbito di questa attività  mi faccio chiamare ingegnere, allora questa condotta integra senza dubbio l'esercizio abusivo, poiché, pur la attività  non rientrando tra le attribuzioni esclusive della professione di ingegnere, e neanche del gruppo di professioni di cui sopra, sto inducendo chi si avvale del mio lavoro a credere che io lo svolga in quanto ingegnere, traendone un ingiusto vantaggio.

          2. Se per tirocinio intendi praticantato, non è necessario. Se intendi tirocinio formativo e di orientamento, cioè stage, non so nello specifico ramo quanto possano essere utili per l'inserimento lavorativo. In altri à mbiti non funzionano: sono usati come forza lavoro gratuito o quasi gratuito dalle imprese.

          3. Sul fatto che la laurea sia sufficiente o sia necessaria la laurea magistrale è difficile risponderti; dipende anche dal lavoro che svolgi adesso e dal ramo dell'ingegneria che ti interessa.
          In linea di massima i laureati in Ingegneria sono ancora richiesti e generalmente la laurea semplice, senza neanche l'abilitazione professionale, è più che sufficiente per ricoprire la maggior parte delle posizioni. Il punto è che molti datori di lavoro chiedono la laurea magistrale per ignoranza, in quanto convinti che sostituisca la laurea del previgente ordinamento. Laddove comunque si accontentino della laurea, non mi risultano contesti in cui ai laureati magistrali vengano fatte svolgere mansioni superiori.
          Se ti interessa la libera professione, il discorso muta completamente.
          All'estero dipende dal paese. Ogni stato ha un ordinamento, ogni stato è un ordinamento. Non ti si può fornire una risposta valida in assoluto in merito alla riconoscibilità  dei titoli di studio e/o professionali fuori dall'Italia.

          Buon anno.
          Grazie per aver risposto :)
          Hai fatto bene a chiarire.. Sono stato un po' goliardico nel riferirmi al titolo di dottore..

          Il motivo per cui pensavo a un tirocinio è per maturare una qualche esperienza lavorativa o comunque per favorire l'inserimento nel contesto lavorativo.

          Ad ogni modo la mia domanda verte su ciò che mi piace e come poterlo applicare al meglio nella realtà  che si tratti di studiare o lavorare.

          Ad esempio qualcun altro mi ha consigliato di orientarmi sul Design & Engineering..
          Spulciando online l'ho trovato davvero interessante ma comunque non ho esperienza e non saprei come meglio approfondire questo ramo (fluidodinamica applicata all'architettura) in Italia o all'estero (sia per il lavoro che per lo studio)

          Buon anno :)

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          • #6
            Originariamente inviato da dottore Visualizza il messaggio
            1. Si diventa ingegnere con il superamento dell'esame di Stato, non con il titolo accademico. All'esame di Stato per la sezione B dell'albo si può accedere con una laurea afferente a una delle classi ingegneristiche e a quelle di Scienze dell'architettura e dell'ingegneria edìle, Edilizia e Scienze e tecnolgie informatiche; dopo il suo superamento si consegue il titolo di ingegnere iunior. All'esame di Stato per la sezione A si accede con laurea magistrale di classe ingegneristica, architettonica o informatica.
            L'abilitazione consente, a condizione di essere iscritti all'albo, la spendita del titolo di ingegnere e l'esercizio della libera professione. Per lavorare come dipendenti non è necessaria, salvo che l'attività  svolta abbia una rilevanza pubblicistica. Mi spiego: se io sono dipendente di una società  che si occupa di progettazione ingegneristica per la quale svolgo disegni e progetti, non ho bisogno di essere abilitato all'esercizio della professione di ingegnere, in quanto questa non è attribuzione esclusiva degli ingegneri. Ma se la società  intende presentare a un comune istanze che necessitino della firma di un professionista abilitato, allora esse debbono essere presentate a nome di un ingegnere, architetto, geometra o perito industriale, quindi o si avvale di liberi professionisti oppure ha al proprio interno dipendenti abilitati.
            Attenzione: l'uso del mero titolo di ingegnere senza essere abilitati o senza essere iscritti all'albo è punito dall'art. 498 cod. pen., oramai depenalizzato (è previta una sanzione amministrativa). Ma l'esercizio abusivo della professione costituisce grave reato (art. 348 cod. pen.). Nel caso dell'ingegnere il confine è molto labile. Mi spiego: se io, senza essere abilitato e comunque senza essere iscritto all'albo, mi presento come ingegnere anziché dottore (qualifica accademica che però nella tradizione italiana si usa anche esternamente all'università ), questo comportamento integra di per sé il 498. Ma se io sono dipendente di una società  di ingegneria per la quale redigo progetti e nell'à mbito di questa attività  mi faccio chiamare ingegnere, allora questa condotta integra senza dubbio l'esercizio abusivo, poiché, pur la attività  non rientrando tra le attribuzioni esclusive della professione di ingegnere, e neanche del gruppo di professioni di cui sopra, sto inducendo chi si avvale del mio lavoro a credere che io lo svolga in quanto ingegnere, traendone un ingiusto vantaggio.

            2. Se per tirocinio intendi praticantato, non è necessario. Se intendi tirocinio formativo e di orientamento, cioè stage, non so nello specifico ramo quanto possano essere utili per l'inserimento lavorativo. In altri à mbiti non funzionano: sono usati come forza lavoro gratuito o quasi gratuito dalle imprese.

            3. Sul fatto che la laurea sia sufficiente o sia necessaria la laurea magistrale è difficile risponderti; dipende anche dal lavoro che svolgi adesso e dal ramo dell'ingegneria che ti interessa.
            In linea di massima i laureati in Ingegneria sono ancora richiesti e generalmente la laurea semplice, senza neanche l'abilitazione professionale, è più che sufficiente per ricoprire la maggior parte delle posizioni. Il punto è che molti datori di lavoro chiedono la laurea magistrale per ignoranza, in quanto convinti che sostituisca la laurea del previgente ordinamento. Laddove comunque si accontentino della laurea, non mi risultano contesti in cui ai laureati magistrali vengano fatte svolgere mansioni superiori.
            Se ti interessa la libera professione, il discorso muta completamente.
            All'estero dipende dal paese. Ogni stato ha un ordinamento, ogni stato è un ordinamento. Non ti si può fornire una risposta valida in assoluto in merito alla riconoscibilità  dei titoli di studio e/o professionali fuori dall'Italia.

            Buon anno.
            Buongiorno,

            alla fine ho posticipato la laurea scegliendo di svolgere un tirocinio estero di circa 6 mesi nel project management dove ho affiancato un project manager in un grosso cantiere massivo (una vera e propria opportunità ).
            Sto per laurearmi a mi sto chiedendo appunto se valga la pena conseguire la laurea magistrale perchè da quanto ho visto in cantiere ci sono tante altre certficazioni da conseguire che hanno notevole importanza.

            Voglio proseguire nel project management (all'estero, fuori dall'Europa tipo in Asia), in questo ambito la laurea magistrale non è necessaria così come non è necessario essere iscritti all'albo degli ingegneri. Da quanto ho visto è molto più importante che acquisca esperienza e le tante capacità  necessarie (skills).

            Poi in un secondo tempo (un anno almeno) farò un master.

            Che cosa ne pensa?

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            • #7
              Buongiorno,

              per me potresti proseguire telematicamente, approfittando della svolta data dalla pandemia al sistema universitario, utilizzando la possibilità  di dare esami da remoto; inoltre, essendo all'estero presumibilmente "un ateneo vale l'altro", per cui potresti diciamo accelerare le cose senza porti il problema del dove conseguire il titolo.

              Ps. Qualunque cosa tu decida, almeno un master di un anno valuterei di abbinarlo alla laurea.

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              • #8
                Originariamente inviato da BeardedSnow Visualizza il messaggio
                Buongiorno,

                per me potresti proseguire telematicamente, approfittando della svolta data dalla pandemia al sistema universitario, utilizzando la possibilità  di dare esami da remoto; inoltre, essendo all'estero presumibilmente "un ateneo vale l'altro", per cui potresti diciamo accelerare le cose senza porti il problema del dove conseguire il titolo.

                Ps. Qualunque cosa tu decida, almeno un master di un anno valuterei di abbinarlo alla laurea.
                Grazie per la risposta!

                Concordo sulle maggiori opzioni disponibili in remoto. Il reale vantaggio che vedo in questa risorsa è seguire master o magistrale specifico non presente nell'offerta formativa dell'ateneo più vicino al mio domicilio o anche all'estero.
                Il problema è che non basta iscriversi ad un corso e pagare per completarlo, bisogna studiare per conseguire almeno il titolo e bisogna studiare ancora di più per fare realmente proprie almeno qualcuna delle nozioni presentate durante il corso.. In altre parole la qualità  dello studio necessita di tempo che non è assolutamente conciliabile con un lavoro. Quindi alla fine sono arrivato a chiedermi perchè conseguire un ulteriore titolo che dovrebbe dare un valore aggiunto ovvero dovrebbe innalzare la qualità  della tua figura se non puoi dedicargli la giusta cura?
                Il titolo di studio è importante solo che il mondo del lavoro è un posto dove i nodi vengono presto al pettine e se non sei un po' strutturato in quello che dovresti aver studiato il pezzo di carta non ti porta alla meta...
                Ecco perchè il master mi sembra un investimento sostenibile dato che non è un'attività  a tempo pieno (a differenza un corso di laurea magistrale) nascendo come un'attività  da affiancare al lavoro.
                Sarei disposto ad ridurre le ore settimanali di lavoro anche drasticamente solo se l'azienda per cui lavorerò me lo consentisse o addirittura decida di investire nella mia educazione.

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                • #9
                  Da neo assunto è praticamente impossibile che ti finanzino un corso di laurea/master.

                  Il titolo di studio è importante solo che il mondo del lavoro è un posto dove i nodi vengono presto al pettine e se non sei un po' strutturato in quello che dovresti aver studiato il pezzo di carta non ti porta alla meta...
                  In Italia non è sempre così, e in ogni caso, per esperienza ti dico che a volte serve il pezzo di carta anche solo per "poter parlare"; detto ciò comunque tu il tuo titolo lo hai e non sei obbligato a proseguire, ti si consigliava un percorso per valorizzare la tua figura professionale, ma non è che sia obbligatorio.

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                  • #10
                    Originariamente inviato da BeardedSnow Visualizza il messaggio
                    Da neo assunto è praticamente impossibile che ti finanzino un corso di laurea/master.



                    In Italia non è sempre così, e in ogni caso, per esperienza ti dico che a volte serve il pezzo di carta anche solo per "poter parlare"; detto ciò comunque tu il tuo titolo lo hai e non sei obbligato a proseguire, ti si consigliava un percorso per valorizzare la tua figura professionale, ma non è che sia obbligatorio.
                    E' vero, il solo pezzo di carta ti concede la parola, l'ho visto coi miei occhi..
                    Grazie per avermelo ricordato.
                    Allora credo procederò così, mi prendo un anno per lavorare con la premessa che almeno un master lo conseguirò o che sono aperto a un corso magistrale. Durante l'anno studierò come poterlo inserire nella mia vita lavorativa e personale esattamente come stavo cercando di fare quando aprì questa conversazione.

                    Rimango aperto ad un ulteriore ampliamento di prosettiva che non guasta mai :)

                    Grazie!!

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